Doppio home-cinema venerdì: entrambi film — di ormai già quattro anni fa — che volevo vedere da un po’.
- I segreti di Brokeback Mountain (“Brokeback Mountain“, 2005).
Non lo credevo assolutamente così intenso, tant’è che mi ha fatto piacere e mi è piaciuto abbastanza nel complesso. Decisamente commoventi alcune scene. Considerevole l’uso paesaggistico che, ammettiamolo, in film così è l’attore protagonista nonché il 70% della bellezza (letteralmente) del film stesso. Tema trattato bene, coinvolgente al punto giusto, e socialmente descrittivo come piace a me. Spacca.
Voto: 8-. - Match Point (“Match Point“, 2005).
E via col secondo film di Allen visto in vita mia; vado a ritroso nel tempo. Continuerò a dargli occasioni, vedi mai, ma anche questo film si è rivelato una ciofeca. Banale e inutile la trama, ignobile Rhys Meyers (c’è un motivo per cui è un modello e non un attore, ok Woody?), stranamente figa la Johansson, pregevoli alcune inquadrature che però vengono sovrastate da tutto il resto delle altre scelte registiche. Barboso, ha solo un mezzo finale fatto alla cazzo di cane che tira su qualcosa che in realtà manco c’è.
Voto: 4.
Giovedì invece ho finito di vedere (prima metà visionata il giorno prima) Il Curioso Caso di Benjamin Button (“The Curious Case of Benjamin Button“, 2008). Su questo, oltre a etichettarlo serenamente come film godibilissimo — anche se molto pregno e, diciamo, angoscioso –, ho da fare solo due commenti, entrambi di natura puramente estetica. Primo: Brad Pitt è talmente figo che me lo farei anche io. Secondo: se penso a Cate Blanchett penso allo spettacolo della natura.
Voto: 7++.










