DueZeroZeroSette
Che poi, uno si accorge che è già il 28 dicembre e vorrebbe scrivere qualcosa di quest’anno che sta finendo. Anzi, vorrebbe scrivere qualcosa e basta. Ma forse il fatto che non si sta ritagliando i suoi momenti di riflessione lo sta limitando parecchio.
Ha quei meravigliosi attimi prima di addormentarsi in cui la sua mente ha libertà di estendersi in lungo e in largo, anche dove sa che fa male e non sarebbe il caso. Ecco, quei momenti. Ma poi basta. E vorrebbe tanto riuscire a mettere giù quei momenti, come per riuscire a renderli ufficiali quei pensieri, ma non ci riesce mai. Quei momenti sono unici, ed irripetibili, nel bene o nel male.
Allora si mette giù senza una solida idea di quello che scriverà e su quello che le sue dita cominceranno a digitare sulla tastiera, consapevole inoltre che quelle dita non sono ne saranno mai abbastanza veloci da tenere testa a quell’irrequieto flusso di pensieri.
Si è già perso, brutto segno.
Rilegge una cosa e la corregge. Ora prova a continuare.
Pensa a quest’anno, appunto, che sta per finire. Ormai siamo agli sgoccioli, come si suol dire, e lui cerca di fare mente locale su quest’ennesimo ciclo di 365 giorni. Ma fa fatica a focalizzare il tutto come un insieme. No, non ce la fa proprio. Gli sembra tutto così surreale. O meglio, gli sembra tutto così diverso.. diverso da se stesso. E’ stato un anno con dei (lunghi) periodi che non possono e non riescono a congiungersi fra loro tanto sono di diversa natura ed essenza.
Come già accennato è stato tutto una divisione in semestri, con altre tre parti indipendenti ma connesse tra loro che fanno da preludio, interludio, e postludio di una fantomatica opera –che oggi potrebbe trovare collocazione nel segmento comedy-drama– dalle ambientazioni molto diverse ma dalle tematiche sempre stantìe e ricorsive.
Un anno apparentemente indescrivibile ed impossibile da riassumere con facilità .
Ragion per cui non sa come andare avanti, e si ripromette di continuare un’altra volta.






















