Fatalità eh
Si fa presto a fare i (e a dire di essere) razionali. Si fa presto a fare i miscredenti, i logici, i ponderati. Anche perché magari ti viene naturale, o perché concepisci la cosa come l’unica verità .
Insomma, se veramente lo si vuole, si fa presto ad essere persone obiettive. E ci vuole poco per non credere alle coincidenze, alle religioni o al destino, in virtù della sempre cara statistica e delle sempre attendibili probabilità .
Poi ti capita di sognare una persona che non hai mai praticamente sognato. Un sogno normale, niente di straordinario o eccezionale eh. Un sogno come al solito molto strano, per luoghi avvenimenti e persone, ma che rientra nella categoria dei sogni che fai ogni santa notte. Eccetto appunto per la presenza di questa persona che -non ti ricordi come- compare all’improvviso e silenziosamente fa la sua parte, come in uno dei più classici camei cinematografici dal retrogusto nostalgico.
E tac!, scompare. Allo stesso modo con cui era comparsa. E il sogno riprende con la sua, seppur strampalata, trama onirica. Ma c’era.
E tu per tutto il giorno pensi a questa cosa. A questo sogno. A questa persona.
E, manco a dirlo, la sera dello stesso giorno, questa persona che non senti da tanto, si fa viva. Ti scrive una mail. E tu ci rimani.. così, a bocca aperta. Come l’ultimo dei coglioni.
Poi ci pensi, e ti viene in mente che non è mica la prima volta che ti succede una cosa del genere. Fatalità sempre e solo con questa persona. Alché, da ultimo dei coglioni interdetti ed incapaci di pensiero e parola che ti sentivi prima, ti senti completamente inesistente ed immateriale nonché fluttuante nel nulla. E capisci che forse, certe cose, è inutile che te la tiri tanto, non le capirai mai.
Alché esci, incurante delle congiunzioni astrali e delle verità assolute.
Esci, con l’unico intento di stordirti di alcool per tutto il tempo in cui sarai in grado di tenere in mano un bicchiere.






















