Mercoledì, Maggio 21st, 2008
E’ evidente che se io vengo da te, o ortopedico, dicendoti che ho dei problemi a spalle e collo perché sono bloccati e mi fanno male vuol dire che ho collo e spalle che mi fanno male perché sono bloccati. E se ti dico anche che sono fermo da un po’ a livello sportivo e la notte non dormo bene tanto da alzarmi tutto incriccato e dolorante, beh io collego le due cose anche da solo e sono venuto da te apposta per questo.
Quindi non farmi una visita scazzatissima che dura esattamente due minuti e mezzo inclusa la mia premessa; sfiorarmi le dita delle mani pensando ad un improbabile problema neurologico; arrivare come per caso ed ultima istanza alle spalle senza nemmeno toccarle; ed infine muovermi la testa tre volte tre ed esclamare sorpreso “Ah, ma hai il collo bloccato! Qui c’è il collo bloccato!”.
Certo che ho il collo bloccato, brutto figlio di troia. Te l’ho detto io, grandissima testa di cazzo.
E no, non tornare al tuo banchetto di merda per scrivere che ho bisogno di una visita da un altro tizio senza sapere, dirmi, o anche solo chiederti e pensare cosa possa aver provocato il mio problema, cosa faccio di solito, come sto seduto e dove, che tipo di dolore ho, da cosa è causato, perché, come si articola, cosa è coivolto, eccetera. No, non lo fare. Non te lo permetto. Non lo accetto!
E tu lo fai lo stesso.
Complimenti.
Ti venisse una paralisi testicolo-facciale.
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Mercoledì, Febbraio 6th, 2008
E poi c’è questa cosa dei goccioloni che cadono dai palazzi. Che se la batte tranquillamente con l’attorcigliamento indisponente degli auricolari.
La cosa dei goccioloni è una di quelle cose che mi stanno terribilmente sui coglioni, ed è una di quelle cose che non riesco umanamente a comprendere. Voglio dire, alla fin fine si parla di probabilità : tu hai la giacca col colletto alto e ben tirato su, ed inoltre indossi pure la sciarpa, il tutto ben aderente alla nuca. E il gocciolone -improvviso e bastardo- dove mai va a finire, sfidando tutte le leggi statistiche conosciute? Proprio in quello spazio adimensionale tra il colletto e la sciarpa, gelido ed implacabile sul tuo collo. Sul coppino. Contro ogni probabilità e previsione, perché se capitasse una volta ogni dieci anni si potrebbe anche capire, ma il problema è che accade SEMPRE. Non a caso non si può scommettere su cose di questo tipo, è un fatto assodato. Più ti copri, più è facile incontrare il nemico gocciolone.
Se poi sei proprio sfigato ed hai pure gli occhiali (guarda un po’, un esempio a caso) ecco che, il fratello del gocciolone di cui sopra, va ad adagiarsi con gaudio su di una delle tue lenti. Esatto, la lente. Neanche la montatura eh, badate bene: la lente. Perché se c’è una cosa dallo spessore minore della montatura questa è la lente e la sua lieve curvatura. La cosa più improbabile, e più difficile anche, se guardiamo alla dinamica dell’evento: sto gocciolone in caduta perfettamente verticale (perché non è di pioggia, quindi non è che cade di sbieco) mi va addirittura a cambiare la sua traiettoria pur di finire sulla lente e rompere il cazzo.
Il tutto ovviamente quando praticamente manco piove, quindi in teoria non ti dovresti neanche bagnare e/o preoccupare.
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