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Italians

3 gennaio 2009  |  0 Commenti  |  in Quotidiano  |  

Forse, e nemmeno tanto inconsciamente, ho comprato questo libro solo per leggere qualcosa come questo.

[...] Ragazze e ragazzi italiano sono mescolati a tedeschi colti, spanole sorridenti, greci scuri che studiano olandesi bionde. Milano e Roma, Catania e Padova, Pescara e Pavia: l’Italia che in Italia litiga, qui capisce di somigliarsi molto. Diversi vengono da un Erasmus –un programma europeo introdotto nel 1987, che prevede un periodo di studi in un altro Paese. Tutti sembrano contenti di essere lontani, liberi, con le chiavi di casa in tasca, il sabato mattina davanti e un lavoro che li aspetta il lunedì.
Li capisco, ma non glielo posso dire. Li invidio, ma è meglio che lo tenga per me. Li ammiro, in qualche modo: hanno una bella luce negli occhio, più chiara dei lampioni umidi di Bruxelles. Arrivano qui e sono italiani, svedesi, inglesi e polacchi: vanno via e saranno europei. So che può sembrare orribilmente retorico, ma è vero. State sicuri che questi ragazzi non diranno stupidaggini su altri popoli, non voceranno risentimenti nazionali. Vedranno le differenze, che ci sono: ma le apprezzeranno e ci giocheranno, sapendo che insaporiscono la torta dell’Europa.
Gli stages alla Commissione Europea e il programma Erasmus sono  i soldi meglio spesi dall’Unione Europea. Sono un modo di costruire consuetudini, e reti di conoscenze: vent’anni dopo, i miei migliori amici in Europa sono quelli delle serate di Bruxelles. Erasmus e stages sono formidabili strumenti contro lìintolleranza. Sono convinto che, davanti a certe affermazioni xenofobe, non serve protestare. Bisogna mettere in mano allo sciocco di turno una Samsonite e un biglietto aereo. Vada, veda. Quando torna, non ripeterà le stesse stupidaggini.
Dico queste cose per me e per voi, naturalmente. I ragazzi di Bruxelles le sanno già, e le tengono nel cuore.

3a Pizza Bruxelles, 9 febbraio 2000

Beppe Severgnini - Italians, il giro del mondo in 80 pizze.

Non è Joyce o Moravia, ma come lettura leggera per un viaggio di ritorno in treno è ottimo.

The wrong movies in the wrong moments

22 maggio 2008  |  0 Commenti  |  in Visto & Sentito  |  

Un po’ però uno se lo dovrebbe immaginare che nello scaricarsi la filmografia completa di Cameron Diaz, se già questo fatto in sé non fosse sufficiente per rattristirsi, c’è la possibilità che spunti fuori per sbaglio un film con qualcosa di non proprio consono al proprio stato psicofisico.
E anche se non riesce ad immaginarselo, un titolo come L’amore non va in vacanza (”The Holiday“, 2006) dovrebbe far riflettere un attimino.
Dovrebbe.

And then, there’s another kind of love: the cruelest kind. The one that almost kills its victims. Its called unrequited love. Of that I am an expert. Most love stories are about people who fall in love with each other. But what about the rest of us? What about our stories, those of us who fall in love alone? We are the victims of the one sided affair. We are the cursed of the loved ones. We are the unloved ones, the walking wounded. The handicapped without the advantage of a great parking space! Yes, you are looking at one such individual.

Meraviglioso

27 febbraio 2007  |  1 Commento  |  in Web e Blogosfera  |  

Oggi controllo come al solito i link in entrata nella bacheca di Wordpress, e mi trovo un link ad un post che mi cita così:

www.il-norge.com/positiveblog/category/strappone/ - blog di un tipo con tendenze suicide, amante della gnocca, ma con una ossessione ossessivo-compulsiva… vuole farsi la mamma di marissa di O.C. … molto bene no???

Quella delle tendenze suicide è veramente esilarante! E sarei curioso di sapere dove mai hanno trovato qualche riferimento al suicidio o al sottoscritto che si vuol suicidare. Amante della gnocca ci può anche stare -vorrei ben vedere- mentre la cosa della mamma di Marissa è vera, ma era una cosa ironica riguardo un vecchio banner sul blog del Pentolone.
La cosa poi dell’ossessione ossessivo-compulsiva mi lascia un attimo perplesso: l’unica cosa plausibile è il riferimento continuo che faccio al fatto che mi piacciono le ragazze coi capelli corti, ma il problema è che mi sa che questo/a/i/e blogger non ha/hanno notato che cercando ‘strappone‘ (perché il suo/loro post era centrato sui risultati di Google alla ricerca della parola ’strappone’) hanno letto solo i miei post dell’omonima categoria. Ovvio allora che sembro troppo infoiato. Io con strappone intendo ovviamente dire ‘ragazze fighe’ e lo uso come un suo volgarotto ed ironico sinonimo, tanto per mettere i puntini sulle i ed essere preciso.
Comunque sia, figo: è bello vedere come si riesca, involontariamente ma molto facilmente, a capire fischi per fiaschi leggendo i blog altrui. Chissà quante volte sarà capitato anche a me.

Dolce far niente

11 giugno 2004  |  0 Commenti  |  in Sproloqui Vari  |  

Il non far niente è la cosa più difficile del mondo. (cit.)

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