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Megansformers

1 luglio 2009  |  1 Commento  |  in visto & sentito  |  

Ma torniamo a parlare di film, anche se film è comunque una parola grossa in questo caso: Transformers: La Vendetta del Caduto (”Transformers: Revenge of the Fallen“, 2009). Questo non è un film, è un orgia. Un orgia di.. un orgia. Un orgia e basta. Effetti speciali (tanti effetti speciali), figa (tanta figa), robottoni (tanti robottoni), spari ed esplosioni (tanti spari ed esplosioni), battutine del cazzo (tante battutine del cazzo), eccetera eccetera (tanto eccetera eccetera).

Si potrebbero fare molte critiche a questo megacosotrasformoso film: tipo le solite incoerenze tecnologiche (figaggini universali degne dei più avanzati robot, e poi non hanno un basilare sensore di calore o vanno avanti per sogni metafisici), o il fatto che per essere un film per ragazzini è un po’ troppo volgare, o ancora che alla fin fine effettivamente è una mezza cagata. Sarebbe tutto corretto. In ogni caso però — come per il primo film — è indiscutibile il fatto che questa pellicola compie il suo dovere di pellicola di intrattenimento puro in modo eccellente. Perché è così, e non ci sono cazzi. È il classico filmone da (e che si va a) vedere al cinema. Punto.

Capitolo a parte, ovviamente, per Megan Fox. Non posso esimermi, soprattutto su questo blog, di parlare della protagonista indiscussa del film. Perché ‘fanculo Optimus Prime, ‘fanculo le macchine, ‘fanculo i Decepticon, ‘fanculo il product placement, ‘fanculo Shia LaBeouf.. il film è praticamente (su) Megan Fox. Metà figata sono le millemila trasformazioni, metà figata è lei. È indiscutibile.

Megan Fox (e da qui le considerazioni restano circoscritte alle impressioni e sensazioni che lei trasmette in questo film specifico) è qualcosa di semplicemente indescrivibile. È imbarazzante da quanto è figa, semplicemente. Ci sono momenti in cui letteralmente c’è da mangiarsi le mani: in certe inquadrature ti sciogli. Ho sentito — con grande stupore — me stesso emettere gridolini di approvazione durante tutto il film, tipo bambini, e metà di questi gridolini erano per i primi piani pornografici di Megan Fox. Ragazzi, è incredibile. Stop.
Non parliamo poi della seconda strappona presente, tale Isabel Lucas..

Insomma, film del cazzo, senza dubbio, e voci dei robot incredibilmente divertenti. Ma, appunto, ci si diverte.. e questo è l’importante.

Voto: 7+.

La cattiveria

30 giugno 2009  |  0 Commenti  |  in attualità  |  

Chi di dovere ha sbagliato pedofilo.

Mammamiaccommestiamo

26 giugno 2009  |  0 Commenti  |  in sproloqui vari  |  

Povero blog in povero stato.

Lo sciallato

22 giugno 2009  |  0 Commenti  |  in considerazioni  |  

Non sono mai stato una persona angosciata: con tante paranoie forse sì, ma mai angosciata. Con questa base poi ora, dopo tanto tempo, ho sviluppato una capacità a non preoccuparmi/agitarmi per niente così forte che adesso a) sono la persona meno ansiosa di questo mondo e b) non riesco a preoccuparmi, anche quando dovrei/vorrei, di nulla. E quest’ultimo aspetto ogni tanto rappresenta un grosso problema.. soprattutto in ambito universitario. Concime per numerose figure di merda è.

Domani si rompe. Sicuro

20 giugno 2009  |  2 Commenti  |  in sproloqui vari  |  

Mi sono sempre reputato una persona previdente, onesta e cosciente di ciò che mi accade e perché. Per questo motivo oggi mi sento in dovere (ma lo faccio con molto piacere) di ringraziare pubblicamente la mia valigia, il mio amico Troll(e)y. — Ok, non gli ho mai dato un nome e non lo chiamo Trolly, ma lo faccio in questo post per comodità. Anzi, è femmina, quindi la mia amica Trolly. La ringrazio quindi su questo blog, dopo averlo fatto (più volte in realtà) dal vivo negli ultimi tempi e ultimi viaggi. Perché sì, perché voglio, e perché non si sa mai che un giorno (spero lontano) quando non sarà più con me non si possa trasformare in un essere capace di collegarsi ad internet e venire a controllare chi e cosa era il suo padrone e cosa diceva o faceva nel mondo che anche lei ha vissuto.

Trolly è un elemento speciale ed importante della mia vita, lo è sempre stato da quando l’ho presa con me. È quella, forse l’unica, che si potrebbe letteralmente definire come la mia migliore compagna di viaggio. È nera, di media grandezza, semplice, chiara (anzi, scura) e decisa. È morbida quando deve, e rigida quando serve. La sua anima resistente e strutturata le dona tremendamente, e mi ha supportato e sopportato per tutto questo tempo. In tutti i sensi. È generosa, e silenziosa: mai un lamento o un inconveniente. Con quella sua cerniera semi rotta sul davanti poi.. beh, è distintiva. I suoi maniglioni in gommapiuma poi sono un tocco di classe e d’eleganza, ed insieme alla sua flessibile robustezza Trolly rappresenta per me una fedele amica della quale andare fiero. E poi è molto attraente: tante altre valigie, le ho viste, sono rimaste rapite dalle sue sode rotelle..
Trolly non è di marca, o almeno credo. Reca solo la scritta “Club Med”, che se non sbaglio è un tour operator e non centra moltissimo con la produzione di valigie — e onestamente non capisco nemmeno da dove sia spuntata fuori ’sta cosa della Club Med a casa mia — ma evidentemente è un gadget di una qualche raccolta punti o premio. Insomma non è neanche fashion o vip ed importante come elemento. Ma è Trolly, la mia Trolly, ed è (apparentemente) indistruttibile.

Ne abbiamo combinate un sacco insieme, io e la Trolly. Mi ha seguito in lungo e in largo, facendomi compagnia pure in Erasmus. Viene con me tutte le sante volte che faccio su e giù da Rovereto, e a dirla tutta non l’ho nemmeno mai trattata proprio con riguardo. Anzi. Per come l’ho “gestita” e tenuta con me, devo dire, Trolly si sarebbe potuta sentire liberissima di prendere e andarsene (rompendosi o dandomi problemi) tranquillamente già dal primo anno di convivenza. E invece no, mi ha saputo capire, ha resistito, e si è fatta in quattro per me. Ha attraversato tutte le condizioni meteorologiche al mio seguito: sempre caparbia e vicina. Si è fatta il mazzo. Ha contenuto e mantenuto ogni cosa che le davo. L’ho riempita con amore e senso, ma spesso anche di cose indescrivibili e dalla dubbia utilità. L’ho sformata, mio malgrado, e il mio umore cangiante non le ha sempre risparmiato sofferenze. Ma lei è ancora qui, sempre con me. Da ormai quattro-cinque anni a queste parte. Quasi nuova. E sempre scattante, efficace ed efficiente. E intera, soprattutto. Non pulita magari, ma intera. Non stupenda, ma intera. Non perfetta, ma intera. Presente. Si piega, come si suol dire, ma non si spezza.

Grazie, indistruttibile Trolly. Ti voglio bene.



BOX2


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