Ultimi aggiornamenti: esame RSS

  • Even an end has a start

    postato da nORgE alle 01:26 del 20 febbraio 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
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    E insomma siamo qua, con le mie ottimistiche previsioni universitarie andate bellamente a fare in culo. Ma vabbè, fa niente. Era ormai già assodato da un po’ che, se anche fossi riuscito nella titanica impresa di dare quasi settemilaseicentoquarantotto esami entro fine febbraio, non sarei comunque riuscito a laurearmi entro marzo per colpa di un esame della tipologia D (crediti a scelta). E anche per la tesi con annesso tirocinio, ovvio. Insomma, nada.

    Quindi luglio. Luglio per forza. Luglio, proprio perché tra marzo e l’estate non ci sono altri appelli di laurea. Luglio, il sedici, perché non mi faccio mai mancare niente, e anche le cifre delle date non possono essere numeri qualunque. Luglio, speriamo.

    C’è che, anche se sembra ancora non è finita. Anzi, ancora quattro e sami da dare, con un’incognita e tanto, tanto significato per ognuno dei rimanenti. Non difficili eh, significativi. Non è finita perché c’è un tirocinio lasciato lì a metà. Non è finta perché c’è una tesi che non vedo l’ora di scrivere (e forse son l’unica persona al mondo con questa voglia) e che non mi preoccupa minimamente (ultime parole famose?) poiché corta, sperimentale e — già lo so — divertente da strutturare, scrivere, srampare e rilegare. Non è ancora finita perché c’è il secondo semestre di rate da pagare checché io pensassi alla richiesta di attesa di laurea. Non è ancora finita perché domani è primavera, e io ho appena iniziato.

     
  • 25/26

    postato da nORgE alle 02:28 del 26 dicembre 2008 | 3 commenti Permalink | Rispondi
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    Vento, acqua, freddo. Forse neve. Ci sta, è anche la notte di Natale.. siamo a fine dicembre, e ci sta quindi anche che la corrente continui ad andare e venire questa notte. Più andare che venire a dire il vero, ma in fondo è notte e non dovrebbe dar fastidio a tanti. In più avere un router spento ma un portatile acceso finché la batteria permette, fa di questo momento quello giusto — quello perfetto — per mettersi a scrivere qualche riga.

    Imposto il risparmio energetico, sia per salvaguardare la batteria se mai mi venga la vena di scrivere fino alla noia, sia per abbassare la luminosità dello schermo che, in quanto unica luce in casa, splende fin troppo affaticando gli stanchi occhi che mi ritrovo. Questo gesto di diminuzione della luce emanata dal monitor è in fondo paragonabile a questo momento/periodo dell’anno in cui (non so, forse solo io) imposto al minimo gli sprechi di energie, la frenesia, gli impegni. Sì, è festa, ci si rilassa. Sì, si mangia come bestie all’ingrasso e il contraccolpo fisico è prevedibile. Sì, l’abbiocco causato dal freddo e la conseguente voglia di stare in casa forse è pure normale… anche per chi come me non è che sia la persona più indaffarata ed attiva del solito — anche se.
    Imposto il quiete mode, e inizializzo una fase quasi di letargo, di assopimento. Forse un po’ per indisposizione, un po’ per staccare dal periodo molto intenso (ma positivissimo) appena trascorso, e forse anche un po’ per recuperare l’annuale momento nostalgico/triste autunnale che quest’anno (e magari era pure un bene) ho solo sfiorato e non vissuto appieno. Particolare e contorto come bisogno, ma probabilmente ho ciclicamente bisogno anche di tragicità emotiva.

    Siamo, più che altro per convenzione, arrivati anche questa volta alla resa dei conti, alla fine dell’anno, alla matassa da sbrogliare, eccetera eccetera. Siamo arrivati al recap, come si suol dire. I vari Babbi Natale, Sante Lucie, Befane e quant’altro non sono altro che personificazioni delle nostre coscienze che ci chiedono ora che l’anno solare è finito: cosa cazzo hai combinato quest’anno? E i doni che ci facciamo/scambiamo potrebbero non esser altro che auto premiazioni per esser stati bravi, o compensazioni per ciò che non abbiamo ottenuto negli ultimi 365/6 giorni. I propensi per l’anno nuovo sono ovviamente ipocrite menzogne a noi stessi che ci permettono di tralasciare quello che in realtà sarebbe il nostro ultimo compito personale, anche se sarebbe qualcosa da fare tendenzialmente molto più spesso a mio modo di vedere: cioè il temibilissimo esame di coscienza. Quella cosa talmente sensata che è consigliata anche da quei personaggi religiosi a cui dite sempre di credere quando vi fa comodo. Sì sì, quella cosa lì.
    E io come al solito non mi tiro indietro all’ingrato compito.

    Caro 2008, come sei stato? Come siamo andati? Io direi bene, decisamente bene, ma tu che ne pensi? Non mi sembra né ieri né l’anno scorso che sei iniziato, ti dico la verità, anzi che abbiamo iniziato; è qualcosa di diverso questa volta. Forse perché sono successe tante e tante cose, e allora non riesco onestamente a sentirlo come se fosse ieri, ma nemmeno posso oggettivamente considerare o accettare che sia passato già un intero anno tanta è l’intensità con cui ricordo alcuni momenti. Da quel capodanno, ancora in Belgio ancora a Leuven, quando iniziavo a rendermi conto che stavo ormai intraprendendo il finale di quel meraviglioso Erasmus, ma al tempo stesso ero più pimpante che mai e convinto che non sarebbe finita mai. Come poi effettivamente è stato ora che ci penso, ma tutto questo a tempo debito.  Con quei primi giorni dell’anno c’era anche una nuova e strana confidenza con me stesso e col mondo, sicurezza che non mi avrebbe mai più lasciato e che sarebbe diventata il leit motiv di questo duezerozerootto. Serenità, e presa di coscienza dei propri mezzi. Cosa eufemisticamente non da poco.

    Poi di corsa le ultime conoscenze, i primi saluti, i primi rimpatri, gli ultimi viaggi, la leggera tristezza. L’Olanda, il trasloco, i contatti, un tatuaggio, la consapevolezza, il compimento, la realizzazione, l’illuminazione. Poi un essenza che non andava via, una presenza nuova ed evoluta scoperta dentro; e con essa il ritorno, con un nuovo inizio. Un nuovo inizio fatto di più certezze e meno contraddizioni, di vecchi limiti e ostacoli che anche a distanza di un anno non sono stati superati ma che potrebbero essere sicuramente qualcosa — se non LA cosa — da cui riprendere. Un periodo confuso e frenetico con mille e ancora mille questioni da riprendere, riconsiderare, ricapire, ritrovare, dissotterrare. L’arrivo all’estate senza concludere ed aver concluso niente purtroppo ancora con quegli esami tanto pensati ma mai preparati a causa di tanta voglia, di tanto entusiasmo, di tanta vitalità. Con essa (l’estate) il saluto di una delle primavere più accuratamente seminate che ricordi e allo stesso tempo fulminee e non assaporate al massimo; e poi le piccole scoperte condite da chiarimenti, considerazioni e confutazioni  in una dieci giorni in terra catalana dal sapore puramente “personale”.

    [continua..]

     
  • Nairobi 21/10 - 29/10

    postato da nORgE alle 09:40 del 11 settembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
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    Non so che fare.
    Non so se posso.
    Porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana porca puttana.

     
  • Cercasi, anche usata

    postato da nORgE alle 23:58 del 5 settembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: colpo, , esame, fovea, neurone, stimoli,

    Il colmo per noi wannabe pseudo-cognitivi/neuroscienziati? Essere eccitati come dei neuroni della fovea sollecitati da un stimolo onset.
    Studiate voi al posto mio, vi prego, non vedete come sono ridotto?

    [doppi sensi non voluti]

     
  • Un piattino di cazzi miei su cui puntare

    postato da nORgE alle 22:12 del 28 agosto 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , chunk, dollaro, esame, , , , , , , ,

    Perché dopo una quattro giorni di rapimento universitario non c’è niente di meglio di una cosa così.

    • Dato Intelligenza Artificiale e dato Web Programming, con risultato molto dubbio per il primo (per non dire sfiducia wins) e presumibilmente almeno almeno sufficiente il secondo.. si spera. Passarne uno su due sarebbe cosa buona e giusta, passarli entrambi significherebbe miracolo culoimmenso tripudio e leggenda. Me lo dicevano che studiare è faticoso, ma, ragazzi, fa malissimo ed è da evitare proprio: è una cosa nuova che ho appena provato, non so se l’avete mai sentita nominare, comunque spero che non cominci ad andare di moda.. voi, amici, statene alla larga.
    • Notizia fondamentale: la dimora per quest’anno è stata trovata. Viste tante, piaciute alcune, fatti conti, non tornati tanto; ma alla fine s’è fatto. Mini appartamento in via Paganini per me e il buon Simo, che torna dunque ad essere mio coinquilino dopo un anno e mezzo e dopo mille peripezie in giro per l’europa di entrambi: una cinquantina di metri quadri economici, puliti, nuovi e ben accessoriati con tante qualità interessanti. Una fra tante -forse la migliore- la distanza da facoltà/biblioteca/Mart (cioè la stessa cosa in pratica): NULLA. L’appartamento è sostanzialmente dietro l’angolo del palazzo universitario che ospita il nostro quotidiano fancazzismo, e le case dei compagni di merende sono sulla stessa linea (una nella stessa via) con un raggio di duecento metri a prenderla larga camminando a zig-zag. Ottimale insomma.
    • Studiare fa male, l’ho già detto? Ma fisicamente eh..
    • Asta del fantacalcio fatta, e come volevasi dimostrare l’unico che ero convinto di prendere non l’ho preso e -prima di accorgermi del contrario vista la presenza di un evanescente goalkeeper catanese- grande paura di non avere un portiere titolare da schierare alla prima giornata come l’anno scorso. Comunque per il resto non è andata nemmeno malissimo, e la mia rosa low-profile è più o meno quella premeditata (eccetto il portiere che devo sostituire in qualche modo): Bizzarri, Mellberg – Zapata – Comotto, Montolivo – Poulsen – Pizarro – Stankevicius – Bresciano, Trezeguet – Tiribocchi. In panca: Carozzieri – Rozehnal, De Zerbi – Dacourt, Iaquinta – Mascara – Zalayeta. Degli altri mi vergogno, ma l’asta è andata così.. ad ogni modo fra una settimana il mercato riparatore definirà gli schemi e le formazioni, quindi le rose (e si spera soprattutto la mia) cambieranno radicalmente.
    • Alcuni DVD ordinati su Play.com cominciano ad arrivare ed io godo molto.
    • Terminata la sessione d’esame estiva, dal dodici settembre quindi, il (mio) mondo non sarà più lo stesso: farò QUALSIASI cosa. Ah, e con settembre ricomincia praticamente il 75% delle serie tv che seguo, il che vuol dire una quindicina di puntate di roba a settimana da scaricare e vedere: una morta annunciata, lenta e gioiosa. Per non parlare delle cose nuove che inizierò a guardare. La fine. La fine.
    • Per me anche questa è arte. Tra le migliori interpretazioni, da citare assolutamente: Emo Lincoln, Washington T., KFC Washington, Pharoah Washingkamun I, Pac Washington; poi l’uomo lupo, Darth Fener, Wolverine e tanti tantissimi altri che onestamente non posso linkare tutti senò finisco domani.
    • Ditemi pure tutto quello che volete, anche perché probabilmente avreste anche ragione. Resta il fatto che io in un posto così ci potrei morire. Adoro queste cose, adoro.
    • C’erano sicuramente altre cose da dire, ma ai chunk non si comanda.

     
  • Facciamo a chi deve camminare meno per arrivare in Facoltà

    postato da nORgE alle 23:33 del 23 agosto 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
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    C’è tanta voglia di tornare a vivere e cazzeggiare in terra trentina, mi è tornata prepotentemente insieme alla voglia di fare tutto e ancora tutto -tranne che studiare: in questi due giorni di simil-sopralluogo alla ricerca di una nuova dimora (forse trovata) (sembra una figata di soluzione) nella nostra amata Rovereto alla fin fine come previsto si è fatto anche un mini ritrovo con l’ormai solita, indefinibile ed indescrivibile crew di pseudo cognitivi.. o perlomeno di ciò che ne è rimasto. Quindi di nuovo case, di nuovo gente, di nuovo Mart e biblioteca, di nuovo portatili ovunque, di nuovo super discorsoni, di nuovo cazzeggio, di nuovo lamenti, di nuovo sputtanate, di nuovo Risto3, di nuovo università, di nuovo finto studio, di nuovo belle routine. Un nuovo anno accademico (fuori corso?) alle porte che si preannuncia più intenso e carico che mai, soprattutto dal punto di vista fisico. In tutti i sensi credo.
    Ok, c’è ancora ’sta cazzo di sessione estiva da finire, ma devo per forza ricordarmelo ogni venti secondi?

     
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