Ammissioni e promesse

Domenica, Gennaio 4th, 2004

Pensate quello che volete, ma io “C’è posta per te” lo rivedrei altre 1257 volte (in euro). Ecco, l’ho detto.

Penso che posterò le canzoni/gli album che mi hanno segnato nel 2003, nonostante il buon Yoshi mi abbia già preceduto con qualcosa di simile. Vabbè, non sarà niente di eccezzziunale, ma tant’è..

Post a P-punti

Giovedì, Dicembre 4th, 2003

Giuro, non ho niente di interessante da scrivere.
Giornate strane queste.

  • Un continuo di In The Shadows e Obsesion: angosciante.
  • Un continuo cadere di cellulare: bestemmie in turco.
  • Una ladrata indecente stamattina (ma che mi ha risollevato una certa situazione): mi bastava di meno..
  • Poco tempo, tanto sonno (tanto per cambiare): le solite cose.
  • Potrei raccontare di essere andato a vedere Non Aprite Quella Porta, ma vista la qualità del film (che, oltre alle particolari inquadrature sulla protagonista, è bassissima) lascerei stare.
  • Dopo un attento ascolto posso confermare che Is This It degli Strokes non è male; attendo che mi passi sottomano il nuovo album.

SuperPostChiarificatore

Giovedì, Giugno 26th, 2003

[ora che ho finito di scrivere mi sono accorto che forse mi sono dilungato un po’ troppo…]

Ok, ok, sapevo che avrei suscitato “scalpore” con quel post, ma pensavo che mi avrebbero preso a male parole più che altro i fans degli Eiffel 65.
Cosa rispondere ai commenti ricevuti? Premetto che in genere cerco di essere quanto più oggettivo mi è possibile quando si parla di gusti, scelte, modi di intendere, pensare e vivere. Avrete capito però che predicherà anche bene, ma razzolo malissimo. Sulla musica si potrebbero fare tante di quelle considerazioni, dibattiti eccetera, che non basterebbero anni per contenerle, proprio perché interviene il fattore “gusto personale” che non attenua certo gli scontri e la difficoltà di comprensione. Ed è appunto cercando di tralasciare questo fattore (cosa peraltro incredibilmente difficile) che si cerca di ragionare e commentare oggettivamente.

Non so se riuscirà a spiegarmi, e se sono riuscito a farlo nelle righe precedenti, ma proverà a esporre quello che veramente volevo dire ieri quando forse mi sono lasciato trasportare dalla leggerezza e dall’apparenza. E’ indubbio che la musica sia un forte oggetto di commercializzazione (cosa non lo è ormai?) e pertanto debba, in un certo senso, “rispettare” dei canoni che le consentano di essere appunto commercializzata. (Oddio, mi sto inoltrando in un discorso che è più grande di me..)
Per essere però “accettata” dalla gente, questa musica, deve in qualche modo diramarsi in “generi” per far fronte ai molteplici(ssimi) gusti delle persone, e, come si sa, ognuno ha gusti diversi da tutti gli altri..

Saltando qualche passaggio mentale -che non saprei scrivere- arriviamo ora alla musica dance o, per i meno appassionati, da discoteca. Il fatto stesso che sia “dance” e “discoteca” ci fa capire come questa musica debba rispettare certi canoni quali: la ballabilità , l’orecchiabilità immediata, la leggerezza di testi e musica, la ripetitività , eccetera.
Ed è per queste caratteristiche che io critico certe canzoni. Perché secondo me, la musica è arte, e l’arte dev’essere una personale forma di comunicazione, espressione e interpretazione. Non mi potete venire a dire che non è vero che la musica che si passa in discoteca è tutta uguale! Provate a farci caso, il ritmo, le melodie e gli intermezzi sono sempre quelli, e sembra di sentire un’unica canzone.. ripetitiva, appunto. E questo non va, non è espressione, non è personalizzazione, non è comunicazione di quello che piace. E’ solo unirsi alla massa. Quella massa che ingenuamente vuole sempre e solo quello. Perché è e fa figo (ma pensa te!).

Per quanto riguarda i testi, penso che il più delle volte ormai vengano inserite delle parole a caso e senza senso, solo per poter essere in qualche modo anche cantate e ricordate, e non solo ballate. Poi come in tutte le cose c’è l’eccezione che conferma la regola, come in questo caso la canzone di Gabry Ponte.
Non essendo poi un amante delle cover, non posso esimermi dal dire che le versioni originali sono, secondo me, sempre e comunque quelle migliori, perché hanno valori e caratteristiche intrinseche che fanno fede a quel concetto di arte a cui facevo riferimento prima. Di conseguenza coverizzarle toglie loro il vero “sapore”.

Ma torniamo a Gabry Ponte.
Cosa ha fatto il bel Gabry? Ha inserito una strofa della canzone di De Andrè nel suo brano pensando di darle un po’ di senso e di farsi figo riprendendo parole di una persona sicuramente più “brava” (e questo brava racchiude una certa vastità di aggettivi) di lui, chiamando appunto cover una base con una bella frase che si ripete senza un perché e senza un senso. Perché la frase sarà bella sì, ma se inserita nel suo contesto originale, nel suo testo, nella sua canzone. Uno che non conosce la canzone di De Andrè (come me fino a ieri) e che ascolta la canzone di Gabry Ponte cosa cavolo ci può capire? Capisce che questo Gabry è un imbecille (confermo) e che la canzone fa schifo, ed è senza senso (confermo ancora)! D’altronde il significato stesso della frase viene stravolto, e tutto non viene preso effettivamente in considerazione.

Cosa sarebbe un motivetto con una frase apparentemente ridicola (magari di una poesia) ripetuta all’infinito? Un successone? Può darsi, ma per chi non conosce la poesia resterà sempre un bella canzonetta, orecchiabile, con un ritornello strambo e senza senso ma che comunque è divertente! Non si capirebbe mai cosa quella frase voglia dire veramente, e sarebbe bruttino un giorno leggere la poesia (seriamente) e accorgersi della frase esclamando “Oh, è quella della canzone di Tizio!”. Che tristezza.

Il succo del discorso è poi comunque questo: solo perché c’è una frase di De Andrè nel “testo” della canzone di Gabry Ponte, la canzone deve essere considerata stupenda? Secondo me è un ragionamento che è una vaccata.
Ringrazio quindi daX che mi ha spiegato che la frase ha un senso e che mi ha fatto conoscere appunto Geordie di Fabrizio De Andrè: ammetto che non la conoscevo, e che originale -a conferma di quanto detto prima- è una canzone veramente tosta e bella.

Ecco, forse ho detto tutto. Spero di aver scritto qualcosa di comprensibile alla mente umana e spero di non aver di nuovo detto qualche puttanata. Comunque sia aspetto i vostri commenti a riguardo (voglio sapere veramente quello che pensate) e vi saluto sperando magari di intraprendere un interessante dibattito che coinvolga più persone possibili, cosicché vengano a galla le opinioni i pensieri e anche I GUSTI di tutti.

Eiffel 65

Mercoledì, Giugno 25th, 2003

Che simpatici che sono gli Eiffel 65!
Quei tre bei ragazzotti dai nomi esotici: Jeffrey Jay, Maury e Gabry! … Ma fatemi il piacere! Vi chiamate Gianfranco, Maurizio e Gabriele? E allora che cacchio vi inventate (che poi, inventate.. sembrano i nomi che si danno le bambine all’asilo) dei nomi d’arte? E peraltro bruttissimi!
Poi ogni volta vengono fuori con le tutine coordinate gialleerosseeblu!

Ok, sono un gruppo musicale, è vero.. Ma che canzoni fanno, me lo spiegate? Dai, siamo onesti, sono monotone, con dei testi paurosi e se non bastasse sono anche tutte uguali tra loro! Capisco avere uno “stile” e un “sound” proprio, ma qui siamo alla tristezza più scura! Siamo oggettivi gente, è sempre la stessa solfa!
Poi quell’altro imbecille di Gabry Ponte si è messo a fare anche la canzone (canzone..) di quel rincoglionito che verrà impiccato per aver rubato un nonsocosa dal giardino del re! (!) Ma che cazzo vuol dire? Preferisco di gran lunga Cristina D’Avena: un nome una garanzia.

Nostalgia portami via

Sabato, Giugno 14th, 2003

Mi hanno passato delle vecchie sigle dei cartoni animati. La mente è tornata indietro con gli anni (manco avessi quarantanni)… Cacchio quanti ricordi: da Holly&Benji a Mila&Shiro, da Denver ai Puffi, da L’Ispettore Gadget (già più recente) ai 5 Samurai, dai Cavalieri dello Zodiaco alle Tartarughe Ninja… e ancora molti altri.
Vabbè, poi cerano anche quelli che odiavo -molto- come Anna dai capelli rossi, o Heidi, o Candy-Candy, o ancora certi altri giapponesi con le maghette eccetera…

Ho poi confrontato i “miei” cartoni preferiti con quelli di oggi: potrei partire dai maledetti Pokèmon (confesso però che ho giocato con il videogame per gameboy) (sì, lo so errore imperdonabile) (ok ok, mi pento!) oppure quelli con le trottole -mi pare- che fanno i tornei, le gare, boh. Poi ho intravisto la tristezza di Hamtaro (non me ne frega niente se è scritto male) e le solite stronzatine di maghette e affini.

Ah sì, IO ODIO I TELETUBBIES. E’ più forte di me. Non li sopporto! Qualcosa si salva però, ed è strano a dirsi. C’è il tipetto lì, quello che fa l’investigatore… ah ecco, Conan.
Poi i remake di qualche vecchio cartone, e chiaramente i mitici Simpson! No, non me li sono dimenticati. Per fortuna che la tv non influisce sulle persone intelligenti e non gli fa fare cose insensate!
No, dai, non può succ… Doh!! Mi è caduta la ciambella nel bicchierozzo di Duff…

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