Questa cosa del Natale ormai, diciamocelo, ha rotto il cazzo anche quest’anno. Più che altro — o soprattutto perché — non lo si sente più. Anzi, io non la sento più. Ma zero proprio, ogni anno sempre peggio. Il che è tutto molto triste.
E la cosa più triste è andare indietro coi ricordi e constatare quanto prima io adorassi questo periodo. Come tutti i bambini mi si potrebbe obiettare, ma in realtà anche da ragazzino mi piaceva. E pur riconoscendo con facilità quale sia stato l’avvenimento principe che ha cambiato le carte nella tavola del “sentimento”, non riesco a non farmi stare sul cazzo questa mia completa, indisponente, testarda ed inflessibile indifferenza. Anzi: insofferenza.

Vabbe’, e ce ne sarebbero di cose da dire su feste, cibo e quant’altro in ’sto periodo; ma adesso anche solo scrivendone mi è aumentata la tristezza, quindi taglio qua.