Quella volta che chiesi a Buffon..
Ennesima nottata incredibilmente onirica quella appena passata. Nel sogno “principale” di questa volta, tralasciando alcuni avvenimenti precedenti, notevole è stato l’aver vissuto (per quanto si possa vivere un sogno) la vittoria dell’Italia ai prossimi campionati europei di Austria e Svizzera. Quindi ero nel futuro, oltre che in un universo parallelo e fittizio.
Di questo sogno le cose interessanti però sono altre, e sono principalmente due:
- la finale era tra Italia e Inghilterra. Ma visto che l’Inghilterra non si è nemmeno qualificata, ed essendo io razionale e preciso il più possibile anche nei sogni, quando mi sono accorto del bug di sistema ho modificato inconsciamente la squadra e mi sono ritrovato magicamente i francesi come avversari.
Ah.. e segnava Toni, di testa, come nella semifinale. Segnatevelo, non si sa mai. - conoscevo personalmente Buffon, e sono andato a trovarlo a casa sua -la Seredova non era in casa: abita in un vecchio beghinaggio piccolo e umido con vicino la sorella e la famiglia, ma cosa incredibile Gianluigi Buffon è un nome d’arte e lui si chiama realmente [cazzononmeloricordopiù].
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