I Fantastici 4 e Silver Surfer
Lunedì, Giugno 18th, 2007Visto che c’ero, il 15, (giorno d’uscita nei cinema italiani) sono andato a vedere il secondo film sul mio quartetto Marvel preferito: I Fantastici 4 e Silver Surfer (”4: Rise of the Silver Surfer“, 2007).
Da fan e lettore del fumetto da anni, nonché grande estimatore anche della più recente serie parallela dell’universo Ultimate (UFF), ero rimasto dolorosamente deluso dal primo film, e speravo vivamente in un miglioramento in questo secondo capitolo. Miglioramento che però, purtroppo per me, non c’è praticamente stato.
Il film scorre, per carità. Dura il giusto (?), è più che sufficientemente commerciale, non è pesantissimo, si presta bene alla visione dei più piccoli perché son supereroi eccetera eccetera e dei più grandi che vogliono vedere Jessica Alba. Per il resto, è una cagata. Ed è tamarro. Epicamente tamarro.
Purtroppo, ripeto.
Ora, voglio dire, la domanda che sorge spontanea è: perché? Ma soprattutto: perché??
[lettore appassionato&deluso mode: on]
Perché hanno resto tutto così stupido e superficiale? Perché l’uso di ironia da quattro soldi? Perché Mr. Fantastic si allunga in modo bruttissimo con tutta la tecnologia e gli effetti speciali a disposizione? Perché la Cosa è così.. così.. indegna? Perché tutte quelle stronzate sui poteri che passano di qua e di là? Perché? Perché? Perché?
[lettore appassionato&deluso mode: off]
Allora, chiariamo il concetto. Anzi, i concetti.
Susan Storm, aka la Donna Invisibile, dev’essere una strafiga. E fin qua ci siamo. Ma, con tutto il bene che voglio all’attrice e pur con tutta la strafigaggine di cui dispone, Jessica Alba non (e sottolineo NON) può fare Sue. No. Cioè, no. Non va bene. E’ un tipo di donna completamente differente. Parlo proprio di “tipo”, di fisionomia, di etnia. Ora, dico io, se vedi che le devi mettere le lenti azzurre, la devi schiarire un po’, e le devi fare i capelli biondi.. per farla somigliare al personaggio.. non ti viene qualche dubbio che forse fisicamente non ci siamo? Dai, ci arriva anche un bambino. Che poi la utilizzi perché è una delle più in voga che c’è in giro al momento e ti serve per far tirare il film, beh, quella è un’altra cosa, e la capisco. Fattostà che lei non ci sta. Punto.
La Cosa non è così piccola, insulsa e plasticosa. Ricordo che a) è di pietra, e b) è l’unico in grado di tenere testa a Hulk. Non so se rendo. Poi bisognerebbe far vedere bene la questione della sua sofferenza, del suo animo, dei suoi problemi e necessità, del suo controverso rapporto con Alicia, ecc. Le sue migliori battute non siriducono solo a “E’ tempo di distruzione!” (”It’s clobberin’ time!”), ma includono anche dei simpatici riferimenti ai suoi occhioni azzurri e alla mitica Zia Petunia.
Alicia non è nera. Non è nera, cazzo. E’ bianca, bionda e coi capelli corti. Somiglia molto a Sue e, anzi, è probabilmente molto più bella. Come si fa a farla nera? Dai su. L’attrice è pure molto carina e ovviamente da parte mia non me la prendo per questa cosa per razzismo, ma resta il fatto che anche se nei dettagli così si stravolge un’opera. Che poi Alicia Masters non è neanche ’sto così ininfluente dettaglio: è un personaggio importante e fondamentale. Tra le altre cose è l’amata di Ben, la migliore amica di Sue, la figlia del Burattinaio (altro nemico storico dei F4), e la vera artefice del “cambiamento d’idea” di Silver Surfer, perché è lei che lui trova ed è lei che ci parla. Quindi non raccontiamo fregnacce.
Silver Surfer. Ok, qui è complicato. Il personaggio è tra i più meravigliosi esistenti, ma è anche drammatico ed intenso in maniera spropositata. Vero nome Norrin Radd, diventato araldo di Galactus per salvare la sua amata ed il suo pianeta, detentore del potere cosmico, condannato eternamente a trovare pianeti che facciano da cibo per il suo padrone, praticamente complice di innumerevoli genocidi, morale sottoterra, eccetera eccetera. Potevano decisamente giocarsela un po’ di più con questo personaggio. Dopotutto è strafigo, strapotente, e con mille teghe assurde da sopportare. Poi c’è tutta la storia, il suo intimo, le sue riflessioni, il suo animo plagiato, la sua voglia di riscatto, il suo sentirsi impotente, le sue eterne condanne, le sue crisi di coscienza, il potere cosmico, il rapporto con colui che serve, il suo potere e la sua solitudine.. hai voglia a far roba. Invece l’hanno usato come un giocattolino. Non si capisce come e quando si ribella, ma soprattutto perché.
Galactus non è una nuvolona galattica! Non-lo-è. Galactus è COSI’. E non si dissolve in quel modo. Anzi, non si dissolve proprio. Non viene combattuto da Silver Surfer: viene tradito, sì, ma non ci combatte. La storia è un’altra, e c’è di mezzo il mitico Nullificatore Assoluto, una robetta piccina picciò che però pare essere l’unica in grado di fare macelli intergalattici, o roba simile. I F4 trovano ’sto aggeggio, e riescono a far andar via Galactus (vabbè, sto riassumendo per sommi capi, portate pazienza) che a sua volta licenzia Silver Surfer. Da qui poi ne succedono di tutti i colori, ma lasciamo perdere.
Poi ci sarebbero un miliardo di altre cose, ma è meglio che la smetto perché senò qua facciamo notte.
Sostanzialmente insomma il film non è niente di che. Mentre è deludente per gli aficionados. Ironia di bassa lega e ritmo poco coinvolgente. Film piatto e a colpi, oltre che tamarro, un po’ insulso. Personaggi usati molto male. Effetti speciali che sembrano dire “vorrei ma non posso”. Attori che non ci stanno un cazzo, lo ripeto. Forse l’unico è la Torcia Umana, ma anche lì gli han dato battute idiote. Doppiaggio italiano a mio parere non sufficiente, e voci azzeccate proprio poco. Regia banale, scenografie inesistenti, spirito comic inesistente. Della storia, ovviamente, non ne parliamo.
Aspettiamo dunque il terzo inevitabile film. Anche perché i contratti son già stati firmati da tutti gli attori, quindi amen. Spero vivamente che si riprenda degnamente il ruolo di Silver Surfer, spero che Destino sia meno giocattoloso, spero magari nell’inserimento di altri nemici storici quali l’Uomo Talpa o appunto il Burattinaio. Spero.
Ma a quanto pare non mi conviene contarci molto.
Voto: 5.
Perché sono taanto buono.



