Ultimi aggiornamenti: conoscenza RSS

  • Comincia per V e finisce per ALENCIA

    postato da nORgE alle 14:00 del 22 giugno 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
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    Avvertenza: questo è un post della serie mi bullo del fatto che andrò in vacanza all’estero e probabilmente mi divertirò come un bastardo alla faccia di chi resta a casa. Quindi, pur non avendo nulla contro chi resterà a casa questa estate (capita) e pur non avendo scritto niente di offensivo, quanto segue potrebbe turbare la traballante serenità emotivo-nervosa di alcune persone. Quindi occhio. E non vogliatemene né provate a mandarmi malocchi o fatture varie: vado anche col colera, una gamba amputata e un tornado in arrivo.
    Mi potrò pur vantare di qualcosa ogni tanto anch’io, no?

    Il capoluogo della Comunità omonima sarà la mia meta fuoriporta estiva di quest’anno, è ufficiale: si va a Valencia. A cavallo tra la terza e la quarta settimana di luglio quindi, dal 16 al 24, come previsto dato che è l’unico periodo per il quale mi potevo anche solo immaginare di organizzare una cosa del genere.
    Otto giorni dunque in terra castigliana, scelta anche e soprattutto perché c’è il buon Marcos da andare a trovare e con il quale mi ero ripromesso di ritrovarci il più presto possibile. Marcos che in realtà poi è il mio finto alter ego spagnolo con cui mi sono trovato benissimo durante il periodo erasmus e con il qualche ho stretto uno dei migliori rapporti instaurati in quel di Leuven. In sostanza dire che mi fa un casino piacere andare a Valencia e rivederlo sarebbe penosamente riduttivo.

    La scappatella spagnola è praticamente quasi già tutta organizzata, per lo meno in quanto a tempi, visto che i tempi appunti sono un po’ ristretti per tutti e la mole di cose da fare e da vedere è tanta. Ma anche le persone, perché pare sicura anche la presenza della simpaticissima Risa from Japan, altra conoscenza belga, più un’altra amica conterranea che sarà in quel di Valencia più o meno nella mia stessa identica settimana.  Quindi il gruppo c’è, il tempo pare pure promettere bene (pure troppo), l’avventura è economicamente abbordabile e la scappata di un paio di giorni a Barcellona è cosa certa.
    In poche parole non vedo l’ora. Di parlare in dialetto veronese e spacciarmi per catalano, ovviamente.

     
  • Lou Fai Summer Festival 2.1

    postato da nORgE alle 14:32 del 2 giugno 2008 | 7 commenti Permalink | Rispondi
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    1 giugno 2008Casetta Lou Fai.
    Ovvero: le cose genuine son sempre le migliori.

    Ieri grande serata in località incognita ma prestigiosamente bella e semplice sul limite nord-occidentale del comune di Verona. Serata all’insegna della buona musica live dei Free Riders, CameraStilo e Canadians; con buon alcol casereccio, del bel tempo ed una splendida ed accogliente location dal sapore caratteristicamente amichevole; e da tanta bella gente (giovane, chi più chi meno) incluso un folto gruppo di veronabloggers (+aspiranti tali + amici e coniugi di + varie ed eventuali) come -in rigoroso ordine di apparizione al sottoscritto- Van, z3ro e phlo, bretek, dietnam, FdC, aloneinkyoto e Lemi.

    Ho passato veramente un’ottima e bella serata avendo l’occasione di salutare appunto tante persone che non vedevo da tempo, ascoltare buona musica, sentire racconti, ricordare sketch, ridere e scherzare.. veramente alla buona e con serenità. Clima amichevolissimo ed ottima organizzazione da parte di colei che vorrei sentitamente ringraziare per l’invito e tutto il resto: un applauso ad Anita.
    Un saluto a tutti quelli che c’erano o che non potendo erano lì virtualmente, a tutti quelli/e con cui ho piacevolmente chiacchierato, conosciuto e/o ritrovato.
    Tutto molto bello, come direbbe Pizzul: spero di tornare presto alla Casetta.

     
  • Una cerveza, por favor

    postato da nORgE alle 19:24 del 25 settembre 2007 | 2 commenti Permalink | Rispondi
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    Qua a volte mi sembra di essere in erasmus in Spagna invece che in Belgio.
    Quanti straminchia di spagnoli ci sono? Un’infinità . Più di 100 sicuramente, più di noi italiani ovviamente (saremo una trentina) che di solito in quanto a numeri ce la battiamo sempre, incredibilmente più degli asiatici (forse), e a volte sembra quasi più dei belgi stessi. Pazzesco. Mi sa che qua invece di migliorare il mio inglese torno a casa parlando spagnolo.

    Tra l’altro se dessero un premio a chi conosce più spagnoli credo che io sarei in pole-position per la vittoria finale. Però dai, sto inanellando anche francesi, statunitensi e irlandesi. Tra un secchio di birra e l’altro.

     
  • Le Cronache di nORgE VII

    postato da nORgE alle 16:03 del 20 settembre 2007 | 2 commenti Permalink | Rispondi
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    [giuro che tra qualche post finisco di mettere 'sto titolo idiota. Portate pazienza]

    Dunque. Ieri, finalmente, s’è iniziato a ragionare. Ovviamente non sto parlando di lezioni – che inizieranno la settimana prossima – ma di incontri, conoscenze, serate. Ieri è iniziata la cosiddetta settimana di orientamento per gli studenti erasmus qui a Leuven. Tra l’altro un inaspettato cielo limpido con sole incluso ha illuso la brulicante ed eterogenea massa di studenti fino alle 2pm, dopodiché ovviamente è tornato il solito grigiore. Nonostante la mezza bella giornata, quando ci siamo recati alla University Hall, in bici alle 9am c’era un freddo fottuto. Un km o poco più di strada e mani e viso erano completamente anestetizzate dal principio di congelamento.
    Arrivati a destinazione finalmente, dopo due settimane, abbiamo visto ’sti benedetti nostri colleghi erasmus. Parecchi devo dire, tanti da riempire completamente tutta la sala dove persone/responsabili varie ed eventuali ci hanno accolto e bla bla bla. A primo colpo d’occhio: tanti/e spagnoli/e, italiani/e, cinesi, est-europei/e; poi mille altre etnie. Molto interessante e degno di nota anche la maggiore percentuale di esemplari femminili rispetto ai maschi.

    Un’oretta dopo, spostamento verso un atrio pieno di banchetti informativi vari, angoli di ristorazione e di iscrizione a gruppi/viaggi/feste, e zone di intercultural-meeting. Da segnalare:

    • il meraviglioso banchetto in cui potevi prenderti un adesivetto con scritta la tua facoltà , e se volevi il tuo nome, da sfoggiare attaccato ad una zona a piacimento del tuo corpo. Picchi di trash-collegiale-americano altissimi e bellissimi, soprattutto quando ci si guardava ’sto adesivo per capire dal nome la nazionalità ;
    • il banchetto della polizia, da cui ho prelevato come primo gadget della giornata una superba penna blu della Politie;
    • i banchetti ad hoc solo per israeliani, cinesi, africani, … ;
    • il banchetto dove i, suppongo, ciellini del posto cantavano e ti invitavano a cantare cose di dubbio gusto addobbati con sciarpe multicolore supra le t-shirt;
    • il banchetto dei fattoni, che non so se vendevano roba usata o ti davano qualche informazione di non so che utilità ;
    • il banchetto del Pangaea, che è tipo un posto di ritrovo per gli studenti internazionali, in cui ci si poteva registrare con l’unico scopo (almeno per me) di ricevere la loro tazza meravigliosamente arancione;
    • il banchetto del tal gruppo LOKO, che a quanto ho capito son quelli che organizzano le feste alcoliche (di cui una stasera);
    • i vari angoli con gente che di diceva/chiedeva cose che non si capivano e che comunque di sicuro non ci interessavano.

    In questo denso melting-pot di culture, facce, espessioni, sorrisi, dubbi, sguardi storti e sguardi speranzosi, si son fatte le prime conoscenze e i primi ritrovi. Ho ribeccato Evan e Nicholas, con l’americano che spiccava fra tutti (porca puttana se è grosso), e abbiamo pian piano scoperto quasi tutti gli italiani. Fare comunella con gli italiani ovviamente è la cosa più facile e più veloce, perché li senti subito, gli domandi subito, ti aggreghi subito. Da parte mia c’era/c’è un po’ la voglia di non stare troppo con italiani, per vari motivi, ma quando sei lì è anche difficile non chiacchierare un po’ spensieratamente o rifiutare di parlare con qualcuno che magari ha bisogno di una voce con idioma amico dopo un po’ di tempo di totale non-capisco-un-cazzo. Parlando di italiani quindi, con Jack e Carlo (che sembra di sentire Valentino Rossi, ma più simpatico), abbiamo conosciuto:

    • Alessandro da Pavia (memorabile il suo “I’m twentyone.. fresh!”, con cui ho capito la sua nazionalità) (tra l’altro è identico ad un mio amico);
    • Giuseppe da Bari (stip-cà-tròv);
    • nome-in-codice-Jesus da Torino, tutto figo che snobba tutti gli altri italiani e che s’è già creato il suo gruppone a forza di This is Tizio e She is Caia con cui raccimolava gente a caso. Jesus (giusto per non dire ogni volta il suo nome per intero che è Gesù Cristo) perché fa spudoratamente il leader di questa sua mandria di discepoli, e perché – forse non a caso – a tavola era in mezzo a tutti che spadroneggiava e pareva di vedere L’ultima Cena di DaVinci. Giuro. Poi s’è già accaparrato quasi tutti quelli che volevo farmi amici io, come i due ciccionissimi-obesi-neri-dalla-faccia-simpatica americani e la tipa che gira sempre sorridente e che continua a parlare, che la vedi subito che è quella che la darà via AL MONDO e che quindi tutti si faranno nel momento del bisogno. Per cui mi sta già in culo, e quindi subito grandi occhiatacce tra noi (che lui avrà si è no dieci anni più di me), ma poi magari col tempo mi capita di conoscerlo e diventiamo grandi amici, chi lo sa. Fattostà che un avversario ci vuole sempre, senò non ti diverti.
    • Un gruppetto di tipe di Foggia e un ragazzo di Messina, di cui non ricordo il nome;
    • Una ragazza di boh, che si chiama Viviana (credo), ma che io chiamerò per sempre Isabella – ma non so perché;
    • Nicola da Napoli (credo. O comunque Campania in generale), che però conoscevo già dai primi giorni + alcuni suoi amici;
    • due ragazzi di Trento che incredibilmente si conoscono con Jack;
    • Sara da Bassano, simpaticissima e carina ragazza che, non si sa come, ha avuto la coincidenza di prendere lo stesso aereo di martedì da Treviso che ha preso Jack;

    ..e poi altre ragazzi e ragazze che non ricordo di dove sono o tanto meno da dove vengono. In tutto comunque credo che, a occhio e croce, saremo in una trentina. Di italiani intendo.
    Poi gli stranieri, e qui a raccontare c’è da divertirsi. Ma non ho più tempo per continuare, e rimando alla prossima puntata che devo uscire e stasera c’è la prima festona: dobbiamo spolpare un cinese a forza di alcol, e approfondire alcune conoscenze. Quindi poi la narrazione forse mi riuscirà più completa ed esauriente. A domani/dopodomani.

     
  • Niente titoletto 'sto giro

    postato da nORgE alle 23:45 del 4 gennaio 2005 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
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    Periodo veramente strano questo. Per non parlare degli ultimi giorni poi. E dei prossimi due, sicuramente.
    Ho bisogno di conoscere nuova e bella gente.

     
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