Pare che la tendenza dell’ultimo decennio sia quella di produrre e girare film sempre più indecenti. E’ tipo una gara, non si cerca di creare capolavori, ma oscenità. E questo 10000 AC (“10,000 B.C.“, 2008) ne è la prova.

Già dopo i primi cinque minuti di proiezione ti chiedi Perché?, intuendo che quello che stai per vedere sarà una tale puttanata da far fatica a descriverla, ma a dire il vero ti viene questa sensazione anche solo dopo le prime sconclusionate parole del narratore. Quindi dopo 5,2 secondi. Quasi rimpiangi di non essere andato a vedere il film con Scamarcio o Vaporidis. Quasi.

Una cagata di film. Stupido. Insensato. Sbagliato. Ne senti la sbagliatezza subito, la vedi, la percepisci. E’ proprio sbagliato, il film. E’ sbagliata l’idea, è sbagliata la trama, è sbagliata la regia e gli effetti speciali, è quasi sbagliata anche la fotografia. E’ sbagliato il senso, sono sbagliati gli attori (praticamente tutti), sono sbagliate le intenzioni. E’ sbagliato lo spazio, è sbagliato il tempo, sono sbagliati i riferimenti, i dettagli e le motivazioni. E’ sbagliato tutto.

Ti chiedi che senso avesse fare tutto ciò. Ti chiedi -come il tuo amico giustamente suggerisce- come una persona possa una mattina svegliarsi e voler fare un film del genere. Ti chiedi il motivo. Ti chiedi cosa avrà mai mangiato prima, per partorire cotanta insulsa atrocità.

Anche l’attrice che interpreta Evolet (Camilla Belle), e che sembra un gran figa, non è altro che una niente di che. Neanche questo. Non ti danno nemmeno questa soddisfazione. Per non parlare poi di tutte le cazzate storiche geografiche antropologiche zoologiche eccetera eccetera. Alcune di queste nefandezze sono anche elencate qui, ma poi a livello stilistico e logico ce ne sarebbero altre centinaia. Un film (breve) nel quale ad ogni inquadratura ti verrebbe da gridare sillabe a caso condite da grugniti di disapprovazione. Un film nel quale, addirittura, ringrazi che il tuo vicino sgranocchi rumorosamente i suoi popcorn. Almeno ti distrae un po’.
Voto alto solo in segno di riconoscimento per le lenti a contatto azzurre della co-protagonista che, da sole e anche indossate da un rinoceronte con le occhiaie, sono trentacinque volte più espressive di tutti gli attori e le comparse viste nel film.

Voto: 3.