Elitarietà

Personalmente mi ritengo una persona con tanta voglia di conoscere altre persone. Altri simili, sì, ma anche altri diversi da me. Immagino che anche per chi mi conosce questa asserzione possa non rivelarsi immediatamente evidente, soprattutto in certi periodi, ma, se vi fidate come dovreste, questa è una cosa che vi posso garantire ad una percentuale parecchio alta. È vero e certificato comunque che, essendo una persona abituata da sempre – e spesso per mia stessa indole – ad un certo tipo di “solitudine”, “introspezione” eccetera, io spenda sempre un’assurda quantità di energie (nel senso ampio del termine) nello stare in compagnia a socializzare. Ma è vero anche che non sono una persona asociale e refrattaria ad amicizie e divertimenti di gruppo vari, tant’è che la dimostrazione di ciò si palesa da sola considerando che se delle volte non organizzo io certe cose non le organizza nessuno. Ok: ammetto di essere anche molto spesso tremendamente esigente ma, cazzo!, non butto nel cesso dei principi di coerenza nella mia vita, e inoltre ho bisogno di un minimo di stimoli per sopravvivere alla noia e alla disperazione.

Tutta questa noiosa premessa mi serviva solo per dire una semplice cosa. No, non è vero: mi è servita anche per rendere più lungo questo post e confermare a me stesso delle cose, ma tornando al punto…

Odio e trovo scandalosamente inutili e brutti quei sandali da donna che vanno tanto di moda quest’estate. Quelli di cui non so il nome (ma spero per l’universo che non esista veramente un nome specifico per quelle cose, se non “cagate”) ma che so partono dalla pianta del piede in stile “schiava” e finiscono sulla caviglia avvolgendola più o meno abbondantemente facendola sembrare un hot dog gigante. Sono tendenzialmente di color cuoio, o comunque di qualche gradazione di marrone, e credo fermamente che siano una delle calzature estive più stupide mai inventate – subito dopo i sandali alla tedesca e le infradito con i cordoni larghi dieci centimetri e più. Perché? Perché se uno si vuole comprare una calzatura estiva atta ad essere più aperta e fresca possibile non vedo perché debba comprarsi una specie di sciarpa per la caviglia.

Comunque scusate, il punto non era quello: mi sono fatto trasportare da un sentimento che volevo esternare da parecchie settimane.
Il punto è che per quanto io mi stia sforzando di conscere gente nuova, di portare pazienza, e di credere alla buona fede della persona in quanto tale, continuo a vedere solo merda in giro e schifo nella gente. E mi chiedo: possibile che la gente faccia così pena e pietà, sempre più? E mi rispondo: a occhio, sì. Tanto che onestamente, questa mia propensione frutto effettivamente quasi esclusivamente della mia volontà, si sta seriamente affievolendo e in sostanza scomparendo. Sono stufo di voi, di tutti. Sono stufo di ipocrisie e falsità, e soprattutto sono stufo di sopportarle. Ragion per cui, in quanto minoranza, intendo opporre d’ora in poi tutta la resistenza di cui sono capace; pur cosciente che questo potrà facilmente portarmi ad un’insofferenza maggiore, ad un inasprimento di alcuni comportamenti, e ad una estremizzazione di altri. Guerra volete, guerra otterrete.

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16. agosto 2010 by nORgE
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One Comment

  1. Come non soffermarsi un minuto a riflettere e commentare sull’ultimo parto mal riuscito della moda? Sì, lo stiva-sandalo. Non ha un nome preciso, ma è un incrocio tra un sandalo e uno stivale (se sono quelli che intendi tu). Insomma, è molto semplice notare i pro e i contro di entrambe le calzature, e questo non è altro che il risultato dell’unione di tutti i contro. Conseguenza: sulle strade di tutta Italia, quest’estate, ragazze rumorosamente sciabattanti ostentano questo obbrobrio che non sta bene a NESSUNA, rendendo i loro polpacci simili a quelli di un rugbista, facendo abbronzare caviglia e piede a strisce, e dimostrando, ancora una volta, di come la moda possa convincere delle povere criste a uscire di casa sembrando delle deficienti clonate.