La famosissima gastronomia belga
Mercoledì, Settembre 26th, 2007ga|stro|no|mì|a
s.f.
CO
1 arte di preparare e cucinare i cibi: trattato di g.
2 negozio dove si preparano e si vendono specialità culinarie
Questi barbari dei belgi non possono capire.
Non possono capire cosa si provi ad aprire una bottiglia di olio extravergine d’oliva e farsi invadere dall’essenza pregnante e corposa. Non possono capire come ci si senta a farsi crescere la propria piantina di basilico con quelle foglioline meravigliosamente profumate. Non possono concepire quanto sia fondamentale un sughetto creato ad arte per quella pasta che si sta cuocendo nell’acqua bollente. O la pasta all’uovo, ah. Non possono immaginare l’agrume in tutta la sua asprezza. Dell’aroma di caffè - quello vero - non ne parliamo neanche, non sanno cos’è. Il pane fragrante, il grano duro. La pizza, accidenti, la pizza; non è pizza quella! Il vino.. il vino.. : I vini! E poi formaggi, verdure, carni, spezie.
Qua vivono di salsine e brodi. E merdate.
Ha ragione tale Gianfranco, il proprietario del ristorante italiano (precisamente lucano) vicino a casa mia qui a Leuven, che lo ha scritto su una lavagna messa in mezzo alla strada: la cucina è cultura. Non c’è proprio un cazzo da fare.
A me piace mangiare, mangiare bene. E sì, faccio pure il gesto del mangiare con la mano che va verso la bocca, come quando provate ad imitare noi stupidi italiani. Siam proprio stupidi.


