È qui la festa?
Mercoledì, Settembre 3rd, 2008Vista inquilina piano di sopra, stop.
Riso molto, stop.
Possibilità (per assurdo) situazione tipo film, stop.
Settimana prossima ulteriori accertamenti, chiudo.
Vista inquilina piano di sopra, stop.
Riso molto, stop.
Possibilità (per assurdo) situazione tipo film, stop.
Settimana prossima ulteriori accertamenti, chiudo.
C’è tanta voglia di tornare a vivere e cazzeggiare in terra trentina, mi è tornata prepotentemente insieme alla voglia di fare tutto e ancora tutto -tranne che studiare: in questi due giorni di simil-sopralluogo alla ricerca di una nuova dimora (forse trovata) (sembra una figata di soluzione) nella nostra amata Rovereto alla fin fine come previsto si è fatto anche un mini ritrovo con l’ormai solita, indefinibile ed indescrivibile crew di pseudo cognitivi.. o perlomeno di ciò che ne è rimasto. Quindi di nuovo case, di nuovo gente, di nuovo Mart e biblioteca, di nuovo portatili ovunque, di nuovo super discorsoni, di nuovo cazzeggio, di nuovo lamenti, di nuovo sputtanate, di nuovo Risto3, di nuovo università, di nuovo finto studio, di nuovo belle routine. Un nuovo anno accademico (fuori corso?) alle porte che si preannuncia più intenso e carico che mai, soprattutto dal punto di vista fisico. In tutti i sensi credo.
Ok, c’è ancora ’sta cazzo di sessione estiva da finire, ma devo per forza ricordarmelo ogni venti secondi?
In queste due settimane a dir poco casalinghe causa questioni mediche prima e solita influenza agostana poi (cioè due motivazioni praticamente identiche), sto toccando livelli di cazzeggio incredibili. Vette inesplorate. Escludendo film e serie tv con cui mi sto mettendo piano piano in pari, il problema serio è tutta l’inutile ma meravigliosa robaccia 2.0 di cui mi circondo e di cui sto facendo un serio (tragico?) over-utilizzo. Cose veramente da pazzi. La taglio qui perché confesso che mi vergogno un po’.. dico solo che sto messo talmente male che mi fa strano scrivere in prima persona. Chi capisce capisce.
Per la serie: sai, ho anche un blog.
Non parliamo poi delle Olimpiadi. Cazzo. Le Olimpiadi mi fanno perdere mezza giornata come niente (adoro!). Silvio, manda un paio di soldati anche a casa mia ti prego: che mi tengano un mitra puntato alla testa, altrimenti io a studiare non ci penso nemmeno.
Tornato in Italia. Mi fa tutto molto effetto.
La cosa strana però è un’altra.
Chiedetemi come sto. Perché sto meravigliosamente.
Vivo. Ancora vivo.
Grande.
Sono talmente ucciso che le impressioni a caldo sul temporaneo rimpatrio le rimando a domani. Le lascio raffreddare un po’.
Dunque. Domani sarà una giornata intensa. Torno in Italia per una decina di giorni. Unica tappa italiana del mio tour per questo semestre. Arriva a metà di questa avventura abroad, quindi ci sta tutta.
Domani, subito dopo pranzo, bus che mi porta in stazione perché ho la valigia rotta e mi pesa il culo. Poi treno fino a Mechelen, cambio e InterCity per Amsterdam Schiphol. E qui sono cazzi: il volo è alle 19.00. Quindi grande angoscia per lui. Fortuna che l’aeroporto è strafigo e mi distrarrà molto, ma durante la partenza la fifa toccherà altissimi livelli. Pensare poi che volerò nuovamente per tornare su dopo solo dieci giorni mi fa rabbrividire. Non credo entrerò mai in confidenza con gli aerei. Non ce la faccio proprio.. sto male quando si parla di altezze e cose del genere. E la conferma è stata lo scorso week-end a Bruxelles quando sono salito sull’Atomium.
Comunque sia, disastri aerei a parte che vorrei evitare il più possibile, tra una cosa e l’altra dovrei essere a casa per le ventuno/ventidue di domani sera. E ad aspettarmi (lo scopro ora) c’è la meravigliosa sagra del bollito con la pearà . Il che è tutto dire, come potete immaginare. Sarà una settimana favolosa.
Ad aspettarmi, un tour de force di proporzioni bibliche. In una settimana dovrò vedere e fare di tutto. Raccontare le stesse cose qualche milione di volte, eccetera eccetera. Tra parentesi dovrei anche studiare, ma dubito che quest’ultimo avvenimento si possa verificare. Tante persone da vedere, tante cose da fare. Ma non riuscirò mai a fare e vedere tutto/i. Quindi, in caso, a tutti, scusate.
Poco tempo per andare avanti. Alla prossima.
Dunque. Prima della divagazione ciclistica ero rimasto alla settimana passata in quella comoda e spaziosa stanza. Quella stanza che sapevo non sarebbe mai stata mia. The story of my life.
In quella settimana quindi s’è cercato casa. O meglio, un posto fisso per dormire e vivere degnamente per sei mesi. Come potrete immaginare è ricominciata tutta la trafila delle mille telefonate, dei sopralluoghi, degli incontri con i landlords, delle discussioni, delle trattazioni, … della ricerca. Vi risparmio i dettagli, ma come accennavo qualche post fa ho visto cose abominevoli. Fattostà che poi alla fine abbiamo trovato. Qui li chiamano “studio”, e ce ne avevano parlato male. Non li avessimo mai ascoltati, li avevamo praticamente scartati per principio, ma era proprio quello che cercavamo. Morale della storia troviamo ’sto posto che altro non è che la solita stanza nelle solite case ma questa volta con cucina e bagno attaccati. Una sorta di stanza d’albergo o monolocale, col letto e l’armadio, la cucina nel corridoietto d’entrata e un bagnetto. E si che non ci voleva molto eh. Appena l’abbiamo vista eravamo già sicuri che l’avremmo scelta: a differenza di tutto quello che avevamo visto prima questa era pulita, accogliente, a norma, nuova, comoda e sistemata. Teoricamente omologata per uno, ma insistendo un po’ e garantendo qualche eurino in più di affitto abbiamo convinto il buon J. a piazzarci un letto a castello e a darci il benestare. Le scale ci sono sempre, ma siamo ad un piano ragionevole e soprattutto possiamo assumere input e produrre output nello stesso ambiente, e quindi senza dover fare decine di scale al freddo.
Insomma, da giovedì sera io abito in Tiensesteenweg, nel quartiere di Kessel-Lo, Leuven. Quindi se volete spedirmi qualche prelibatezza italiana ora lo potete fare. Non che non si trovi niente qui eh, ma fidatevi che qualcosa di genuino fa sempre bene. Qui mangiano non dico merda ma quasi. E poi fatemi un regalo su, cosi vi fate sentire più vicini.
Comunque, cosa più importante di tutte, come avrete notato, ho internet in casa. Uaz uaz uaz. So, posterò molte puttanate. E sarò presente on-line, se mai qualcuno avesse bisogno. Tra l’altro grazie a questo meraviglioso blog in questi giorni un altro erasmus italiano (ciao Carlo!) ha avuto possibilità di contattarmi, e giusto ieri ci siamo beccati in giro per qualche birrozza e alcune considerazioni su quanto (per certi versi) l’Italia faccia schifo e quanto siano carine anche le minorenni (al momento si son viste solo queste, e di queste posso parlare) del posto. Quindi, se non mi arrestano, la prossima volta non venitemi a dire che i blog sono inutili. Anche perché questo non è nemmeno il primo caso che mi capita personalmente.
Non è il primo italiano che ho conosciuto qui, in realtà è il terzo. Dei primi due casomai parlerà un’altra volta. Quello che volevo mettere per iscritto è che mi aspettavo di incontrare a) degli italiani già nelle prime ore o magari prima ancora di arrivare, mentre invece i primi li ho trovati dopo addirittura due giorni (incredibile!), ma soprattutto b) molti studenti stranieri o erasmus in giro già in questi giorni. Cosa che non appunto non è successa e a tutt’ora non sembra poter succedere a breve. A quanto pare arriveranno tutti, e dico tutti (erasmus e belgi stessi), nelle prossime settimane, forse addirittura a lezioni iniziate. E’ un fatto di cui un po’ ero già a conoscenza, ma che comunque mi fa pensare. Anche perché, cazzo, noi primi quattro gatti arrivati abbiamo fatto una fatica bestia per trovare un posto e appunto non c’era nessuno.. quelli come straminchia faranno per sistemarsi? Son proprio curioso di vederli e scoprirlo.
Ah… che bello stare a casa..
Sono tornato a casa da tre/quattro giorni.
Il mese di vacanza mi è bastato e, come da un po’ di anni mi accade, volevo tornare a casa. Mi ero scazzato abbastanza, alla fine. Per carità, mi sono divertito un casino, ho fatto parecchie cose, sono andato in parecchi posti, eccetera. Però è un po’ di tempo che non mi dispiace tornare a casa. Non cè più quel “qualcosa” che non mi va di lasciare o non far più per altri undici mesi.
Sono contento di essere a casa.
L’unico problemino è che “essere a casa” vuol dire anche tornare a scuola, studiare(?), svegliarsi presto… ma ormai c’ho fatto (quasi) l’abitudine.
La scuola comincia il 10 [ #!|)=$%£°§@!!# ], ma io ho già cominciato col “quindici giorni matematici”: ho fatto il pelandrone l’anno scorso, e mò mi tocca studiarmi quel che non ho studiato durante l’anno. Niente da dire, me lo merito. Sono un po scazzato comunque..
Il 17 sarei andato volentieri al concerto di Carmen Consoli, che era lì a due passi (letteralmente due passi) da dove ero in vacanza. Non che sia il mio genere, ma non mi sarebbe dispiaciuto andarci: comincia a piacermi. Mi pare che fra un po’ ci sia il concerto anche all’Arena, in città . Si può fare, ma sono troppo pigro per andarci.. IDIOTA.