Milano is burning
Mercoledì, Maggio 23rd, 2007Il buon vecchio Ohms, mi ha accennato la cosa in una brevissima chiacchierata su MSN. Ho scoperto solo dopo che questa ‘canzoncina’ gira ormai da un po’ di tempo nell’ambiente milanese, e che sta facendo parlare di se parecchio. Ne hanno parlato, e l’han fatta ascoltare, pure a Radio Deejay, in Deejay Chiama Italia.
Ok, sono uno sfigato e me ne sono accorto solo ora. Ma per gli altri sfigati come me, la canzone si intitola Frangetta (ma è più conosciuta come Milano is burning), ed è una creazione dei ragazzi de il deboscio.
La canzone non è altro che una banalissima base tunz, con le parole del testo scandite a quanto sembra da uno di quei sintetizzatori vocali testabili in rete: ovviamente non è tanto la melodia (quale?) o il cantato (sin-te-tiz-za-to-re) ad essere interessante, quanto invece il testo vero e prorpio, che viene scandito da una pseudo-voce femminile. Il testo rappresenta le più classiche frasi che si possono sentire a Milano, e da milanesi. E’ praticamente una lista di ciò che si potrebbe sentire da ragazzi milanesi (e zone limitrofe) dai 18 ai 25 anni circa. Tutto tragicomicamente rappresentativo. Ma ognuno penso saprà trarre le sue conclusioni da se. Il testo (per i più sensibili, occhio che alla fine compare una bestemmia..) è:
Accumulo libri
vado allo spazio Oberdan
vivo all’Isola
vivo sui Navigli
vivo in Buenos Aires
voglio un loft
compro i Taschen
faccio lo Ied
faccio filosofia in statale
faccio lettere
faccio la Naba
facevo Brera
farò i soldi
me ne andrò da Milano
facevo la cameriera
faccio la barista anzi no la barman
faccio la dj
organizzo feste
mi metto gli occhiali grossi
mi tolgo gli occhiali grossi
faccio la grafica
faccio la copy
faccio tante foto in digitale
ho il macintosh
vado alle feste di MTV
che bravo Kounellis
che bravo Alessandro Riva
che bella la mostra sulla street art
gli adesivi
io aderisco
guardami guardami sto appoggiata al muro
bevo solo la birra e il cuba libre
sono una tipa complicata
uuuuuuh se sono complicata
almeno due concerti al mese
quanto mi diverto
vado al Rocket
vado al Plastic
vado al Gasoline
le mie amiche sono troppo delle pazze
sono una indie rocker
sono indigente
ho la frangetta
sono estroversa
sono introversa
non mi piace il cazzo
per carità vai via con quel cazzo
chattiamo su messenger
ti faccio vedere le foto del mio gatto
ti mando una canzone troppo bella
questa sera andiamo al leonkavallo
andiamo in ticinella
minchia che flash
facciamoci una canna
la barella no è da stronzi
non mi interessano i ragazzi con la macchina bella
a me piace il maggiolone
a me piace il furgone della Volkswagen
che bello il salone del mobile
quanta creatività
che bello il Mi-art
basta, Alighiero Boetti ha rotto le palle
mi piacciono le foto di Basilico
sono molto intense
ho Fastweb
mi scarico un film di Antonioni
Fellini, Pasolini, Rossellini, Bolognini
andiamo ai Magazzini
Godard, Truffaut
non mi piace il cinema americano
è troppo commerciale
andiamo alla biennale
i miei genitori non mi capiscono
mio papà mi dice solo porco dio
mi spezzo la schiena per farti studiare
studia cretina
che io non ho potuto
Beh. Che altro dire?
Ovviamente ironico e divertente, ma naturalmente allo stesso tempo molto imbarazzante per l’assoluta veridicità del contenuto. E’ tutto molto triste.
E l’altra cosa triste è che per moltissime altre città, semplicemente cambiando i nomi di alcuni luoghi eccetera, questa ’sintesi rappresentativa’ è assolutamente corretta e appropriata. Tra l’altro credo che una versione veronese sarebbe alquanto inquietante.


