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  • 28/29

    postato da nORgE alle 00:04 del 29 dicembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
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    [continua da 25/26]

    Tornato dalla Spagna, con un volo che oserei definire una delle esperienze più belle della mia vita, mi sono immerso a mia volta in uno degli agosti più strani della mia vita, tanto che (per varie ed eventuali come ragioni mediche, tempi, soldi, eccetera) non sono nemmeno sceso giù in Calabria dai parenti come… come da una vita a questa parte. Questa tra parentesi è stata una cosa che mi ha segnato particolarmente perché, pur essendo sempre stato cosciente che prima o poi questo momento sarebbe arrivato, nel momento in cui mi sono trovato a non adempiere a tale tradizione mi sono sentito spaesato ed incapace di tracciare un segno in un anno che tanto ne avrebbe avuto bisogno. E quindi niente viaggio di solita riflessione ed introspezione sul primo semestre vissuto, niente parenti, niente mare, niente aria di un certo tipo, niente cibo di un certo tipo, niente normalità. Alché mi sono praticamente ritrovato a reinventarmi quel periodo, grazie al cielo senza troppi drammi e tragedie grazie alla presenza dell’ormai insostituibile internet e di decine e decine di serie-tv, più film che mi ero lasciato indietro e che finalmente ho avuto l’occasione di vedere. Una clamorosa overdose col più classico home entertainment.

    Poi, tutto il resto.
    Con settembre è partito uno dei periodi più intensi della mia vita, se non il primo sicuramente sul podio per quanto riguarda attività ed impegni, finito in pratica solo con questo dicembre… ma in realtà neanche tanto (finito). Mi sono reimmerso totalmente in quella vita universitaria in terra trentina che tanto mi piaceva e di cui tanto sentivo la mancanza: stessa cittadina e stessa università, ma nuova casa e nuove abitudini, nuova gente e nuovi posti, nuove energie e nuovo stile. Un anno di consacrazione per quanto riguarda la definizione di un mio posto nel mondo che mi circonda, in relazione anche e soprattutto alle persone con cui condivido l’esistenza. Un inspessimento marcato e sostanziale di quell’immaginario filo tirato che mi rappresenta, in mezzo ad un gran fascio di altri fili che si sfiorano toccano intersecano e si annodano formando il tutto, il continuum.
    Da settembre si sono susseguiti freneticamente avvenimenti su avvenimenti, conoscenze su conoscenze, idee su idee, decisioni su decisioni, impegni su impegni, insegnamenti su insegnamenti, evoluzioni su evoluzioni. Tutte cose nel complesso di una positività incredibile ed esaltante, ma anche eccitante e propensa alla creazione di altra e sempre più eclatante positività. Che detto così sembra non vuol dire un cazzo, ma se un giorno qualcuno riuscirà a tradurmi credo che l’essenza del discorso sia decisamente chiara.
    Una serie di eventi poi, collegati ad una specifica persona, hanno in realtà segnato con decisione questo periodo in cui in tutta onestà devo ammettere di aver recuperato o scoperto una sorta di autostima e speranza che credevo irrimediabilmente perse o scomparse. Una serie di eventi e manifestazioni che confesso si sono succedute molto inaspettatamente, ma sempre in modo positivo e propositivo. Scambi e legami che si sono verificati e formati con mio grande, grandissimo piacere e che spero possano durare il più possibile. Con essi tanti altri effetti paralleli che hanno allargato orizzonti e prospettive, agendo in qualche modo da conferma e stimolo ulteriore alle/per i nirvana raggiunti nella prima parte dell’anno. Veramente mille e mille eventi impossibili da recuperare, e motivo per il quale questo blog ha avuto una specie di battuta d’arresto e calo clamoroso di post e considerazioni tra settembre e ora. Se poi ci aggiungiamo Facbook (non basterebbe un intero blog dedicato per dire tutto ciò che ci sarebbe da dire su questo social network) e tutto il tempo da esso prelevato, il quadro si fa più chiaro e concreto.

    Nel mentre di questa chiamiamola full immersion di vita, o forse all’inizio, c’è stata una piccola parentesi di down psicologico e più classica tristezza/nostalgia tipicamente autunnali. Quel periodo che accennavo essere stato solo toccato quest’anno, a causa appunto degli impegni vari. Fase di down dovuta sia all’incapacità iniziale di gestire ed organizzare così tante cose, sia al periodo che coincideva con le famigerate partenze Erasmus. Di conseguenza una botta clamorosa di depressione: nel giro di una settimana sono partite molte persone di mia conoscenza, tra cui due miei compagni di corso in particolare che andavano proprio a Leuven, e in men che non si dica m’è piombata addosso tutta la tristezza post erasmus che con stupore mi ero reso conto di non aver avuto al ritorno. È stata una botta mica da niente, e riprendersi da tale malinconia condita dal riesumo di migliaia di foto e video è stata un’impresa di cui ancora porto le cicatrici — che tra l’altro si sono teeribilmente riaperte di recente quando ho avuto la brillante idea di riguardarmi L’Appartamento Spagnolo per vedere come era vedere quel film adesso che sono stato in Erasmus anch’io e sono tornato: tralascio le sensazioni provate poco prima dei titoli di coda.

    Con questo poco (o meglio: zero) tempo per fare viaggetti e cose simili programmate in precedenza, ma per fortuna tante altre piccole cose successe e fatte come ad esempio la mia prima vera manifestazione, Roma, l’assunzione di un impegno ufficiale a breve termine e di molti a lungo termine, programmi, lavori, inizio del tirocinio, la comprensione di non riuscirmi a laureare nemmeno in primavera, cene, stabilizzazioni, ritrovi, conoscenze, immersioni a capofitto senza paura, improvvisazioni, contenimenti, accelerazioni, distaccamenti, accentuazioni… e via dicendo in una profusione di assenze di tempi morti per riflessioni e scoppio di big bang di maturazione interiori.

    Insomma un anno mica da ridere. Fatto di tanti pro, e pochi-pochissimi contro. Un anno ottimo, un anno eccezionale. Un anno capostipite. Un anno in cui s’è finalmente varcata la proverbiale soglia e si sta scoprendo, a mano a mano che gli occhi si stanno abituando alla luce, tutte le meraviglie che essa celava evidenziate e pronte al virtuale raccolto dopo il periodo di semina. Un anno di grandi basi e fondamenta costruite su cui sviluppare e progettare. Dopo tanto tempo, e tante particolari sfumature che hanno fatto crescere. Perché lo voglio vedere così, brillante ed ammiccante, questo 2008 che quindi non stranamente mi sento di non voler salutare così presto; a differenza dei precedenti anni di grande scavo interiore.
    E c’è da crederci in questo anno nuovo che comincia già a bussare alla porta, c’è da crederci e ci voglio credere. Conscio già di tutte le difficoltà, tra l’altro sempre maggiori, ma conscio anche che la volontà è qualcosa di immenso e necessario, e che le occasioni sono ovunque e basta solo essere in grado di saper cercare e guardare nel modo giusto. Conscio di voler e saper plasmare la realtà secondo le mie necessità, aspirazioni, e capacità, per vivere una vita pregna di significato e vissuta nella sua essenza primordiale, semplice e genuina nel nome di un equilibrio che sempre più raramente si trova dentro e fuori le persone. Conscio di non essere completamente impazzito e/o di aver aderito a qualche setta o movimento religioso asiatico, benché queste righe lo possano suggerire.

    Spero che  in tanti possano avere al più presto un anno come questo mio appena passato, lo spero vivamente. E lo auguro col cuore a chiunque lo voglia e sia in grado di assimilarlo appieno, pur sapendo che il cambio di un numero/foglio o simili su un calendario (come ogni evento simbolo) è solo un aiuto psicologico per iniziare a fare. Se cercate e volete veramente, troverete.

    “Discover yourself.
    Start with the world.”

     
  • 25/26

    postato da nORgE alle 02:28 del 26 dicembre 2008 | 3 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: 2008, , , , , , , , , ,

    Vento, acqua, freddo. Forse neve. Ci sta, è anche la notte di Natale.. siamo a fine dicembre, e ci sta quindi anche che la corrente continui ad andare e venire questa notte. Più andare che venire a dire il vero, ma in fondo è notte e non dovrebbe dar fastidio a tanti. In più avere un router spento ma un portatile acceso finché la batteria permette, fa di questo momento quello giusto — quello perfetto — per mettersi a scrivere qualche riga.

    Imposto il risparmio energetico, sia per salvaguardare la batteria se mai mi venga la vena di scrivere fino alla noia, sia per abbassare la luminosità dello schermo che, in quanto unica luce in casa, splende fin troppo affaticando gli stanchi occhi che mi ritrovo. Questo gesto di diminuzione della luce emanata dal monitor è in fondo paragonabile a questo momento/periodo dell’anno in cui (non so, forse solo io) imposto al minimo gli sprechi di energie, la frenesia, gli impegni. Sì, è festa, ci si rilassa. Sì, si mangia come bestie all’ingrasso e il contraccolpo fisico è prevedibile. Sì, l’abbiocco causato dal freddo e la conseguente voglia di stare in casa forse è pure normale… anche per chi come me non è che sia la persona più indaffarata ed attiva del solito — anche se.
    Imposto il quiete mode, e inizializzo una fase quasi di letargo, di assopimento. Forse un po’ per indisposizione, un po’ per staccare dal periodo molto intenso (ma positivissimo) appena trascorso, e forse anche un po’ per recuperare l’annuale momento nostalgico/triste autunnale che quest’anno (e magari era pure un bene) ho solo sfiorato e non vissuto appieno. Particolare e contorto come bisogno, ma probabilmente ho ciclicamente bisogno anche di tragicità emotiva.

    Siamo, più che altro per convenzione, arrivati anche questa volta alla resa dei conti, alla fine dell’anno, alla matassa da sbrogliare, eccetera eccetera. Siamo arrivati al recap, come si suol dire. I vari Babbi Natale, Sante Lucie, Befane e quant’altro non sono altro che personificazioni delle nostre coscienze che ci chiedono ora che l’anno solare è finito: cosa cazzo hai combinato quest’anno? E i doni che ci facciamo/scambiamo potrebbero non esser altro che auto premiazioni per esser stati bravi, o compensazioni per ciò che non abbiamo ottenuto negli ultimi 365/6 giorni. I propensi per l’anno nuovo sono ovviamente ipocrite menzogne a noi stessi che ci permettono di tralasciare quello che in realtà sarebbe il nostro ultimo compito personale, anche se sarebbe qualcosa da fare tendenzialmente molto più spesso a mio modo di vedere: cioè il temibilissimo esame di coscienza. Quella cosa talmente sensata che è consigliata anche da quei personaggi religiosi a cui dite sempre di credere quando vi fa comodo. Sì sì, quella cosa lì.
    E io come al solito non mi tiro indietro all’ingrato compito.

    Caro 2008, come sei stato? Come siamo andati? Io direi bene, decisamente bene, ma tu che ne pensi? Non mi sembra né ieri né l’anno scorso che sei iniziato, ti dico la verità, anzi che abbiamo iniziato; è qualcosa di diverso questa volta. Forse perché sono successe tante e tante cose, e allora non riesco onestamente a sentirlo come se fosse ieri, ma nemmeno posso oggettivamente considerare o accettare che sia passato già un intero anno tanta è l’intensità con cui ricordo alcuni momenti. Da quel capodanno, ancora in Belgio ancora a Leuven, quando iniziavo a rendermi conto che stavo ormai intraprendendo il finale di quel meraviglioso Erasmus, ma al tempo stesso ero più pimpante che mai e convinto che non sarebbe finita mai. Come poi effettivamente è stato ora che ci penso, ma tutto questo a tempo debito.  Con quei primi giorni dell’anno c’era anche una nuova e strana confidenza con me stesso e col mondo, sicurezza che non mi avrebbe mai più lasciato e che sarebbe diventata il leit motiv di questo duezerozerootto. Serenità, e presa di coscienza dei propri mezzi. Cosa eufemisticamente non da poco.

    Poi di corsa le ultime conoscenze, i primi saluti, i primi rimpatri, gli ultimi viaggi, la leggera tristezza. L’Olanda, il trasloco, i contatti, un tatuaggio, la consapevolezza, il compimento, la realizzazione, l’illuminazione. Poi un essenza che non andava via, una presenza nuova ed evoluta scoperta dentro; e con essa il ritorno, con un nuovo inizio. Un nuovo inizio fatto di più certezze e meno contraddizioni, di vecchi limiti e ostacoli che anche a distanza di un anno non sono stati superati ma che potrebbero essere sicuramente qualcosa — se non LA cosa — da cui riprendere. Un periodo confuso e frenetico con mille e ancora mille questioni da riprendere, riconsiderare, ricapire, ritrovare, dissotterrare. L’arrivo all’estate senza concludere ed aver concluso niente purtroppo ancora con quegli esami tanto pensati ma mai preparati a causa di tanta voglia, di tanto entusiasmo, di tanta vitalità. Con essa (l’estate) il saluto di una delle primavere più accuratamente seminate che ricordi e allo stesso tempo fulminee e non assaporate al massimo; e poi le piccole scoperte condite da chiarimenti, considerazioni e confutazioni  in una dieci giorni in terra catalana dal sapore puramente “personale”.

    [continua..]

     
  • La cerimonia d'apertura olimpica

    postato da nORgE alle 18:01 del 8 agosto 2008 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: 2008, , , braciere, , cerimonia, fiaccola, , fuoco, , , , , , , , tedoforo, , volare,

    C’è da dire che è stata bella, perlomeno nelle parti importanti d’inizio e fine. Poi vabbè, solita parte a metà un po’ noiosetta ma guardabile. In sostanza comunque visivamente molto bella ed accattivante.
    La parte iniziale coi tamburi che si illuminavano con le percussioni e tutte quelle cagate di formazioni e realizzazioni di simboli eccetera è stata molto figa, anche perché credo incasinatissima da realizzare, ma qui sono un po’ di parte perché queste cose assurde a me piacciono un casino di default. In ogni caso tutte quelle migliaia di volontari sincronizzati e attivi sono stati veramente incredibili da vedere: non oso immaginare il lavoro degli organizzatori e dei “coreografi” nei mesi passati.. se qualcuno ha ragione ad impazzire credo sia proprio chi organizza e deve gestire cotanto pauroso spettacolo. Tra l’altro l’effetto è stato molto molto suggestivo e angosciante oltre che scenico, ma era prevedibile: dimostrare prima di tutto.
    Parte finale con volata prevedibilissima ma comunque ben eseguita (io mi sarei cagato in braghe, ad esempio) soprattutto per la simulazione di corsa al rallenty. Poi bellissima la fiaccolona/braciere, e carina anche l’accensione col giro. Fuochi d’artificio da paura e in quantità folli. Mi chiedo solo quanto abbiano speso in tutto solo per fare questa serata.. credo più o meno qualcosa come l’universo.

    Discorso a parte per la sfilata delle delagazioni: INFINITA. Bella quanto vogliamo, ma veramente interminabile anche per uno che come me sta volentieri anche ore a guardare ’ste futili cerimonie. E’ stata un’agonia, e ammetto che il problema è stato che l’Italia è entrata come centonovantesima su duecentoquattro: infatti confesso che se fosse entrata prima molto probabilmente poi avrei spento. Comunque è durata veramente un’eternità. Fortunatamente almeno i nostri non erano vestiti troppo da pagliacci come avevo imaginato e temuto: al posto del giubbino c’era una giacca che giustamente era necessaria, e l’argento alla fine era una grigietto del menga.. ma alla fin fine comunque in generale non era assolutamente niente di speciale, quindi senza infamia e senza lode. Certo, se avessero fatto tutti una figura meno da esaltati e pippati sarebbe stato meglio, ma c’era da aspettarselo. Che poi di atleti c’era solo metà della gente, gli altri erano sconosciuti vecchi probabilmente infiltrati alla cazzo, perché mi rifiuto di credere che ci siano così tanti allenatori/dirigenti/accompagnatori/eccetera pure tra il gruppone. O meglio, mi rifiuto di pensare che siano quelli lì.

     
  • Verso delle Olimpiadi libere e serene

    postato da nORgE alle 13:07 del 14 luglio 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: 2008, applaudire, , , divieto, , , , vietato

    PECHINO – E’ stato pubblicato oggi l’insieme delle regole da rispettare per gli spettatori durante i giochi olimpici. Sara’ vietato portare striscioni e bandiere, cosi’ come saranno banditi anche libri e opuscoli di contenuto commerciale, religioso, politico, militare, o relativo ai diritti umani, all’ambiente e alla difesa degli animali. Sara’ possibile fare foto ma senza il flash, mentre ingresso proibito per telecamere e registratori. Fuori dagli stadi dovranno restare anche bottigliette e lattine, strumenti musicali, ombrelli e accendini.
    [Agr]

    Speriamo che non assegnino medaglie, ché non si sa ancora se sia consentito applaudire.

     
  • Divise EURO 08

    postato da nORgE alle 16:50 del 11 giugno 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: 2008, , , , , , , , , , , , ,

    [per la serie: il classico post che non frega un cazzo a nessuno ma che è bello appunto per quello]

    Europei significa calcio. Calcio significa soldi. Soldi significa marketing. Marketing significa merchandising. Merchandising significa abbigliamento. Abbigliamento significa divise. Divise significa magliette.
    E dove c’è una squadra di club (o nazionale) con una nuova maglia, ci sono io. Quindi via con l’analisi approfondita e le critiche ai nuovi kit delle nazionali impegnate in questi Europei di Austria e Svizzera 2008. Vado solo di voti, velocemente, altrimenti ci metto una vita. Sorry.

    GRUPPO A

    • Svizzera
      Voto home: 3. Voto away: 3,5. Media voto: 3.
    • Repubblica Ceca
      Voto home: 5. Voto away: 4. Media voto: 4,5.
    • Portogallo
      Voto home: 3. Voto away: 5. Media voto: 4.
    • Turchia
      Voto home: 5. Voto away: 6,5. Media voto: 5,5.

    GRUPPO B

    • Austria
      Voto home: 3,5. Voto away: 5,5. Media voto: 4,5.
    • Croazia
      Voto home: 7. Voto away: 6. Media voto: 6,5.
    • Germania
      Voto home:5,5. Voto away: 7,5. Media voto: 6,5.
    • Polonia
      Voto home: 3,5. Voto away: 3,5. Media voto: 3,5.

    GRUPPO C

    • Olanda
      Voto home: 4. Voto away: 5. Media voto: 4,5.
    • Italia
      Voto home: 3. Voto away: 2. Media voto: 2,5.
    • Romania
      Voto home: 6. Voto away: 5. Media voto: 5,5.
    • Francia
      Voto home: 4. Voto away:4,5. Media voto: 4.

    GRUPPO D

    • Grecia
      Voto home: 5. Voto away: 4. Media voto: 4,5.
    • Svezia
      Voto home: 7. Voto away: 7. Media voto: 7.
    • Spagna
      Voto home: 8. Voto away: 8. Media voto: 8.
    • Russia
      Voto home: 5. Voto away: 5. Media voto: 5.

    Alcune note a margine.
    La Puma si deve solo che vergognare per l’aver presentato tutte maglie IDENTICHE fra loro senza un minimo di personalizzazione -almeno per i campioni del mondo uscenti. L’Adidas è sempre la stessa bragalona con tantissimo potenziale non sfruttato. La Nike sembra sempre che faccia robe stratosferiche ma poi alla fine, eccetto qualche dettaglio interessante che almeno dimostra che ci prova, si riduce alla stessa tamarrata.

     
  • Facoltiadi '08

    postato da nORgE alle 16:14 del 8 giugno 2008 | 3 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: 2008, , arancione, calcetto, , drago, , , , , , , psycho, record, , saponato, , , , team, , , ,

    Secondo anno di Facoltiadi (quattordicesima edizione), seconda devastazione psicofisica da raccontare.

    Nella sempre splendida cornice del lago di Caldonazzo (TN), sfortunatamente funestata quest’anno da condizioni atmosferiche che definirei tipicamente equatoriali (per non dire di merda), in località Valcanover si sono sfidate anche quest’anno ben quaranta squadre rappresentanti altrettanti gruppi di pseudo studenti dell’ateneo trentino. Manco a dirlo c’eravamo anche noi, gloriosi studenti di Sci.enze Cog.nitive, con ben due squadre iscritte (prima volta nella nostra storia quinquennale di partecipazione) denominate PSICO1 e PSICO2 e come al solito bistrattati per la nostra provenienza roveretana — ’stardi.

    Da capitano del team PSICO1, composto esclusivamente da studenti del terzo anno, non posso non sottolineare come prima cosa il notevole risultato ottenuto nonostante le non così rosee aspettative (anche e soprattutto mie, lo confesso) iniziali: un diciannovesimo posto, oserei dire decisamente dignitoso, che (migliorando il ventitreesimo dell’anno scorso) ci proietta verso vette innominabili per i prossimi anni e che rappresenta ad oggi un record eccellente per i colori cognitivi. Colori che tra parentesi anche quest’anno erano rappresentati dalla nostra divisa/maglietta arancione, con sommo gaudio del sottoscritto e delle retine delle squadre altrui, che ci donava estrema bellezza e visibilità — nonché somiglianza con i sempre rispettabili operatori ecologici e/o operai dell’Anas, come ci hanno gentilmente fatto notare.
    Prestigioso risultato quindi che, oltre a darmi molta soddisfazione, è stato frutto di un insperato arrivo agli ottavi di calcetto saponato, una sfortunata e prematura eliminazione ai sedicesimi di green-volley, ed una disdicevole ma prevista figuraccia a dragon boat. In ogni caso risultato finale più che buono: vedremo che si riuscirà a fare l’anno prossimo.

    Menzione d’onore naturalmente anche ai compari di PSICO2, team composto da interessanti giovani leve del secondo anno più vecchie glorie delle varie specialistiche: ventottesimo posto per loro, con molti rimpianti soprattutto per la pallavolo (squadra ottima per 4/6 composta da quella dell’anno scorso che andò, incluso il sottoscritto, molto bene ), ma anche buone prestazioni sul drago tanto da meritarsi le semifinali. Un saluto a compare Tano, compagno capitano che ha coadiuvato nelle fasi di organizzazione.

    Vincono ancora, incredibilmente per il secondo anno consecutivo, quelli di SCIENZE2 e la loro estrema sintonia, organizzazione ed esperienza. Quest’anno hanno vinto “solo” il torneo pallavolistico (peraltro sotto un’acqua epica), arrivando comunque in finale al calcetto e non ricordo bene dove col drago. In ogni caso un Bravi, cazzo! da parte mia, tanti applausi e merito per aver dimostrato che anche con poche squadre, se buone, si può vincere alla faccia di chi ne iscrive diciassette..

    Ottima e distruttiva due giorni insomma, peccato per il tempo molto debilitante ed invalidante. Meno gente dell’anno scorso, pare, proprio per questo motivo ma alla fine evidentemente il detto “pochi ma buoni” sembra riassumere egregiamente la situazione. Figometro a livelli discreti, pranzi e buffet sufficienti barra buoni as usual, gadget di premiazione ai limiti del guardabile, organizzazione impeccabile, Joseph idolo come sempre, divertimento tanto, stress di più, alcol di più ancora, stanchezza ed affaticamento elevati alla mille, … insomma pure Facoltiadi. L’evento.

    Alcune foto QUI.

     
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