O mai gad
Martedì, Luglio 1st, 2008Se c’è una cosa peggiore della Bellucci che recita, è la Bellucci che recita in inglese e poi doppia sé stessa in italiano.
Anbelivebol.
Se c’è una cosa peggiore della Bellucci che recita, è la Bellucci che recita in inglese e poi doppia sé stessa in italiano.
Anbelivebol.
Un po’ però uno se lo dovrebbe immaginare che nello scaricarsi la filmografia completa di Cameron Diaz, se già questo fatto in sé non fosse sufficiente per rattristirsi, c’è la possibilità che spunti fuori per sbaglio un film con qualcosa di non proprio consono al proprio stato psicofisico.
E anche se non riesce ad immaginarselo, un titolo come L’amore non va in vacanza (”The Holiday“, 2006) dovrebbe far riflettere un attimino.
Dovrebbe.
And then, there’s another kind of love: the cruelest kind. The one that almost kills its victims. Its called unrequited love. Of that I am an expert. Most love stories are about people who fall in love with each other. But what about the rest of us? What about our stories, those of us who fall in love alone? We are the victims of the one sided affair. We are the cursed of the loved ones. We are the unloved ones, the walking wounded. The handicapped without the advantage of a great parking space! Yes, you are looking at one such individual.
Tra le tante, sto vedendo come al solito un casino di roba. Le solite migliaia di puntate di migliaia di serials americani, ma anche tanti film tra cui molti che mi sono sempre ripromesso di vedere e per qualche ragione non ho mai visto o sono riuscito a vedere.
Le ultime tre cose (ultimissime proprio, nel senso che per il terzo ho appena chiuso il player..) visionate non c’entrano un cazzo con quanto scritto nella precedente frase -fatalità-, ma le vorrei comunque far presente e commentarle brevemente.
Smallville (”Smallville“, 2001), stagione 7:
Basta, veramente. Ormai non ce la facciamo più: come ad ogni season finale si spera che la prossima stagione sia l’ultima, perché non se ne può più e si vorrebbe concludere l’agonia. Sufficiente solo perché c’è Laura Vandervoort e tutte quelle menate inutili finto-templari. Meriterebbe un voto negativo solo per il fatto che il porco ancora non vola e non probabilmente non lo farà mai. Maledetti.
Voto: 6.
Molto incinta (”Knoked Up“, 2007):
puttanata. Brutto.
Voto: 4-.
Shortbus - Dove tutto è permesso (”Shortbus“, 2006):
quando me l’hanno passato credevo fosse una cazzata e che fosse tipo uno scherzo. Non so ancora perché lo han fatto, ma so che mi è piaciuto un casino. Veramente tanto. Meraviglioso. Incluse le musiche e le canzoni. Strabello. Lo consiglio a tutti, ma occhio che è -quasi per metà- talmente esplicito che non mi stupirei sentire qualcuno definirlo pornografico. Se esiste un film sessualmente esplicito per antonomasia, beh è questo.
Voto: 9-.
Angel - La vita, il romanzo (”Angel“, 2007):
il primo aggettivo che mi viene in mente è pittoresco. Estremamente teatrale e fiabesco.. anche troppo. Colori ed occhi letteralmente accesi per tutta la durata del film. La Garai emana un’essenza di fascino difficilmente descrivibile così come tutti gli altri attori principali. Scenari ovviamente curati a dovere in pieno -l’aggettivo adatto è proprio pieno- stile primo Novecento. Trama a dir poco femminile, ma veramente troppo ostentata ed in linea con l’ambientazione. Perde tutto nell’ultima mezz’ora.
Voto: 6+.
Criminal Lovers (”Les Amants Criminels“, 1999):
Non idiota come sembra, ma nemmeno sufficientemente pregnante come dovrebbe essere. Intimamente francese, ma nel modo sbagliato. Non convince e risulta a tratti banale. Prospettiva e topic molto interessanti, ma a mio parere non trattati a dovere. Non riesce a far emergere appieno la tematica e stalla su elementi devianti non tanto per la narrazione quanto per il senso ultimo. Sospeso.
Voto: 5.
Sotto la sabbia (”Sous le sable“, 2000):
Un film che, come si direbbe qua tra amici, è un po un package. Nel senso che comunque ti devi sforzare per tirare avanti a guardarlo. Intimista ed essenziale quanto vuoi, ma i dialoghi non sono mica da evitare in quel modo per dio.. Sinceramente poco coinvolgente ed emozionante, senza tante pretese di trama o quant’altro. Fatto benissimo però, regia fotografia eccetera. E lo stile è il suo. Scena principe -quella della locandina per capirsi- favolosa.
Voto: 5–.
Canciones de amor en Lolita’s Club (”Canciones de amor en Lolita’s Club“, 2007):
Perfettibile, sicuramente. E gli attori, purtroppo, sono quelli che sono. Però ci sta, e ci sta molto. Peccato per la prevedibilità di un avvenimento focale, ma per il resto non è niente male. Me lo immaginavo diverso. Mi fanno inoltre notare che forse ci sono state un po’ troppe scene di sesso gratuito, ed effettivamente è vero. Ciò non toglie che mi è piaciuto, pur con tutti quei dettagli evitabilissimi. Fatto malissimo, ma a me è piaciuto.
Voto: 7+.
Chouga (”Shuga“, 2007):
Ragazzi, io c’ho provato. C’ho provato con tutto il cuore a trovare un senso a questo film, davvero. Ve lo giuro. Magari sono io che non capisco il linguaggio kazako, magari sono io che non colgo e non percepisco la poesia i sentimenti il dolore la drammaticità l’amore eccetera. Però verso la fine non vedevo l’ora che finisse, giuro. E non finiva mai..
Voto: 4.
Cinqueperdue (”5×2“, 2004):
Beh, che dire, il flashback -seppur a pezzi- fa sempre sangue, poi qui nel raccontare una relazione tra due persone diventa ancora più interessante. Film tristino dall’inizio, e con sensazione che resta lì implacabile. Fatto bene, come ormai vedo Ozon è solito fare, ha poche cose su cui obiettare e ancora meno da descrivere se non si vuol rovinare il film stesso. Ha un suo grande perché, anche se credo sia molto limitativo per i non amanti del genere.
Voto: 6,5.
Hallam Foe (”Hallam Foe“, 2007):
Tralasciando i sanguigni commenti sulla donna tra le più femmine del mondo (Claire Forlani) e l’altra coprotagonista molto molto interessante, devo dire che questo film mi è molto molto molto piaciuto. Semplicemente. Per varie ragioni, per l’insieme, per l’ambiente (musica eccetera), per il punto focale della trama, per la regia, per la semplicità. Per l’amalgama, il tutto. Forse a causa della vena sicuramente più commerciale, forse per l’abitudine ad un certo tipo di film. Forse. Ma molto molto bello.
Voto: 8+.
The Tiger’s Tail (”The Tiger’s Tail“, 2006):
Non capendo ancora cosa c’entri con la rassegna di Schermi d’Amore, questa pellicola si presenta in modo molto ambiguo, per certi versi originale, pur conservando un alone di banalità e idea riciclata. Ne esce un film tutto sommato guardabile, ma senza infamia e senza lode. Perde un po’ quando si realizza che l’attore è in realtà Mastella, ma per il resto alterna leggerezza, noir, e chi più ne ha più ne metta. Niente di più e niente di meno della sufficienza.
Voto: 6.
La Disparue de Deauville (”La Disparue de Deauville“, 2007):
Classico film che vorresti ma non puoi. Nel senso che gli daresti anche un buon voto, se non ti avesse fatto così schifo. Perché è proprio il tipo, il genere, il.. film che non ti piace. Però vedi che è fatto bene, che se ti attirasse lo declameresti come molto molto buono. E invece sta lì, fastidioso come pochi, poco sfruttato come pochi altri, e con carte anche intelligenti ed originali ma giocate malissimo e con tempi da galera. E’ un film vorrei ma mi son sbagliato.
Voto: 5-.
Nelle tue mani (”Nelle tue mani“, 2007):
Qua boh. Non so bene che dire. Oltre alla voce meravigliosa dell’attore (che comunque secondo me non si presta moltissimo alla recitazione, o quanto meno a quella parte) e a qualche scena divertente, tralasciando la Smutniak, il film non dice granché. O meglio, dice sempre de quela. Molti dubbi, poche parole.
Voto: 5+.
L’altra donna del Re (”The Other Boleyn Gir“, 2008):
Lo aspettavo, visto che era anche in anteprima nazionale, ma mi ha un po’ deluso. Vuoi forse perché la storia bene o male la sai, vuoi perché si fa sempre fatica a farsi andar giù film in costume, vuoi chissà cos’altro. La Johansson non la sopporto e non mi andrà mai giù, Bana per quel poco che fa va anche bene, la nostra Natalie Portman invece c’ha sempre il suo perché anche se ’sto giro mi ha lasciato un po’ col dubbio. Costumi meravigliosi, ma gente come al solito troppo pulita e perfetta. Hollywoodiano, e ho detto tutto. Quasi sufficiente perché son gentile, peccato che scivola via che manco te ne accorgi.
Voto: 6-.
Allora allora allora. La settimana dello Schermi d’Amore è finita.
E’ stata una settimana molto interessante, sotto tanti punti di vista. E’ stata una settimana molto intensa e faticosa dal punto di vista fisico e mentale. E’ stata una settimana dedicata totalmente a cinema e derivati. E’ stata una settimana di scoperte, conoscenze, auto, orari sfasati, cene saltate, chiacchiere allegre e divertenti, lavoro tra virgolette, illuminazioni artistiche, critiche, e caramelle e cioccolatini.
E’ stata una settimana stancante comunque. Tutti i giorni andare e tornare da Verona, tutti i giorni con pomeriggi e sere occupati. E’ stata una settimana nella quale non ho fatto altro che dormire e stare lì al Cinema Filarmonico. Ma è anche stata una settimana che rifarei volentierissimo e subito, anche se ieri e oggi mi sento uno straccio.
Avendo il pass dell’organizzazione mi sono visto molti film, ovviamente. Ho già un post preparato, con alcune righe di commento personale per ogni film che ho visto, e lo pubblicherò a breve. Devo dire che ci sono state tante scoperte, alcune delusioni, molti dubbi e tante nuove certezze. Da Ozon ad Hallam Foe.
Stando all’Info-Point sono stato anche molto a contatto con la gente, e forse una delle cose più interessanti della settimana è proprio questa. E’ interessante considerare le persone che si vedono durante una manifestazione di questo tipo: chi ci lavora, chi organizza, chi è spettatore, chi è invitato, chi è giurato, eccetera. E’ tutto molto, molto interessante. In questi giorni mi sono preso del tempo per molte considerazioni e riflessioni su queste cose
Inoltre ho conosciuto i “colleghi”, ovvero le nuove persone con cui ho passato questa settimana. Persone che poi alla fine il caso ha voluto che fossero praticamente tutte ragazze, di cui un paio di notevole interesse personale. E qui, volendo, ce ne sarebbe da dire..
In fin dei conti comunque ottima esperienza: divertente ed interessante più che a sufficienza, fonte di numerosi stimoli, e probabile spunto per futuri avvenimenti.
Oggi sono particolarmente poco propenso a fare le solite critiche, quindi risparmio a tutti le mille constatazioni su persone, fatti, eventi e organizzazioni varie. Ce ne sarebbe da parlare e discutere per ore volendo. Comunque sia voglio dare merito e risalto a tutte le sfumature positive della cosa oggi, per le polemiche faccio sempre tempo a scrivere qualche spaginata di stronzate.
Schermi d’Amore 2008: se non siete venuti non sapete che vi siete persi.
E poi voi vi chiedete perché stiamo in un paese di merda?
Ecco perché.
Sono talmente preso da tutto, e ho talmente poco tempo che non riesco nemmeno a postare qualcosa. Il che è tutto dire.
La mia giornata tipo per questa settimana (da sabato scorso fino a domenica questa) è/sarà una cosa del tipo: sveglia alle 11 circa dopo una nottata in cui dormo talmente male che mi sveglio ogni ora -non so perché-; mi alzo e mi faccio una doccia per riconnettermi col mondo; controllo cosa succede sulla terra nel frattempo, bestemmio contro Berlusconi e metto a scaricare cose che non riuscirò a vedere/ascoltare nel breve termine; twitto qualche stronzata giusto per ricordare a me stesso e agli altri che sono vivo; mi preparo e mangio qualcosa, poi mi rilasso un secondo; intorno alle 15 prendo la macchina e vado su in città dove mi vedo film su film, faccio il mio turno e chiacchiero amabilmente con colleghe e personaggi di passaggio; più morto che vivo esco dall’ultima proiezione intorno a mezzanotte, stanco morto ed affamato come pochi; arrivo a casa di corsa mangio qualcosa e rispondo a mail o messaggi vari ed eventuali; ore 2.30 circa vado a letto.
Ma, per carità, mi diverto eh. Non mi lamento.
Domani partenza alle 8 da qua per fare compagnia ad un amico in fiera a Padova, poi nel pomeriggio ritorno a Verona per una laurea, poi ancora film e turno. Sabato invece volevo andare a Venezia per il TwitterCamp, ma non credo di farcela proprio. Lunedì penso che starò a letto tutto il giorno e non farò altro che mangiare, cazzeggiare e vegetare in generale.. perché sarò letteralmente un cadavere. Non sono abituato ad essere sempre così impegnato. Le vie di mezzo sono sempre più rare.
Ieri sera prima serata di “lavoro” allo Schermi d’Amore ‘08 (www.schermidamore.it). Metto la parola lavoro tra virgolette perché in sostanza essendo volontario non mi pagano, e perché alla fin fine sono dei turni cortissimi in cui in realtà non faccio praticamente niente: faccio compilare alla gente un modulo per avere delle riduzioni e chiacchiero con hostess o gente varia ed eventuale.
Mi si chiederà perché ho scelto di farmi tutti i giorni 40 km tra andata e ritorno per andare a fare qualcosa senza essere retribuito. Beh, la risposta è semplice: in questo modo ho l’occasione per andarmi a vedere tutti i film che voglio senza pagare una lira. Mi si obietterà che tanto l’abbonamento per la rassegna intera con la tessera verrebbe anche solo 20 euro, ma poter presentare un pass è molto più figo. Sì insomma, l’ho fatto solo per il pass lo ammetto.
Tutto questo solo per dire che da oggi -anzi ieri- fino a domenica 20 mi guarderò almeno un film melò al giorno deprimendomi sempre più ed alimentando notevolmente la mia indole di criticone del cazzo. Perché so già che ne stroncherò la metà, se non di più.
Ieri sera ho iniziato con due film di Ozon, finendo alle due e mezza con giusto un filo di stanchezza.. comincio a preparare il super post finale con le mie considerazioni sui film visti a questa Schermi d’Amore.
Venite tutti al Filarmonico di Verona: la rassegna, scherzi a parte, è ottima.
Non è un paese per vecchi (”No Country For Old Men“, 2007): lo pensavo molto, molto meglio. Bellissimi scenari, regia degna, Bardem eccezionale.. ma nient’altro.
Voto: 7-.
27 Volte in Bianco (”27 Dresses“, 2008): lo pensavo molto, molto peggio. La Heigl mi convince un pochino in più ogni volta, e alla fin fine il film è quasi divertente e non rompe più di tanto, pur essendo comunque molto banale.
Voto: 6-.
Pare che la tendenza dell’ultimo decennio sia quella di produrre e girare film sempre più indecenti. E’ tipo una gara, non si cerca di creare capolavori, ma oscenità. E questo 10000 AC (”10,000 B.C.“, 2008) ne è la prova.
Già dopo i primi cinque minuti di proiezione ti chiedi Perché?, intuendo che quello che stai per vedere sarà una tale puttanata da far fatica a descriverla, ma a dire il vero ti viene questa sensazione anche solo dopo le prime sconclusionate parole del narratore. Quindi dopo 5,2 secondi. Quasi rimpiangi di non essere andato a vedere il film con Scamarcio o Vaporidis. Quasi.
Una cagata di film. Stupido. Insensato. Sbagliato. Ne senti la sbagliatezza subito, la vedi, la percepisci. E’ proprio sbagliato, il film. E’ sbagliata l’idea, è sbagliata la trama, è sbagliata la regia e gli effetti speciali, è quasi sbagliata anche la fotografia. E’ sbagliato il senso, sono sbagliati gli attori (praticamente tutti), sono sbagliate le intenzioni. E’ sbagliato lo spazio, è sbagliato il tempo, sono sbagliati i riferimenti, i dettagli e le motivazioni. E’ sbagliato tutto.
Ti chiedi che senso avesse fare tutto ciò. Ti chiedi -come il tuo amico giustamente suggerisce- come una persona possa una mattina svegliarsi e voler fare un film del genere. Ti chiedi il motivo. Ti chiedi cosa avrà mai mangiato prima, per partorire cotanta insulsa atrocità.
Anche l’attrice che interpreta Evolet (Camilla Belle), e che sembra un gran figa, non è altro che una niente di che. Neanche questo. Non ti danno nemmeno questa soddisfazione. Per non parlare poi di tutte le cazzate storiche geografiche antropologiche zoologiche eccetera eccetera. Alcune di queste nefandezze sono anche elencate qui, ma poi a livello stilistico e logico ce ne sarebbero altre centinaia. Un film (breve) nel quale ad ogni inquadratura ti verrebbe da gridare sillabe a caso condite da grugniti di disapprovazione. Un film nel quale, addirittura, ringrazi che il tuo vicino sgranocchi rumorosamente i suoi popcorn. Almeno ti distrae un po’.
Voto alto solo in segno di riconoscimento per le lenti a contatto azzurre della co-protagonista che, da sole e anche indossate da un rinoceronte con le occhiaie, sono trentacinque volte più espressive di tutti gli attori e le comparse viste nel film.
Voto: 3.