Ribrezzo
Domenica, Aprile 20th, 2008E poi voi vi chiedete perché stiamo in un paese di merda?
Ecco perché.
E poi voi vi chiedete perché stiamo in un paese di merda?
Ecco perché.
Sono talmente preso da tutto, e ho talmente poco tempo che non riesco nemmeno a postare qualcosa. Il che è tutto dire.
La mia giornata tipo per questa settimana (da sabato scorso fino a domenica questa) è/sarà una cosa del tipo: sveglia alle 11 circa dopo una nottata in cui dormo talmente male che mi sveglio ogni ora -non so perché-; mi alzo e mi faccio una doccia per riconnettermi col mondo; controllo cosa succede sulla terra nel frattempo, bestemmio contro Berlusconi e metto a scaricare cose che non riuscirò a vedere/ascoltare nel breve termine; twitto qualche stronzata giusto per ricordare a me stesso e agli altri che sono vivo; mi preparo e mangio qualcosa, poi mi rilasso un secondo; intorno alle 15 prendo la macchina e vado su in città dove mi vedo film su film, faccio il mio turno e chiacchiero amabilmente con colleghe e personaggi di passaggio; più morto che vivo esco dall’ultima proiezione intorno a mezzanotte, stanco morto ed affamato come pochi; arrivo a casa di corsa mangio qualcosa e rispondo a mail o messaggi vari ed eventuali; ore 2.30 circa vado a letto.
Ma, per carità, mi diverto eh. Non mi lamento.
Domani partenza alle 8 da qua per fare compagnia ad un amico in fiera a Padova, poi nel pomeriggio ritorno a Verona per una laurea, poi ancora film e turno. Sabato invece volevo andare a Venezia per il TwitterCamp, ma non credo di farcela proprio. Lunedì penso che starò a letto tutto il giorno e non farò altro che mangiare, cazzeggiare e vegetare in generale.. perché sarò letteralmente un cadavere. Non sono abituato ad essere sempre così impegnato. Le vie di mezzo sono sempre più rare.
Ieri sera prima serata di “lavoro” allo Schermi d’Amore ‘08 (www.schermidamore.it). Metto la parola lavoro tra virgolette perché in sostanza essendo volontario non mi pagano, e perché alla fin fine sono dei turni cortissimi in cui in realtà non faccio praticamente niente: faccio compilare alla gente un modulo per avere delle riduzioni e chiacchiero con hostess o gente varia ed eventuale.
Mi si chiederà perché ho scelto di farmi tutti i giorni 40 km tra andata e ritorno per andare a fare qualcosa senza essere retribuito. Beh, la risposta è semplice: in questo modo ho l’occasione per andarmi a vedere tutti i film che voglio senza pagare una lira. Mi si obietterà che tanto l’abbonamento per la rassegna intera con la tessera verrebbe anche solo 20 euro, ma poter presentare un pass è molto più figo. Sì insomma, l’ho fatto solo per il pass lo ammetto.
Tutto questo solo per dire che da oggi -anzi ieri- fino a domenica 20 mi guarderò almeno un film melò al giorno deprimendomi sempre più ed alimentando notevolmente la mia indole di criticone del cazzo. Perché so già che ne stroncherò la metà, se non di più.
Ieri sera ho iniziato con due film di Ozon, finendo alle due e mezza con giusto un filo di stanchezza.. comincio a preparare il super post finale con le mie considerazioni sui film visti a questa Schermi d’Amore.
Venite tutti al Filarmonico di Verona: la rassegna, scherzi a parte, è ottima.
Non è un paese per vecchi (”No Country For Old Men“, 2007): lo pensavo molto, molto meglio. Bellissimi scenari, regia degna, Bardem eccezionale.. ma nient’altro.
Voto: 7-.
27 Volte in Bianco (”27 Dresses“, 2008): lo pensavo molto, molto peggio. La Heigl mi convince un pochino in più ogni volta, e alla fin fine il film è quasi divertente e non rompe più di tanto, pur essendo comunque molto banale.
Voto: 6-.
Pare che la tendenza dell’ultimo decennio sia quella di produrre e girare film sempre più indecenti. E’ tipo una gara, non si cerca di creare capolavori, ma oscenità. E questo 10000 AC (”10,000 B.C.“, 2008) ne è la prova.
Già dopo i primi cinque minuti di proiezione ti chiedi Perché?, intuendo che quello che stai per vedere sarà una tale puttanata da far fatica a descriverla, ma a dire il vero ti viene questa sensazione anche solo dopo le prime sconclusionate parole del narratore. Quindi dopo 5,2 secondi. Quasi rimpiangi di non essere andato a vedere il film con Scamarcio o Vaporidis. Quasi.
Una cagata di film. Stupido. Insensato. Sbagliato. Ne senti la sbagliatezza subito, la vedi, la percepisci. E’ proprio sbagliato, il film. E’ sbagliata l’idea, è sbagliata la trama, è sbagliata la regia e gli effetti speciali, è quasi sbagliata anche la fotografia. E’ sbagliato il senso, sono sbagliati gli attori (praticamente tutti), sono sbagliate le intenzioni. E’ sbagliato lo spazio, è sbagliato il tempo, sono sbagliati i riferimenti, i dettagli e le motivazioni. E’ sbagliato tutto.
Ti chiedi che senso avesse fare tutto ciò. Ti chiedi -come il tuo amico giustamente suggerisce- come una persona possa una mattina svegliarsi e voler fare un film del genere. Ti chiedi il motivo. Ti chiedi cosa avrà mai mangiato prima, per partorire cotanta insulsa atrocità.
Anche l’attrice che interpreta Evolet (Camilla Belle), e che sembra un gran figa, non è altro che una niente di che. Neanche questo. Non ti danno nemmeno questa soddisfazione. Per non parlare poi di tutte le cazzate storiche geografiche antropologiche zoologiche eccetera eccetera. Alcune di queste nefandezze sono anche elencate qui, ma poi a livello stilistico e logico ce ne sarebbero altre centinaia. Un film (breve) nel quale ad ogni inquadratura ti verrebbe da gridare sillabe a caso condite da grugniti di disapprovazione. Un film nel quale, addirittura, ringrazi che il tuo vicino sgranocchi rumorosamente i suoi popcorn. Almeno ti distrae un po’.
Voto alto solo in segno di riconoscimento per le lenti a contatto azzurre della co-protagonista che, da sole e anche indossate da un rinoceronte con le occhiaie, sono trentacinque volte più espressive di tutti gli attori e le comparse viste nel film.
Voto: 3.
Juno (Juno, 2007): bellino bellino bellino. Ed Ellen Page: bellina bellina bellina. Poi basta, stop, non c’è altro.
Filmetto molto carino, godibilissimo, divertente eccetera eccetera. Ma niente di straordinario. Il discorso è che Ellen Page è il film, e il film è Ellen Page. In tutti i sensi, in tutte le salse, in tutti i contesti, in tutti gli aspetti. Come la metti la metti, la cosa bella del film è lei, l’attrice protagonista. Tutto il resto è contorno, sfondo sfumato, ambiente. Come peraltro dovrebbe essere eh, per carità. Sta di fatto che io comunque mi aspettavo qualcosa di più. Perlomeno per giustificare l’Oscar alla sceneggiatura.
Ma non fa niente, nessun dramma. Stavolta. Anche perché ti innamori della parlata del personaggio, e tutto il resto passa in secondo piano. Magari al cinema rende meglio, forse lo andrò a vedere di nuovo. In futuro. Quel giorno che uscirà (perché un giorno o l’altro lo dovrà pur fare) nelle sale anche in Italia.
Voto: 7.
Into the Wild - Nelle terre selvagge [Into the Wild, 2007] non è un film d’azione, come la beneamata UCI Cinemas ci dice nella presentazione su flyer e poster. Ma questo lo si sapeva già. Lo dico solo per bacchettare la suddetta catena di cinema che si è anche macchiata del peccato di non accettare più le tessere sconto la domenica.
Il film è lungo. Ma non oggettivamente lungo, soggettivamente. Nel senso che tu, soggetto, a metà film hai già perso la cognizione del tempo e credi che sia già passato un giorno e mezzo, quando invece è appena passata un’ora. Il film dura due ore e qualcosa, ma tu alla fine ne senti dodici.
Ma vabbè.
Il film inizia male. E temi il peggio. Soprattutto le parole sicuramente non carine dei tuoi amici a fine proiezione, che ti rinfacceranno come sempre di aver voluto vedere qualcosa di non-divertente pensando a chissà cosa. Già senti il classico Ma che film de merda! che non ti lascerà stare per tutto il viaggio di ritorno a casa. E invece no, a loro è piaciuto. Che cul.
Ma alla fine, il finale, ti piace molto e ti fa apprezzare tutto il girato precedente.
Il film ha come attore protagonista Emile Hirsch, ovvero uno che ti sta un sacco sul cazzo. E sai già che è un peccato che ci sia lui e non un altro. Che ti ricordavi di aver visto una foto promozionale con un altro tizio. Che ti maledici per non aver prima guardato uno straccio di trailer.
Alla fine però dici cazzo, bravino. E pensi che all’inizio manco l’avevi riconosciuto.
Il film ha una colonna sonora. Sua. Proprio sua. Fatta apposta. Che gliel’han scritta sopra. Che sembra un tutt’uno. Che è maledettamente americana, country-rock. Quella che odi più di ogni altra cosa al mondo. Che a ogni scena sei lì che metteresti il mute al film che forse è meglio.
Ma alla fine continui a canticchiarti Guaranteed in continuazione, fischiettandola pure.
Speravi fosse bello. Lo è stato.
Scelte registiche apprezzabili. E altre meno. Migliorabile. Ma ci sta.
Voto a caldo: 8.
Edit:
Voto a freddo: 8–.
Scusate l’ignoranza eh.. ma se uno (uno a caso) volesse farsi una cultura su Star Trek -perlomeno cinematograficamente parlando-, da che parte dovrebbe iniziare?
Prima di vedere questo, ovvio.
Wikipedia ed io diciamo che questo 2008, tra le altre cose, sarà :
Ebbene sì, il rifornimento è ufficialmente ultimato. Un sentito e doveroso grazie (in rigoroso ordine di apparizione) ad Azureus, a Mininova, al Brown, e a Dietnam. Grazie.
Per il supporto tecnico volevo ringraziare anche il mio fedele hard disc esterno da 320, che si è visto riempirsi di numerosissime e prelibate serie televisive vecchie e nuove senza batter ciglio. Non era da tutti sopportare un carico di lavoro di questo genere in così poco tempo, ma lui ha servito la causa in modo egregio. Eterna gloria anche a te, o amico Accaddì.
Un ultimo ringraziamento anche ai ragazzi di ITASA, che sfornano sempre dei sottotitoli di qualità con rapidità e classe.
Sarà dunque un dolce e meraviglioso ritorno in terre belghe quello che mi appresto a fare nel dì di dopodomani. Sapere di avere così tanto materiale da gustarmi nelle fredde sere di fancazzismo assoluto mi riempie il cuore. Un fantastico inverno mi attende: spero solo di non finire tutto troppo presto. Ma ce la posso fare. Voglio dire, febbraio non è poi così distante e io qualcosa dovrò pur studiarla se voglio presentarmi per passare qualche esame..
Un po’ di cose ammetto che me le sono già gustate, anche perché veramente non sono riuscito a resistere. Ma da oggi in poi ho tante belle cose da visionare, e la lista si presenta da sola:
.. e basta, mi sembra. Ce la farò?
Ovvio che ce la farò.
Come detto qualcosa l’ho già guardata, e mi riferisco alle prime puntate di Chuck e Gossip Girl: il primo perché è stupendo e spacca, il secondo per ossessiva curiosità . E devo dire che entrambi non deludono le aspettative dei propri ruoli (e cioè spasso uno e trashitudine l’altro). Comunque sia penso che farò un post per ognuno, dettagliatamente. Anche perché l’attesa c’è per tutte queste serie, per millemila motivi diversi ognuna.
Di alcune me ne vergogno, lo ammetto. Non c’è bisogno che me lo facciate notare. Però una volta iniziate (perché magari all’inizio erano carine) ti ci affezioni, ed è difficile lasciarle lì così.. anche solo con una domanda o curiosità stupida in sospeso. I personaggi, le storie, le ambientazioni.. sapete com’è. E poi se non si fa fatica a seguirle, hai qualcosa su cui scherzare e qualcuno da sfottere, se non è noiosa da vedere, una stagione di un telefilm scandaloso la vedi comunque e non te ne rendi neanche conto.
Per il resto guardi qualcosa per pura curiosità , finché ti attrae. E così. Sembrerà strano leggere in queste righe quanto segue, ma mi capita anche di vedere puntate pilota che non mi piacciono e che quindi non seguo. Capita sempre meno frequentemente, ma capita.
Ah, ovviamente ne vedo/ho visto tante altre.
E altrettante aspetto di iniziarle, un giorno.
Questo post è solo per palesare che, ragazzi, tutto questo è semplicemente una droga. Ed io, sotto questo punto di vista (vabbè, anche altri) ho seri problemi. Tutto questo crea dipendenza, assuefazione, alienazione. Ma a differenza di tante altre droghe non costa niente (a meno che non comprate i cofanetti originali da 80 euro l’uno) (però ad aver soldi da buttare li prenderei tutti, che certi son stupendi), non fa male alla salute e non ti preclude al vita sociale. Ti fa perdere tempo, quello sì, ma alla fine, credetemi, vi renderete conto che le ore [i giorni] spesi guardando alcuni di questi capolavori sono state ore [giorni] spesi stupendamente. E poi c’è il rischio che si impari pure qualcosa, con l’inglese della lingua originale o tante piccole cose, o di scoprire qualche bella canzone o cantante/gruppo, grazie alle colonne sonore. Dai, figata.
Una delle migliori droghe psicologiche esistenti.
Immaginate il vostro film preferito con lunghezza potenzialmente infinita e comodamente gustabile quando volete.
E poi dai, avete idea di quanti sketch..?
PS: e della fantastica mensola colorata che piano piano si forma, con tutte le custodie e le copertine perfette, ne vogliamo parlare?