Martedì, Agosto 19th, 2008
Cosa c’è di meglio di un cielo stellato in una fresca notte estiva illuminata dalla luna piena? Niente: solo il tornare a casa e non avere voglia di entrare perché si sta ammirando lo spettacolo appoggiati alla ringhiera o sdraiati per terra a testa in su.
Lo dico e lo ripeto, se più persone si fermassero a contemplare cose come questa il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore. E’ una ferma certezza.
[Faccio lo stesso post ogni anno mi sa. Ma sticazzi.]
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Domenica, Agosto 17th, 2008
Lo dico, lo ripeto, l’ho sempre pensato, e sempre sosterrò la causa: abbiamo bisogno di giornate da almeno una trentina di ore. Sono anni che sto facendo i conti, ma prima o poi arriverà il giorno in cui capirò con certezza quante ore al giorno servono per vivere stupendamente -perlomeno in una società come quella in cui viviamo ora. Per il momento però la cosa certa è che ventiquattro ore sono poche, pochissime. Indubbiamente ed indiscutibilmente troppo poche. Specialmente d’estate, ma questo era scontato.
In fondo non ci vuole tanto, bastano alcuni accorgimenti semplici semplici: un paio di convenzioni internazionali, una leggera modifica all’asse terrestre, e/o qualche cambiamento all’orbita intorno al sole giusto per riproporzionare tutto. Sto studiando anche questi ultimi dettagli, questione di un paio di calcoli in più e qualche fattore x da annullare (cit.), poi ho fatto e vi dico. Forse, ma son bazzecole, il tutto potrebbe comportare qualche apocalisse climatica e disastro cosmico, ma volete mettere dormire un paio d’ore in più ed allungare l’happy hour? Inoltre bisogna guardare il lato positivo: un deserto o un polo artico in più potrebbe tornarci comodo per l’ambientazione di qualche nuovo film fantascientifico.
Allora restiamo che fra un po’ io propongo il progetto e voi mi appoggiate. Facciamo così. Eh, eh?
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Sabato, Agosto 16th, 2008
E Ferragosto arrivò, insieme ad una piccola pausa di riflessione e ricapitolazione. O meglio, con il coraggio, la pazienza e la volontà di fare questa pausa.
Per questo aiuta senz’altro il fatto di essersi resi conto di stare passando tutto agosto, e quindi il giorno nella sua metà, a casa e non come di consueto in terra natia con tutto ciò che ne consegue. La cosa è abbastanza importante dato che non ho ricordi di un agosto passato interamente nel mio comune di residenza: la cosa infatti è rara, e credo di dover andare indietro di dieci anni circa per poter quantificare una frequenza di questo avvenimento. Insomma niente, quest’anno niente mare, niente parenti, niente fuochi, niente autostrada. Anche se a conti fatti la situazione, pur considerando il fatto di non aver avuto scelta, non mi risulta del tutto negativa.. anzi. La motivazione è data da una serie di ragioni che adesso, scrivendo, mi vengono in mente a tonnellate, in ogni caso non credo siano elencabili.
Agosto con la sua estrema essenza di, come dire, nulla, mi è sempre stato fatale in fatto di tempo per riflettere. Vuoi perché me ne fornisce molto, vuoi perché ne sono costretto dagli eventi, vuoi perché ormai mi è entrato dentro quasi come una tradizione o un’abitudine. Fossero un po’ più serene queste riflessioni agostane sarebbe anche meglio eh, ma lasciamo perdere. Fattostà che alla fine mi ritrovo sempre nelle stesse condizioni, e sempre con le stesse considerazioni e somme da tirare. Dei punti fermi insomma, anche in un anno come questo nel quale le rivelazioni sono all’ordine del giorno e le novità (leggi anche botte di vita) sono diventate una consuetudine -ricercata. Quindi forse si potrebbe dire che non è proprio vero che siamo sempre agli stessi passi visto che si viaggia su marciapiedi/strade diverse, anche se i piedi sono bene o male sempre quelli. Si può invece dire con fermezza che di questi tempi questi esempi a mo’ di similitudine vengono molto male.
Nel frattempo sorge il sempre più serio problema di incapacità alla concentrazione per innumerevoli attività quali lo studio e lo scrivere post.
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Domenica, Giugno 22nd, 2008
Avvertenza: questo è un post della serie mi bullo del fatto che andrò in vacanza all’estero e probabilmente mi divertirò come un bastardo alla faccia di chi resta a casa. Quindi, pur non avendo nulla contro chi resterà a casa questa estate (capita) e pur non avendo scritto niente di offensivo, quanto segue potrebbe turbare la traballante serenità emotivo-nervosa di alcune persone. Quindi occhio. E non vogliatemene né provate a mandarmi malocchi o fatture varie: vado anche col colera, una gamba amputata e un tornado in arrivo.
Mi potrò pur vantare di qualcosa ogni tanto anch’io, no?
Il capoluogo della Comunità omonima sarà la mia meta fuoriporta estiva di quest’anno, è ufficiale: si va a Valencia. A cavallo tra la terza e la quarta settimana di luglio quindi, dal 16 al 24, come previsto dato che è l’unico periodo per il quale mi potevo anche solo immaginare di organizzare una cosa del genere.
Otto giorni dunque in terra castigliana, scelta anche e soprattutto perché c’è il buon Marcos da andare a trovare e con il quale mi ero ripromesso di ritrovarci il più presto possibile. Marcos che in realtà poi è il mio finto alter ego spagnolo con cui mi sono trovato benissimo durante il periodo erasmus e con il qualche ho stretto uno dei migliori rapporti instaurati in quel di Leuven. In sostanza dire che mi fa un casino piacere andare a Valencia e rivederlo sarebbe penosamente riduttivo.
La scappatella spagnola è praticamente quasi già tutta organizzata, per lo meno in quanto a tempi, visto che i tempi appunti sono un po’ ristretti per tutti e la mole di cose da fare e da vedere è tanta. Ma anche le persone, perché pare sicura anche la presenza della simpaticissima Risa from Japan, altra conoscenza belga, più un’altra amica conterranea che sarà in quel di Valencia più o meno nella mia stessa identica settimana. Quindi il gruppo c’è, il tempo pare pure promettere bene (pure troppo), l’avventura è economicamente abbordabile e la scappata di un paio di giorni a Barcellona è cosa certa.
In poche parole non vedo l’ora. Di parlare in dialetto veronese e spacciarmi per catalano, ovviamente.
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Venerdì, Giugno 20th, 2008
E’ ufficiale: dopo circa una settimana di riflessione e ponderazione [per un attimo IL dubbio: ponderamento o ponderatura?] ho deciso che “Great DJ” dei The Ting Tings è la mia canzone dell’estate. E il vostro tormentone, sempre perché lo decido io. Sì quella dello spot della Dodge Journey, l’ho cercata appena l’ho sentita.
Ad accompagnarmi in questa (si spera calda) stagione ci saranno anche gli ultimi due album di Tegan and Sara che sto già ascoltando in loop da giorni. Una grande scoperta personale, in scandaloso ritardo visto che prima di giugno non le avevo mai sentite nominare e non avevo fatto caso ai cinque dischi già prodotti, per la quale devo ringraziare le colonne sonore di Veronica Mars: sempre detto io che le serie tv hanno sempre qualcosa da dare.
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Lunedì, Giugno 2nd, 2008
1 giugno 2008 - Casetta Lou Fai.
Ovvero: le cose genuine son sempre le migliori.
Ieri grande serata in località incognita ma prestigiosamente bella e semplice sul limite nord-occidentale del comune di Verona. Serata all’insegna della buona musica live dei Free Riders, CameraStilo e Canadians; con buon alcol casereccio, del bel tempo ed una splendida ed accogliente location dal sapore caratteristicamente amichevole; e da tanta bella gente (giovane, chi più chi meno) incluso un folto gruppo di veronabloggers (+aspiranti tali + amici e coniugi di + varie ed eventuali) come -in rigoroso ordine di apparizione al sottoscritto- Van, z3ro e phlo, bretek, dietnam, FdC, aloneinkyoto e Lemi.
Ho passato veramente un’ottima e bella serata avendo l’occasione di salutare appunto tante persone che non vedevo da tempo, ascoltare buona musica, sentire racconti, ricordare sketch, ridere e scherzare.. veramente alla buona e con serenità. Clima amichevolissimo ed ottima organizzazione da parte di colei che vorrei sentitamente ringraziare per l’invito e tutto il resto: un applauso ad Anita.
Un saluto a tutti quelli che c’erano o che non potendo erano lì virtualmente, a tutti quelli/e con cui ho piacevolmente chiacchierato, conosciuto e/o ritrovato.
Tutto molto bello, come direbbe Pizzul: spero di tornare presto alla Casetta.
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Sabato, Agosto 25th, 2007
Dai però. Mi avevate promesso (?) che facevate i bravi finché ero via, poi torno e scopro che ne son successe di tutti i colori. Non si fa, su. Che poi a raccapezzarmi ci metto un casino.
Son tornato a casa nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24, accompagnato (da Modena in su) da una nebbia che manco a novembre e da un freschetto mica da scherzi. Considerato anche che nei tre giorni precedenti al ritorno ho assistito alle giornate di caldo afoso peggiori della mia vita, in luoghi in cui di solito l’umidità non sanno nemmeno come si scriva, tornare a casa in un cumulo di evanescente vapore acqueo mi ha regalato strane sensazioni. Ancora non ho capito se piacevoli o meno.
Detto questo, le due settimane scarse di trasferta vacanziera in riva allo Jonio settentrionale, sono state a momenti di una noiosità inenarrabile. Aggiungici poi che m’è venuta pure un’influenza da cortei nei primi giorni, e capisci che anche di spiaggia ne ho vista poca. In compenso, di antibiotici e medicinali vari, ne ho visti un bel po’. In questi 15 giorni ho però avuto ben modo di riflettere e pensare, ponderare ed osservare. Anche e spesso contro la mia volontà . In effetti per certi versi la tristezza l’ha fatta da padrona, a causa di pensieri e ricordi vari. Mi è capitato di scoprirmi ancora una volta critico a livelli inimmaginabili, ma devo ammettere che il più delle volte m’è anche garbato molto.
All’andata, in autostrada, credo di aver vissuto una delle serate più sconvolgenti se non della mia vita almeno dell’ultimo lustro. Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare: non dico navi stellari in fiamme ai bastioni di Orione, ma gente con ogni varietà di follia concepibile pare che si sia ritrovata la notte dell’11 agosto nel tratto Ancona-Taranto. Ne ho viste veramente di ogni sorta. La gente non è ne capace ne tanto meno è mentalmente a posto, perché ho visto certe evoluzioni su quelle corsie che manco Alonso quando si incazza con Hamilton. Mi chiedo una volta di più come faccia certa gente a racimolare una patente di guida. Anzi, come facciano a concedergliela. Cose da pazzi. Per non parlare poi del degenero collettivo e dell’anarchia generale che regna quotidianamente tra le strade di certe località . Perché, oltre al fatto che caschi e cinture di sicurezza siano ancora considerati veri e propri optionals, si vede proprio un’arroganza automobilistica da far spavento.
Cazzo devo uscire. Poi vado avanti.
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Lunedì, Luglio 30th, 2007
Bene. Da oggi dichiaro ufficialmente aperto il mese di lettura ossessivo-compulsiva.
Cercherò di finire velocemente l’ultimo pallosissimo di Faletti, dopodiché mi dedicherò totalmente ad alcuni libricciuoli che ho messo da parte da un po’ proprio per questo periodo meraviglioso. Ogni istante libero sarà occupato dalla lettura di vari ed eventuali capolavori. La notte sarà l’ideale. E anche il vento di oggi: speriamo che continui.
Fino ad oggi leggevo un po’ meno del solito perché mi sentivo in colpa a perdere tempo in lettura quando avrei dovuto studiare. Da oggi invece mando in vacca tutto. Evviva.
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Martedì, Giugno 19th, 2007
Quasi quasi rubo la mini piscina che la mia vicina ha preso per la sua bambina.
Sarà anche 1m x 1m, ma almeno mi ci siedo dentro. Tutto il giorno.
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Domenica, Maggio 13th, 2007
Ah ok. Simpatici. E io che pensavo seriamente che il mondo stesse andando un po’ a puttane.
Non è vero che siamo ai primi di maggio.. mi avete tutti organizzato un mega scherzone. In realtà mi avete ibernato per 6-7 settimane. In realtà è siamo a fine giugno, questo caldo assassino è normale, e tutti insieme mi state giocando questo brutto tiro dell’ecosistema sballato e dell’aprile/maggio torrido equatore-style. Anche perché effettivamente non è possibile una cosa del genere.
Vero?
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