No way

8 Dicembre 2007 – 19:16 | by nORgE |

Niente. Non c’è stato verso oggi. Oggi non era giornata, era destino. Il grande disegno cosmico voleva che io oggi non andassi a Lille. E il grande disegno cosmico, in quanto tale, ha vinto. A nulla sono valsi i miei coraggiosi tentativi e le mie ardite improvvisazioni. Il dio dei trasporti pubblici belgi oggi mi ha annullato con incredibile efficacia e solerzia. Un complotto in piena regola architettato da ignoti contro la mia ormai consolidata tradizione del viaggetto nel week-end.

L’idea era quella di andare a Lille, oggi: territorio francese inesplorato e sufficientemente vicino ai confini belgi per ipotizzare una visita in giornata. Viaggio pseudo-organizzato in pochi minuti dal sottoscritto, con in previsione un paio d’ore di rotaie intervallate da un paio di cambi di treno. Leuven-Bruxelles, Bruexelles-Tournai, Tournai-Lille. Facile. Che ci vuole? Ci vuole che ci siano i treni. Condizione che puntualmente non si è verificata.

Il sentore della sconfitta si era già palesato al mio arrivo in stazione a Leuven: la folla turbata e inquieta che fissava disperata il tabellone delle partenze non prometteva niente di buono. E infatti la promessa è stata mantenuta. Con somma tristezza mi rendo conto che sono stati soppressi un fottio di treni per una nonsisaancoraquale ragione (dato che il neerlandese ancora non mi entra in testa). E tra questi treni, ovviamente, c’era anche il mio. Un semplice innocente IC per Bruxelles, soppresso così crudelmente e senza avviso.

Era già tardi, e il treno soppresso che volevo prendere era già una terza scelta. Andare a dormire alle 4.30 di mattina a quanto pare non è vantaggioso in prospettiva alzarsi presto per prendere un treno. Quindi avevo già rinviato la partenza una volta, adesso la rinviavo ancora. Io però ancora convinto di farcela tranquillamente. Ci saranno dei problemi qui intorno, pensai.
Aspetto lì un po’, saluto uno spagnolo facendogli notare che anche il treno che doveva prendere con sua morosa era stato soppresso, e prendo il primo convoglio che mi porta nella capitale. Destinazione: stazione Midi/Zuid, dalla quale avrei preso il mio treno per la Francia. E invece no. L’arrivo a Bruxelles sud è solo l’inizio di n fredde ed interminabili ore di nulla.

Succede infatti che il delirio di soppressione casuale di treni ha contagiato a quanto pare tutta la rete ferroviaria belga, e a tutt’ora non ho capito perché. Fattostà che trovare un treno che parte veramente per Tournai è impossibile: vengo ingannato, in simpatica compagnia di altre centinaia di persone, più volte che un treno possa partire da quel o quell’altro binario a quella o quell’altra ora, ma l’infinocchiatura arriva sempre precisa e beffarda.

Alché, dopo treni che non arrivano o treni che non partono proprio restando chiusi, mando a ‘fanculo Lille e decido, visto che ormai son lì, di fare un giro a Charleroi: tanto francesi son francesi pure lì, non è distante, ed è una delle poche città belghe che mi mancano da vedere. Convinco me stesso che sto cogliendo l’occasione, e mi rassicuro dicendomi che vuoi che non ci sia un treno sborato per Charleroi?
Mi illudo stupidamente come al solito, e infatti aspetto per niente perché il famoso treno sborato per Charleroi non c’è. O meglio: c’è, ma non c’è. Ci dovrebbero essere, arrivare e partire.. ma non si vedono. Appaiono casuali indicazioni di ritardi di imprecisati minuti, ma cambia l’ora cambia il binario, di treni per Charleroi non riesco a prenderne.

Amareggiato e pieno di sconforto ripiego tristemente per un giro in centro per Bruxelles. La stazione sud dove mi trovo è distante, opto quindi per la metropolitana. Scendo di altri millemila metri sotto il livello del mare, intuisco a fatica che treno devo prendere, e mi dirigo sulla linea che mi interessa. E aspetto.
Aspetto ancora. 5, 10, 15, 20 minuti. Niente. Arrivano treni dalle altre parti, ma da me niente. Sguardi imbarazzati aleggiano fra gli astanti. Poi mi girano i coglioni, prendo sfanculo il mondo ed esco. Ma vedi te se non riesco manco ad andare in centro, non sia mai! Salgo in superficie e mi dirigo verso la vicina stazioncina degli autobus: un freddo puttana, un aria che mi spostava (e che prima non c’era), e pioggia. Ma di bus manco l’ombra. Niente, nisba, nada.

A quel punto cedo. Crollo. Di fronte all’ineluttabilità della sorte e degli (a questo punto) scioperi. Come se non bastasse, tra la folla nella stazione e fuori, sciami di persone e ragazzi appartenenti a non precisate associazioni ambientaliste incasinano maggiormente la situazione anche se con tutte quelle cose verdi donano un pizzico di speranza a chi ormai ne è assolutamente privo.
Come detto quindi cedo, e cerco di tornare a casa. Se sono arrivato lì in qualche modo da lì potrò pur tornare indietro no. No. No perché qui il complotto ai miei danni si manifesta in tutta la sua sadica essenza, e mi rivela che non posso nemmeno tornare da dove sono venuto. Infine, dopo treni che non vanno e non vengono, sul limite delle lacrime che non scendevano solo perché si cristallizzavano dal freddo già al momento della loro formazione, dopo tre invani tentativi di intravedere un treno che andasse in direzione Liegi -o almeno Leuven- si materializza al magico binario 14 un bel e caldo IC che prendo al volo, incurante di destinazione o quant’altro. Volevo solo andare via, da qualche parte, un posto qualsiasi. Fortuna poi volle che alla fine quel treno passasse anche dalla mia cittadina belga di residenza, e che io con bici aggiustata per l’ennesima volta (e sotto l’acqua) sia riuscito a tornare a casa quasi sano e sufficientemente salvo.

La morale di tutto questo mio racconto autobiografico, oltre all’acuta osservazione che dice che anche in Belgio riescono a far casini quando si impegnano, è semplicemente: domani col cazzo che ci riprovo.


  1. 1 commento to “No way”

  2. By niknet on Dic 9, 2007 | Reply

    minchia che sequenza di sfighe colossali!!!
    neanche io in fondo… ci riproverei !!

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