OF – la sedicesima, diciassettesima, diciottesima e diciannovesima giornata
Dunque, riassumendo:
- 16°- strepitosa quanto insperata vittoria per 2-0, thanks to Meggiorini e Montolivo;
- 17° – giornata nevosa con rinvii, e speranze per un pareggio — ma ancora non si sa;
- 18° – sofferto 2-1 in casa (grazie ancora Meggiorini. E Cavani), con conseguente clamoroso appiattimento di classifica che porta cinque squadre ad essere insieme all’ultimo posto tutte a 17 punti;
- 19° – vergognoso pareggio per 0-0 con una diretta contendente alla salvezza, ma classifica che finalmente si muove e mi porta finalmente al penultimo posto — a pari punti dello stesso avversario di giornata, ovviamente.
La prossima giornata sarà decisiva immagino, perché sarà la terzultima se non erro e vedrà lo scontro diretto con l’ultimo in classifica. Vedremo.
Per la serie: era meglio prima
Certo che la mediocrità sboccia davvero in ogni angolo, e senza il minimo pudore.
Il “era meglio prima” è ovviamente riferito a questo mio post, e al vecchio simbolo traghettatore del neonato partito Alleanza per L’Italia. Il resto è presto detto: nonostante una specie di concorso tanto conclamato dagli esponenti dell’Api, in cui si invitavano gli utenti e simpatizzanti a inviare una proposta per il definitivo logo del partito entro il 15 gennaio 2010, il 22 dicembre 2009 Rutelli & Co. presentano già questo obbrobrio senza accennare a nulla riguardo il famoso concorso di idee o lo stage remunerato promesso al grafico vincitore.
Bella merda, vero? Sia il logo che la cafonata inscenata. Qui un altro riassunto del fatto.
There are only 10 types of people in the world: those who understand binary, and those who don’t
Oggi è il 38, sapevatelo. Questo gennaio 2010 ci dona ben tre belle date binarie, e direi che questo basta per renderci tutti felici: il primo gennaio era 01.01.10, oggi è il 10.01.10, e domani sarà 11.01.10.
Tutto ciò per dire/sottolineare/ricordare che un evento memorabile sta per arrivare: il dieci ottobre di quest’anno, avremo la risposta.
Infinito?
Tutto quel che è, e quel che c’è,
narra di me, narra di te, perché:
tutto quel che c’è, e quel che è,
parla ti te, parla di me.
L’entità, la verità, l’essenza:
è frutto dei nostri stessi versi.
La ricorsività, il continuo, l’assenza:
è fiore di tutti i discorsi persi.
L’amore nega la logicità
e percorre vie ad unici sensi
di verifica di uguali diversità
come tautologie di vuoti densi.
Il progresso è processo del tutto ritorna,
la memoria è pilota di ciò che ci aspetta,
perché il ciclo non è soltanto una forma,
ma è mano che riscrive le parole dette.
L’universo come anche l’emozione
sono la scrittura di una canzone.
L’infinitezza e la riproposizione
sono l’eco di una ricreazione.
Is Pocahontas. With blue people
Ora farò un commento molto prematuro: Avatar (“Avatar“, 2009) è una merda.
Il commento è prematuro perché il film non l’ho ancora visto — dato anche che in Italia uscirà stranamente solo il 15 gennaio — ma conto di vederlo al più presto, sperando di stroncarlo come dio comanda se è come penso che sia.
Il “è una merda”, invece, credo sia già un dato di fatto (e pure troppo elaborato come concetto): visto il trailer, già analizzato per bene; vista la sua scandalosa ipo/a/in/non-originalità, che quasi mi fa preferire il già anni or sono schifato Pocahontas; visto la sua schifosa campagna pubblicitaria, visto il puntare tutto sull’aspetto tridimensionale che di suo è già qualcosa di vecchio e poco performante (chi ha detto digitale terrestre?), e visto infine che nei primi giorni di proiezione si è già classificato tra i primi trenta (!) film della storia del cinema nella classifica di IMDB [tanto per capirsi prima di Forrest Gump, American Beauty o Léon].
Avatar sarà una merda, già lo so. E non capisco veramente tutta questa febbre blu che ha infettato la gente. Quindi vi avviso: non andate a verderlo, così non sputtanerete dieci e più euro solo per poter dire che figo il treddì. Io ve lo dico qui, adesso, come servizio gratuito e profezia elargita in amicizia. Fidateve.
Edit:
Avrei dovuto intitolare questo post “I’m blue | Da ba dee da ba di”…
Gli scartini li lasciamo ai principianti
Si dice che quando il gioco si fa duro sia il momento in cui i veri duri iniziano a giocare. Ora io non so se sono uno di questi veri duri da definizione — a occhio, a dire il vero, credo di essere tutt’altro –, ma so che ho una grande grandissima voglia di giocare. Soprattutto ora.
Quindi caro il mio 2010 che mi sei/hai iniziato subito calando l’asso, stai bene attento e tieni d’occhio le tue belle briscole. Ci sta il tuo gioco, e ammetto d’aver subito il colpo, ma la partita è appena iniziata. Giocherò bene, giocherò pulito, giocherò a testa alta.
Sapore vero
È già il 31 dicembre, e manco a dirlo ci troviamo di fronte all’ennesimo punto della situazione: le considerazioni sull’anno che sta finendo.
Post belli e riepilogativi come quello dell’anno scorso diviso in due parti (1 – 2) non credo di riuscirne a scrivere quest’anno. Non per pigrizia, quanto per tempo (e parlo seriamente) e difficoltà riassuntive. Perché diciamocelo, a dispetto della sua terribile e dispari estetica, questo 2009 è stato un anno decisamente post-rock — genere che di per sè forse nemmeno esiste, ma volevo dare una sfumatura sonora al contesto senza cadere nel banale (rock) o nell’inflazionatissimo (indie-rock) che comunque non avrebbe senso.
2009, o emozionante 2009. Di emozioni infatti ti sei rivelato composto, e di amore principalmente mi hai parlato e insegnato. Amore per me stesso, per le persone a cui tengo veramente, e per chi ora sta al mio fianco con imperiture speranze. Siamo passati assieme dalla teoria alla pratica, o per meglio dire dalla pratica alla teoria. E questa è la storia tua, o anno che sta finendo: che ricalca praticamente tutto l’arco di una seria e posata storia d’affetto e amore; che ha tratto nei primi mesi la scommessa su un nuovo filo amico nella trama della vita; e che hai inspessito ma anche tirato molto e messo a serio rischio un’altra componente del tessuto.
Sei stato anche anno di perpetuate messe a terra, e fallimenti procrastinanti dal punto di vista universitario. Una laurea che non arriva — probabilmente perché in fondo neanche tanto voluta –, e un mantenimento forzato di una condizione di consistenza di cui si è grati e felici. Per poi però arrivare finalmente ad una svolta, dopo mesi di riflessioni in secondo piano come processi computativi secondari, e ad una piccola illuminazione della strada da percorrere: strada che inaspettatamente si discosta dalla principale che si stava percorrendo. Quindi in base anche a molti lavori, alcune soddisfazioni, e un po’ d’ambizione, inizia con la fine una nuova sensazionale era di ricerca di indipendentismo e sostentamento automatico. Si spera.
Sei stato anno di fondazioni, caro 2009. E in generale un anno bello, intenso, e istruttivo. Da cui ho attinto a piene mani, sul quale ho investito a pieni polmoni, per il quale non ho avuto timori. Sei stato anche anno fugace, sei stato anno di status corti e pregni. Sei stato anno di semplificazione, sei stato anno di limatura ed eliminazione del superfluo. Sei stato anno di scelte, dure ammissioni, e adulte prese di coscienza. Sei stato anno di vittorie che superano alcuni pareggi e poche sconfitte. Sei stato anno maturo e incline alla riproduzione sensata. Sei stato anno razionale ma non passivo e timoroso. Sei stato anno di azione, ma anche di progettazione e preliminari. Sei stato anno di aperitivi, riscoperta dello spazio esterno, e consacrazione della spesa con criterio. Sei stato anno di musica viva, ma sfortunatamente non di troppa musica classica. Sei stato anno per il quale non posso ordinare o far classifiche, ma non è detto che non sia un bene. Sei stato anno di un arancione puro, di buon cibo e ottima forchetta, di italiano e dialetto, di ritorni in luoghi dove hai lasciato pezzi di cuore per farlo moltiplicare, sei stato anno di compleanni e feste e sagre e iniziative e manifestazioni.
Sei stato un ottimo amico, caro 2009. Un amico vero.
Grazie.
C’è gente che si impegna seriamente per creare tutto ciò
In principio (in realtà non era esattamente il principio, ma fa niente) fu la maglia con le ascelle pezzate. Ma ci abbiamo vinto il mondiale 2006, quindi siamo riusciti a sopportarla in qualche modo pur avendola vista fino alla nausea — e non è stato un bel vedere.
Poi venne la maglietta dell’oratorio, con degli sfigatissimi bordini dorati e un tessuto che non era tessuto ma due veli di qualcosa bucherellato e impalpabile (oltre che osceno), con in coordinato dei numeri bianchi storti e con i bordi quasi sfumati.
Poi ancora arrivò la nostra prima partecipazione alla Confederations Cup con annessa, ovviamente, una maglia celebrativa che (per certi e discutibilissimi versi) quasi mi piaceva ma che è insensatamente accoppiata a pantaloncini e calzettoni marroni.
Infine, ora, pare avremo questo abominio per i prossimi mondiali in Sud Africa: ci tengo a evidenziare il colletto con tricolore e tagli che formano (con gli altri due sul retro) una stella; l’assurdo cyborg-style con le ombreggiature dei muscoli in rilievo visivo; le striscioline bianche riempitive sulle maniche; e le preoccupantissime appendici colorate che si intravedono sui fianchi e che fanno indubbiamente pensare al peggio.
Ora, dico io: ci rendiamo conto? E abbiamo un contratto di 14 anni con la Puma… minimo. E dire che abbiamo un team di designer “specializzati”, ché le altre nazionali brandate Puma hanno le magliette diverse (ma tutte uguali fra loro).
Ah, per non parlare dei precedenti kit, o delle maglie away.
Edit:
grazie al cielo il segno rosso sul fianco è solo il cerchio del prezzo.
Il 26-12-2009 in tweet-pillole
- e il suo ultimo post dal titolo Il 2009-12-26 in tweet-pillole: http://www.il-norge.com/?p=3122 #
- rima. #
- fa colazione con pane e travi in cemento armato. #
- 12 download gratuiti da iTunes. Il download gratuito di oggi: Foo Fighters. http://www.itunes12giornidiregali.it #
- ribadisce che iTunes è sempre e comunque IL MALE. #
- ha scritto una recensione di "Il professionista": http://i.anobii.com/ed99c1 #
- ha scritto una recensione di "Italians": http://i.anobii.com/001158 #
- ha votato "Il vecchio e il mare": 3/4 stelle | http://i.anobii.com/8fb710 #
- ha scritto una recensione di "Il vecchio e il mare": http://i.anobii.com/25f26b #
- mille ne pensa e cento (non) ne fa. #
- ha votato "Buona maestra": 1/4 stelle | http://i.anobii.com/e4b9e6 #
- e uno strano calo drastico dei numeri di Feedburner. #
- e uno spritz + pizza coi butei, stasera. #
Il 25-12-2009 in tweet-pillole
- e il suo ultimo post dal titolo Il 2009-12-24 in tweet-pillole: http://www.il-norge.com/?p=3120 #
- vi ricordate quel mio post sui liquid leggings? Ecco, ho qui davanti a me l'eccezione. E non tweetto la foto solo perché c'è il moroso… #
- fa colazione con pane e un altro po' di piumone, grazie. #
- e l'incredulità nel sentire i parenti (in Calabria) che narrano di termometri che segnano 24 gradi. #
- ride dei suoi stessi commenti. In effetti è coerente con sé stesso. #
- è strarincoglionito. #
- vi chiede un consiglio al volo: dato che devo per forza ordinare una cosa su Amazon è meglio ordinare dalla "filiale" DE o UK? #
- cerca sè stesso in musica di merda. E fortunatamente non ci si trova. #
- malinconia day. #