Oggi è il 38, sapevatelo. Questo gennaio 2010 ci dona ben tre belle date binarie, e direi che questo basta per renderci tutti felici: il primo gennaio era 01.01.10, oggi è il 10.01.10, e domani sarà 11.01.10.
Tutto ciò per dire/sottolineare/ricordare che un evento memorabile sta per arrivare: il dieci ottobre di quest’anno, avremo la risposta.
Updates from gennaio, 2010
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There are only 10 types of people in the world: those who understand binary, and those who don't
nORgE
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Infinito?
nORgE
Tutto quel che è, e quel che c’è,
narra di me, narra di te, perché:
tutto quel che c’è, e quel che è,
parla ti te, parla di me.L’entità, la verità, l’essenza:
è frutto dei nostri stessi versi.
La ricorsività, il continuo, l’assenza:
è fiore di tutti i discorsi persi.L’amore nega la logicità
e percorre vie ad unici sensi
di verifica di uguali diversità
come tautologie di vuoti densi.Il progresso è processo del tutto ritorna,
la memoria è pilota di ciò che ci aspetta,
perché il ciclo non è soltanto una forma,
ma è mano che riscrive le parole dette.L’universo come anche l’emozione
sono la scrittura di una canzone.
L’infinitezza e la riproposizione
sono l’eco di una ricreazione. -
Anche in tempi bui, causa Twitter
nORgE
All you need is blog, all you need is blog,
All you need is blog, blog, blog is all you need.
Blog, blog, blog, blog, blog, blog, blog, blog, blog.
All you need is blog, all you need is blog,
All you need is blog, blog, blog is all you need. -
Un uomo da sopprimere all'istante prima che il peggio si impadronisca di lui
nORgE
Ti rendi conto di essere ormai un essere senza più dignità e senza una ragione sensata per cui vivere quando, a ventitré anni suonati, ti accorgi di aver irrimediabilmente assimilato l’intercalare bresciano “figa“.
Che la mia personale parabola discendente abbia inizio. -
Mammamiaccommestiamo
nORgE
Povero blog in povero stato.
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Domani si rompe. Sicuro
nORgE
Mi sono sempre reputato una persona previdente, onesta e cosciente di ciò che mi accade e perché. Per questo motivo oggi mi sento in dovere (ma lo faccio con molto piacere) di ringraziare pubblicamente la mia valigia, il mio amico Troll(e)y. — Ok, non gli ho mai dato un nome e non lo chiamo Trolly, ma lo faccio in questo post per comodità. Anzi, è femmina, quindi la mia amica Trolly. La ringrazio quindi su questo blog, dopo averlo fatto (più volte in realtà) dal vivo negli ultimi tempi e ultimi viaggi. Perché sì, perché voglio, e perché non si sa mai che un giorno (spero lontano) quando non sarà più con me non si possa trasformare in un essere capace di collegarsi ad internet e venire a controllare chi e cosa era il suo padrone e cosa diceva o faceva nel mondo che anche lei ha vissuto.
Trolly è un elemento speciale ed importante della mia vita, lo è sempre stato da quando l’ho presa con me. È quella, forse l’unica, che si potrebbe letteralmente definire come la mia migliore compagna di viaggio. È nera, di media grandezza, semplice, chiara (anzi, scura) e decisa. È morbida quando deve, e rigida quando serve. La sua anima resistente e strutturata le dona tremendamente, e mi ha supportato e sopportato per tutto questo tempo. In tutti i sensi. È generosa, e silenziosa: mai un lamento o un inconveniente. Con quella sua cerniera semi rotta sul davanti poi.. beh, è distintiva. I suoi maniglioni in gommapiuma poi sono un tocco di classe e d’eleganza, ed insieme alla sua flessibile robustezza Trolly rappresenta per me una fedele amica della quale andare fiero. E poi è molto attraente: tante altre valigie, le ho viste, sono rimaste rapite dalle sue sode rotelle..
Trolly non è di marca, o almeno credo. Reca solo la scritta “Club Med”, che se non sbaglio è un tour operator e non centra moltissimo con la produzione di valigie — e onestamente non capisco nemmeno da dove sia spuntata fuori ’sta cosa della Club Med a casa mia — ma evidentemente è un gadget di una qualche raccolta punti o premio. Insomma non è neanche fashion o vip ed importante come elemento. Ma è Trolly, la mia Trolly, ed è (apparentemente) indistruttibile.Ne abbiamo combinate un sacco insieme, io e la Trolly. Mi ha seguito in lungo e in largo, facendomi compagnia pure in Erasmus. Viene con me tutte le sante volte che faccio su e giù da Rovereto, e a dirla tutta non l’ho nemmeno mai trattata proprio con riguardo. Anzi. Per come l’ho “gestita” e tenuta con me, devo dire, Trolly si sarebbe potuta sentire liberissima di prendere e andarsene (rompendosi o dandomi problemi) tranquillamente già dal primo anno di convivenza. E invece no, mi ha saputo capire, ha resistito, e si è fatta in quattro per me. Ha attraversato tutte le condizioni meteorologiche al mio seguito: sempre caparbia e vicina. Si è fatta il mazzo. Ha contenuto e mantenuto ogni cosa che le davo. L’ho riempita con amore e senso, ma spesso anche di cose indescrivibili e dalla dubbia utilità. L’ho sformata, mio malgrado, e il mio umore cangiante non le ha sempre risparmiato sofferenze. Ma lei è ancora qui, sempre con me. Da ormai quattro-cinque anni a queste parte. Quasi nuova. E sempre scattante, efficace ed efficiente. E intera, soprattutto. Non pulita magari, ma intera. Non stupenda, ma intera. Non perfetta, ma intera. Presente. Si piega, come si suol dire, ma non si spezza.
Grazie, indistruttibile Trolly. Ti voglio bene.










