Lo chiameremo Magalli

Venerdì, Maggio 23rd, 2008

C’è questo gatto, obesissimo, della mia vicina. O meglio credo sia della mia vicina, una delle due, o di qualcun altro nei paraggi o chissenefrega. C’è questo gatto, ed è ciccionissimo. Nero a chiazze bianche, o bianco a chiazze nere, a seconda. Un gatto con una panza allucinante o, se vogliamo, un panza con un gatto intorno. Peccato che non abbia un aspetto simpatico, perché altrimenti si sarebbe potuto considerare anche come un gatto carino e simpatico.

Ma è infido, e soprattutto agile come un elefante pieno di vodka e con una zampa rotta. Ieri ho avuto l’onore di poterne apprezzare appieno le capacità motorie mentre, presumo correva, nel vialetto che stavo percorrendo in macchina per uscire. E’ stata una scena che non mi vergognerei a definire epica. Io nell’abitacolo che procedo probabilmente all’indietro per la lentezza e guardo da dietro questo culone di gatto che ondeggia lentamente nel tentativo di muoversi, credo, velocemente. Tipo Karma Police dei Radiohead, ma molto più lento, di giorno, e con un ipotetica musica comica di sottofondo. Sembrava corresse al rallenty.
Meraviglioso nella sua bruttezza.

Talmente brutto ed inquietante che la settimana scorsa, uscendo dopo aver visto Cloverfield nel pomeriggio, mi ha fatto fare un salto dal terrore quando girandomi sentendo strani rumori ho visto nel buio del garage solo i suoi diabolici occhi sopra la basculante.
Maledetto.

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