Updates from dicembre, 2008

  • E se nasce una bambina poi la chiameremo Roma

    postato da nORgE alle 21:07 del 29 dicembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , cuppolone, , , ,

    A quanto pare c’ho preso gusto, e nel giro di due mesi torno per la seconda volta nella capitale. E questa volta ci torno coi butèi per il capodanno (ma va?), e me ne torno la notte fra il 2 e il 3 gennaio: vediamo cosa ne vien fuori, e speriamo di tornare interi.
    Vi saluto er cuppolone. Statemi bene.

     
  • 28/29

    postato da nORgE alle 00:04 del 29 dicembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , , , ,

    [continua da 25/26]

    Tornato dalla Spagna, con un volo che oserei definire una delle esperienze più belle della mia vita, mi sono immerso a mia volta in uno degli agosti più strani della mia vita, tanto che (per varie ed eventuali come ragioni mediche, tempi, soldi, eccetera) non sono nemmeno sceso giù in Calabria dai parenti come… come da una vita a questa parte. Questa tra parentesi è stata una cosa che mi ha segnato particolarmente perché, pur essendo sempre stato cosciente che prima o poi questo momento sarebbe arrivato, nel momento in cui mi sono trovato a non adempiere a tale tradizione mi sono sentito spaesato ed incapace di tracciare un segno in un anno che tanto ne avrebbe avuto bisogno. E quindi niente viaggio di solita riflessione ed introspezione sul primo semestre vissuto, niente parenti, niente mare, niente aria di un certo tipo, niente cibo di un certo tipo, niente normalità. Alché mi sono praticamente ritrovato a reinventarmi quel periodo, grazie al cielo senza troppi drammi e tragedie grazie alla presenza dell’ormai insostituibile internet e di decine e decine di serie-tv, più film che mi ero lasciato indietro e che finalmente ho avuto l’occasione di vedere. Una clamorosa overdose col più classico home entertainment.

    Poi, tutto il resto.
    Con settembre è partito uno dei periodi più intensi della mia vita, se non il primo sicuramente sul podio per quanto riguarda attività ed impegni, finito in pratica solo con questo dicembre… ma in realtà neanche tanto (finito). Mi sono reimmerso totalmente in quella vita universitaria in terra trentina che tanto mi piaceva e di cui tanto sentivo la mancanza: stessa cittadina e stessa università, ma nuova casa e nuove abitudini, nuova gente e nuovi posti, nuove energie e nuovo stile. Un anno di consacrazione per quanto riguarda la definizione di un mio posto nel mondo che mi circonda, in relazione anche e soprattutto alle persone con cui condivido l’esistenza. Un inspessimento marcato e sostanziale di quell’immaginario filo tirato che mi rappresenta, in mezzo ad un gran fascio di altri fili che si sfiorano toccano intersecano e si annodano formando il tutto, il continuum.
    Da settembre si sono susseguiti freneticamente avvenimenti su avvenimenti, conoscenze su conoscenze, idee su idee, decisioni su decisioni, impegni su impegni, insegnamenti su insegnamenti, evoluzioni su evoluzioni. Tutte cose nel complesso di una positività incredibile ed esaltante, ma anche eccitante e propensa alla creazione di altra e sempre più eclatante positività. Che detto così sembra non vuol dire un cazzo, ma se un giorno qualcuno riuscirà a tradurmi credo che l’essenza del discorso sia decisamente chiara.
    Una serie di eventi poi, collegati ad una specifica persona, hanno in realtà segnato con decisione questo periodo in cui in tutta onestà devo ammettere di aver recuperato o scoperto una sorta di autostima e speranza che credevo irrimediabilmente perse o scomparse. Una serie di eventi e manifestazioni che confesso si sono succedute molto inaspettatamente, ma sempre in modo positivo e propositivo. Scambi e legami che si sono verificati e formati con mio grande, grandissimo piacere e che spero possano durare il più possibile. Con essi tanti altri effetti paralleli che hanno allargato orizzonti e prospettive, agendo in qualche modo da conferma e stimolo ulteriore alle/per i nirvana raggiunti nella prima parte dell’anno. Veramente mille e mille eventi impossibili da recuperare, e motivo per il quale questo blog ha avuto una specie di battuta d’arresto e calo clamoroso di post e considerazioni tra settembre e ora. Se poi ci aggiungiamo Facbook (non basterebbe un intero blog dedicato per dire tutto ciò che ci sarebbe da dire su questo social network) e tutto il tempo da esso prelevato, il quadro si fa più chiaro e concreto.

    Nel mentre di questa chiamiamola full immersion di vita, o forse all’inizio, c’è stata una piccola parentesi di down psicologico e più classica tristezza/nostalgia tipicamente autunnali. Quel periodo che accennavo essere stato solo toccato quest’anno, a causa appunto degli impegni vari. Fase di down dovuta sia all’incapacità iniziale di gestire ed organizzare così tante cose, sia al periodo che coincideva con le famigerate partenze Erasmus. Di conseguenza una botta clamorosa di depressione: nel giro di una settimana sono partite molte persone di mia conoscenza, tra cui due miei compagni di corso in particolare che andavano proprio a Leuven, e in men che non si dica m’è piombata addosso tutta la tristezza post erasmus che con stupore mi ero reso conto di non aver avuto al ritorno. È stata una botta mica da niente, e riprendersi da tale malinconia condita dal riesumo di migliaia di foto e video è stata un’impresa di cui ancora porto le cicatrici — che tra l’altro si sono teeribilmente riaperte di recente quando ho avuto la brillante idea di riguardarmi L’Appartamento Spagnolo per vedere come era vedere quel film adesso che sono stato in Erasmus anch’io e sono tornato: tralascio le sensazioni provate poco prima dei titoli di coda.

    Con questo poco (o meglio: zero) tempo per fare viaggetti e cose simili programmate in precedenza, ma per fortuna tante altre piccole cose successe e fatte come ad esempio la mia prima vera manifestazione, Roma, l’assunzione di un impegno ufficiale a breve termine e di molti a lungo termine, programmi, lavori, inizio del tirocinio, la comprensione di non riuscirmi a laureare nemmeno in primavera, cene, stabilizzazioni, ritrovi, conoscenze, immersioni a capofitto senza paura, improvvisazioni, contenimenti, accelerazioni, distaccamenti, accentuazioni… e via dicendo in una profusione di assenze di tempi morti per riflessioni e scoppio di big bang di maturazione interiori.

    Insomma un anno mica da ridere. Fatto di tanti pro, e pochi-pochissimi contro. Un anno ottimo, un anno eccezionale. Un anno capostipite. Un anno in cui s’è finalmente varcata la proverbiale soglia e si sta scoprendo, a mano a mano che gli occhi si stanno abituando alla luce, tutte le meraviglie che essa celava evidenziate e pronte al virtuale raccolto dopo il periodo di semina. Un anno di grandi basi e fondamenta costruite su cui sviluppare e progettare. Dopo tanto tempo, e tante particolari sfumature che hanno fatto crescere. Perché lo voglio vedere così, brillante ed ammiccante, questo 2008 che quindi non stranamente mi sento di non voler salutare così presto; a differenza dei precedenti anni di grande scavo interiore.
    E c’è da crederci in questo anno nuovo che comincia già a bussare alla porta, c’è da crederci e ci voglio credere. Conscio già di tutte le difficoltà, tra l’altro sempre maggiori, ma conscio anche che la volontà è qualcosa di immenso e necessario, e che le occasioni sono ovunque e basta solo essere in grado di saper cercare e guardare nel modo giusto. Conscio di voler e saper plasmare la realtà secondo le mie necessità, aspirazioni, e capacità, per vivere una vita pregna di significato e vissuta nella sua essenza primordiale, semplice e genuina nel nome di un equilibrio che sempre più raramente si trova dentro e fuori le persone. Conscio di non essere completamente impazzito e/o di aver aderito a qualche setta o movimento religioso asiatico, benché queste righe lo possano suggerire.

    Spero che  in tanti possano avere al più presto un anno come questo mio appena passato, lo spero vivamente. E lo auguro col cuore a chiunque lo voglia e sia in grado di assimilarlo appieno, pur sapendo che il cambio di un numero/foglio o simili su un calendario (come ogni evento simbolo) è solo un aiuto psicologico per iniziare a fare. Se cercate e volete veramente, troverete.

    “Discover yourself.
    Start with the world.”

     
  • The Spirit de li mortacci tua

    postato da nORgE alle 22:43 del 26 dicembre 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , eva mendes, , , , , , , , the spirit,

    Ed è con (senza dubbio) uno dei migliori titoli di post che mi sia mai capitato di inventare che vado a commentare il film appena visto al cinema, dopo molto tempo dalla mia ultima presenza in sala: The Spirit (“The Spirit“, 2008).

    Nammerda. Nammerda è esattamente il primo aggettivo che ci viene in mente durante i primi dieci minuti di proiezione; minuti lunghissimi, tristi ed estenuanti in cui ci si chiede il perché della propria esistenza mentre si chiede scusa al proprio portafogli per aver permesso quell’assurdo furto che è lo sborsare 8 (OTTO) euro di biglietto, perché i prezzi sono aumentati e ché durante le feste le tessere sconto non valgono e ché c’è la crisi e che vaffanculo e paga.
    Sì, per i primi minuti quello che ti viene da pensare è se hai sbagliato sala, o se questa che stai vedendo è solo una parodia del film che andrai a vedere. O non so, magari è il making of. E invece no, è il film che è già iniziato e tu sei ancora lì che cerchi di capire che razza di film è e come lo devi prendere. Perché non si capisce, non si capisce in generale. Comunque poi migliora eh, grazie al cielo, ma non è che ci volesse molto per migliorare un po’ il ritmo di quei discutibilissimi primi minuti. Migliora ma te ne accorgi solo verso la fine, o magari anche a metà durante la pausa, e lo capisci dal fatto che non ti da più così tanto fastidio tutta quell’accozzaglia di parole a caso mascherate da profondi dialoghi introspettivi e/o sociali. Te ne accorgi dal fatto che alla lunga, e forse grazie alla legge dei grandi numeri, ti capita di sorridere ad una o due battute o situazioni che definirei senza timori referenziali puttanate. Migliora anche perché ti rendi conto che, al contrario di quello che pensavi, quello che stai vedendo è un classico film dalla trama bellafiga-bumbum-bellafiga-bumbum: alché ti godi infatti una Eva Mendes da annali del cinema che dall’inizio alla fine non la smette di metterti LETTERALMENTE tette e culo davanti, condita poi da svariate e più che conturbanti (eccetto la solita ridondante ed inutile Johansson) presenze femminili d’alto spessore.

    Un film che quindi in quanto a fighe ha tutte le carte in regola, come anche per quanto riguarda l’aspetto puramente visivo: cioè il motivo principe per il quale si va a vedere questo tipo di film, e l’argomento alla base di questo commento in quanto di certo non esente da critiche.
    Premetto subito che riconosco il mostruoso lavoro fatto a livello di fotografia, montaggio eccetera, e considero il tutto senza dubbio qualcosa di eccelso e assolutamente da vedere, ma per quanto…

    No scusate, qua il discorso andrebbe veramente troppo per le lunghe, e, come mi è stato fatto presente, il fatto che io in generale consideri questo film una porcata la dice tutta sul valore di un commento del genere. Alla fine non m’è piaciuto, punto. Forse perché mi aspettavo altro, forse perché non sono in grado io di cogliere un certo tipo di ironia, forse perché è stato fatto di merda e il fumetto ha tutto per essere considerato un capolavoro, e via discorrendo. Sta di fatto che l’attore protagonista è vergognoso, che molte scelte registiche sono da scartare da ogni tipo di discussione, che l’atmosfera creata sa molto di vorrei ma non posso, che la parte visiva che è fondamentale viene presentata esponendola troppo a) scopiazzando spudoratamente i dettagli che hanno fatto il successo di Sin City e b) esasperando troppo ciò che si vede già che è stupendo e fatto apposta per esserlo, per dare gloria alle tavole disegnate e agli occhi. Quindi insomma esagerato e sovralimentato senza avere una base degna sotto. Tipo questa recensione. Scusate.

    Voto: 5-.

     
  • 25/26

    postato da nORgE alle 02:28 del 26 dicembre 2008 | 3 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , , , , , ,

    Vento, acqua, freddo. Forse neve. Ci sta, è anche la notte di Natale.. siamo a fine dicembre, e ci sta quindi anche che la corrente continui ad andare e venire questa notte. Più andare che venire a dire il vero, ma in fondo è notte e non dovrebbe dar fastidio a tanti. In più avere un router spento ma un portatile acceso finché la batteria permette, fa di questo momento quello giusto — quello perfetto — per mettersi a scrivere qualche riga.

    Imposto il risparmio energetico, sia per salvaguardare la batteria se mai mi venga la vena di scrivere fino alla noia, sia per abbassare la luminosità dello schermo che, in quanto unica luce in casa, splende fin troppo affaticando gli stanchi occhi che mi ritrovo. Questo gesto di diminuzione della luce emanata dal monitor è in fondo paragonabile a questo momento/periodo dell’anno in cui (non so, forse solo io) imposto al minimo gli sprechi di energie, la frenesia, gli impegni. Sì, è festa, ci si rilassa. Sì, si mangia come bestie all’ingrasso e il contraccolpo fisico è prevedibile. Sì, l’abbiocco causato dal freddo e la conseguente voglia di stare in casa forse è pure normale… anche per chi come me non è che sia la persona più indaffarata ed attiva del solito — anche se.
    Imposto il quiete mode, e inizializzo una fase quasi di letargo, di assopimento. Forse un po’ per indisposizione, un po’ per staccare dal periodo molto intenso (ma positivissimo) appena trascorso, e forse anche un po’ per recuperare l’annuale momento nostalgico/triste autunnale che quest’anno (e magari era pure un bene) ho solo sfiorato e non vissuto appieno. Particolare e contorto come bisogno, ma probabilmente ho ciclicamente bisogno anche di tragicità emotiva.

    Siamo, più che altro per convenzione, arrivati anche questa volta alla resa dei conti, alla fine dell’anno, alla matassa da sbrogliare, eccetera eccetera. Siamo arrivati al recap, come si suol dire. I vari Babbi Natale, Sante Lucie, Befane e quant’altro non sono altro che personificazioni delle nostre coscienze che ci chiedono ora che l’anno solare è finito: cosa cazzo hai combinato quest’anno? E i doni che ci facciamo/scambiamo potrebbero non esser altro che auto premiazioni per esser stati bravi, o compensazioni per ciò che non abbiamo ottenuto negli ultimi 365/6 giorni. I propensi per l’anno nuovo sono ovviamente ipocrite menzogne a noi stessi che ci permettono di tralasciare quello che in realtà sarebbe il nostro ultimo compito personale, anche se sarebbe qualcosa da fare tendenzialmente molto più spesso a mio modo di vedere: cioè il temibilissimo esame di coscienza. Quella cosa talmente sensata che è consigliata anche da quei personaggi religiosi a cui dite sempre di credere quando vi fa comodo. Sì sì, quella cosa lì.
    E io come al solito non mi tiro indietro all’ingrato compito.

    Caro 2008, come sei stato? Come siamo andati? Io direi bene, decisamente bene, ma tu che ne pensi? Non mi sembra né ieri né l’anno scorso che sei iniziato, ti dico la verità, anzi che abbiamo iniziato; è qualcosa di diverso questa volta. Forse perché sono successe tante e tante cose, e allora non riesco onestamente a sentirlo come se fosse ieri, ma nemmeno posso oggettivamente considerare o accettare che sia passato già un intero anno tanta è l’intensità con cui ricordo alcuni momenti. Da quel capodanno, ancora in Belgio ancora a Leuven, quando iniziavo a rendermi conto che stavo ormai intraprendendo il finale di quel meraviglioso Erasmus, ma al tempo stesso ero più pimpante che mai e convinto che non sarebbe finita mai. Come poi effettivamente è stato ora che ci penso, ma tutto questo a tempo debito.  Con quei primi giorni dell’anno c’era anche una nuova e strana confidenza con me stesso e col mondo, sicurezza che non mi avrebbe mai più lasciato e che sarebbe diventata il leit motiv di questo duezerozerootto. Serenità, e presa di coscienza dei propri mezzi. Cosa eufemisticamente non da poco.

    Poi di corsa le ultime conoscenze, i primi saluti, i primi rimpatri, gli ultimi viaggi, la leggera tristezza. L’Olanda, il trasloco, i contatti, un tatuaggio, la consapevolezza, il compimento, la realizzazione, l’illuminazione. Poi un essenza che non andava via, una presenza nuova ed evoluta scoperta dentro; e con essa il ritorno, con un nuovo inizio. Un nuovo inizio fatto di più certezze e meno contraddizioni, di vecchi limiti e ostacoli che anche a distanza di un anno non sono stati superati ma che potrebbero essere sicuramente qualcosa — se non LA cosa — da cui riprendere. Un periodo confuso e frenetico con mille e ancora mille questioni da riprendere, riconsiderare, ricapire, ritrovare, dissotterrare. L’arrivo all’estate senza concludere ed aver concluso niente purtroppo ancora con quegli esami tanto pensati ma mai preparati a causa di tanta voglia, di tanto entusiasmo, di tanta vitalità. Con essa (l’estate) il saluto di una delle primavere più accuratamente seminate che ricordi e allo stesso tempo fulminee e non assaporate al massimo; e poi le piccole scoperte condite da chiarimenti, considerazioni e confutazioni  in una dieci giorni in terra catalana dal sapore puramente “personale”.

    [continua..]

     
  • Per tutti i pastorelli e le mangiatoie

    postato da nORgE alle 01:31 del 24 dicembre 2008 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , pagina, sistemare, , ,

    Vuoi vedere che per Natale (cioè domani, per chi come me si è appena reso conto di che giorno sia quello che sta vivendo ora) riesco forse anche a stabilizzare in modo quasi definitivo questo nuovo template? Layout, grafica, chiamtelocomevipare.
    Ovviamente non l’ho fatto io, ma altrettanto ovviamente ci sto smanettando e lo sto personalizzando. Già mi piaciucchia in generale, anche se la struttura bene o male è quella di quello vecchio, ma ovviamente l’header e la zona interessata credo potranno/dovranno subire molti accorgimenti. Comunque il più mi sembra sia fatto, spero qualcuno mi dia qualche feedback, soprattutto in riferimento ad eventuali problemi o pesantezza/lentezza/eccetera.

    Sto nel frattempo sistemando delle cosine, giocando ancora con Wordpress nuovo (urca che comodo!), smaltendo blogroll vari, instaurando pagine nuove, sfoggiando Lifestream, provando plugin, cazzi e mazzi. Mancano delle cose, sto studiando varie scelte importanti e non, togliendo cazzate inutili e via discorrendo.
    Insomma, voglio ricominciare con tutto in ordine.

    Chi se ne esce con un “Anno nuovo, vita nuova!” si prende una sberla. O meglio, viene bannato. Non si sa bene da cosa, come e da chi, ma fa scena dirlo e sembra veramente una cosa brutta e cattiva — soprattutto in questi giorni.

     
  • E sì che adoro le luci

    postato da nORgE alle 01:16 del 23 dicembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , indifferenza, , , , ,

    Questa cosa del Natale ormai, diciamocelo, ha rotto il cazzo anche quest’anno. Più che altro — o soprattutto perché — non lo si sente più. Anzi, io non la sento più. Ma zero proprio, ogni anno sempre peggio. Il che è tutto molto triste.
    E la cosa più triste è andare indietro coi ricordi e constatare quanto prima io adorassi questo periodo. Come tutti i bambini mi si potrebbe obiettare, ma in realtà anche da ragazzino mi piaceva. E pur riconoscendo con facilità quale sia stato l’avvenimento principe che ha cambiato le carte nella tavola del “sentimento”, non riesco a non farmi stare sul cazzo questa mia completa, indisponente, testarda ed inflessibile indifferenza. Anzi: insofferenza.

    Vabbe’, e ce ne sarebbero di cose da dire su feste, cibo e quant’altro in ’sto periodo; ma adesso anche solo scrivendone mi è aumentata la tristezza, quindi taglio qua.

     
c
compose new post
j
next post/next comment
k
previous post/previous comment
r
reply
e
edit
o
show/hide comments
t
go to top
esc
cancel