Updates from marzo, 2009

  • Diciamocelo

    postato da nORgE alle 13:27 del 30 marzo 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: gabibbo, , prospettiva, sfiducia,

    Siamo un, anzi IL, paese con il, anzi UN, Gabibbo: ma dove cazzo vogliamo andare?

     
  • E a noi tocca tenere la Puma per altri cinque anni

    postato da nORgE alle 00:07 del 29 marzo 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , essenziale, football shirt culture, , , , , perla, puro, ,

    Sempre detto io che quelli della Umbro ne sanno a pacchi..
    È stata presentata la nuova maglia della nazionale inglese di calcio, tailored appunto dall’azienza di Manchester — recentemente rilevata dalla Nike. Ho sempre apprezzato molto i lavori della Umbro in ambito di divise calcistiche, quindi in quanto fan, pur  non dimenticando alcune cadute di stile e/o errori, godo particolarmente ogni volta quando periodicamente si presenta l’occasione di ammirare un nuovo lavoro da questa realizzato.

    Era da tanto che non mi piaceva così tanto un home kit di una nazionale (anche se quello della Spagna campione d’Europa non era niente male) (ma quello nuovo per la Confederation’s Cup è un abominio) che quasi sono stupito di ritrovarmi nuovamente fiducioso del genere umano e delle sue creazioni propriamente stilistiche. Non una fucking polo come è stata apostrofata, ma una genuina e splendida consapevolezza di ciò che significa “divisa nazionale”. Pura, in tutti i sensi.

    Taking initial inspiration from the all-white strip worn in the 1966 World Cup semi-final against Argentina, the new kit is a stunning statement of confidence in pure, unadulterated, white-on-white. Even the star representing England’s 1966 World Cup victory is in tonal white. The only colours on display are a red Umbro logo and the newly-designed, light blue  ‘Three Lions’ Crest, as a beacon of pride on each player’s chest.

    Every detail on the kit has been considered: from the easy-hanging, darted shoulders and ribbed, vented underarm, to the flattened inside seams; from the single-button placket collar to the layout of the airflow vents (which are arranged in the pattern of the roses on the Crest). Every detail is designed purposefully for ultimate performance and stylish appearance.

    [footballshirtculture.com]

    Insomma, una perla inestimabile.
    Finalmente.

     
  • It's not about coming back. It's about looking forward

    postato da nORgE alle 12:08 del 25 marzo 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , bilancio, ,

    È già passato un anno e rotti giorni, dal mio ritorno in Italia dopo i sei mesi di Erasmus in Belgio. Ed è da un po’ che penso a questa cosa, a questa specie di anniversario.
    A settembre era un anno che ero partito, ora è un anno che sono tornato. Differenze, letteralmente, sottili e al contempo infinite. È da un po’ che ci penso, ed è da un po’ che penso a cosa è successo: come è andata, come è stato, e/o come è andato quel particolare periodo e questo particolare anno. Sono successe tante cose, ne ho capite tante altre, ne ho fatte altre ancora. E il bilancio, in fin dei conti, è decisamente positivo; come del resto posso dire per il resto del 2008 e per questo inizio 2009. Decisamente positivo, sottolineato con decisione, fierezza, e serenità. Senza timori.

     
  • COMPLEBLOG VI

    postato da nORgE alle 11:13 del 17 marzo 2009 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , parte, san patrizio, sesto

    Oggi questo blog compie SEI ANNI. 6. Six. Sechs. Seis. Seks.
    Fortuna che c’è chi compie gli anni prima di me, così posso riempire questo blog anche con cose decenti come questa:

    Quando ha aperto [questo blog] in Italia c’erano poche centinaia di blog (ora ce ne sono quasi 3 milioni – fonte), Splinder era nato da poco, Blogspot non era ancora stato comprato da Google e Wordpress non esisteva. Niente MySpace, Facebook o Twitter: il social network online era un concetto esotico e un po’ improbabile (il paragone più vicino erano i newsgroup, le mailing list oppure le chat di mIRC), e chi metteva il proprio nome e la propria faccia in rete, se non lo faceva per lavoro, era sicuramente uno sfigato. I contenuti multimediali erano i pesantissimi video in Quicktime o gli scattosi streaming di RealPlayer che ogni 3 secondi entravano in buffering; altro che YouTube. Gli MP3 già c’erano da un po’ (troppa grazia se erano a 128 Kbps, però), ma giravano per lo più sulle reti di file sharing come Napster (che però era già morto da 2 anni), Audiogalaxy (già morto pure quello), WinMX e l’inossidabile Soulseek, e sul web ancora si trovava poco o niente. L’indie era un concetto che aveva ancora un senso preciso, e Pitchfork era solo una webzine molto ben fatta (e già molto snob), che però non poteva gareggiare con la AllMusicGuide. Wikipedia aveva pochissimi contenuti in italiano. Il non plus ultra della posta online erano Yahoo e Hotmail, e in Italia Libero e Tin.It; GMail ce la sognavamo. Le serie tv le guardavamo su Italia Uno quando Mediaset si decideva, bontà sua, ad adattarle (= macellarle) e trasmetterle; l’idea di seguirle in pari con gli States come facciamo ora era pura fantascienza. Non che ci fosse chissà cosa da guardare, peraltro: c’era ancora Friends e andava forte E.R., X-files era già finito ma la new generation con House, Lost, Desperate Housewives e compagnia doveva ancora cominciare. Avere un blog era una cosa strana, e per descriverlo agli amici lo definivo come un semplice sito (non come adesso che spesso si fa il contrario); ciononostante, il blog era già morto, non ricordo cosa fosse ad averlo ucciso (certo non Tumblr, Friendfeed o il nanopublishing) ma era già spacciato e senza futuro
    [inkiostro]

    Perché se dovessi scrivere qualcosa io, come sto infatti provando ora, sarebbe un gran casino — ma mi piacerebbe tanto fare un resoconto del genere anche solo per le cose che sono state scritte qui.
    Prima di tutto perché, io per primo, faccio fatica a pensare a questi sei anni. Sei anni sono tantissimi, soprattutto in termini internettiani. Milleduecento post circa, poco meno di milleseicento commenti, e qualcosa come quattromila e rotti tag (questi ultimi tutt’ora in fase di standardizzazione). Un casino di roba insomma, e un casino di tempo: tanta e tanta acqua è passata sotto i ponti di queste pagine.. tante e tante parole. Parole, frasi, considerazioni, lamenti, critiche, commenti, sproloqui e tante altre cose. Spesso inutili, ne convengo. Ma è quel tipo di inutilità che piace a me, quell’inutilità molto blogger che forse sotto sotto in realtà a qualcosa serve — qualcosa che non sai mai bene come definirla ma sai che c’è ed è importante.

    Le cose da dire, comunque, sarebbero un’infinità. Il concetto che sintetizzerebbe il tutto potrebbe essere quello di fratello, o di estensione.. perché se penso a questo mio blog penso a qualcosa che ad ogni modo mi appartiene. Ecco, forse è decisamente parte di me: di quello che ero, sono e sto diventando. Mi andrebbe, più che fare gli auguri a questa astrusa entità chiamata blog, fare gli auguri a me stesso. In fondo questo anniversario è un mio compleanno virtuale, tra l’altro deciso autonomamente e quindi forse più sentito. L’anniversario dell’inizio di un nuovo e diverso modo di vedere, pensare a, e considerare la vita.. insieme a ciò/chi mi sta attorno.

    Auguri a me, auguri a questo POSITIVE blog, e auguri a tutti i Patrizii.

     
  • Ma lascia stare

    postato da nORgE alle 14:42 del 11 marzo 2009 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , zlatan ibrahimović

    Battesimi, lauree, associazioni, serate, compleanni, ritrovi, tirocinio, lezioni, feste, aperitivi, rinfreschi, treni, inaugurazioni, cene, bevute... non dormo più.

    Ma si può fare ’sta vita?
    Cerrrto.

     
  • Dicesi venire al sodo

    postato da nORgE alle 01:18 del 7 marzo 2009 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: , compreso, conciso, , , esempio, inviare, , , mandare, , , , , , , solo, ,

    Benvenuti. Oggi propongo a tutti voi una lezione gratuita di civiltà, logica, risparmio (di tempo e denaro) e buonsenso. Seguite bene la seguente breve spiegazione: è facile, veloce, e scommetto farà vivere meglio voi e — soprattutto — chi vi sta “intorno”.

    Il tutto è comodamente applicato alla vita di tutti i giorni, e alla tecnologia quotidiana più comune ed utilizzata: il cellulare. È a prova di idiota, quindi non avete scusa.. o meglio, non avrete dubbi sulla vostra essenza in caso di difficoltà.
    La situazione che andrò ora a descrivere è quella classica in cui dovete/volete mandare un messaggino (quella cosa che si fa digitando, e che gli scienziati definiscono astrusamente “inviare un SMS”) a qualcuno per, chessò, organizzare una uscita assieme, un ritrovo, o semplicemente chiedere un piacere.
    Ecco, la perla di saggezza nonché consiglio spassionato che oggi ho deciso di donarvi è semplice, efficace ed efficiente, oltre ad essere una pratica tremendamente consigliata e decisamente apprezzata da una moltitudine di esseri — tra cui, casualmente, rientra ad esempio il sottoscritto.
    Il paradigma/algoritmo è il seguente: non, e ripeto NON, scrivete dieci messaggi diversi (intervallati da altrettante risposte richieste) per chiedere ogni dettaglio della vostra richiesta iniziale, quando sapete già dal principio tutto quello che volete sapere e che volete/dovete chiedere!
    La grammatica italiana, come del resto anche tutte le altre grammatiche proprie degli altri linguaggi contemporanei, possiede una caratteristica/strumento fondamentale e potentissimo: il punto. Usatelo. Serve per formare, chiudere e staccare dei periodi tra loro all’interno di una stessa frase. Sì, avete capito bene: più cose insieme. In sostanza non è necessario ridurre ogni messaggio ad una specie di telegramma, e men che meno vi dovete anche sentire in diritto di abbreviare le già poche parole che state scrivendo. In pratica, una cosa di questo tipo è sicuramente da evitare:

    Voi: C! Tt bn? K ks fai?
    [risposta]
    Voi: T va d fare 1 giro?
    [risposta]
    Voi: Ok, faCiamo in city?
    [risposta]
    Voi: X ke ora?
    [risposta]
    Voi: No, fai 30min + tardi xkè sn okkp
    [risposta]
    Voi: Paxo io?
    [risposta]

    Oppure fatelo pure, provateci. Ma ve lo dico, se lo fate a me, io a) non vi degno neanche di risposta, e b) la prossima volta che vi incontro vi mollo una ginocchiata sui denti.

    Dico io, vi costa tanto scrivere UN SOLO messaggio? Ci sta tutto, la punteggiatura, le formalità dei saluti, la gentilezza, la chiarezza e le emoticon. Guardate:

    Voi: Ciao, oggi pensavo di andare a fare un giro in centro: ti andrebbe di venire? Passerei io per le 16.00 a prenderti. Ci vediamo dopo allora? Ciao :)

    Fatto. E con meno di 160 caratteri, quindi tranquillamente tutto compreso in un solo ed unico SMS a cui, appunto, poter rispondere con un solo ed unico SMS.
    E no, non me ne fotte un cazzo se voi avete i messaggi gratis: io potrei non avere tempo, soldi e voglia per rispondervi in continuazione. Pensateci. E non rompete i coglioni.

     
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