Archive for the ‘Visto & Sentito’ Category

O mai gad

Martedì, Luglio 1st, 2008 |

Se c’è una cosa peggiore della Bellucci che recita, è la Bellucci che recita in inglese e poi doppia sé stessa in italiano.
Anbelivebol.

Fringitudini

Sabato, Giugno 21st, 2008 |

E via anche con Fringe, di cui mi son visto il Pilot giusto ieri sera.
Com’è? Carino. Sì, sembra molto carino. Di sicuro incuriosisce molto.. e da JJ [Abrams.. sì sempre lui] di certo non ci si aspetta di meno. Trovandomi d’accordo con quanto letto in giro questa puntatona di presentazione da un’ora e mezza, in cui c’è praticamente qualsiasi cosa, risulta qualitativamente ottima e dall’impatto decisamente eloquente in fatto di trama e spiegazioni. Tutto molto bellino, anche i titoletti tridimensionali in stile Heroes (migliorati) per le location.. cosa questa che ho paura diverrà consuetudine troppo inflazionata d’ora in avanti per produzioni di questo genere.

Venendo alle questioni più terra terra, temo seriamente che questo Fringe mi possa far piacere (spero a lungo, lunghissimo andare) anche quel fastidioso essere di Joshua Jackson che si delinea essere anche qualcosa in più di un semplice personaggio principale. Questo mi rode assai, se non altro per il suo collegamento a Dowson’s Creek ovvero la più ignobile ed invereconda creatura televisiva mai prodotta e trasmessa: non credo sia necessario specificare il mio profondo ODIO per ogni qualsivoglia riferimento o attore al/di quell’insulso abominio. Vedere anche alla voce “Katie Holmes”, esattamente.
D’altro canto l’attrice che interpreta la protagonista Olivia Dunham, tale Anna Torv, sembrerebbe una gran gnoccolona.

In sostanza aspettiamo novembre per vederci un po’ più chiaro (un po’ su tutto) e per giudicare meglio l’evolversi di storia, trame eccetera. Pare esserci roba buona, come complottoni e robe chimico-genetiche, oltre a soliti spunti fantascientifici, quindi le premesse sono buone senz’altro. A me per alcune cosette richiama un po’ troppo Heroes, ma magari sono io.
Da visionare sicuramente e tenere in caldo per quest’autunno.

Swallow words one by one

Venerdì, Giugno 20th, 2008 |

E’ ufficiale: dopo circa una settimana di riflessione e ponderazione [per un attimo IL dubbio: ponderamento o ponderatura?] ho deciso che “Great DJ” dei The Ting Tings è la mia canzone dell’estate. E il vostro tormentone, sempre perché lo decido io. Sì quella dello spot della Dodge Journey, l’ho cercata appena l’ho sentita.

Ad accompagnarmi in questa (si spera calda) stagione ci saranno anche gli ultimi due album di Tegan and Sara che sto già ascoltando in loop da giorni. Una grande scoperta personale, in scandaloso ritardo visto che prima di giugno non le avevo mai sentite nominare e non avevo fatto caso ai cinque dischi già prodotti, per la quale devo ringraziare le colonne sonore di Veronica Mars: sempre detto io che le serie tv hanno sempre qualcosa da dare.

Dio Lost

Sabato, Maggio 31st, 2008 |

Quarta stagione, season finale. Due puntate concentrate in una sola da 90 minuti circa. Grande attesa e tensione, come sempre. Il solito grande e maledettissimo evento. Visionato in nottata, visto che la curiosità è troppa per aspettare la mattina dopo.

NO SPOILER.
Dico solo Lost è Lost, non ci sono cazzi. Perché anche se questa quarta stagione non mi ha particolarmente convinto, almeno la seconda metà è stata degna d’essere seguita, vissuta e sudata. Un finale di stagione questo che fortunatamente prende dentro un sacco di roba, tornando favolosamente ed insperatamente anche al magico finale della terza implementandolo. La scoperta di chi c’è nella famosa bara, e quindi di chi cavolo fosse quel maledetto Jeremy Bentham che viene nominato continuamente, è stata più che altro una conferma visto che per esclusione ci si arriva, solo che comunque fa il suo effetto e si attende l’ultima inquadratura come si attende la boccata d’aria dopo un’immersione.

In ogni caso gran bella puntata, con alcune frasi che bene o male diverranno cult per gli appassionati come ad esempio il monosillabo “So?” di Ben, o l’annuncio dello scacco matto da parte di Hurley, eccetera. Puntata quindi abbastanza degna, sketch meravigliosi, scene imperdibili, ed altre cose cui non posso specificare nel dettaglio per restare nel mio intento spoiler-free ma per le quali io muoio sempre e quindi amo alla follia.
Abbastanza buona anche perché non lascia troppe angosce, ed è un finale finale, abbastanza conclusivo e descrittivo, come del resto gran parte di questa quarta stagione. L’attesa sarà lunga, e in questi mesi con i vari giochetti degli autori l’ansia salirà, ma credo che riusciremo a sopravvivere anche a questi otto mesi che ci separano dal gennaio/febbraio 2009.
Mi ha fatto inoltre un po’ incazzare vedere i due finali alternativi, quindi spero esistano solo per deviare gli spoileroni maledetti e che non siano delle vere alternative in mente agli autori (una tra l’altro non avrebbe senso. E forse anche l’altra un po’..). Cerco di non pensarci.

Per il resto Lost si conferma come una delle cose più belle dell’universo, e tutto ciò che dobbiamo fare per evitare la morte più crudele umanamente concepibile è cercare di non morire qualche minuto prima della messa in onda dell’ultimissima puntata di questo telefilm: quindi tutti attenti e responsabili, che morire prima dell’estate 2010 sarebbe imperdonabile.

The wrong movies in the wrong moments

Giovedì, Maggio 22nd, 2008 |

Un po’ però uno se lo dovrebbe immaginare che nello scaricarsi la filmografia completa di Cameron Diaz, se già questo fatto in sé non fosse sufficiente per rattristirsi, c’è la possibilità che spunti fuori per sbaglio un film con qualcosa di non proprio consono al proprio stato psicofisico.
E anche se non riesce ad immaginarselo, un titolo come L’amore non va in vacanza (”The Holiday“, 2006) dovrebbe far riflettere un attimino.
Dovrebbe.

And then, there’s another kind of love: the cruelest kind. The one that almost kills its victims. Its called unrequited love. Of that I am an expert. Most love stories are about people who fall in love with each other. But what about the rest of us? What about our stories, those of us who fall in love alone? We are the victims of the one sided affair. We are the cursed of the loved ones. We are the unloved ones, the walking wounded. The handicapped without the advantage of a great parking space! Yes, you are looking at one such individual.

E sai già come va a finire

Giovedì, Maggio 22nd, 2008 |

Che poi uno si domanda: ma gente come Accorsi, o la Buy, non è capace di fare una parte che non sia -rispettivamente- il bastardo che tradisce la moglie ma in realtà l’è un brao butel o la casalinga frustrata che se le prende da tutto e tutti e poi sbrocca clamorosamente? Le loro espressioni recitative fissano così tanto i loro ruoli?
Sono io che non li ho mai visti recitare parti diverse o veramente non hanno mai impersonato qualche altra tipologia di essere umano? No perché il dubbio mi viene.. e poi onestamente io un Accorsi nella veste di aborigeno, o una Buy presidente degli Stati Uniti, ce li vedrei anche bene eh.

Voyeurism is participation

Lunedì, Maggio 19th, 2008 |

Tra le tante, sto vedendo come al solito un casino di roba. Le solite migliaia di puntate di migliaia di serials americani, ma anche tanti film tra cui molti che mi sono sempre ripromesso di vedere e per qualche ragione non ho mai visto o sono riuscito a vedere.
Le ultime tre cose (ultimissime proprio, nel senso che per il terzo ho appena chiuso il player..) visionate non c’entrano un cazzo con quanto scritto nella precedente frase -fatalità-, ma le vorrei comunque far presente e commentarle brevemente.

Smallville (”Smallville“, 2001), stagione 7:
Basta, veramente. Ormai non ce la facciamo più: come ad ogni season finale si spera che la prossima stagione sia l’ultima, perché non se ne può più e si vorrebbe concludere l’agonia. Sufficiente solo perché c’è Laura Vandervoort e tutte quelle menate inutili finto-templari. Meriterebbe un voto negativo solo per il fatto che il porco ancora non vola e non probabilmente non lo farà mai. Maledetti.
Voto: 6.

Molto incinta (”Knoked Up“, 2007):
puttanata. Brutto.
Voto: 4-.

Shortbus - Dove tutto è permesso (”Shortbus“, 2006):
quando me l’hanno passato credevo fosse una cazzata e che fosse tipo uno scherzo. Non so ancora perché lo han fatto, ma so che mi è piaciuto un casino. Veramente tanto. Meraviglioso. Incluse le musiche e le canzoni. Strabello. Lo consiglio a tutti, ma occhio che è -quasi per metà- talmente esplicito che non mi stupirei sentire qualcuno definirlo pornografico. Se esiste un film sessualmente esplicito per antonomasia, beh è questo.
Voto: 9-.

Il cellulare ce l’ho già spento, perché per me sei troppo sbattimento

Lunedì, Maggio 5th, 2008 |

No veramente, ragazzi, non ce la possiamo fare. Non ce la possiamo fare a sperare in un mondo migliore, o anche solo a sperare che crescano ragazzini mentalmente sani, se poi ti escono questi qui, in queste condizioni, con questa canzone, e fanno pure successo.

Capite quindi perché poi è inutile che ci lamentiamo del fatto che vengon su giovani deficienti, che siano quattordicenni puttanelle e simil Paris Hilton o imberbi emuli di tronisti o Cristiano Ronaldo? E’ colpa di gente che fa passare tranquillamente idioti ignoranti del calibro dei Dari qui presenti. E’ colpa di gente che permette loro di -prima di tutto conciarsi in quel modo che, oltre ad essere nemico dei fotorecettori della retina, è scopiazzato impunemente- gesticolare a caso inneggiando inoltre più volte a spararsi un colpo in testa con una pistola.. così, tanto per.  Perché si è visto su MySpace o cazzo ne so, e fa figo. Fa figo un casino, fa emo, fa cazzi, fa mazzi. Anzi no, pardon, emotronic.. che non sia mai che ti sbagli a riconoscere il loro genere.

Minchioni.
Roba da rimpiangere i Finley. O i Gazosa. Vogliamo mettere i Gazosa?

She is half Norwegian and half Italian

Venerdì, Maggio 2nd, 2008 |

Nel caso in cui qualcuno -tipo non so, uno a caso..- si chiedesse ancora chi fosse quella deliziosa ragazzuola che compariva nei video “Want You Bad” degli Offspring e “Crawling” dei Linkin Park.. beh, l’ho trovata.
Si chiama Katelyn Rosaasen, ed è uno spettacolo.

Prego, prego.

Viaggi fisici e mentali

Mercoledì, Aprile 30th, 2008 |

Tornato da una cinque giorni in terre meridionali sono provato nel fisico e (forse) anche un po’ nella mente. Nel fisico perché, anche se non ho fatto una mazza, due viaggi di quattordici/quindici ore in autobus in meno di una settimana ti stroncano totalmente l’energia.. soprattutto se non riesci a dormire manco per dieci minuti.
Devo dire comunque che questi viaggi sono sempre spunto di numerose riflessioni per quanto mi riguarda: vuoi perché sei obbligato a star seduto mezza giornata nello stesso posto; vuoi perché la gente in autobus con te spesso è da catalogo; vuoi perché bene o male di fai (e ti guardi) tutta Italia, da nord a sud, da Verona a Cosenza, passando per Vicenza, Padova, Ferrara/Bologna ed altri sperduti paesini sulla costa ionica calabrese.
Poi dipende anche dal film che ti piazzano in serata. All’andata, scendendo, sono caduto seriamente in depressione con Natale sul Nilo (voto: -12); al ritorno, salendo, mi sono goduto -si fa per dire- Mio Fratello è Figlio Unico, (voto: 8 ) film che dovevo ancora (e volevo) vedere.

Matrimonio andato secondo le previsioni, e cioè noioso, ma tutto sommato mi aspettavo qualcosa di peggio. Vestito dello sposo invece oltre ogni più rosea aspettativa: l’abito più tamarro, pacchiano, trash, bianco e argento, scandaloso, splendido, metafisico che io abbia mai visto. Grandi emozioni mi ha regalato quell’abito, insieme al suo degno indossatore. Semplicemente indescrivibile. Ho avuto paura anche di fotografarlo tanto pensavo potesse rovinare la digitale con la sua brillantezza.
Peccato per il vino, di infima e scarsissima qualità. La vera pecca della cena al ristorante. Non si fa. Lodi invece al Gran Galà di frutta e dolci. Solito augurio di morte per il cantante in sala invece: se c’è una cosa che odio dell’esistenza umana è proprio il pianobar/animazione/cantante-napoletano ai matrimoni. Li ammazzerei tutti. Giuro, non li reggo. E poi, Cristo, sempre il volume al massimo. Un giorno sgozzo qualcuno.

Inoltre grandi pranzi e cene dai miei parenti più vicini, as usual. Grandi rumori e voci alte dappertutto che non mi fanno mai dormire decentemente. E solite cose, pur in un momento dell’anno a me non molto familiare.

Nel frattempo ho avuto occasione di riprendere un ritmo di lettura decente, cosa che avevo un po’ abbandonato nei mesi di Erasmus e nel periodo subito seguente. Ho letto Praticamente Innoquo, quinto capitolo della trilogia della Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams; e poi Il Giorno in Più, la quarta fatica di Fabio Volo.
Su quest’ultimo libro e su Fabio Volo mi vorrei soffermare un attimo. Perché so che qualcuno nel leggere l’ultima riga si sarà messo a ridere, e so che molti un po’ disprezzano Fabio Volo. Io volevo invece fare presente che a me piace molto, lui, in generale. Come attore lasciamo pur perdere ma come presentatore dei suoi programmini (MTV o ITALIA1 che sia), proprio perché sono suoi programmini, a me piace molto. E mi piace molto anche come scrittore, per quanto azzardato possa essere il sostantivo. Infatti non è tanto il modo di scrivere o lo stile che mi piace, perché non c’è né uno stile particolare né un modo, in quanto è un flusso sempre molto semplice e basilare alla portata di tutti anche da replicare. Ma bene o male mi piace quello che scrive, quello che racconta. Il contenuto, se così lo possiamo chiamare. Ho letto anche i suoi tre precedenti libri, e posso dire che escludendo il penultimo gli altri mi sono piaciuti moltissimo. Perché sono leggeri, sono divertenti e realistici, sono senza patina, sono plausibili, sono terra terra, sono amichevoli, sono senza pretese, sono presentazioni buone di sensazioni pensieri dubbi idee certezze voglie piaceri gusti. E sono parole nelle quali immedesimarsi praticamente sempre, parole dalle quali trarre spunti, parole delle quali incuriosirsi. Insomma, sarà anche qualunquista ma a me suscita quasi un senso di stima.
Per tornare a questo Il Giorno in Più devo dire che mi è piaciuto talmente tanto da esserne invidioso. E quasi incazzato tanto l’ho sentito romantico. Maledettamente e fastidiosamente romantico -in grassetto. Con una storia che competerebbe tranquillamente con i miei classici film mentali (giusto per restare in tema anche di termini utilizzati) e che ti fa venir voglia di creartene una identica. Un libro di cui vorrei parlare molto ma che, mi rendo conto ora che sto scrivendo, è brutto da svelare in questo modo. Un libro che si legge facilissimamente in pochissimo tempo e che quindi vi consiglio a prescindere.

Nel frattempo ancora giornate intense nei miei dintorni, ma il tempo per il mio piccolo punto della situazione vitale l’ho avito. Ne vedremo nei prossimi giorni i risultati.

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