Discoboy
Week-end molto intenso quello appena trascorso. Venerdì sera delle malfidate personcine hanno cercato di farmi entrare in una discoteca trentina con l’inganno, sapendo appunto quanto io disprezzi quel luogo/ambiente che pare essere l’unico divertimento che i miei coetanei conoscano o ritengano tale. Non si sa come alla fine sono riuscito a evitare per l’ennesima volta una triste e rumorosa serata, e con mio sommo gaudio il giorno dopo, tornando a casa, sono finalmente riuscito ad andare a visitare in quel di Avio (Tn) il castello omonimo. Castello che, passando, vedevo da due anni tutte le volte che col treno o in macchina andavo o tornavo da Rovereto, e che per questo volevo visitare. Che a me le visite a posti per bambini o famiglie piacciono molto. Posticino, e ristorantino al suo interno, molto carino: lascio commentare alcune delle mille foto che ho fatto.
L’aver evitato la discoteca venerdì è stato uno dei buoni fattori che mi ha permesso di sopportare meglio la discoteca in cui sono dovuto andare però sabato. Perché sì, perché era purtroppo in programma da tanto, perché era il compleanno di uno dei miei più fidati compari, perché aveva prenotato tavoli e cena, eccetera eccetera. Discoteca della bassa veronese, solito posto, solita gente. Mi son preparato psicologicamente, ho bevuto molto cenando, e mi son levato il peso. Quindi per quest’anno con le discoteche io ho chiuso: ‘ stata la prima e spero l’ultima volta del 2007, sono a posto così (avrei anche fatto a meno volentieri) e direi basta ché per me è più che sufficiente. Ripeto, una volta ogni tanto mi concedo, così almeno accontento i butei, e non mi si rompe per un po’. Ho accettato perché sapevo che almeno il posto era all’aperto (e vorrei vedere, con le temperature che ci sono in ’sto periodo), e perché glielo avevo promesso. Per il resto si è confermata la solita storia. E il concetto base è e rimane che io aborro le discoteche, e che le discoteche stesse non dovrebbero manco esistere. La discoteca è il sunto del peggio che questa società ci può offrire. E tutto questo mi fa schifo.
Detto questo: memorabili le solite mignotte minorenni viste, memorabili le solite facce alcolizzate, e memorabili i non-soliti 32 euro sputtanati. Ripeto, per quest’anno io ho chiuso. Andate pure voi, e divertitevi. Che io di tornare a casa con la gola secca e senza voce solo per aver cercato di chiacchierare un po’ con qualcuno, e di stare ore da una parte (o sui divanetti) a osservare tristezze umanoidi che si dimenano a caso pensandosi fighi/e, non ne ho molta voglia.






















