Domenica, Agosto 17th, 2008
Lo dico, lo ripeto, l’ho sempre pensato, e sempre sosterrò la causa: abbiamo bisogno di giornate da almeno una trentina di ore. Sono anni che sto facendo i conti, ma prima o poi arriverà il giorno in cui capirò con certezza quante ore al giorno servono per vivere stupendamente -perlomeno in una società come quella in cui viviamo ora. Per il momento però la cosa certa è che ventiquattro ore sono poche, pochissime. Indubbiamente ed indiscutibilmente troppo poche. Specialmente d’estate, ma questo era scontato.
In fondo non ci vuole tanto, bastano alcuni accorgimenti semplici semplici: un paio di convenzioni internazionali, una leggera modifica all’asse terrestre, e/o qualche cambiamento all’orbita intorno al sole giusto per riproporzionare tutto. Sto studiando anche questi ultimi dettagli, questione di un paio di calcoli in più e qualche fattore x da annullare (cit.), poi ho fatto e vi dico. Forse, ma son bazzecole, il tutto potrebbe comportare qualche apocalisse climatica e disastro cosmico, ma volete mettere dormire un paio d’ore in più ed allungare l’happy hour? Inoltre bisogna guardare il lato positivo: un deserto o un polo artico in più potrebbe tornarci comodo per l’ambientazione di qualche nuovo film fantascientifico.
Allora restiamo che fra un po’ io propongo il progetto e voi mi appoggiate. Facciamo così. Eh, eh?
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Giovedì, Aprile 17th, 2008
Sono talmente preso da tutto, e ho talmente poco tempo che non riesco nemmeno a postare qualcosa. Il che è tutto dire.
La mia giornata tipo per questa settimana (da sabato scorso fino a domenica questa) è/sarà una cosa del tipo: sveglia alle 11 circa dopo una nottata in cui dormo talmente male che mi sveglio ogni ora -non so perché-; mi alzo e mi faccio una doccia per riconnettermi col mondo; controllo cosa succede sulla terra nel frattempo, bestemmio contro Berlusconi e metto a scaricare cose che non riuscirò a vedere/ascoltare nel breve termine; twitto qualche stronzata giusto per ricordare a me stesso e agli altri che sono vivo; mi preparo e mangio qualcosa, poi mi rilasso un secondo; intorno alle 15 prendo la macchina e vado su in città dove mi vedo film su film, faccio il mio turno e chiacchiero amabilmente con colleghe e personaggi di passaggio; più morto che vivo esco dall’ultima proiezione intorno a mezzanotte, stanco morto ed affamato come pochi; arrivo a casa di corsa mangio qualcosa e rispondo a mail o messaggi vari ed eventuali; ore 2.30 circa vado a letto.
Ma, per carità, mi diverto eh. Non mi lamento.
Domani partenza alle 8 da qua per fare compagnia ad un amico in fiera a Padova, poi nel pomeriggio ritorno a Verona per una laurea, poi ancora film e turno. Sabato invece volevo andare a Venezia per il TwitterCamp, ma non credo di farcela proprio. Lunedì penso che starò a letto tutto il giorno e non farò altro che mangiare, cazzeggiare e vegetare in generale.. perché sarò letteralmente un cadavere. Non sono abituato ad essere sempre così impegnato. Le vie di mezzo sono sempre più rare.
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Venerdì, Settembre 28th, 2007
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Domenica, Ottobre 24th, 2004
Ma sì, mettiamola. E facciamola anche, sta gitarella a Milano.. Che tra laltro c’è il compito di Elettronica di cui non so una mazza, e la scusa dello SMAU è azzeccatissima per formalizzare l’escursione.
Metti anche che Milano bisogna capirla, che è anche normale, che però c’ha anche il suo perché.
Metti una mezza delusione di fiera, che comunque valeva la pena di vedere anche solo per lui, il mio mito. Mario (Bros). Più gommoso e alto di quanto pensassi, ma è stata comunque un’esperienza indimenticabile.
Metti anche una passeggiata in centro con Lilo molto interessante, in cui scopro che ho un fortissimo accento da El ratòn del canàl, e metti anche che non riuscirò mai a fare una foto al Duomo senza impalcature, che il negozio H&M è una bella svolta, che il Samurai Shake è qualcosa di incredibilmente disgustoso.
Ho sofferto il caldo in maniera mostruosa, e non so neanch’io il perché, ed è stata bella faticata, ma diciamo ne è valsa sicuramente la pena. Insomma, spero di riuscire a tornarci presto, in quel di Milano ma senza SMAU, per poter passare una giornatina bella e divertente come il pomeriggio di ieri.
Nel frattempo è meglio sistemare la dizione, che qua si rischia di far brutte figure..
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Lunedì, Luglio 14th, 2003
Ieri invece, giornatona! Partenza alle 6 (azz..) su due pullman con tutti i butei con destinazione Jesolo. Aria condizionata a mille e i classici posti in fondo sono rigorosamente nostri, ad eccezione dell’ultimo sedile in fondo a sinistra occupato da nientepopodimenoche l’attore de “In vacanza col morto”. Uguale. Polo rossa, occhiali modello BluesBrothers neri, cappellino da baseball e immancabile faccia da ebete. Chiaramente in letargo profondo per tutto il viaggio d’andata. Forse anche il ritorno..
Comunque, per le nove (mi pare) arriviamo a destinazione e, come l’anno scorso, sono presenti delle nuvolette che mettono a dura prova il nostro morale. Immancabili le imprecazioni verso i vari meteorologi, da Giuliacci al vecchietto di TeleArena. Fortunatamente, tempo di far colazione e cambiarsi, e il sole comincia a fare la sua bella comparsa (che, premetto, durerà incessantemente e con buona incisività per tutto il giorno) rallegrando gli animi. Ci piazziamo sulla spiaggia e cominciamo subito la sfida 3×3 a beach volley. Sport sicuramente a me molto più congeniale del tennis (per maggiori informazioni, leggere il post precedente)..
La sabbia non è ancora calda, il sole non brucia e di vento neanche a parlarne. Codizioni ottime per distruggersi. Finita la prima partita (inutile rammentare la vittoria quasi schiacciante) i nostri eroi (che poi saremmo sempre io e i butei) abbastanza accaldati cercano il refrigerio post sforzo fisico in bevande varie ed eventuali per poi riposarsi per un buon periodo dopo la classica doccia ghiacciata. Prima di pranzo ci giunge la voce che a pochissimi metri di distanza si svolgevano le finali de campionato/coppa italia di beach volley femminile. Come ben avrete intuito non ci rifiutiamo certo di andare ad osservare attentamente le nostre colleghe (!) e comunque a gustarci un bello spettacolo. Stanchi e affamati, intorno all’una, ci serviamo di viveri per recuperare forza ed energie per affrontare una nuova e più avvincente partitozza. Stavolta è 4×4: abbiamo trovato due degni giocatori per emulare al meglio il torneo non poco distante, e comunque per divertirci di più. La partita è tosta. La sabbia è a dir poco rovente, e ci serviamo di mezzi di fortuna (vedi bottigliette d’acqua e secchielli) per inumidire il più possibile il campo anche se sappiamo che dopo un niente la sabbia si riasciugherà e sembrerà ancora più calda. Il sole spacca. Cazzo se spacca! Ma, ringraziando gli dei, non cè vento e la voglia di giocare è tanta. La partita è emozionante: di buon livello le giocate, ottimi i gesti tecnici, lunghi gli scambi. Le giocate fortunose e di stile alimentano la goduria insieme a della sanissima ironia. Poi, dopo un bel po, la partita finisce. Nuova vittoria, ma non gliene frega niente a nessuno.
Il divertimento è stato tanto, e la stanchezza si comincia a far sentire ora che siamo fermi. Docce fredde, bagni, partitelle a calcetto e le solite vaccate riempiono il resto del tempo. Si riparte alle cinque, e in pullman c’è casino. Sta andando il DVD di “Il diario di Bridget Jones” ma nessuno ci fa caso. E pensare che ero anche curioso di vederlo giorni fa.. Tra scherzi, risate e dopo aver incrociato degli occhi bellissimi, arrivo a casa. Ognuno, devastato e ustionato com’è, fa ritorno a casa stanchissimo e pronto per una sana e lunga dormita rigenerante. Peccato che solo in pochi dormiranno bene: le spalle rosse infatti non perdonano, e ripensando alla giornata appena trascorsa si sente ancora la sabbia sotto i piedi e tra le dita delle mani..
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Lunedì, Giugno 9th, 2003
Eccoci qua. Di nuovo qui. Stesso posto, stessa ora, stesso blog. Che dire di oggi? Giornata veramente scialla, propensa all’ottimismo, e allegra quanto basta. Peccato solo per i 32 gradi già alle 7.30 di mattina… Butei che caldo! Allucinante! Come al solito nel mitico (?) piazzale Guardini si vedevano oasi (chiaramente miraggi), chioschi rinfrescanti, ombre di alberi mastodontici e acqua. Tanta acqua. Purtroppo niente di tutto questo era reale e ciò che ci circondava era solo il rovente ed avvolgente asfalto con qualche macchina come contorno. Inutile considerare la moltitudine di liquidi corporei persi: nemmeno il Gatorade del tipo che corre sul tapis roulant mi avrebbe rigenerato. Inesauribili ed interminabili minuti dopo si arriva come di consueto in stazione. ancora 32 gradi. Niente da fare, si è fuso il termometro. Come minimo ci saranno 40 gradi, e con l’umidità che c’è se ne sentono una cinquantina… Nonostante tutto, però, c’è un pensiero che allieta il tutto. domani sarà l’ultimo giorno della stagione 2002-03, e invece che in stazione, mi tufferò direttamente in piscina. Già godo. Speriamo solo che l’anno prossimo non sia tutto “una ripetizione” ed un allungamento del cammino che porta alla salvezza… Ciao butei!
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