de|stì|no
s.m.
il corso delle cose considerato come predeterminato e indipendente dalla volontà dell’uomo; fato, sorte [...]
Destino, fato, sorte: puttanate. Affascinante, profondo/a, imprescrutabile; ma puttanata resta. È inutile che ci giriamo intorno, è così. E lo sappiamo tutti. Sappiamo tutti quanto sia solo un’astrazione umana atta e concepita al solo scopo di farla franca con noi stessi. Co-mo-di-tà. È comodo, sì, poter appellarsi al destino, giustificarsi con il fato, fare affidamento alla sorte. Conviene, in molti (se non tutti i) sensi.
“Era destino!”. No, non era destino un cazzo: è successo, come no. O non è avvenuto, ma poteva. È o non è per semplice casualità e/o causalità: conseguenza logica o fisica; probabilità, statistica. Risultato di una serie di eventi: vettore risultante da una combinazione di scelte. E tenderei a soffermarmi e sottolineare questo fondamentale concetto di “scelta”: dicesi scelta una decisione, l’arbitrario atto. Capita ciò che scegliamo, quindi vediamo di scegliere bene.










