14 dicembre 2006  |    |  
in Sproloqui Vari  |  
Stasera post in onore ai tramonti che da qualche giorno sono di casa dalle mie parti. Tramonti invernali delle quattro di pomeriggio. Tramonti sentiti freddi dalla pelle che si prepara al gelo di gennaio, ma visti caldi dagli occhi pieni di malinconia. Tramonti che fortunatamente colorano dei pomeriggi di dicembre particolarmente tiepidi rispetto al passato. Tramonti di un’arancione intenso ma chiaro allo stesso tempo. Tramonti che fortunatamente si riflettono nelle finestre e raggiungono il cuore, non soltanto mio, ma anche di una casa che si sta riscaldando.
L’8 e Santa Lucia son passati, dunque le tanto attese feste son già belle che iniziate, e, senza essercene neanche accorti, nel clou di questa ormai insipida atmosfera natalizia eccoci qua ad aspettare il Natale e l’Ultimo dell’Anno tanto invocati. Si mangerà, oh se si mangerà: ma per riempire sempre di più il vuoto che dentro di noi un po’ si fa spazio di anno in anno. Sarà probabilmente il solito Natale, sarà probabilmente (e qui anche purtroppo) il solito Capodanno. 25 e 31 si avvicinano inesorabili sul calendario, e di serenità velata di felicità non se ne vede neanche nei sogni.
Sta finendo un anno, e come tale stanno finendo delle promesse, dei propositi, delle speranze. Ci si adopera in classifiche e riassunti vari, per questo 2006 che sta finendo, nella speranza forse di riuscire a ripescare nei ricordi qualche momento felice passato, grazie a ciò che si riassume o classifica, o comunque qualche lato positivo di quest’anno bastardo più del precedente. E’ buono e giusto cercare di considerare ciò che comunque di buono è successo ed è stato. Se è vero che ogni giorno si impara qualcosa, è anche vero che ogni anno si possono tirare le somme e chiudere virtualmente un altro capitolo della propria vita. In fondo il 31 dicembre è come il compleanno: è solo un altro anno che se ne va, e forse non è che ci sia tanto da festeggiare, è un giorno come un altro poi… Certo è che tra un festeggiamento e un altro chissà che non si riesca a riordinare le idee, i desideri, le ambizioni, la vita. Ogni tanto sarebbe forse opportuno fare, e saper fare, una sorta di deframmentazione al nostro sistema.
Edit dopo un’ora:
Madò che trisshtezza ’sto post. Ma l’ho scritto veramente io?