La cosa che mi fa più ribrezzo del papi, e al contempo mi spezza dal ridere, è che ogni volta credo che si sia (o lui abbia) raggiunto il limite.. per poi puntualmente ricredermi all’ennesima notizia del genere.
Pazzesco, trova sempre un margine in più di invereconda indecenza. I-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e.
Updates from aprile, 2009
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"Queste cose ai miei genitori non le ho chieste"
nORgE
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Qua la gente non sa più quando stiamo andando su questa tera. Qua la gente non sa più quando stiamo facendo su questa tera
nORgE
Credo che il segreto della vita sia quello di non chiedersi quale sia il segreto della vita, perlomeno secondo le mie ultime considerazioni e/o riflessioni.
La cosa fondamentale secondo me, invece, è chiedersi quotidianamente cosa vogliamo farci noi con questa vita. Chiedersi “Io, ora come ora, cosa voglio fare? E cosa voglio per il mio futuro, veramente?”, credo sia quantomeno salutare, ma allo stesso tempo mi sto convincendo per esperienza del fatto che sia un pilastro mentale importantissimo nella condizione di un’esistenza. Anzi, più che un pilastro: delle fondamenta. I pilastri sapete da cosa sono costituiti, invece? Dalla risposta che diamo a questa/e domanda/e. La risposta è anch’essa essenziale in questo processo interiore, perché anzitutto dobbiamo capire se siamo in grado di darla, sempre a noi stessi, questa risposta. Il che non è banale. Poi c’è tutto ciò che ne consegue, o ne dovrebbe conseguire; ma a questo in caso c’è da dedicare un’altra e forse più lunga considerazione.
La domanda con la quale ci chiediamo in fondo quali sono i nostri desideri e le nostre aspirazioni, credo fermamente sia un passo obbligato e necessario, oltre che doveroso e possibilmente più periodico possibile. Credo sia indice di maturità, o anche solo di approccio alla dinamica che porta alla vera consapevolezza adulta. Chiedersi è basilare, rispondersi forse di più. Dalla risposta — ammesso che siamo capaci di fornircela — possiamo capire meglio noi stessi e il nostro cammino, sia quello già alle nostre spalle (la famosa strada percorsa) o quello intrapreso/da intraprendere. Chiediamoci cosa vogliamo fare (da grandi?), e sapremo a che punto siamo arrivati. -
You have the look of a man who accepts what he sees because he's expecting to wake up
nORgE
Una cosa fondamentale che credo la gente debba capire, e bene, è che c’è una grossa differenza tra i termini “alzarsi” e “svegliarsi“. È chiara, semplice ed evidente, peraltro.
Io, ad esempio, mi posso pure alzare alle nove di mattina (quindi all’alba) se proprio devo; ma ora che mi sveglio seriamente, e mentalmente, è già tempo di pranzare. Anzi, forse è proprio la fame che mi sveglia veramente. Prima c’è tutto un lungo processo — a volte è solo un tentativo — di connessione al mondo. Se ci metto un po’ non è del tutto colpa mia: sono ancora un po’ troppo analogico, portate pazienza. -
Ma probabilmente parlo solo per me
nORgE
Diciamoci la verità: i blog, Twitter, Facebook, i forum, i commenti, eccetera eccetera, hanno avuto e stanno avendo successo per una singola ma fondamentale ragione. Ora, in sostanza, la gente può finalmente dire/comunicare qualcosa avendo la certezza che qualcuno, anche solo per sbaglio e/o anche solo per un centesimo di secondo, questa volta lo prenderà in considerazione. La certezza di essere “ascoltati”, una volta tanto. O più brutalmente, possiamo fare in modo che qualcuno ci caghi, finalmente.
Siamo un popolo di frustrati, comunicazionalmente parlando. E forse, per le stronzate che anche solo ci passano per la mente, al 99% ce lo meritiamo anche. -
So say we all
nORgE
È finito Battlestar Galactica.
Finito finito. Il series finale è andato in onda oltreoceano un paio di settimane fa, ed io ho recuperato e visto la seconda parte di questa ultima quarta stagione in questi giorni. Ultima (doppia) puntata vista oggi, con tutto ciò che ne consegue: emozioni, aspettative, lacrimucce, velo di tristezza, e serenità finale. È finito.Uno spettacolo di telefilm è finito, e con esso un periodo di due-tre anni nel quale l’ho seguito orgogliosamente. Un ottimo serial, un ottimo periodo. Battlestar è da consigliare a tutti, incondizionatamente; ma non è da tutti, il che crea una sottile ma fondamentale differenza.
Battlestar è finito, e con esso l’avventura dei nostri eroi, inseguiti dai Cylon e da loro stessi, in cerca della sopravvivenza nonché di un nuovo inizio. È finita l’era dei “Frak!” ad ogni piè sospinto, dei “CAG”, dei “Chief”, degli “Admiral”, degli “XO”, dei Raptor, dei Cylon skinjobs, delle profezie, della Terra, degli dèi di Kobol, delle dodici più una colonia, di Caprica City, del Colonial One, della Roslin, degli Adama, di Starbuck, dei fogli con gli angoli tagliati, dell’alcol grondante, dei militarismi, dei presidenti, delle rivoluzioni, delle guerre, dei combattimenti, del Dradis, di Gaius Baltar, della bionda, dei motori FTL, della tecnologia paradossale, delle resurrezioni, delle flotte, delle scelte, delle occasioni, delle tute, delle cabine, della Pegasus,.. della nostra meravigliosa Galactica.Come leggevo in giro pochi giorni fa, il mondo ora è un po’ più triste e un po’ più insulso senza Battlestar Galactica. Sarà un po’ meno, d’ora in poi. E a me mancherà molto: mi mancherà una delle migliori serie televisive di tutti i tempi.
“What do you hear, Starbuck?”
“Nothing but the rain, sir.”
“Then grab your gun and bring the cat in.”
“Boom, boom, boom!”William Adama, Kara Thrace
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L'Italia è decisamente il paese più adatto
nORgE
No ma facciamo pure centrali nucleari e ponti sugli stretti.
Facciamoli.










