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Facciamo a chi deve camminare meno per arrivare in Facoltà

23 agosto 2008  |  0 Commenti  |  in Quotidiano  |  

C’è tanta voglia di tornare a vivere e cazzeggiare in terra trentina, mi è tornata prepotentemente insieme alla voglia di fare tutto e ancora tutto -tranne che studiare: in questi due giorni di simil-sopralluogo alla ricerca di una nuova dimora (forse trovata) (sembra una figata di soluzione) nella nostra amata Rovereto alla fin fine come previsto si è fatto anche un mini ritrovo con l’ormai solita, indefinibile ed indescrivibile crew di pseudo cognitivi.. o perlomeno di ciò che ne è rimasto. Quindi di nuovo case, di nuovo gente, di nuovo Mart e biblioteca, di nuovo portatili ovunque, di nuovo super discorsoni, di nuovo cazzeggio, di nuovo lamenti, di nuovo sputtanate, di nuovo Risto3, di nuovo università, di nuovo finto studio, di nuovo belle routine. Un nuovo anno accademico (fuori corso?) alle porte che si preannuncia più intenso e carico che mai, soprattutto dal punto di vista fisico. In tutti i sensi credo.
Ok, c’è ancora ’sta cazzo di sessione estiva da finire, ma devo per forza ricordarmelo ogni venti secondi?

Più ore per cazzeggiare

17 agosto 2008  |  1 Commento  |  in Sproloqui Vari  |  

Lo dico, lo ripeto, l’ho sempre pensato, e sempre sosterrò la causa: abbiamo bisogno di giornate da almeno una trentina di ore. Sono anni che sto facendo i conti, ma prima o poi arriverà il giorno in cui capirò con certezza quante ore al giorno servono per vivere stupendamente -perlomeno in una società come quella in cui viviamo ora. Per il momento però la cosa certa è che ventiquattro ore sono poche, pochissime. Indubbiamente ed indiscutibilmente troppo poche. Specialmente d’estate, ma questo era scontato.
In fondo non ci vuole tanto, bastano alcuni accorgimenti semplici semplici: un paio di convenzioni internazionali, una leggera modifica all’asse terrestre, e/o qualche cambiamento all’orbita intorno al sole giusto per riproporzionare tutto. Sto studiando anche questi ultimi dettagli, questione di un paio di calcoli in più e qualche fattore x da annullare (cit.), poi ho fatto e vi dico. Forse, ma son bazzecole, il tutto potrebbe comportare qualche apocalisse climatica e disastro cosmico, ma volete mettere dormire un paio d’ore in più ed allungare l’happy hour? Inoltre bisogna guardare il lato positivo: un deserto o un polo artico in più potrebbe tornarci comodo per l’ambientazione di qualche nuovo film fantascientifico.
Allora restiamo che fra un po’ io propongo il progetto e voi mi appoggiate. Facciamo così. Eh, eh?

Aiuto, ho installato Digsby

12 agosto 2008  |  1 Commento  |  in Attualità, Quotidiano  |  

In queste due settimane a dir poco casalinghe causa questioni mediche prima e solita influenza agostana poi (cioè due motivazioni praticamente identiche), sto toccando livelli di cazzeggio incredibili. Vette inesplorate. Escludendo film e serie tv con cui mi sto mettendo piano piano in pari, il problema serio è tutta l’inutile ma meravigliosa robaccia 2.0 di cui mi circondo e di cui sto facendo un serio (tragico?) over-utilizzo. Cose veramente da pazzi. La taglio qui perché confesso che mi vergogno un po’.. dico solo che sto messo talmente male che mi fa strano scrivere in prima persona. Chi capisce capisce.
Per la serie: sai, ho anche un blog.

Non parliamo poi delle Olimpiadi. Cazzo. Le Olimpiadi mi fanno perdere mezza giornata come niente (adoro!). Silvio, manda un paio di soldati anche a casa mia ti prego: che mi tengano un mitra puntato alla testa, altrimenti io a studiare non ci penso nemmeno.

Parola d’ordine: venirne fuori

31 dicembre 2007  |  0 Commenti  |  in Erasmus  |  

Restare drammaticamente senza internet proprio gli ultimissimi giorni dell’anno, sentendo addirittura la mancanza di Twitter e non potendo controllare i feed, è.. terrificante.

Essere convinti che l’ultimo dell’anno venga di martedì per poi scoprire che invece viene di lunedì (e che quindi tu eri organizzato decisamente male) la sera della domenica precedente dopo aver progettato, chiamato, sentito, organizzato, trovato, chiesto, eccetera.. è ancora peggio.
Oserei dire sconvolgente.

Rendersi conto che hai vissuto una settimana assolutamente fuori dal mondo e completamente sballato con orari a caso e cicli vitali sconclusionati.. è semplicemente incredibile.

Qua si chiude l’anno in bellezza, signori.

Maestro

30 giugno 2007  |  1 Commento  |  in Quotidiano  |  

Dunque. Settimana di cazzeggio duro e puro, quella che sta per finire. Cazzeggio intenso però, perché c’è differenza. E perché non è un caso, anche se c’ho messo cinque anni, se ho la fama internazionale di quello che “non fa niente, ma lo fa con stile” (vera citazione). Reputazione, signori. Si chiama reputazione (vantiamocene).
Cazzeggio intenso si diceva. Cazzeggio impegnativo, cazzeggio fatto di sofferenza, cazzeggio accaldato e sudato causa condizioni climatiche sfavorevoli. Ma nonostante le avversità , è venuto fuori un gran periodo. E’ rispuntata una vena creativa, nonché artistica, che davo per dispersa e che è invece risorta in tutta la sua idiozia. Da essa sono partorite molte idee, molte iniziative, molti schizzi, molti programmi, molte pensate, molta ironia, molta grazia, molto talento, molti nemici e molto onore.

Luglio però si prospetta come mese infausto. E con domani sera, e la cena di Verona Blog, credo si chiuderò questo bel periodo appena trascorso. Si parte infatti subito in quarta con esami importanti il 3 e il 6. Poi una settimana che si prevede di fuoco, non solo per quanto riguarda le temperature: devo mettermi già ad organizzare una cena epica coi butèi del Marconi, che se non lo faccio io a) non lo fa nessuno, ma poi si lamentano tutti lo stesso, b) viene fuori una schifezza con poca gente e triste ambiente; devo assolutamente auto-impormi di fare qualche giorno di studio serio per Psicometria, e non dico altro. Dopodiché dilemma. Due ottime settimane vuote per una full-immersion nelle neuroscienze e nelle fisiologie dei tessuti eccitabili, che il merda ha posticipato addirittura al 30 luglio (ma si può??), e quindi decidere se farlo e levarmelo dai coglioni per sempre, o aspettare che magari l’anno prossimo va via e magari me lo scavallo in allegria, visto che è un cazzo di esame da 4 crediti di merda.
Chi vivrà, ma soprattutto studierà, vedrà.

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