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  • Per la serie: era meglio prima

    postato da nORgE alle 10:00 del 11 gennaio 2010 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , api, , , farsa, , ,

    Certo che la mediocrità sboccia davvero in ogni angolo, e senza il minimo pudore.
    Il “era meglio prima” è ovviamente riferito a questo mio post, e al vecchio simbolo traghettatore del neonato partito Alleanza per L’Italia. Il resto è presto detto: nonostante una specie di concorso tanto conclamato dagli esponenti dell’Api, in cui si invitavano gli utenti e simpatizzanti a inviare una proposta per il definitivo logo del partito entro il 15 gennaio 2010, il 22 dicembre 2009 Rutelli & Co. presentano già questo obbrobrio senza accennare a nulla riguardo il famoso concorso di idee o lo stage remunerato promesso al grafico vincitore.
    Bella merda, vero? Sia il logo che la cafonata inscenata. Qui un altro riassunto del fatto.

     
  • There are only 10 types of people in the world: those who understand binary, and those who don't

    postato da nORgE alle 18:04 del 10 gennaio 2010 | 3 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , decimale, , ,

    Oggi è il 38, sapevatelo. Questo gennaio 2010 ci dona ben tre belle date binarie, e direi che questo basta per renderci tutti felici: il primo gennaio era 01.01.10, oggi è il 10.01.10, e domani sarà 11.01.10.
    Tutto ciò per dire/sottolineare/ricordare che un evento memorabile sta per arrivare: il dieci ottobre di quest’anno, avremo la risposta.

     
    • Van 21:40 il 10 gennaio 2010 Permalink

      L’avevo notato anch’io! Cioè, avevo notato sia che oggi era il 38 e sia che il 10 ottobre è il 42. Il 10 ottobre bisognerebbe fare qualcosa di epico…

    • marco 01:15 il 11 gennaio 2010 Permalink

      Questo è un anno fantastico per le date! Hai notato il primo febbraio? 01.02.2010 è palindromo!

    • nORgE 11:53 il 11 gennaio 2010 Permalink

      Amo queste cose.

  • Infinito?

    postato da nORgE alle 00:06 del 9 gennaio 2010 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: ciclo, , , ,

    Tutto quel che è, e quel che c’è,
    narra di me, narra di te, perché:
    tutto quel che c’è, e quel che è,
    parla ti te, parla di me.

    L’entità, la verità, l’essenza:
    è frutto dei nostri stessi versi.
    La ricorsività, il continuo, l’assenza:
    è fiore di tutti i discorsi persi.

    L’amore nega la logicità
    e percorre vie ad unici sensi
    di verifica di uguali diversità
    come tautologie di vuoti densi.

    Il progresso è processo del tutto ritorna,
    la memoria è pilota di ciò che ci aspetta,
    perché il ciclo non è soltanto una forma,
    ma è mano che riscrive le parole dette.

    L’universo come anche l’emozione
    sono la scrittura di una canzone.
    L’infinitezza e la riproposizione
    sono l’eco di una ricreazione.

     
  • Is Pocahontas. With blue people

    postato da nORgE alle 16:48 del 5 gennaio 2010 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , pocahontas, ,

    Ora farò un commento molto prematuro: Avatar (“Avatar“, 2009) è una merda.

    Il commento è prematuro perché il film non l’ho ancora visto — dato anche che in Italia uscirà stranamente solo il 15 gennaio — ma conto di vederlo al più presto, sperando di stroncarlo come dio comanda se è come penso che sia.
    Il “è una merda”, invece, credo sia già un dato di fatto (e pure troppo elaborato come concetto): visto il trailer, già analizzato per bene; vista la sua scandalosa ipo/a/in/non-originalità, che quasi mi fa preferire il già anni or sono schifato Pocahontas; visto la sua schifosa campagna pubblicitaria, visto il puntare tutto sull’aspetto tridimensionale che di suo è già qualcosa di vecchio e poco performante (chi ha detto digitale terrestre?), e visto infine che nei primi giorni di proiezione si è già classificato tra i primi trenta (!) film della storia del cinema nella classifica di IMDB [tanto per capirsi prima di Forrest Gump, American Beauty o Léon].

    Avatar sarà una merda, già lo so. E non capisco veramente tutta questa febbre blu che ha infettato la gente. Quindi vi avviso: non andate a verderlo, così non sputtanerete dieci e più euro solo per poter dire che figo il treddì. Io ve lo dico qui, adesso, come servizio gratuito e profezia elargita in amicizia. Fidateve.

    Edit:
    Avrei dovuto intitolare questo post “I’m blue | Da ba dee da ba di”…

     
    • frogo 18:11 il 5 gennaio 2010 Permalink

      meglio i puffi

    • radin 17:24 il 2 febbraio 2010 Permalink

      Tiratela meno e guarda i film prima di sparare a zero.

  • Gli scartini li lasciamo ai principianti

    postato da nORgE alle 15:53 del 4 gennaio 2010 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , asso, briscola,

    Si dice che quando il gioco si fa duro sia il momento in cui i veri duri iniziano a giocare. Ora io non so se sono uno di questi veri duri da definizione — a occhio, a dire il vero, credo di essere tutt’altro –, ma so che ho una grande grandissima voglia di giocare. Soprattutto ora.
    Quindi caro il mio 2010 che mi sei/hai iniziato subito calando l’asso, stai bene attento e tieni d’occhio le tue belle briscole. Ci sta il tuo gioco, e ammetto d’aver subito il colpo, ma la partita è appena iniziata. Giocherò bene, giocherò pulito, giocherò a testa alta.

     
  • Sapore vero

    postato da nORgE alle 11:26 del 31 dicembre 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , riepilogo,

    È già il 31 dicembre, e manco a dirlo ci troviamo di fronte all’ennesimo punto della situazione: le considerazioni sull’anno che sta finendo.
    Post belli e riepilogativi come quello dell’anno scorso diviso in due parti (12) non credo di riuscirne a scrivere quest’anno. Non per pigrizia, quanto per tempo (e parlo seriamente) e difficoltà riassuntive. Perché diciamocelo, a dispetto della sua terribile e dispari estetica, questo 2009 è stato un anno decisamente post-rock — genere che di per sè forse nemmeno esiste, ma volevo dare una sfumatura sonora al contesto senza cadere nel banale (rock) o nell’inflazionatissimo (indie-rock) che comunque non avrebbe senso.

    2009, o emozionante 2009. Di emozioni infatti ti sei rivelato composto, e di amore principalmente mi hai parlato e insegnato. Amore per me stesso, per le persone a cui tengo veramente, e per chi ora sta al mio fianco con imperiture speranze. Siamo passati assieme dalla teoria alla pratica, o per meglio dire dalla pratica alla teoria. E questa è la storia tua, o anno che sta finendo: che ricalca praticamente tutto l’arco di una seria e posata storia d’affetto e amore; che ha tratto nei primi mesi la scommessa su un nuovo filo amico nella trama della vita; e che hai inspessito ma anche tirato molto e messo a serio rischio un’altra componente del tessuto.
    Sei stato anche anno di perpetuate messe a terra,  e fallimenti procrastinanti dal punto di vista universitario. Una laurea che non arriva — probabilmente perché in fondo neanche tanto voluta –, e un mantenimento forzato di una condizione di consistenza di cui si è grati e felici. Per poi però arrivare finalmente ad una svolta, dopo mesi di riflessioni in secondo piano come processi computativi secondari, e ad una piccola illuminazione della strada da percorrere: strada che inaspettatamente si discosta dalla principale che si stava percorrendo. Quindi in base anche a molti lavori, alcune soddisfazioni, e un po’ d’ambizione, inizia con la fine una nuova sensazionale era di ricerca di indipendentismo e sostentamento automatico. Si spera.

    Sei stato anno di fondazioni, caro 2009. E in generale un anno bello, intenso, e istruttivo. Da cui ho attinto a piene mani, sul quale ho investito a pieni polmoni, per il quale non ho avuto timori. Sei stato anche anno fugace, sei stato anno di status corti e pregni. Sei stato anno di semplificazione, sei stato anno di limatura ed eliminazione del superfluo. Sei stato anno di scelte, dure ammissioni, e adulte prese di coscienza. Sei stato anno di vittorie che superano alcuni pareggi e poche sconfitte. Sei stato anno maturo e incline alla riproduzione sensata. Sei stato anno razionale ma non passivo e timoroso. Sei stato anno di azione, ma anche di progettazione e preliminari. Sei stato anno di aperitivi, riscoperta dello spazio esterno, e consacrazione della spesa con criterio. Sei stato anno di musica viva, ma sfortunatamente non di troppa musica classica. Sei stato anno per il quale non posso ordinare o far classifiche, ma non è detto che non sia un bene. Sei stato anno di un arancione puro, di buon cibo e ottima forchetta, di italiano e dialetto, di ritorni in luoghi dove hai lasciato pezzi di cuore per farlo moltiplicare, sei stato anno di compleanni e feste e sagre e iniziative e manifestazioni.
    Sei stato un ottimo amico, caro 2009. Un amico vero.
    Grazie.

     
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