Updates from luglio, 2009

  • Strane vibrazioni mi accompagnano

    postato da nORgE alle 23:08 del 25 luglio 2009 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , ,

    Succede che poi all’improvviso, delle volte, ti capitano delle piccole e divertenti occasioni del tipo: a settembre andiamo in Erasmus proprio dove sei stato tu; ci daresti una mano per trovare casa accompagnandoci per qualche giorno la prossima settimana?
    Ehm, ok.

    Torno a Leuven, by car, per alcuni giorni. D’estate.
    Non so se le sto tenendo a bada ora, ma so che le emozioni sgorgheranno a cascate.. durante il viaggio, e appena arrivato lì. Tornato. Dopo due anni. Dopo tante occasioni, tante promesse, tanta voglia, tanti rimandi. Questa volta succede davvero, e probabilmente non poteva essere per un’avventura migliore. Breve, intenso, nostalgico.
    Così, tutto di colpo. In preda a me stesso.

     
  • Avvisaglie

    postato da nORgE alle 11:56 del 20 luglio 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: avvisaglia, , , lombare, starnutire, strappo

    Il remoto dubbio di essere un po’ fuori forma può venire quando, piegandoti per starnutire, quasi ti strappi un muscolo lombare.
    Significativo come dubbio, non c’è che dire.

     
  • Volevo tanto mettere un titolo spoileroso..

    postato da nORgE alle 14:51 del 12 luglio 2009 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , impressione, , , , , , , , , , , walter bishop

    Dunque, ho appena finito di guardare Fringe. Prima stagione.
    Premetto che l’ho visto a pezzi, e in periodi diversi, quindi scriverne una considerazione generale non mi è semplice.

    Dunque: carino.
    Il pilot, come dissi, mi piacque abbastanza: niente di sconvolgente, ma lasciava buone impressioni e buone speranze. Speranze che però con le prime puntate si sono decisamente affievolite, facendomi restare un po’ così da quell’accozzaglia di indizi, supposizioni, teorie, cose, persone, eccetera. In ogni caso sono andato avanti, sospinto soprattutto dalle buone impressioni di amici e conoscenti (anche virtuali).

    Andando avanti, e con l’emergere della “situazione principale” nascosta da ormai banali puntate con trascurabili parti autoconclusive (ok che ci si deve sempre parare il culo e portare nuovi telespettatori alla serie, però si potrebbe finirla di fare le puntatine con 3/4 di roba inutile), si arriva finalmente ad assumere la ricercata e tanto attesa condizione di dipendente. O detto in parole povere, il telefilm comincia a prendere e tu cominci a voler seriamente vedere subito come la storia va avanti guardandoti la puntata successiva. Questa secondo me è una caratteristica fondamentale per serial di questo tipo, e Fringe non fornisce tali emozioni fino a metà della prima stagione.

    Con la scoperta della ZFT, e con un un finale chiave di una puntata, a mio modesto parere tutto comincia ad ingranare e a coinvolgere dando un senso alla visione del tutto. E non è poco: una persona poco costante (o poco propensa alla visione di produzioni del genere) ci mette poco/niente a stufarsi e lasciar tutto lì senza sensi di colpa, e potrebbe tranquillamente abbandonare la serie dopo solo poche puntate.
    Ad ogni modo, sorretti dal sontuoso personaggio di Walter Bishop meravigliosamente recitato, da un interessantissimo Joshua Jackson, dalla voce del mitico agente Francis, e dalla “divertente” onnipresenza di un Osservatore di fumettosa memoria, la stagione prende a crescere e salire di livello rivelazione (anche se, a mio modo di vedere, un po’ troppo prevedibili) dopo rivelazione.

    Infine si arriva, forse un tantino precocemente per certi versi, ad un finale finalmente degno di nota con appunto una ultima puntata che dà l’impulso sperato e la necessità di (aspettare e) guardare anche una seconda stagione: seconda stagione che fino a poco prima delle ultime due puntate non ti verrebbe mai in mente di guardare.
    Il season finale come detto è molto interessante, e presenta due (anzi tre) particolari cose che fanno giustamente gridacchiare dall’approvazione. Ovviamente non le scrivo esplicitamente qui per salvaguardare chi ancora non conosce Fringe e/o il suo finale di (prima) stagione; ma se per un avvenimento — durante la puntata — l’epilogo è intuibile, le altre due piccole figate degli ultimi secondi sono qualcosa di genuinamente molto bello [che ho potuto paradossalmente apprezzare meglio avendo guardato la serie in differita: mi sarei altrimenti rovinato una piccola emozione se fossi stato preso nei giusti tempi].

    Gli argomenti trattati sono ancora, secondo me, prematuramente discutibili in quanto decisamente ampi e non ancora definiti a dovere; mentre tutti i vari piccoli misteriosi misteri collaterali (segni e non segni, sigla, temi, …) me li andrò a spulciare piano piano nel frattempo che aspetto l’autunno e la seconda parte del viaggio di Oliva Dunham.

     
  • Quando poi han modificato i saponi di Star Wars con cose floreali non c'ho più visto

    postato da nORgE alle 15:52 del 9 luglio 2009 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: adattamento, , , , , , , , , , , , ,

    Volevo riportare (anche) qui un’ottima analisi sul doppiaggio/adattamento italiano delle serie televisive — contenuta in una tesi sul fansubbing — di una ragazza della crew di ITASA.

    Sottoscrivo ogni parola. Certi atteggiamenti sono scandalosi: il paese in cui viviamo è una conseguenza anche di queste piccole cose.
    Quanto di seguito riportato è prova ulteriore per (se ancora non lo fate) preferire le versioni originali di alcune opere cine-televisive. Non è un grande sforzo leggere i sottotitoli, ma è anzi tutto a vostro vantaggio: non ve ne pentirete, e non tornete più indietro. Fidatevi.

    Errori e orrori: “The Big Bang Theory” e il doppiaggio italiano

    Che il doppiaggio italiano sia uno dei migliori (se non il migliore) al mondo è ormai risaputo e da anni è motivo di vanto per gli abitanti del bel Paese. Quello di cui non tutti si sono resi conto è che la qualità, per lo meno riguardante il doppiaggio dei telefilm, è calata, negli ultimi anni, in maniera inversamente proporzionale all’aumentare delle serie americane e inglesi importate. Troppo lavoro? Troppo poco tempo? Troppa concorrenza? Può darsi.
    Rimane il fatto che noi utenti, sempre più spesso, ci accorgiamo di madornali sviste e/o veri e propri errori di traduzione che ci lasciano quantomeno perplessi. Com’e’ possibile, vi chiederete? E’ possibile perchè sempre più gente ormai vede i telefilm in lingua originale. E quando, poi, in un secondo momento li vede in italiano coglie, a seconda del proprio livello di conoscenza della lingua straniera, tante sfumature e incoerenze e scelte incomprensibili ed inspiegabili che di certo non lo invogliano nel proseguimento della visione.
    Ecco spiegarsi il flop di Heroes in italiano, dove un doppiaggio piatto e una traduzione barbara (porto solo l’esempio di Mister Babbani che ha lasciato sotto shock l’intera comunità di fan, che amassero o meno Harry Potter) hanno fatto desistere migliaia di giovani che, avendolo già visto in inglese, avrebbero voluto rinfrescarsi la memoria vedendolo doppiato nella propria lingua madre.
    Ma le barbarie di traduzione e adattamento più spietate che la storia del doppiaggio italiano ricordi sono sicuramente quelle perpretrate sulle sit-com, le serie comedy e tutto ciò che in inglese dovrebbe far ridere. In italiano, dai tempi di Friends, più nessuna serie comica americana ha avuto successo e fatto veramente ridere come l’originale. Mentre, invece, le serie crime, mistery, i procedurali ecc riescono a mantenere, nella trasposizione, un certo livello e ad essere amate anche in italiano (vedi gli esempi di Law&Order e i vari spin-off, CSI, NCIS, Criminal Minds ecc), le comedy non hanno lo stesso destino.
    Senza inoltrarmi nell’analisi di serie famosissime in America e che in Italia non guarda nessuno perchè non fanno più ridere (vedi How I met your mother o Two and a half men), vorrei soffermarmi sull’analisi della serie, famosissima ed apprezzatissima in America e in tutto il mondo (in lingua originale) che è da poco sbarcata in Italia con un doppiaggio, ad avviso mio e di tutti i fan, disastroso: The Big Bang Theory.

    La serie, presentata come anteprima al Roma Fiction Fest (ma di cui, in realtà, sono già state mandate in onda 4 puntate in italiano), ha debuttato in America nel settembre 2007, riscuotendo immediatamente un enorme consenso di pubblico.
    The Big Bang Theory, però, non è una serie adatta a tutti. E’ una serie che piace e fa ridere un certo tipo di persone, quelle persone che capiscono le cose che vengono dette, che sanno contestualizzarle e che sanno sorridere di una data caratteristica umana: l’essere nerd.
    La serie, quindi, ha un target ben preciso: i giovani (e non più tanto giovani) nerd, cultori delle scienze, dei videogiochi e della fantascienza. La serie ci mostra 4 giovani geni, la loro vita e le loro difficoltà relazionali con gli altri e, soprattutto, con l’altro sesso.

    Guardando la versione doppiata in italiano, la prima cosa che salta agli occhi è che quasi tutti i riferimenti nerd sono stati eliminati e sostituiti da altri tipi di riferimenti o dialoghi. La cosa è decisamente grave se si pensa che buona parte dell’ironia del telefilm è basata su quello.
    Non solo. I protagonisti, nella versione originale, sono caratterizzati da un linguaggio tipico personale con cui si distinguono e si impongono al pubblico che adora citarli e riprenderli, sicuri di avere un effetto comico. Anche di questo, in italiano, nessuna traccia. La caratterizzazione linguistica si perde, così come si perdono i riferimenti nerd, così come si perde spesso il senso di quanto si stia dicendo.

    Passo a fare una serie di esempi per argomentare quanto sopra. Nell’episodio 1 conosciamo i personaggi. Leonard, Sheldon e Penny sono i primi che incontriamo; successivamente Howard e Rajesh.

    Il telefilm si apre in una banca del seme per supergeni alla quale Leonard e Sheldon si sono recati per fare una donazione in cambio di soldi per aumentare la banda internet.

    Sheldon: Leonard, I don’t think I can do this.
    Leonard: What, are you kidding? You’re a semi-pro.
    Sheldon: No, we are committing genetic fraud. There’s no garantee that our sperm’s going to generate high-IQ offspring, think about that. I have a sister with the same basic DNA mix that hosts at Fuddruckers.

    In italiano la scena è diventata:

    Sheldon: Leonard, io non posso farlo.
    Leonard: Scherzi? Sei un semi-donatore, ormai. (sicuri che sia donatore?)
    Sheldon: No, questa è frode genetica vera e propria. Che garanzia c’è che dal nostro seme venga generata prole superintelligente. Mia sorella disse le prime parole a sei anni e fece la stessa classe 5 volte.

    Vorrei soffermarmi un attimo sull’adattamento dell’ultima frase di Sheldon. Fuddruckers è una catena di Fast Food ignota in Italia ma il problema non si porrebbe, perchè potrebbe essere sostituita da un banalissimo McDonalds o Burger King. Inoltre Sheldon ha una sorella gemella, quindi fare riferimento allo stesso DNA non mi sembra avrebbe procurato grossi problemi. Invece che tradurre, quindi, letteralmente, ed ottenere una battuta divertente e tipicamente di Sheldon, si è deciso di inventare un giro di parole assurdo e, a mio avviso, anche improbabile. Infatti, che una bambina inizi a parlare a 6 anni può anche starci, ma che ripeta una classe 5 volte, in Italia, mi sembra altamente improbabile. E, in effetti, chiunque senta questo dialogo (senza sapere come fosse in inglese) rimane un attimo allibito perchè non se ne capisce il senso.

    Leonard: Well, what do you wanna do?
    Sheldon: I want to leave. What’s the protocol for leaving?
    Leonard: I don’t know, I’ve never reneged on a proffer of sperm before.

    Leonard: Allora? Cosa vuoi fare?
    Sheldon: Tutto tranne quello. (quello cosa?!?!?!) Come ci si ritira?
    Leonard: Non lo so, è la prima volta che il mio seme non finisce sul copriletto.

    La scelta di introdurre una frase del genere è, a mio parere, completamente fuoriluogo perchè, non solo Leonard non dice niente di simile, ma anche perchè Leonard in tutto il telefilm non ha mai rasentato la volgarità, non vedo perchè dovrebbe farlo in italiano.

    Sheldon: You want to hear an interesting thing about stairs?
    Leonard: Not really.
    Sheldon: If the height of a single step is off by as little as two millimeters, most people would trip.
    Leonard: I don’t care.

    Sheldon: So una cosa sulle scale, la vuoi sapere?
    Leonard: Non tormentarmi.
    Sheldon: Abbassando l’altezza dei gradini di soli due millimetri, le persone inciamperebbero.
    Leonard: Mi stai tormentando.

    Perchè “Not Really” e “I don’t care” sono stati tradotti con “Non tormentarmi”? Tra l’altro non c’è nemmeno il bisogno di adeguarsi al labiale in quanto il personaggio una volta è di spalle e l’altra è inquadrato di profilo…

    Leonard: New neighbor?
    Sheldon: Evidently.
    Leonard: Significant improvement over the old neighbor.
    Sheldon: 200-pound transvestite with a skin condition?
    Yes, she is.

    Leonard: Prima non c’era.
    Sheldon: No, mai vista.
    Leonard: La vicina che c’era prima l’hanno rottamata?
    Sheldon: Se accettano trans di 100 kg con la cellulite sulle guance…

    A parte che non condivido l’adattamento in toto, la scelta di inserire la parola “rottamata” per dargli quel tocco di italianità è senz’altro un’idea tremenda. Di scelte simili ne troveremo anche successivamente quando la domanda: lavori? viene tradotta come: Fai la badante per mantenerti? Non ci sono parole…

    Leonard: I think we should be good neighbors and invite her over, make her feel welcome.
    Sheldon: We never invited Louie-slash-Louise over.
    Leonard: And that was wrong of us. We need to widen our circle.
    Sheldon: I have a very wide circle. I have 212 friends on MySpace.
    Leonard: Yes, and you’ve never met one of them.
    Sheldon: That’s the beauty of it.
    Leonard: I’m gonna invite her over. We’ll have a nice meal and… chat.
    Sheldon: Chat? We don’t chat. At least not offline.
    Leonard: It’s not difficult. You just listen to what she says and then you say something appropriate in response.
    Sheldon: To what end?

    Leonard: Dobbiamo essere dei bravi vicini, farla sentire a suo agio a casa nostra.
    Sheldon: Non invitavamo mai il pachiderma che abitava lì prima.
    Leonard: Infatti è stato un grosso errore, dobbiamo fare delle nuove amicizie.
    Sheldon: Ti pregherei di guardare più in là del tuo pianerottolo. Io ho gia’ 210 amici nel mio sito.
    Leonard: Peccato tu non ne abbia mai incontrato uno.
    Sheldon: Io direi che questa è la parte migliore.
    Leonard: Beh, io invece la voglio invitare. Per mangiare e… per parlare.
    Sheldon: Per parlare? E dire: ciao, come va, bene, ciao?
    Leonard: Non arrenderti alle prime difficoltà, in fondo, per lei siamo due sconosciuti che hanno l’arduo compito di metterla a suo agio.
    Sheldon: Fino a che punto?

    Ora, su questo pezzo vorrei soffermarmi un attimo. Innanzitutto, è doveroso mettere in luce due errori di traduzione abbastanza evidenti quali i 212 amici che diventano 210 e il “To what end?” che diventa “Fino a che punto?”.
    Soprattutto riguardo l’ultimo, volendo considerare il primo una svista, terrei a sottolineare che questa traduzione, oltre che sbagliata, non coglie affatto quelle che sono le difficoltà relazionali dei due protagonisti, soprattutto Sheldon che non ha la minima comprensione delle convenzioni sociali.
    Inoltre, vorrei far notare come tutti i riferimenti nerd siano stati cancellati e sostituiti con strani adattamenti. Sheldon non farebbe mai un commento sull’aspetto fisico di una persona così offensivo (e infatti nell’originale non lo fa). Myspace è una community famosissima e non vedo perchè sottovalutare la comprensione di uno spettatore italiano banalizzando così la frase. Per non parlare del “we don’t chat, at least not offline” addirittura trasformato in un: “Per parlare? E dire: ciao, come va, bene, ciao?”…
    Un telespettatore attento non ci metterà molto a capire cogliere la mancanza di idee nascosta dietro questa banale soluzione.

    Leonard: If you like boards, this is my board.
    Penny: Holy smokes.
    Sheldon: If by “holy smokes”, you mean a derivative restatement of the kind of stuff you can find scribbled on the wall of any men’s room at MIT, sure.

    Leonard: Questa è la mia, ed è anche di qualità migliore.
    Penny: Proprio appassionati.
    Sheldon: Se questo è il tuo giudizio sintentico su quello che in genere si trova scribacchiato qua e là sulle lavagne delle stanze dei maschi al MIT, sì.

    Mi sembra risaputo che men’s room sia il bagno degli uomini, non le lavagne delle stanze dei maschi.

    Sheldon: In the winter, that seat is close enough to the radiator to remain warm, and yet not so close as to cause perspiration.

    Sheldon: D’inverno quel posto è così vicino al termosifone che staremo al calduccio ma se uno vuole sudare dovrà abbracciarlo.

    Perchè questa scelta di cambiare la frase originale? Tra l’altro, come ho già detto prima, Sheldon in particolare utilizza un linguaggio molto peculiare che lo rendono divertente. Perchè modificare una frase divertente con un adattamento simile?

    Leonard: This is nice, we don’t have a lot of company over.
    Sheldon: That’s not true. Koothrappali and Wolowitz come over all the time.
    Leonard: I know, but…
    Sheldon: Tuesday night, we played Klingon Boggle till 1:00 a.m.
    Leonard: Yeah, I remember.
    Sheldon: Don’t say we don’t have company.
    Leonard: Sorry.
    Sheldon: That has negative social implications.
    Leonard: I said I’m sorry!

    Penny: So… Klingon Boggle?
    Leonard: Yeah. It’s like regular Boggle, but… in Klingon.

    Leonard: E poi qui non è mai affollato, noi parliamo comodamente seduti.
    Sheldon: Non dire sciocchezze, Koothrappali e Wolowitz stanno qui giorno e notte.
    Leonard: Sì, lo so…
    Sheldon: L’altro ieri a Risiko non hai vinto una partita fino alle 3 del mattino.
    Leonard: Colpa di Messico e Cuba.
    Sheldon: Insomma, questa casa è sempre piena di persone.
    Leonard: Sì, lo so…
    Sheldon: Non sarà affollato ma di certo…
    Leonard: D’accordo, è come una stazione.
    Penny: Voi giocate anche a Scarabeo?
    Leonard: Ah, certo ma non siamo mai più di 450.

    Anche in questo caso, la volontà di cancellare un riferimento nerd ha sconvolto completamente la struttura e il senso del discorso.
    Il “Klingon Boggle” è stato sostituito 2 volte con 2 giochi diversi, inventando qualcosa di inesistente nell’originale.
    Inoltre, mentre in inglese il povero Leonard continua a scusarsi per la “sconsideratezza” della sua affermazione, in italiano si ritrova addirittura ad affermare che casa loro è una specie di stazione.

    Penny: I’m a vegetarian. Except for fish. And the occasional steak. I love steak!
    Leonard: Do you have some sort of a job?
    Penny: I’m a waitress at The Cheesecake Factory.

    Penny: Ah, sono del sagittario, ma questo ve l’ho già detto. Quello che non vi ho detto è che adoro le bistecche… buone!
    Leonard: Ti mantieni agli studi facendo la badante?
    Penny: No, faccio la cameriera alla fabbrica del Cheesecake
    .

    Vorrei proprio capire come mai è stata cambiata tutta la parte del “Sono vegetariana, tranne il pesce” e come si pretende che, in italiano, la frase adoro le bistecche faccia ridere escludendo la battuta precedente.
    Inoltre, come ho detto prima, il tradurre la domanda “Hai un lavoro?” con “Ti mantieni agli studi facendo la badante” non solo è scorretto (in quanto la parola badante in originale non c’è e in quanto non si è mai detto che Penny studi) ma introduce una connotazione del personaggio negativa che non esiste nell’originale.

    Leonard: Should I say something? I feel like I should say something.
    Sheldon: You? No, you’ll only make it worse.
    Penny: You want to know the most pathetic part? Even though I hate his lying, cheating guts… I still love him.

    Leonard: Sento che dovrei dire qualcosa ma non so cosa, per Diana.
    Sheldon: Tu? Il rischio è troppo grosso.
    Penny: Ma quello che mi manda in pappa, è che mi mancano tutte le bugie che mi raccontava. Non riesco a dimenticarmi di lui.

    Pur volendo sorvolare sull’adattamento che, in fondo, non distorce granchè il senso, non capisco quale necessità ci fosse di utilizzare la frase “Ma quello che mi manda in pappa” che è tremenda e decisamente troppo colloquiale per il contesto e da dove salti fuori il “per Diana”. Si continuano a mettere in bocca ai personaggi parole non dette, sensi non dati, volgarità o sproloqui non presenti.

    Penny: On top of everything else, I’m all gross from moving and my stupid shower doesn’t even work.

    Penny: Inoltre ho appena traslocato, puzzo come un cinghiale e la mia doccia si è rotta.

    Di nuovo linguaggio colorito totalmente estraneo alla serie.

    Non volevo dilungarmi così tanto ma mi sono lasciata prendere la mano. Sono arrivata solo al minuto 12 e ho comunque preso solo gli esempi che mi sembravano più eclatanti.

    Vorrei terminare la carrellata con l’ultimo minuto della prima puntata che offre altri due esempi molto interessanti.
    Penny convince Leonard e Sheldon a farle un favore, loro escono e la lasciano sola in casa con Howard e Rajesh. Un’intera scena in cui Howard le mostra il suo personaggio di un gioco di ruolo e le fa discorsi con linguaggio tipico del genere viene completamente cambiata.
    Successivamente, Sheldon e Leonard rientrano, in mutande.

    Penny: Why don’t you put some clothes on, I’ll get my purse, and dinner is on me, okay?

    Penny: Andate a mettervi qualcosa addosso, si cena da me stasera, d’accordo?

    Evidente e lampante l’errore di traduzione. Se anche si volesse accettare l’idea di una svista, come si giustifica questa frase con la scena successiva in cui sono tutti in macchina che vanno a mangiare fuori?

    Sheldon: We can’t have Thai food, we had Indian for lunch.
    Penny: So?
    Sheldon: They’re both curry-based cuisines.
    Penny: So?
    Sheldon: It would be gastronomically redundant.

    Sheldon: Niente Thai, abbiamo mangiato indiano a pranzo.
    Penny: E allora?
    Sheldon: Il curry impazza da quelle parti.
    Penny: E allora?
    Sheldon: Troppo fa venire la currite.

    Non so nemmeno come scrivere la parola currite dato che non esiste. Ma anche se esistesse, non vedo il motivo di usarla quando, una traduzione letterale, avrebbe fatto ridere (e non molto di più, proprio ridere in quanto la traduzione non è divertente) e si sarebbe attenuta con fedeltà alla già mensionata linea comica del linguaggio di Sheldon.

    In conclusione, il doppiaggio della serie è un fallimento completo. Errori di traduzione, adattamenti selvaggi, annullamento delle due caratteristiche principali di comicità della sitcom.
    Gli esempi parlano da soli e, se avessi voluto, avrei potuto continuare. Ma mi fermo e pongo un interrogativo.
    Ho studiato traduzione, sono un’appassionata di telefilm e mi diletto nel fansubbing. Ma non ho studiato adattamento per il doppiaggio. Di conseguenza non mi pongo come mentore e censore perchè so che il doppiaggio comporta difficoltà diverse, legate ai tempi, al labiale, ecc.
    Quello che mi domando, però, è questo: Ha veramente senso doppiare una serie del genere in questo modo ottenendo questo risultato? Il mondo del fansubbing prende sempre più piede. Si è iniziato per la frenesia di vedere subito come andava a finire Lost e si è finiti per apprezzare le serie in lingua originale snobbando i mediocri prodotti doppiati. Tra l’altro, molti fan (me compresa) si sentono quasi offesi da doppiaggi fatti in questo modo. Sembra che un italiano non possa capire un dialogo in cui si citano Darth Vader, myspace e le chat room. Forse il target del telefilm non è stato ben capito, altrimenti dubito (e spero) che non si sarebbe seguito un simile approccio.
    Spero che qualcuno rifletterà su quanto sopra.

     
  • Nuove Leggi Universali (4)

    postato da nORgE alle 13:49 del 7 luglio 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , borsa, diretto, inverso, , , , occupare, , proporzionale, servire, , , universale

    Quarto assioma
    Più cerchi di fare bene le buste della spesa, peggio ti verranno.
    La quantità di spazio che arriverai ad occupare è direttamente proporzionale allo spazio che vuoi lasciare vuoto.

    Primo postulato
    Più credi che x buste ti bastino, più è probabile che te ne serviranno x+1.
    La proprietà di rottura della busta è inversamente proporzionale alla tua preoccupazione che si rompa.

    [legge precedente]

     
  • Care griffe dei miei coglioni

    postato da nORgE alle 13:39 del 4 luglio 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , griffe, , marca, , , , sproposito, stilista, t-shirt

    Voi pensate veramente che io vada a spendere 80/90 euro per una semplicissima t-shirt del cazzo? No ma, seriamente?
    Siete dei FOLLI. Patetici, patetici folli.

     
c
compose new post
j
next post/next comment
k
previous post/previous comment
r
reply
e
edit
o
show/hide comments
t
go to top
esc
cancel