Sabato, Gennaio 12th, 2008
Cantare è una parola grossa. E anche inglese a dire il vero.
Era quasi meglio Quelqu’un m’a dit, cara la mia Carla Bruni.
E ho detto tutto.
Edit:
assolutamente degno di nota, tra l’altro, il commento di tale ullowatt al video del primo singolo (Quelqu’un m’a dit, appunto) in un caratteristico dialetto veneto, ovvero:
can da chel porco! ma gavio visto come ca ea sona ea chitara? Cofa on grataformajo!”sara mia posibie aeora”… soeo parché ea xè “bea”… ma ndasì tutti in mona!
Perla indiscutibile.
Edit-2:
che poi io con Wikipedia (cercavo appunto info su Carla Bruni) quando comincio ci perdo le ore senza accorgermene. E in una di queste ore vado a scoprire -non domandatemi come ci sono finito che non me lo ricordo- che la città di Roma è gemellata solo con Parigi, e a sua volta che la città di Parigi è gemellata solo con Roma perché:
Seule Paris est digne de Rome; seule Rome est digne de Paris / Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi
E’ la prima volta che sento una cosa del genere.
Maledettamente presuntuosi.
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Venerdì, Settembre 14th, 2007
Ed è con somma gioia e soddisfazione che vi scrivo dalla mia nuova casa (termine di cui è meglio riparlare prossimamente), ovvero un luogo definitivo dove soggiornare da qui a febbraio. Mi ci sono stabilito ufficialmente ieri sera e, da oggi - avendo connessione ad internet e cavo adatto - , sono tornato sufficientemente web-operativo. Come alcuni di voi avranno avuto modo di notare sono infatti tornato regolarmente su MSN, Twitter, posta elettronica, blog, commenti, ecc.. insomma sono tornato a rompere il cazzo a tutti. E c’ho messo solo una settimana!
La somma gioia deriva anche dal fatto che sto scrivendo col mio portatile e, quindi, con una tastiera QWERTY-dunque-umana: la mia tastiera. Insomma, adesso che mi sono riappropriato della mia inutile vita virtuale, mi sento molto meglio.
Web-discorsi del cazzo a parte, ero arrivato a raccontare del mio arrivo a Leuven: 5 settembre 2007, una settimana fa.
Arrivo e, come detto, con bestemmie varie ed eventuali porto il mio culone e il mio valigione rotto nel fortunatamente vicino ostello della gioventù di Lovanio medesimo. Un dovuto grazie anche a Jack per il sostegno morale ma soprattutto fisico, visti quei 28 kg di roba.
Ostello che alla fine si è rivelato molto carino e pulito, economico ed accogliente. Peccato che ci son potuto restare solo una notte: tutto pieno, tutto occupato da quel giorno in poi, abbiamo avuto anche parecchio culo a trovare due posti quella sera. Stanza da quattro, roba tranquilla. Io, Jack e le nostre prime due conoscenze: Evan from the United States of America, e Nicholas from France. Dù bei tipi. A mio parere fisicamente due classici esemplari di ragazzo-del-loro-paese: l’americano alto, molto atletico, col capello biondino tagliato corto in stile militare, pantaloncini oversize da basket, cannottiera bianca, rincoglionito dalla stanchezza per il viaggio; il francese di corporatura normale-esile, occhi chiari, capelli corti castani, faccia schifata e somiglianza terrificante con qualcuno che ora non mi viene in mente. Ragazzi molto tranquilli, pare, da quel poco che abbiamo potuto capire e raccontarci con il nostro inglese da pezzenti [d’ora in avanti pezzent-english]. L’americano uno dei pochi suoi coetanei che si degna di fare un’esperienza all’estero (tra l’altro scegliendo una cittadina relativamente piccola) e apparentemente molto socievole nonché paziente e gentile quando ci parla lentamente per farci capire bene o prova ad indovinare (e magari fa anche solo finta di capire) quando cerchiamo di dirgli qualcosa. Il francese.. ehm.. il francese.. beh, il francese è francese: un po’ per i cazzi suoi, faccia da francese, sguardo da francese, parlata da francese, silenzio da francese, eccetera eccetera. L’americano continuiamo a trovarcelo ovunque, abbiamo il numero, usciremo insieme.. il francese non l’ho più visto.
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