Capodanno a Roma /23Capodanno a Roma /22Capodanno a Roma /21Capodanno a Roma /20Capodanno a Roma /19DCapodanno a Roma /18Capodanno a Roma /17Capodanno a Roma /16Capodanno a Roma /15Capodanno a Roma /14Capodanno a Roma /13Capodanno a Roma /12
-->

Home / Quotidiano / Blog article: Fatalità eh -->

Fatalità eh

28 gennaio 2008  |  0 Commenti  |  in Quotidiano

Si fa presto a fare i (e a dire di essere) razionali. Si fa presto a fare i miscredenti, i logici, i ponderati. Anche perché magari ti viene naturale, o perché concepisci la cosa come l’unica verità .
Insomma, se veramente lo si vuole, si fa presto ad essere persone obiettive. E ci vuole poco per non credere alle coincidenze, alle religioni o al destino, in virtù della sempre cara statistica e delle sempre attendibili probabilità .

Poi ti capita di sognare una persona che non hai mai praticamente sognato. Un sogno normale, niente di straordinario o eccezionale eh. Un sogno come al solito molto strano, per luoghi avvenimenti e persone, ma che rientra nella categoria dei sogni che fai ogni santa notte. Eccetto appunto per la presenza di questa persona che -non ti ricordi come- compare all’improvviso e silenziosamente fa la sua parte, come in uno dei più classici camei cinematografici dal retrogusto nostalgico.
E tac!, scompare. Allo stesso modo con cui era comparsa. E il sogno riprende con la sua, seppur strampalata, trama onirica. Ma c’era.
E tu per tutto il giorno pensi a questa cosa. A questo sogno. A questa persona.

E, manco a dirlo, la sera dello stesso giorno, questa persona che non senti da tanto, si fa viva. Ti scrive una mail. E tu ci rimani.. così, a bocca aperta. Come l’ultimo dei coglioni.
Poi ci pensi, e ti viene in mente che non è mica la prima volta che ti succede una cosa del genere. Fatalità sempre e solo con questa persona. Alché, da ultimo dei coglioni interdetti ed incapaci di pensiero e parola che ti sentivi prima, ti senti completamente inesistente ed immateriale nonché fluttuante nel nulla. E capisci che forse, certe cose, è inutile che te la tiri tanto, non le capirai mai.

Alché esci, incurante delle congiunzioni astrali e delle verità assolute.
Esci, con l’unico intento di stordirti di alcool per tutto il tempo in cui sarai in grado di tenere in mano un bicchiere.

Commenta! 2 visite, 1 oggi |

Lascia un commento!

-->

BOX2


Disclaimer e paraculate varie

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Inoltre i contenuti dei singoli post rappresentano il/un punto di vista dell’autore.
Ogni commento viene lasciato dall'autore dello stesso sotto la sua responsabilità; il tenutario del blog non è responsabile o perseguibile per il contenuto degli stessi ma si riserva il diritto di rimuovere quelli che (per varie ed insindacabili ragioni) ritiene opportuno.
Questo blog è soggetto a licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia.