Mercoledì, Febbraio 27th, 2008
Cioè, questi fanno l’erasmus dalla Vallonia alle Fiandre.. e viceversa.
Lo ripeto perché sembra incredibile: esiste un programma erasmus infra-Belgio.
Che se fosse una differenza tipo Ragusa-Trento, più di milleduecento chilometri, capiresti anche. Ma questi sono capaci di giustificare una distanza di TRENTA chilometri tra due università che, tra l’altro, sono la stessa/identica cosa.
Folli.
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Lunedì, Gennaio 28th, 2008
Ormai sono un po’ il padrone di Leuven, diciamocelo.
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Sabato, Gennaio 19th, 2008
Non se ne comprende bene il perché ma gli abitanti del luogo appena esce il sole, o la temperatura sale di quegli impercettibili uno/due gradi, si sentono legittimati ad uscire con pantaloni corti, felpe, o gonne senza calze. E basta. E siamo ancora in gennaio.
Roba che ti vien freddo solo a guardarli.
Un’altra cosa poi, sempre riguardante queste (in questi giorni letteralmente) desolate terre, é che non si capisce come ma c’è sempre vento. Aria, come si suol dire. Molta aria. Ad alta quota soprattutto.
Ma la cosa peggiore -e ad oggi ancora inspiegata- è però che non importa da che parti vai o a che punto cardinale volti le tue spalle: sarai sempre, inesorabilmente ed immancabilmente controvento.
E in bici la cosa, credetemi, è sempre alquanto sgradevole.
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Venerdì, Gennaio 4th, 2008
Ogni tanto mi faccio una passeggiata in centro qui a Leuven. E il più delle volte la faccio solo per giustificare il solito euro e cinquanta che spendo per il mio ormai tradizionale wafel caldo del pomeriggio.
Tra parentesi un wafel caldo belga è una delle cose più più semplici ma allo stesso tempo buone dell’universo, e meriterebbe non un post ma un blog intero dedicato. Chiusa parentesi.
In questa passeggiata la tappa obbligata è ovviamente Bondgenotenlaan -per gli amici via-Bond-coso-lì- perché essendo il vialone principale che porta dalla stazione al centro (e quindi raggio per eccellenza della città vera e propria) non puoi evitarlo, e perché è la seconda via principale per quanto riguarda i negozi.
Detto questo.. Io sono uno che osserva. Osservo perché mi interesso alle cose, mi piace notare i dettagli, mi piace imparare, eccetera. Purtroppo però non tutte le cose che osservo mi piacciono o, per meglio dire, mi vanno a genio. Ed una di queste cose, per la quale mi inalbero tutte le volte, è che nel chilometro di strada e marciapiedi che costituisce Bondgenotenlaan -e me la faccio spesso dall’inizio alla fine per principio- non c’è una sola persona che incrocio che non abbia gli occhi scuri. O anche solo castani. Non c’è un solo fottutissimo olandese che non abbia gli occhi chiari e, fastidiosamente, stupendi.
Una volta, giuro, mi son messo a contarli. Era un venerdì pomeriggio se non sbaglio, quindi c’era anche parecchia gente in giro.
Sapete quante persone con gli occhi semplicemente marroni ho incrociato? Cinque. E sapete quante di queste cinque persone non erano evidenti immigrate? Nessuna.
Nessuna. Capite? Non ho nemmeno incrociato per sbaglio uno studente straniero che avrei potuto prendere per locale. No, nemmeno quello. Anche gli studenti stranieri o i turisti che ovviamente non avrei potuto distinguere dagli indigeni avevano gli occhi chiari. Anche persone oggettivamente non meravigliose (e ce ne sono eh) hanno occhi che definire splendidi sarebbe dispregiativo.
Ogni iride un colore, una sfumatura, una luce, un riflesso, una tonalità , una luminosità , una gradazione, una.. bellezza diversa.
Magari loro pensano il contrario (facilissimo), ma alle volte io mi sento quasi banale in mezzo a loro. Pazzesco.
E sì, ho sempre avuto il complesso degli occhi chiari, ok?
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Lunedì, Dicembre 24th, 2007
A me la donna indiana del night shop qua sotto casa sta molto simpatica. Sembra senza emozioni, poi improvvisamente ti scaglia addosso un sorrisone meraviglioso e ti fa uscire dal negozio sereno e sorridente. Esci che sei felice.
E domani terrà aperto anche se è Natale, visto che è indiana. La adoro.
P.S.: in Italia quando ci sbrighiamo a concedere licenze per negozietti così? Son comodi.
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Domenica, Ottobre 7th, 2007
Di questo passo a febbraio avrò veramente delle gambe da ciclista: polpaccio poderoso e quadricipite femorale sviluppatissimo e mostruosamente enorme. Tra l’altro ’sti stronzi qua a Leuven pare che l’abbiano fatto apposta a disseminare salitine del cazzo un po’ ovunque giusto per sfiancarti.
La zona sud, che manco a dirlo è quella più frequentata, è praticamente su una collinetta, al di fuori del “ring” invece, se vuoi andare dal quartiere di Heverlee a quello di Kessel-Lo, sono altri cazzi visto che ti devi fare tutto un pezzo in salita taglia gambe. Il tragitto contrario è una figata perchè ti fai quasi un km in discesa, ma al ritorno - ripeto - sono gran cazzi. Dovrò cominciare a prendere di più l’autobus, visto che ce l’ho gratuito. Sto facendo troppa attività .
I bus infatti sono molto comodi, frequenti e puliti. Ho già girato un po’ e devo dire che ci si trova bene, quest’inverno credo non avrò problemi. Ora devo solo trovare delle combinazioni ad hoc per le mie mete settimanali preferite. Poi pare che costino anche pochissimo: tra l’altro non ho ben capito perché costi lo stesso andare per Leuven o fino a Bruxelles nord (dove siamo andati per comprare delle cose all’Ikea).. Mah.
I treni sono pure buoni a quanto sembra. Forse un po’ costosetti. Ma niente di superiore a Trenitalia, tranquilli. Adesso sto cominciando i girelli, e dopo la doppia Bruxelles e una Bruges, domani mi attende Liegi. Non ho idea di cosa ci sia a Liegi o di cosa si possa vedere/visitare, ma un giro me lo voglio fare. Anche perché il Belgio è piccolo e me lo vorrei vedere tutto, per quanto possibile: il Go-Pass (del treno) che ho comprato oggi mi aiuterà nell’impresa in quanto mi consentirà di viaggiare ovunque in Belgio sempre a 4.50 €. Quindi domani Liegi, prossimamente Gent, Ostende, Anversa, Charleroi, Waterloo, eccetera. Sarà tutto molto interessante.
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Venerdì, Ottobre 5th, 2007
Stamattina è arrivato il poliziotto qua a casa come da appuntamento: era suo compito controllare che abitassimo veramente qua, compilare qualche modulo e qualche carta per poi farci il permesso di soggiorno - o quello che è - per i mesi che staremo qui.
FLASHBACK
Qualche giorno fa mi aveva chiamato qualcuno con voce giovanile, ed in qualche modo ci si era accordati che un poliziotto sarebbe appunto passato venerdì tra le 11 e le 13 per il controllo. Memorabile la conversazione piena di what?, ehm.., do you speak french?, sorry my english is very bad, I don’t understand, eccetera da ambo le parti.
La mattina poi io metto la sveglia alle 10.45, giusto per sicurezza, per accogliere l’accertatore: mi alzo e bla bla bla, e mi metto al pc ad aspettare. Non arriva nessuno. Mah, penso, di solito qua son precisi, non siamo mica in Italia. Arriva l’una, e ancora nessun trillo di campanello. Controllo l’ora in basso a destra nella barra di Windows, ma quando il puntatore ci passa sopra.. bestemmio. Dopo ben due ore mi accorgo che era giovedì e non venerdì; avevo sbagliato giorno, non sarebbe arrivato nessuno, e io mi sono alzato presto per niente.
FINE FLASHBACK
Stamattina sono sicuro: è venerdì, cazzo. Infatti tempo tre quarti d’ora eccolo che arriva. E porca puttana mi accorgo che praticamente è il tipo che mi aveva chiamato qualche giorno prima: mi si presenta quindi davanti un sorridente poliziotto veramente molto giovane, al massimo 25-26 anni. Tutto tranquillo, ciao come va, entra pure, fa questo fa quell’altro, documenti di qua documenti di là , … poi all’improvviso un vi piace il calcio?/seguite il calcio?
Da quel momento, si discorre di varie ed eventuali, ci perdiamo a parlare di questo o quello, lui si prende male e mi fa che segue lo Standard Liegi e che siamo gemellati in quanto io juventino, che i giocatori dalla Juve spesso vengono da lì, e che c’era quel difensore uruguaiano ti ricordi come si chiama. Da qui il delirio, perché io non ne avevo idea e sì che bene o male me li ricordo e oltre a Montero non ce ne son stati, e lui nono guarda che c’era due o tre anni fa poi è andato al Cristal Palace adesso forse non gioca più. Qui poi degenera tutto, si scopre che sia io che lui (ma anche Jack) impazziamo quando non ci viene un nome, e allora vedi lui che telefona ad un amico e gli chiede. L’amico non lo sa, ma io nel frattempo sto cercando su internet. Dopo un quarto d’ora riusciamo in qualche modo a capire chi cazzo era: Gonzalo Sorondo, ex Inter. Non Juve, quindi tutto quel casino per niente. Poi vabbè, vediamo lui che si mette lì a farci vedere su YouTube i video di ’sto campioncino che hanno allo Standard, e non si scolla più. Rimaniamo lì a chiacchierare del più e del meno, di dove andare e di dove ci son fighe, di questo e di quello, e ancora bla bla bla. Non voleva più andar via.
All’una se ne va.
Il butèl, che fòra che l’era.. Simpatico eh, per carità , ma tutti noi li becchiamo questi?
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Sabato, Settembre 29th, 2007
Ottimale il biglietto del bus gratuito per studenti attraverso praticamente tutta Leuven: è, come si suol dire, una gran zonta considerando che adesso sta cominciando il vero periodo autunnale. E con autunnale intendo PIOGGIA. La bici è gran comoda sì, ma quando piove e tira vento c’è veramente da bestemmiare in tutte le lingue: cosa che peraltro, ma senza vantarmi, faccio di continuo; il fattore lingua estranea qua è determinante per un tremendo sviluppo del turpiloquio. Una cosa fuori di testa, ve l’assicuro. Molto triste da una parte, me ne rendo conto, quindi so bene di dovermi moderare un pelo.
Domani sera pare che qua a Bruxelles ci sia la notte bianca. Andiamo bene. Mi sa che vien già la Ari da Maastricht e che si stia lì fino alle 5/6 minimo, visto che i primi treni per tornare saranno a quell’ora. La vedo brutta.
Ieri sera poi concerto (per gli studenti credo, quindi per l’inizio dell’anno accademico) in Oude Markt con un disgraziato di dj techno alla consolle: casino (ha finito prestissimo però), gente in ogni dove, birra a 1 euro o meno, paninari e patatari in grande spolvero, ragazzi in tutte le condizioni possibili, locali e simil-disco-pub strapieni e caldissimi. Insomma, bordèl.
In generale comunque è un delirio. La cosa che mi piace di più è che in posti così e in situazioni del genere si può veramente dire di sentirsi europei: perché se è vero che è un po’ un ossimoro considerare il Belgio come il paese simbolo d’Europa vista la pazzesca spaccatura tra valloni e fiamminghi, d’altra parte nei luoghi come Bruxelles o Leuven stesso - con uffici internazionali o grandi università - si sente veramente tanto la presenza del NOI inteso come insieme di persone e culture totalmente differenti che convivono pacificamente e addirittura si trovano bene e si divertono. Tra l’altro la cosa è più che europea, considerando ad esempio il progetto Socrates nel suo insieme e quindi la miriade di africani, asiatici e americani (nord e sud) che ti ritrovi sempre di fronte. Il tutto quindi è ancora più interessante.
Veramente ragazzi, lo adoro.
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Giovedì, Settembre 27th, 2007
- qua i cinquantini non hanno la targa e gli stronzi viaggiano sulle piste ciclabili: un tipo (sempre lo stesso, lo riconosco ormai) mi ha schivato per un niente già un paio di volte. Se lo prendo gli strappo le braccia a morsi.
- nei pub da ’ste parti, oltre ai Pupo locali ed a strane brutture inascoltabili in olandese, pare sia consuetudine metter su sempre “L’ombelico del mondo” in spagnolo, e “Gloria” di Umberto Tozzi. Non dico altro per quest’ultima.
- piove. Spesso e volentieri. Ed è tutto molto repentino.
- la birra non costa niente. Anzi, in alcuni posti costa ancora meno di niente. Si auto-superano qua, sono fantastici.
- i negozi ed i supermercati chiudono tutti alle 17. Non riesco ancora a concepire la cosa: mi domando se qui la gente lavori, e se sì, fino a quando. Fortunatamente comunque ci sono dei negozietti tenuti da indiani che aprono alle 17 e chiudono verso le 2. Ovviamente hanno solo generi di prima necessità come birre, alcolici, salsine, pane ammuffito e alcuni surgelati.. ma vabbè.
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Martedì, Settembre 25th, 2007
Qua a volte mi sembra di essere in erasmus in Spagna invece che in Belgio.
Quanti straminchia di spagnoli ci sono? Un’infinità . Più di 100 sicuramente, più di noi italiani ovviamente (saremo una trentina) che di solito in quanto a numeri ce la battiamo sempre, incredibilmente più degli asiatici (forse), e a volte sembra quasi più dei belgi stessi. Pazzesco. Mi sa che qua invece di migliorare il mio inglese torno a casa parlando spagnolo.
Tra l’altro se dessero un premio a chi conosce più spagnoli credo che io sarei in pole-position per la vittoria finale. Però dai, sto inanellando anche francesi, statunitensi e irlandesi. Tra un secchio di birra e l’altro.
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