Italia razzista? Italia stereotipata? Italia allo sbando? Italia xenofoba?
Non c’è da offendersi, quindi non rompete il cazzo.
“Ti dovresti sentire offeso, in quanto italiano e veronese, per quello che stanno dicendo dell’Italia e di Verona, del razzismo eccetera. Non siamo mica tutti così, Verona non è razzista, i tifosi dell’Hellas non sono tutti naziskin!”. Così dice (anche) un mio amico. Io dico invece che no, non mi offendo manco per niente. Primo perché difficilmente la gente si inventerebbe affermazioni di questo tipo senza un riscontro sotto. Secondo perché, porca troia è innegabile, oltre che una solida base queste affermazioni praticamente le offriamo noi su un piatto d’argento. Siamo noi che siamo così e che ce le andiamo a cercare, quindi è da pagliacci negare l’evidenza. E’ come essere un riccio e negare di avere gli aculei. Dai.
E non mi offendo nemmeno per le generalizzazioni. Perché per quanto le generalizzazioni debbano sempre essere prese e fatte con cautela, è indubbio che sono frutto di tendenze evidenti e di induzioni che si basano sui fatti. Quindi dicendo che Verona è razzista, che i terroni sono tamarri, che gli italiani sono xenofobi, che quella certa tifoseria è nazifascista, che siamo mafiosi, che qua che la.. non facciamo altro che fotografare una situazione che c’è, che è reale, che esiste e non è cambiata nel tempo. E dicendo questo è sottinteso che non mi azzardo ad affermare che il 100% della popolazione veronese/italiana/gruppo-di-riferimento si così, quindi smettiamola per una volta col personalismo o col ce l’ha con me o col che cazzo ne sai tu. Perché vi fa comodo quando vi sentite dire che gli italiani sono tutti dei dongiovanni, o tutti artisti, o simpatici eccetera vero? Eh, cari miei, sentiamo solo quello che vogliamo noi.
Io non mi offendo perché sono cosciente della situazione, ma soprattutto sono cosciente di chi sono io e di chi sono le persone che ho intorno. Io so chi e cosa sono, so quello che penso dico e faccio – e il tutto volto anche al passato. Ho la coscienza pulita, e non prendo la cosa sul personale perché so perfettamente che non è rivolta a me e che io stesso non ho nulla da dimostrare. Con questo però non dico nemmeno che sono contento o sereno, perché è evidente che essendo (volente o nolente) parte di una comunità mi debba sentir almeno un po’ responsabile per non aver agito sufficientemente per affrontare e migliorare la situazione. Io con altri, s’intende, perché uno si rende anche conto che qui si parla di vincoli e possibilità umane su intelletto e ragione d’altri nonché si è anche consci che il mondo purtroppo non è né sarà mai perfettamente come si vuole.
Dunque non mi offendo io, no. Perché ci sono dei fatti che io non nego. Potrei anche farlo, sì, si potrebbe anche fare e c’è chi lo fa. Ma poi questi si sentono offesi, e a me non piace sentirmi offeso. Io mi offendo quando mi si accredita/addebita qualcosa di falso, non quando mi si critica una verità. E la strumentalizzazione in questo caso non è la generalizzazione, bensì la negazione della stessa per vittimismo.











claudio 17:26 on 28 maggio 2008 Permalink
assolutamente d’accordo con te punto per punjto.