Quasi dimenticavo (sì ok, senza il quasi): questi sono i Delurking Days!
Senz’indugio dunque, mostratevi o lurkers di questo blog! Commentate o lasciate una vostra anonima foto nel trombicoso che trovate nella sidebar qui a destra. Orsù, palesatevi: è il vostro momento.
Fatemi sapere che ci siete anche voi, e che leggete. Vi prometto che non vi trufferò obbligandovi a comprare pentole o materassi.
Ultimi aggiornamenti: commento RSS
-
Delurking Day 2010
nORgE
-
Molto castigato come bacetto lesbo eh
nORgE
Primo film di Woody Allen che vedevo questo Vicky Cristina Barcelona (“Vicky Cristina Barcelona“, 2008), e potrei fare un mea culpa per questa cosa.. ma anche no. Diciamo che, per dare subito un giudizio così a caldo, non so se prossimamente sarò ben disposto a vederne un altro scritto e diretto dal vecchietto di New York.
Inizio questo mio commento al film (probabilmente SPOILERANDO un po’, quindi occhio) partendo dal fatto che non mi aspettavo di vedere un così massiccio spottone di tutto il Fiat Group in un film del genere. O meglio, in questo film. Iniziando tra l’altro con quel cesso di Croma, e poi fare una carrellata di tutti i marchi del gruppo rispolverando anche modelli del passato. Ormai il product placement nelle produzioni cinematografiche e televisive ha raggiunto livelli di grezzume e ridondanza da fare schifo e provocare effetti contrari (e quindi negativi) a quelli voluti.
Tornando al film devo dire che, se non si fosse intuito in precedenza, la pellicola in sostanza non mi è piaciuta quasi per niente. Anche se speravo migliorasse fino alla fine, giuro, quindi io ce l’ho messa tutta eh. Non mi è piaciuto a partire da una fastidiosissima voce fuori campo che racconta sempre e troppo – cosa che secondo il sottoscritto sarebbe da evitare soprattutto in film di questo genere -; una trama decisamente scialba, banale, prevedibile e di cui il cinema contemporaneo è ormai saturo (perlomeno in questa variante), che tenta di fingersi originale nei momenti in cui ostenta un’inflazionatissima (e al solito inverosimile ed ipocrita) ironia basata sulla pseudo-provocazione e schiettezza dei dialoghi che scade in numerosi cliché e vizi di strutturazione; una scelta di musiche oltraggiosamente priva di coraggio ed originalità; una fotografia (ri)cercata e trovata male; e numerose e deboli e di second’ordine e finto-celate e tristemente riproposte e superficialmente trattate e un-sacco-di-aggettivi-simili tematiche riguardanti differenze tra Europa e Stati Uniti, bipolarismo caratteriale, passione ardente, estati di trasgressione emotiva, equilibrio di accettazione del sè, eccetera. Uff.
Peccato perché si poteva contare su un cast di prim’ordine per quanto riguarda espressioni di passione e desiderio, caratura artistica e quant’altro, fermo restando che io odio l’incapace Scarlett J., e sfruttare meglio tempistiche e dichiarazioni. Ah, e continuando ad inveire sulla Johansson (che a me personalmente non è mai sembrata ’sta gran dea di grazia e bellezza come sento spesso dire, ma nemmeno oso dire che non me la sbatterei dalla mattina alla sera), c’è da sottolineare come ne esca profondamente sovrastata dalla reale/genuina bellezza e femminilità delle altre due attrici protagoniste principali: perché pur considerando la mia insofferenza verso la Penelope Cruz devo dire che sia lei sia Rebecca Hall emergono dallo schermo come due creature completamente di un altro pianeta. E dire che di solito ho pure un debole per le bionde.Per il resto film anche godibile se vogliamo dirla tutta, ovviamente girl-oriented, anche se mancante di quell’ingrediente citato all’interno del film stesso, e con finale quasi inutile e pressapochista che amplifica un’espressione comunicativa delle emozioni non all’altezza delle aspettative di inizio proiezione.
Giudizio complessivo quindi decisamente sotto la sufficienza per quanto mi riguarda, che però resta per così dire “alto” UNICAMENTE per le fighe proposte. E fighi, perché Bardem onestamente è un maledetto maschione. Dunque punti in più finali che salvano la baracca, giusto per ammettere che volenti o nolenti anche l’occhio vuole la sua parte e che un cast di un certo tipo fa spesso la differenza.Voto: 4+.
-
Nainouciuanou: le due puntate pilota
nORgE
Eh.. troppa grazia, troppa grazia. Non credo si potesse chiedere di meglio. L’unica cosa è che ora non saprei da dove iniziare per commentare questo pare “meraviglioso” 90210.
Per non sbagliare partiamo subito dagli attori (o meglio le attrici) (se così si possono chiamare, ovviamente), ovvero l’unica ragione per la quale un baldo giovine come il sottoscritto si sente giustificato a guardare e sopportare cotanta banale trashitudine vista e rivista. Insomma, come mi starete urlando in coro: Quanto sono fighe le fighe di questo telefilm? Oserei dire “abbastanza”, ma credo sia meglio andare più nel dettaglio..
- Shenae Grimes (Annie): fighetta, ma niente di che. Sul serio. La classica vorrei ma non posso, tanto che quasi (quasi) avrei paura a vederla senza trucco e senza i capelli conciati in quel modo. Magra da fare schifo, a colpi inguardabile: giuro, e se sembra un grissino nelle inquadrature figuriamoci quanto anoressica possa essere dal vivo. Non ha le gambe.. veramente, non ha le gambe e al loro posto ha due bastoncini. Non si può. La più cessa (vabbè, sempre relativamente parlando) delle quattro.
- Jessica Lowndes (Adrianna): interessantissima. Già notata (e piaciuta) in Greek, me la ritrovo piacevolmente in quel di Beverly anche se con una brutta pettinatura. Quelli della CW però capiranno, vedrete, e uscirà la iperfiga che è in lei. Personaggio un po’ demmerda ma che credo ci darà delle soddisfazioni a lungo andare. Accattivante. Vai che ce la fai.
- AnnaLynne McCord (Naomi): troia come poche, inside and outside, se mi passate il francesismo. Non so se ci sia molto da aggiungere per una che -chi segue Nip/Tuck SA (e due)- ha già dimostrato in toto il suo valore. Esageratamente magra anche lei, non sarebbe il mio tipo.. anche se dirlo è come bestemmiare. Per la serie se non vedi non puoi capire, mi limito a concludere per difficoltà di descrizione facendo però notare che in questo ruolo (a meno di clamorosi eventi futuri) (peraltro non da escludere totalmente) perde molto. Forse la “sistemano” male.
- Jessica Stroup (Silver): bella come poche altre cose al mondo, e si dovrebbe capire così a chi va la mia preferenza. Proprio bella, non figa. Cioè, anche figa eh, ma più bella che figa. Capitemi. Chi ha visto Reaper si ricorderà senz’altro di quel sorriso da colpo di fulmine e di quegli occhi da cerbiatta. Poi pare proprio che la concino in modo interessante (alla Anna Stern di O.C. per capirci, e chi ha orecchie per intendere intenda) e che il personaggio sarà da tenere d’occhio. Magrissima anche questa, lo ammetto, ma ’sto giro faccio finta di niente. Magica.
- Menzione d’onore per Jennie Garth (la mitica Kelly Taylor) che sembra mantenersi in ottimo stato (al contrario di Brenda), se non fosse per la voce assolutamente inascoltabile. Era la mejo ai tempi, e fa piacere vedere che ancora se la batte.. se così si può dire. Pare riserbi interessanti sviluppi il personaggio, staremo a vedere.
Per quanto riguarda le partecipazioni maschili lascio un po’ perdere perché ancora devo giudicare per bene, ma resta l’impressione che gli attorini scelti lascino un po’ a desiderare, eccetto forse Ty che effettivamente parrebbe uno che se fossi donna farei follie. Ma per il momento non mi voglio sbilanciare, e decreto gli “adulti” bocconcini ben più succulenti per il pubblico femminile. Menzione d’onore e fonziniano yeah di approvazione per il cameo di Joe E. Tata nel ruolo dell’intramontabile Nat del Peach Pit.
Detto questo veniamo al sodo. 90210 è come ci si aspetta, e sarà come ci si può ben immaginare: lo si può guardare per le fighe o per diverirsi nel sentire nomi familiari di una nostalgica adolescenza, ma poi alla fine risulta tutto molto banale e tipico di questo decennio. In confronto il Beverly Hills originale era avanti anni luce -a questo suo spin-off come a tante altre cose-, potendolo considerare quasi bello, anche se basti considerare che è rimasto negli annali non a caso. Questa opera è ovviamente molto annacquata e deludente, troppo simile a tutto il resto, troppo già visto e già vissuto. Fatto apparentemente già meglio di Gossip Girl (e verrebbe da dire che non ci voleva tanto, giustamente), e probabilmente con più probabilità di successo, pur essendo per molti versi molto meno originale -so che è difficile da digerire- ed accattivante a livello di morbosità. Gossip Girl è onestamente pesante ed indigesto per gran parte del tempo, e quel (poco) che aveva da dire l’ha detto nella prima metà della prima stagione, ora dopo aver visto la prima della seconda sto seriamente pensando di lasciarlo perdere. Parentesi obbligata che mi permette di dire che questo 90210 alla fine è solo un tentativo di mix delle parti migliori di O.C., Gossip Girl, Greek e similia dell’ultimo decennio.. con la sola comprensione maggiore del fattore figa e del fattore musica. Poi c’è da dire che non c’è altro: la sigla del trailer era molto più evocativa e promettente, quindi per certi versi c’è un po’ di delusione. Delusione che si rispecchia anche durante tutte queste prime due puntate nelle quali praticamente cercano di spacciarci come adulti e professori dei ragazzini tutti belli curati, simpatici, fighi e divertenti: cosa che sinceramente è a dir poco inverosimile e fastidiosa, a maggior ragione se poi la sommiamo all’ennesima scelta di attori che sembrano venticinquenni e devono interpretare dei ragazzini di sedici (16!) anni -che vabbè che loro lì sono in California, ma comunque a sedici anni io non ricordo robe del genere.
Insomma, che altro dire? Mi lamento e mi lamento ma poi questa serie me la guarderò lo stesso, perlomeno la prima stagione credo, quindi in futuro magari ci saranno tempi e modi migliori per giudicare questo lavoro figlio del 2008. Intanto divertiamoci a sputtanarlo per bene.
-
Un sabato su cui puntare
nORgE
Nasce (e probabilmente pure muore) oggi la nuova rubrica di questo blog: [qualcosa] su cui puntare. Ovvero l’ultimo escamotage possibile per giustificare in qualche modo la mole di post a punti che sono solito pubblicare. In sostanza un velo stiloso posto sul solito, banale, ripugnante, inflazionatissimo post a punti che evidenzia la tua poca propensione alle argomentazioni con più di un paragrafo. O meglio la tua poca voglia di scriverle.
- un sabato è un sabato, ma questa vergognosa cosa doveva partire di martedì anche se non so perché. Anzi no, forse lo so, suonava meglio.
- In questi giorni di puro cazzeggio, anche obbligato, a casa ho iniziato finalmente Weeds: quando mai non ho iniziato prima. In un paio di giorni mi sono visto le prime due stagioni in serena allegria, coadiuvato anche dalla interessante breve durata delle puntate (una ventina di minuti al netto di sigla, previously on, e titoli di coda) e delle stagioni stesse -dieci puntate la prima, dodici la seconda. Me ne sono decisamente innamorato e l’ho piacevolmente trovato.. ecco, volevo scrivere una serie di aggettivi ma mi rendo conto ora che non mi vengono. Intanto diciamo figo, poi quando mi viene in mente una descrizione migliore ve al faccio sapere. Bei personaggi, begli/belle attori/attrici.. anche letteralemente. Shane in ogni caso è il mio nuovo idolo.
- a Breda, in Olanda (sì, si dice Paesi Bassi lo so.. ma questa è proprio nella regione omonima. Non siate fiscali) a giugno hanno aperto il primo Graphic Design Museum, quindi totalmente incentrato sulla grafica pura e semplice. Figata figata figata, certo che se lo aprivano prima (bastava anche solo sei mesi) era decisamente meglio così che andavo a vederlo già che ero in zona. Morale della storia urge ritorno in terra neerlandese per ovviare alla mancanza. Chi è interessato faccia un fischio.
- voglio/devo andare a vedere The Dark Knight. As soon as possible. Spero di non rimanere troppo deluso: ormai recensioni e commenti che si leggono e sentono in giro lo danno tutti come il capolavoro della storia del cinema e bla bla bla, quindi le cose sono due.. o lo è veramente (improbabilissimo), o è un bel film ma sopravvalutato in modo indecente a causa di tutti quei ricami per la storia di Ledger eccetera. Sarà sicuramente la seconda, anche se spero non mi deluda veramente troppo -spero sia un film a cui poter dare almeno 8, minimo- come ultimamente mi capita in queste occasioni. Il primo posto nella classifica di IMDB è ovviamente assurdo, in ogni caso vedremo e saprò giudicare.
- Stasera cena di compleanno in discoteca: una volta l’anno mi tocca. Lo posso sopportare. Sto giro però me la svigno prestissimo, anche da solo, ché le mie “condizioni mediche” non suggeriscono ancora così poco tempo non sdraiato. Spero in meglio per dopodomani al Lou Fai 2.3.
- allungare la strada per ritornare a casa, d’estate, in tangenziale, coi finestrini abbassati, e volume altissimo solo per cantare più canzoni o per finire il cd/la traccia.. non ha prezzo.
- non riuscire più a scrivere correttamente, invece, è angosciante.
-
Mon chery
nORgE
Non dire niente non significa non vedere o non accorgersi. Di conseguenza, visto che gli occhi ce li ho e vedo che ti sei tagliata i capelli o che hai un certo vestito, se non ho fatto commenti è perché a) avendo il dono della vista non c’è bisogno che ti chieda insensatamente “Ma ti sei tagliata i capelli?”, b) non ho commenti da fare o c) non ho nessuna voglia di farli, e d) se non mi piace preferisco per una volta evitare di manifestare la mia disapprovazione ché altrimenti mi si dice sempre che non mi va bene un cazzo. Il ragionamento in fondo è abbastanza semplice, non vedo dove sta il problema di comprensione alla base di tutto. O meglio, voglio dire, mi rendo conto che sei una donna, però se ti sforzi secondo me ce la fai.
Quindi scusa se piuttosto che fare complimenti idoti ed ipocriti dico le cose come stanno. O evito e ometto, visto che poi te la prendi con me: se ti vuoi sentir dire solo quello che ti fa piacere hai sbagliato vita. Le domande non sono sempre retoriche, e ci si deve aspettare più di una risposta. In sostanza, ora che lo sai, la prossima volta se non ricevi pareri dal sottoscritto, nel dubbio, evita di chiederli. Donna avvisata. -
Quando scriveresti di tutto.. e invece niente
nORgE
Oltre a riflettere sul fatto che dopo gli anni ottanta non fanno più i film meraviglisi di una volta (Ritorno al Futuro, I Goonies, Navigator, La Storia Infinita.. solo per dire i primi di un certo tipo che mi vengono in mente, tra alcuni di quelli che ho rivisto con gioia recentemente dopo tanto tempo); in questi giorni ho avuto modo, tra un’autocritica e l’altra, di riflettere anche su tante altre cose. Sì, oltre all’Iphone o a Funari, a quello di Guru o a Ronaldinho e Poulsen, al lodo Alfano o la ragazza padovana morta vicino a Barcellona. Sembra incredibile ma sono riuscito a pensare anche ad altro.
Così tanta roba che, a furia di scrivere preamboli ai post inutili e lunghi come il paragrafo precedente, adesso me ne sono completamente dimenticato. Comunque c’erano alcune cose simpatiche in riferimento ai ristoranti cinesi -giusto per essere originali-, delle confessioni di psicopatie varie evidenziate una volta di più grazie a Google Calendar, questioni universitarie e personali varie ed eventuali, sarcastici cenni al meteo che non stanno mai male, e infine credo anche qualche solito commento sul figame estivo che si vede in giro e che fa male, male, male da morire come direbbe il Tizianone nazionale.
Testa letteramente fra le nuvole: ma mercoledì parto, quindi vaffanculo.










