Via via la Polizia

Venerdì, Ottobre 5th, 2007

Politie.beStamattina è arrivato il poliziotto qua a casa come da appuntamento: era suo compito controllare che abitassimo veramente qua, compilare qualche modulo e qualche carta per poi farci il permesso di soggiorno - o quello che è - per i mesi che staremo qui.

FLASHBACK
Qualche giorno fa mi aveva chiamato qualcuno con voce giovanile, ed in qualche modo ci si era accordati che un poliziotto sarebbe appunto passato venerdì tra le 11 e le 13 per il controllo. Memorabile la conversazione piena di what?, ehm.., do you speak french?, sorry my english is very bad, I don’t understand, eccetera da ambo le parti.
La mattina poi io metto la sveglia alle 10.45, giusto per sicurezza, per accogliere l’accertatore: mi alzo e bla bla bla, e mi metto al pc ad aspettare. Non arriva nessuno. Mah, penso, di solito qua son precisi, non siamo mica in Italia. Arriva l’una, e ancora nessun trillo di campanello. Controllo l’ora in basso a destra nella barra di Windows, ma quando il puntatore ci passa sopra.. bestemmio. Dopo ben due ore mi accorgo che era giovedì e non venerdì; avevo sbagliato giorno, non sarebbe arrivato nessuno, e io mi sono alzato presto per niente.
FINE FLASHBACK

Stamattina sono sicuro: è venerdì, cazzo. Infatti tempo tre quarti d’ora eccolo che arriva. E porca puttana mi accorgo che praticamente è il tipo che mi aveva chiamato qualche giorno prima: mi si presenta quindi davanti un sorridente poliziotto veramente molto giovane, al massimo 25-26 anni. Tutto tranquillo, ciao come va, entra pure, fa questo fa quell’altro, documenti di qua documenti di là , … poi all’improvviso un vi piace il calcio?/seguite il calcio?
Da quel momento, si discorre di varie ed eventuali, ci perdiamo a parlare di questo o quello, lui si prende male e mi fa che segue lo Standard Liegi e che siamo gemellati in quanto io juventino, che i giocatori dalla Juve spesso vengono da lì, e che c’era quel difensore uruguaiano ti ricordi come si chiama. Da qui il delirio, perché io non ne avevo idea e sì che bene o male me li ricordo e oltre a Montero non ce ne son stati, e lui nono guarda che c’era due o tre anni fa poi è andato al Cristal Palace adesso forse non gioca più. Qui poi degenera tutto, si scopre che sia io che lui (ma anche Jack) impazziamo quando non ci viene un nome, e allora vedi lui che telefona ad un amico e gli chiede. L’amico non lo sa, ma io nel frattempo sto cercando su internet. Dopo un quarto d’ora riusciamo in qualche modo a capire chi cazzo era: Gonzalo Sorondo, ex Inter. Non Juve, quindi tutto quel casino per niente. Poi vabbè, vediamo lui che si mette lì a farci vedere su YouTube i video di ’sto campioncino che hanno allo Standard, e non si scolla più. Rimaniamo lì a chiacchierare del più e del meno, di dove andare e di dove ci son fighe, di questo e di quello, e ancora bla bla bla. Non voleva più andar via.

All’una se ne va.
Il butèl, che fòra che l’era.. Simpatico eh, per carità , ma tutti noi li becchiamo questi?

Siamo sempre lì

Sabato, Settembre 29th, 2007

Ottimale il biglietto del bus gratuito per studenti attraverso praticamente tutta Leuven: è, come si suol dire, una gran zonta considerando che adesso sta cominciando il vero periodo autunnale. E con autunnale intendo PIOGGIA. La bici è gran comoda sì, ma quando piove e tira vento c’è veramente da bestemmiare in tutte le lingue: cosa che peraltro, ma senza vantarmi, faccio di continuo; il fattore lingua estranea qua è determinante per un tremendo sviluppo del turpiloquio. Una cosa fuori di testa, ve l’assicuro. Molto triste da una parte, me ne rendo conto, quindi so bene di dovermi moderare un pelo.

Domani sera pare che qua a Bruxelles ci sia la notte bianca. Andiamo bene. Mi sa che vien già la Ari da Maastricht e che si stia lì fino alle 5/6 minimo, visto che i primi treni per tornare saranno a quell’ora. La vedo brutta.
Ieri sera poi concerto (per gli studenti credo, quindi per l’inizio dell’anno accademico) in Oude Markt con un disgraziato di dj techno alla consolle: casino (ha finito prestissimo però), gente in ogni dove, birra a 1 euro o meno, paninari e patatari in grande spolvero, ragazzi in tutte le condizioni possibili, locali e simil-disco-pub strapieni e caldissimi. Insomma, bordèl.
In generale comunque è un delirio. La cosa che mi piace di più è che in posti così e in situazioni del genere si può veramente dire di sentirsi europei: perché se è vero che è un po’ un ossimoro considerare il Belgio come il paese simbolo d’Europa vista la pazzesca spaccatura tra valloni e fiamminghi, d’altra parte nei luoghi come Bruxelles o Leuven stesso - con uffici internazionali o grandi università - si sente veramente tanto la presenza del NOI inteso come insieme di persone e culture totalmente differenti che convivono pacificamente e addirittura si trovano bene e si divertono. Tra l’altro la cosa è più che europea, considerando ad esempio il progetto Socrates nel suo insieme e quindi la miriade di africani, asiatici e americani (nord e sud) che ti ritrovi sempre di fronte. Il tutto quindi è ancora più interessante.
Veramente ragazzi, lo adoro.

Rapide varie ed eventuali

Giovedì, Settembre 27th, 2007
  • qua i cinquantini non hanno la targa e gli stronzi viaggiano sulle piste ciclabili: un tipo (sempre lo stesso, lo riconosco ormai) mi ha schivato per un niente già un paio di volte. Se lo prendo gli strappo le braccia a morsi.
  • nei pub da ’ste parti, oltre ai Pupo locali ed a strane brutture inascoltabili in olandese, pare sia consuetudine metter su sempre “L’ombelico del mondo” in spagnolo, e “Gloria” di Umberto Tozzi. Non dico altro per quest’ultima.
  • piove. Spesso e volentieri. Ed è tutto molto repentino.
  • la birra non costa niente. Anzi, in alcuni posti costa ancora meno di niente. Si auto-superano qua, sono fantastici.
  • i negozi ed i supermercati chiudono tutti alle 17. Non riesco ancora a concepire la cosa: mi domando se qui la gente lavori, e se sì, fino a quando. Fortunatamente comunque ci sono dei negozietti tenuti da indiani che aprono alle 17 e chiudono verso le 2. Ovviamente hanno solo generi di prima necessità come birre, alcolici, salsine, pane ammuffito e alcuni surgelati.. ma vabbè.

Una cerveza, por favor

Martedì, Settembre 25th, 2007

Qua a volte mi sembra di essere in erasmus in Spagna invece che in Belgio.
Quanti straminchia di spagnoli ci sono? Un’infinità . Più di 100 sicuramente, più di noi italiani ovviamente (saremo una trentina) che di solito in quanto a numeri ce la battiamo sempre, incredibilmente più degli asiatici (forse), e a volte sembra quasi più dei belgi stessi. Pazzesco. Mi sa che qua invece di migliorare il mio inglese torno a casa parlando spagnolo.

Tra l’altro se dessero un premio a chi conosce più spagnoli credo che io sarei in pole-position per la vittoria finale. Però dai, sto inanellando anche francesi, statunitensi e irlandesi. Tra un secchio di birra e l’altro.

Le Cronache di nORgE^ - pt. VI

Mercoledì, Settembre 19th, 2007

Giornate di intenso cazzeggio quelle che si stanno per concludere per me qui a Leuven. Dopo il delirio di settimana scorsa, domenica e ieri mi sono preso le mie belle ore di puro far nulla. Ovviamente qui, nella mia nuova mini dimora, ovviamente su internet per la maggior parte del tempo.
Tra l’altro abbiamo una finestrona in questa camera-casa, con vista sul retro degli edifici e conseguente piccolo panorama del quartiere di Kessel-Lo: alberi e grande porzione di cielo, a mia totale disposizione proprio come sfondo allo schermo del mio portatile, mi hanno fatto capire che se un giorno avrò una casa voglio avere uno studio con scrivania posizionata proprio sotto ed attaccata ad una mega finestrona. Vedo se riesco a fare una foto decente per rendere meglio il concetto, perché non so se mi sono spiegato. Dovete capire che la finestra è grande, e copre tutta la parete, quindi è tipo una parete-vetrata. E io mi ritrovo spesso e volentieri ad ammirare le veloci nuvole che solcano perennemente questi cieli belgi, e poi il raro cielo azzurro, la pioggerellina e la pioggerellona che si alternano continuamente, l’eterno vento (chiamato anche arietta bastarda che ti taglia la gola) che smuove gli alberi, i tremila gatti del vicino che son sempre sul tetto qua davanti manco ci fosse un circuito, il repentino cambio di luce tra una nuvola e l’altra, e così via. Che poi già per conto mio mi piace guardare fuori per ore quando piove, figuriamoci quando lo posso fare da comodo dietro una scrivania mentre ascolto un bel cd o leggo qualche post..

Ah, mi sono visto la seconda di Prison Break (sono restato stranito dal finale..), e la terza di House (me ne mancava qualcuna, e per sicurezza me la sono rivista tutta). Ora con calma ho iniziato la terza di Grey’s Anatomy, e spero di tirarla lunga, perché quando la finirò non avrò più niente da vedere e mi verrà la disperazione più totale. Considerando anche che in sto periodo re-iniziano un bel po’ di serie interessanti, ci sono rischi grossi per la mia salute.

Per il resto comunque tutto tranquillo. Ormai mi sono organizzato, conosco i posti, conosco le vie, ma soprattutto conosco alcuni supermercati. Cosa fondamentale per il discorso del cibo che accennavo qualche post fa.
A livello di scartoffie, fogli e burocrazie varie ho quasi fatto tutto: sto aspettando che il poliziotto passi da qua per certificare che abito qui e darmi il permesso di soggiorno (dato che sto più di tre mesi), dopodiché mi mancherà solo il famigerato “modulo A” da far firmare e faxare a Trento. Poi si iniziano le lezioni. Anzi, già da domani cominciano le danze, e finalmente si entrerà a contatto ufficiale con gli altri erasmus fino ad ora nascosti per Leuven: domani infatti inizierà la so-called ’settimana di orientamento’, ovvero il delirio tra persone che non si capiranno per un cazzo per colpa del loro inglese di merda, ma che a gesti e ad occhiate cercheranno di fare comunella. Obiettivo stampato in fronte: cuccare. Cuccare spudoratamente.

Le Cronache di nORgE^ - pt. V

Lunedì, Settembre 17th, 2007

Dunque. Prima della divagazione ciclistica ero rimasto alla settimana passata in quella comoda e spaziosa stanza. Quella stanza che sapevo non sarebbe mai stata mia. The story of my life.

In quella settimana quindi s’è cercato casa. O meglio, un posto fisso per dormire e vivere degnamente per sei mesi. Come potrete immaginare è ricominciata tutta la trafila delle mille telefonate, dei sopralluoghi, degli incontri con i landlords, delle discussioni, delle trattazioni, … della ricerca. Vi risparmio i dettagli, ma come accennavo qualche post fa ho visto cose abominevoli. Fattostà che poi alla fine abbiamo trovato. Qui li chiamano “studio”, e ce ne avevano parlato male. Non li avessimo mai ascoltati, li avevamo praticamente scartati per principio, ma era proprio quello che cercavamo. Morale della storia troviamo ’sto posto che altro non è che la solita stanza nelle solite case ma questa volta con cucina e bagno attaccati. Una sorta di stanza d’albergo o monolocale, col letto e l’armadio, la cucina nel corridoietto d’entrata e un bagnetto. E si che non ci voleva molto eh. Appena l’abbiamo vista eravamo già sicuri che l’avremmo scelta: a differenza di tutto quello che avevamo visto prima questa era pulita, accogliente, a norma, nuova, comoda e sistemata. Teoricamente omologata per uno, ma insistendo un po’ e garantendo qualche eurino in più di affitto abbiamo convinto il buon J. a piazzarci un letto a castello e a darci il benestare. Le scale ci sono sempre, ma siamo ad un piano ragionevole e soprattutto possiamo assumere input e produrre output nello stesso ambiente, e quindi senza dover fare decine di scale al freddo.

Insomma, da giovedì sera io abito in Tiensesteenweg, nel quartiere di Kessel-Lo, Leuven. Quindi se volete spedirmi qualche prelibatezza italiana ora lo potete fare. Non che non si trovi niente qui eh, ma fidatevi che qualcosa di genuino fa sempre bene. Qui mangiano non dico merda ma quasi. E poi fatemi un regalo su, cosi vi fate sentire più vicini.
Comunque, cosa più importante di tutte, come avrete notato, ho internet in casa. Uaz uaz uaz. So, posterò molte puttanate. E sarò presente on-line, se mai qualcuno avesse bisogno. Tra l’altro grazie a questo meraviglioso blog in questi giorni un altro erasmus italiano (ciao Carlo!) ha avuto possibilità di contattarmi, e giusto ieri ci siamo beccati in giro per qualche birrozza e alcune considerazioni su quanto (per certi versi) l’Italia faccia schifo e quanto siano carine anche le minorenni (al momento si son viste solo queste, e di queste posso parlare) del posto. Quindi, se non mi arrestano, la prossima volta non venitemi a dire che i blog sono inutili. Anche perché questo non è nemmeno il primo caso che mi capita personalmente.

Non è il primo italiano che ho conosciuto qui, in realtà è il terzo. Dei primi due casomai parlerà un’altra volta. Quello che volevo mettere per iscritto è che mi aspettavo di incontrare a) degli italiani già nelle prime ore o magari prima ancora di arrivare, mentre invece i primi li ho trovati dopo addirittura due giorni (incredibile!), ma soprattutto b) molti studenti stranieri o erasmus in giro già in questi giorni. Cosa che non appunto non è successa e a tutt’ora non sembra poter succedere a breve. A quanto pare arriveranno tutti, e dico tutti (erasmus e belgi stessi), nelle prossime settimane, forse addirittura a lezioni iniziate. E’ un fatto di cui un po’ ero già a conoscenza, ma che comunque mi fa pensare. Anche perché, cazzo, noi primi quattro gatti arrivati abbiamo fatto una fatica bestia per trovare un posto e appunto non c’era nessuno.. quelli come straminchia faranno per sistemarsi? Son proprio curioso di vederli e scoprirlo.

Le Cronache di nORgE^ - pt. IV

Domenica, Settembre 16th, 2007

Comunque sia si sopravvive, io sono sopravvissuto, e continuo a sopravvivere tutt’ora. Le scale e la bici sono ormai entrati nella mia vita, e pian piano diventerò un piccolo Cipollini. Perché sì, le biciclette qui la fanno da padrone.
La bici qui è fondamentale, la bici qui è quasi venerata, la bici qui ha la precedenza su tutto e tutti. La città è piccola, saranno 2 km di diametro, e la bici è il mezzo migliore per spostarsi. In centro non si vedono macchine, anche se potrebbero: ci sono persone a piedi, autobus che servono bene tutta la città , e bici. Bici ovunque. Bici, bici, bici. Anche se c’è freddo bici, anche se piove bici, anche sulle salite bici.
Ho noleggiato una bici il secondo giorno, come da programma, e come tutti mi avevano consigliato. 50 euro per sei mesi con riparazione gratuita è anche molto onesto. La bici e quella che è, ma funge.. ed è carina. Ormai, come detto, mi sto quasi abituando a spostarmi con lei in ogni dove. Non sono più abituato, ma tempo un mesetto scarso e sarò in formissima. A febbraio se tutto va bene mi potrò iscrivere alla Liegi-Bastogne-Liegi, avendo ormai rinforzato notevolmente i miei quadricipiti femorali e, forse, un po’ il fiato. Perché qua pare che sia tutta bella pianura e cazzate varie, ma ci sono dei lievi scollinamenti di quando in quando, e anche se sembrano niente ti sfiancano subito, soprattutto se non hai i rapporti da cambiare al tuo mezzo a due ruote.

Le Cronache di nORgE^ - pt. III

Sabato, Settembre 15th, 2007

La mattina del 6 settembre poi, il secondo giorno insomma, è cominciato il delirio. Dovevamo trovare una casa, sì, ma dovevamo trovarla subito, o per lo meno dovevamo trovare un posto in cui dormire quella sera visto che Leuven non abbonda di ponti.
Facile, direte voi. Facile, pensavo anch’io. Purtroppo la conclusione finale è stata invece: Facile un cazzo.
Io avevo i miei bei indirizzi di Bed&Breakfast pronti, vie anche qualche numero di telefono. Peccato che o ’sti B&B non esistevano proprio [no, non so perché..], o erano chiusi, oppure avevano tutte le stanze occupate. E sommando queste stanze occupate alle room che cercavamo per vivere (ma ovviamente già prese), e sommando questo risultato al fatto che alla fin fine di studenti arrivati così presto ce n’erano gran pochi [”arriveranno tutti fra qualche settimana” mi dicono], non mi capacitavo del fatto che non esistevano dei cazzo di posti da affittare. E non me ne capacito tutt’ora, a dire il vero. Non so come faranno quelli che devono ancora arrivare: rabbrividisco al sol pensiero.

Beh insomma, dopo miriadi di telefonate (buddha benedica l’housing service con i telefoni a disposizione gratis), poco prima dell’oblio abbiamo trovato una stanza per quella sera e per un po’ di giorni a venire. Quei giorni poi sono diventati una settimana (per me. Per Jack 4, lui al momento è già in Italia per il matrimonio del fratello, torna la prossima settimana.), ma se la stanza non fosse stata già “prenotata” per tutto l’anno, forse saremmo rimasti lì sei mesi: stanza bella grande, due letti di cui uno in alto sopra la scrivania - Ikea style - divano, tappeti, cuscini, e lavandino. Quasi buona insomma. Per il resto però purtroppo era/è come tutte le stramaledettissime case di qua: alte e strette, e con disposizione delle stanze in verticale. Questo significa che al piano terra, o al piano rialzato, ci sono cucina e bagno, poi sali delle fottutamente alte strette e scricchiolanti scalette di legno per 1, 2, n piani.. e trovi le camere, una o due per piano. Camere che per fortuna nel mio caso erano grandi spaziose e quasi confortevoli, ma negli altri casi - e ne ho viste di inenarrabili - erano delle catapecchie minuscole, umide, spifferose, sporche e rotte. Immaginatevi poi di dover andare in bagno la sera o la notte, magari d’inverno, dover scendere ’ste scale, arrivare e trovare magari occupato risalire su perché che-cazzo-faccio-aspetto-qui-e-mi-congelo, riprendere fiato perché le scale sono alte e bastarde, aspettare e ascoltare per vedere quando tornare giù, scendere giù, fare quello che devi fare, tornare su lentamente perché sei addormentato rincoglionito e senza forze, e finalmente rimetterti a letto. Semplicemente: due coglioni.

-5

Giovedì, Agosto 30th, 2007

Ultimi 5 giorni di Italia.
Poi Erasmus. Poi Belgio.
La partenza è lì, dietro l’angolo. Mercoledì prossimo.

In questi ultimi giorni sto cercando di “organizzare” sei mesi di vita.
E’ il delirio. De-li-rio.

Non mi tange

Mercoledì, Agosto 29th, 2007

SMS della Ari (lei sarà in Erasmus a Maastricht):

Appena atterrati a Bruxelles: preparati psicologicamente che qua fa un freddo cane!

La cosa bella è che non me ne frega proprio un cazzo.
Bwhahahahaha!

Come godo. Ah, come godo.
-6 alla partenza? Godo tantissimo.

Promemoria: creare la categoria Erasmus. E bullarsi. E vantarsi. E bullarsi ancora. Irresponsabilmente.

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