Scrivere un post del genere, ora, per me non è per niente facile. Troppe emozioni, troppi pensieri e troppi sentimenti impossibili da racchiudere in poche righe. Come spesso mi capita di pensare, per ere come quella appena finita sarebbe necessario scrivere un libro. O, come va di moda ultimamente, una serie di libri: una saga, una trilogia… o un’epica del genere.
È difficile per me scrivere tutto questo, oggi, anche e soprattutto per una serie di ragioni non del tutto simpatiche e positive, che sono del resto anche (parte del) la causa di questo temporaneo (?) allontanamento dalla “scrittura”, dallo sfogo, dall’aggiornamento, … dal blog vero e proprio – non sono neanche riuscito a scrivere un post in occasione della laurea tanto inseguita! Ma è una cosa che sento di dover fare, e che è giunto il momento di compiere in tutta la sua solennità. No ok, non proprio tutta: vi e mi risparmio altri paragrafi come questo.
Venerdì scorso (30 luglio 2010), con la consegna delle chiavi di casa al rispettivo proprietario, è ufficialmente finito la mia era roveretana. Proprio a un’era penso quando considero questo periodo della mia vita; non credo di esagerare. Con quest’estate termina il mio primo (si spera) ciclo universitario, e terminano di conseguenza cinque anni di vita in Trentino. Cinque anni intensi ed indescrivibili, che mi piace chiamare trentini ma che in realtà racchiudono anche i sei mesi di Erasmus in Belgio e i sei mesi da pendolare – che non sono poco a livello di avvenimenti ed eventi. Questo blog li ha visti tutti questi cinque anni: più o meno da vicino, più o meno approfonditamente.
Come detto sono stati cinque anni, spezzati dall’esperienza europea, di vita a Rovereto, in provincia di Trento – sede della mia unica e pittoresca facoltà universitaria di Scienze Cognitive. E, cosa importante e non da poco, cinque anni con uno stesso coinquilino in comune: due anni in una casa, un anno tra Erasmus di entrambi e ospitate varie, e ultimi due anni in un’altra casa. Sempre a Rovereto, e sempre su e giù da casa per almeno un weekend ogni altro. Anche questo distacco, quindi, è molto molto triste. Anche se…
Da settembre aria nuova, ma non necessariamente migliore (in quanto a qualità della stessa): si passerà quasi sicuramente a Milano, sponda Bicocca, per una nuova ed entusiasmante avventura dal titolo “La Special… ehm, Magistrale”. La storia che mi porterà in terra meneghina è lunga e come promesso ve la risparmio, ma sappiate che c’è di mezzo una specialistica già “iniziata” a Rovereto, una domanda di iscrizione quasi portata a termine – ma distante 10000 euro – per Eindhoven, e una quasi svolta a Siena. Then, Milan: per caso, all’improvviso. Ma ne riparleremo.
Intanto, un doveroso saluto e ringraziamento all’ormai mio Magico Trentino: gioie e dolori; vita ed esperienze; accoglienza e possibilità. Non è finita nel migliore dei modi, ma Rovereto resterà sempre nel mio cuore come una “seconda” casa – aldilà della banalità del pensiero. Ma non abbandono quella terra, anche se sarà dura tornare tutte le volte che tornerò (e saranno tante, da subito!): la nostra relazione non è finita qui, ma anzi c’è una buona possibilità di restare legati per sempre.
Ma ora basta lacrime.










