Che poi capisci perché hanno i mulini a vento

Martedì, Febbraio 26th, 2008

Breve resoconto (a punti) di una stupenda tre-giorni nei Paesi bassi, nelle splendide e caratteristiche città di Alkmaar, Leiden, L’Aia e Utrecht:

  • C’è un vento della madonna. Ovunque. Sempre.
  • Non so che mare abbia ispirato la Bertè, ma il mare d’inverno (del nord) che ho visto io era una gran figata.
  • Non sono riuscito a rapire una di quelle bellissime e classicissime pecore viste in mezzo ai campi.
  • Il castello-ostello era proprio figo. Ma tanto eh.
  • Le spiagge turistiche olandesi sono una delle cose più azzardate che io abbia mai visto.
  • Un macchinone. C’hanno dato un macchinone.
  • Siamo arrivati a Utrecht esattamente nella serata del festival trance più esoso -a occhio- della galassia.
  • C’è gente che sta veramente male.
  • C’è gente che mangia veramente di merda.
  • I belgi hanno questo piccolo problema della segnaletica stradale che, fosse per me, sarebbe anche sufficiente per ucciderli tutti. Ma io sono buono e mi piacciono i/le fiamminghi/e, quindi li salvo tutti per stavolta.
  • McDonald’s è in ogni sperduto buco di culo del mondo. Quanto significa non avere una gastronomia..
  • A Utrecht la domenica mattina non c’è NESSUNO.
  • Hanno veramente i fiori sui cestini delle biciclette: le amo.
  • Anche in qualche città italiana dovrebbero fare le strade rosse come a Leiden.
  • C’erano delle squadre di frisbee professionistiche e dei bifolchi che urlano alle 4 di mattina, ma ci è andata anche bene.
  • Quando. Spunta. Il. Sole. E. Tutta. Un’altra. Cosa.
  • Tagli in due una bottiglietta di plastica e ne ricavi due utilissimi bicchieri. Ci provo io e.. lasciamo perdere.
  • Alstublieft, sempre e comunque.
  • Il prossimo che dice che è difficile piazzare le piste ciclabili lo lincio.

Non ti scordar di me

Lunedì, Marzo 12th, 2007

http://img251.imageshack.us/img251/7461/ntsdmum0.jpg

Si diceva, appunto, dei non ti scordar di me. Fiorellini dal nome evocativo, tra l’altro.
Li ho scorti quest’anno per la prima volta qualche settimana fa, nel fazzoletto di terra vicino alla mia residenza universitaria di Rovereto. Come ho già detto, la loro presenza rappresenta per me l’arrivo ufficiale della primavera. Ci sono affezionato a questi mini fiorellini: ora già non ci sono più nei prati, la loro vita è breve, ma mi è bastato vederli solo per un paio di giorni.
Non so, mi dà un senso di serenità vedere queste chiazze azzurre qua e là nell’erba nel periodo tra fine febbraio e l’inizio di marzo. Sono delle semplici cose naturali che apprezzo molto.
Comunque, per riprendere un discorso di un precedente post, è arrivato marzo. W marzo.

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