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Non ho neanche un pandoro

24 dicembre 2007  |  0 Commenti  |  in Erasmus, Quotidiano

Dunque. Natale no? Natale, a quanto pare. E’ domani praticamente. E a me piacerebbe proprio scriverne qualcosa, se non fosse che ultimamente non riesco a mettermi giù a scrivere molto. Non so bene perché, son periodi, come è facile immaginare.

Cosa dire di questo Natale che così ostinatamente sto scrivendo con la lettera grande senza neanche sapere perché? Non saprei. Anche perché bene o male lo sento sempre meno, e quest’anno non fa eccezione. Anzi. Non lo sento definitivamente più. E’ ufficiale.
Se non fosse per la rottura di palle mediatica, le luci nelle strade e per il freddo mi sembrerebbe quasi di poterne fare tranquillamente a meno. O meglio, ne faccio tranquillamente a meno benissimo. E’ che almeno rispetto ai caldi anni scorsi questo sembra avere più senso.

Proseguo con quello che sarà un post completamente delirante e senza senso dicendo che mi sono bello che rotto i coglioni del Natale. Che sia chiaro.
Magari non lo notavo ma quando ero bambino io qualcosa di sensato ancora c’era, forse. E un po’ vorrei tanto tornarci bambino, perché mi manca tutta quella eccitazione per il Natale incombente. Ovvio che da bambini lo si aspetta soprattutto per ovvie questioni di guadagno, ma è innegabile che da bambini si sente veramente l’atmosfera e la magia. O meglio, si sentiva: adesso non ho idea di come i bambini di adesso sentano questo particolare periodo dell’anno. E se ci penso ho molta paura, quindi penso subito ad altro.

Si potrebbe star qui secoli a parlare di Natale, atmosfera, regali, bontà , ipocrisia, tradizioni, religione, eccetera. Ma il fatto è che neanche io so dove voglio arrivare, perché nemmeno io so cosa ha più senso oggi e se veramente c’è un punto in questa situazione o in questo discorso.
So solo che domani per me, tanto per cambiare, sarà un giorno come gli altri. Bello o brutto. Anzi, sarà un giorno come gli altri nel suo essere uno dei tanti giorni non come gli altri, di questo meraviglioso periodo erasmus che sto vivendo. Quindi forse a pensarci bene un senso a tutto questo quest’anno lo posso anche trovare. Ed è quello che avevo in mente ancora prima di partire, quando sapevo che sarei rimasto qua in questo periodo di vacanze.

Il senso è osservare, considerare, riflettere, ed imparare. Da tutto, e da tutti. Sempre. A Natale soprattutto.
A Natale puoi.

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