Le Cronache di nORgE^ - pt. VIII

Venerdì, Settembre 21st, 2007

Gli internazionali, si diceva. Gli altri. Eh, un bel casino raccontarli tutti. In due giorni ne son successe di tutti i colori e ne ho anche visti di tutti i colori. Letteralmente.

Dunque, pomeriggio del giorno “dell’accoglienza” passato in giro per Leuven in un gruppo formato da metà italiani e metà spagnole (e uno spagnolo). Ah no, anche una svizzera. Tutte abbastanza cozze comunque, a parte una che però non parlava mai, e un’altra che se la tirava da qui a casa mia e che ogni tanto scompariva. Però sufficientemente alla mano. Tutte catalane, from Barcelona, mentre il tipo (Dani) è di Madrid. Non si sono ancora uccisi, e la tranquillità regna sovrana, ma solo perché le tipe sono bambinone.

La serata stessa prevedeva che ogni facoltà organizzasse una festa/ritrovo in un particolare bar/pub in centro. Fortuna volle che io sapessi già qual’era il mio e soprattutto dov’era, visto che c’ero passato per sbaglio una sera prima, altrimenti credo che avrei girato per ore tanto che era piccolo e nascosto. Non tantissima gente quella sera: evidentemente gli aspiranti psicologi erasmus o sono pochi o (spero) arriveranno più avanti.
Serata passata comunque abbastanza bene grazie alla compagnia di Sara, e soprattutto grazie ai vari sketch venuti fuori con le due volontarie che accoglievano noi Erasmus Students, e ad una tedesca molto in vena di conoscenze. Delle due volontarie, una era uguale all’attrice di Lady in the Water (anzi no, se possibile più bruttina) mentre l’altra (che da dietro sembrava un uomo) aveva fatto l’erasmus a Padova e ci ha intortati un po’ con il suo italiano - peraltro molto buono - e bla bla bla. La tedesca invece ha fatto un po’ i numeri: alta e grossa (handball player, come scopro in seguito) aveva adocchiato Jack la mattina, e dopo qualche sguardo s’era decisa a interloquire con noi. Varie ed eventuali, molto spigliata e curiosa. Ci presenta poi la sua amica Slovacca, neanche tanto brutta, ma dal look molto scuola-casa-chiesa. Ovviamente tutta apparenza, le loro intenzioni sono stampate in fronte: infatti, tempo di levarcele un po’ di torno, si erano giù attaccate ad altri tipi di dubbio aspetto. Credo che sentiremo molto parlare di loro in futuro.

Detto questo, e tralasciate le già molte birre andate giù quella sera o in questi giorni, passiamo a ieri. Secondo giorno “d’orientamento”, nell’auditorium va in scena una lezioncina di ‘Olandese - kit di sopravvivenza’ e ‘Scuola di polizia’. Al super mini corso di olandese sono arrivato in ritardo, avevano già iniziato a dire un po’ di cagate varie, ma mi son stupito delle mitiche scenette messe in atto dalle due insegnanti: sono tornato indietro di quindici anni, ed ero molto contento di ciò, perché sembrava una puntata del programma “L’albero Azzurro”.. o una cosa simile. Molto divertente, molto simpatiche le tipe, non c’ho capito un cazzo e la pronuncia è traumatica, ma vabbè.
La piccola lezione tenuta da due poliziotti invece m’ha messo addosso un’angoscia della madonna. Simpatici una cifra, ma li vedi che se poi te li becchi davanti per strada di segano le gambe. In sostanza, sono severissimi (lo sapevo, ma mi sa che la mia immaginazione non era adeguata al vero livello si severità ) e inculano un botto di ciclisti. Quindi occhio, specie noi stranieri che non rispettiamo un cazzo di regole nel nostro paese - non so perché ma era come sottinteso che il soggetto principale fosse la razza latina.. mah. Fattostà che se ti beccano in un senso unico che sei contromano, o la luce non funziona, o parli al cellulare, o giri a destra col semaforo rosso senza scendere dalla bici, e altre mille cose.. ti appioppano una multazza di 150 euro. Sì esatto, centocinquanta euro. Roba che se me la danno piango per una settimana. Tra l’altro in due settimane in bici io ho violato praticamente tutte le norme che ci hanno descritto. Angoscia. Ah, qua esiste anche la public drunkness. Doppia angoscia.

La serata poi è stato un delirio: prima festa erasmus “seria”. I livelli di gente che c’era e di birra che abbiamo bevuto quella sera sono noti solo ad alcune divinità scelte. Domani sono a Bruges tutto il dì, per cui non so quando riesco a scrivere di quell’irlandese tarantolato..

Le Cronache di nORgE^ - pt. VII

Giovedì, Settembre 20th, 2007

[giuro che tra qualche post finisco di mettere ’sto titolo idiota. Portate pazienza]

Dunque. Ieri, finalmente, s’è iniziato a ragionare. Ovviamente non sto parlando di lezioni - che inizieranno la settimana prossima - ma di incontri, conoscenze, serate. Ieri è iniziata la cosiddetta settimana di orientamento per gli studenti erasmus qui a Leuven. Tra l’altro un inaspettato cielo limpido con sole incluso ha illuso la brulicante ed eterogenea massa di studenti fino alle 2pm, dopodiché ovviamente è tornato il solito grigiore. Nonostante la mezza bella giornata, quando ci siamo recati alla University Hall, in bici alle 9am c’era un freddo fottuto. Un km o poco più di strada e mani e viso erano completamente anestetizzate dal principio di congelamento.
Arrivati a destinazione finalmente, dopo due settimane, abbiamo visto ’sti benedetti nostri colleghi erasmus. Parecchi devo dire, tanti da riempire completamente tutta la sala dove persone/responsabili varie ed eventuali ci hanno accolto e bla bla bla. A primo colpo d’occhio: tanti/e spagnoli/e, italiani/e, cinesi, est-europei/e; poi mille altre etnie. Molto interessante e degno di nota anche la maggiore percentuale di esemplari femminili rispetto ai maschi.

Un’oretta dopo, spostamento verso un atrio pieno di banchetti informativi vari, angoli di ristorazione e di iscrizione a gruppi/viaggi/feste, e zone di intercultural-meeting. Da segnalare:

  • il meraviglioso banchetto in cui potevi prenderti un adesivetto con scritta la tua facoltà , e se volevi il tuo nome, da sfoggiare attaccato ad una zona a piacimento del tuo corpo. Picchi di trash-collegiale-americano altissimi e bellissimi, soprattutto quando ci si guardava ’sto adesivo per capire dal nome la nazionalità ;
  • il banchetto della polizia, da cui ho prelevato come primo gadget della giornata una superba penna blu della Politie;
  • i banchetti ad hoc solo per israeliani, cinesi, africani, … ;
  • il banchetto dove i, suppongo, ciellini del posto cantavano e ti invitavano a cantare cose di dubbio gusto addobbati con sciarpe multicolore supra le t-shirt;
  • il banchetto dei fattoni, che non so se vendevano roba usata o ti davano qualche informazione di non so che utilità ;
  • il banchetto del Pangaea, che è tipo un posto di ritrovo per gli studenti internazionali, in cui ci si poteva registrare con l’unico scopo (almeno per me) di ricevere la loro tazza meravigliosamente arancione;
  • il banchetto del tal gruppo LOKO, che a quanto ho capito son quelli che organizzano le feste alcoliche (di cui una stasera);
  • i vari angoli con gente che di diceva/chiedeva cose che non si capivano e che comunque di sicuro non ci interessavano.

In questo denso melting-pot di culture, facce, espessioni, sorrisi, dubbi, sguardi storti e sguardi speranzosi, si son fatte le prime conoscenze e i primi ritrovi. Ho ribeccato Evan e Nicholas, con l’americano che spiccava fra tutti (porca puttana se è grosso), e abbiamo pian piano scoperto quasi tutti gli italiani. Fare comunella con gli italiani ovviamente è la cosa più facile e più veloce, perché li senti subito, gli domandi subito, ti aggreghi subito. Da parte mia c’era/c’è un po’ la voglia di non stare troppo con italiani, per vari motivi, ma quando sei lì è anche difficile non chiacchierare un po’ spensieratamente o rifiutare di parlare con qualcuno che magari ha bisogno di una voce con idioma amico dopo un po’ di tempo di totale non-capisco-un-cazzo. Parlando di italiani quindi, con Jack e Carlo (che sembra di sentire Valentino Rossi, ma più simpatico), abbiamo conosciuto:

  • Alessandro da Pavia (memorabile il suo “I’m twentyone.. fresh!”, con cui ho capito la sua nazionalità) (tra l’altro è identico ad un mio amico);
  • Giuseppe da Bari (stip-cà-tròv);
  • nome-in-codice-Jesus da Torino, tutto figo che snobba tutti gli altri italiani e che s’è già creato il suo gruppone a forza di This is Tizio e She is Caia con cui raccimolava gente a caso. Jesus (giusto per non dire ogni volta il suo nome per intero che è Gesù Cristo) perché fa spudoratamente il leader di questa sua mandria di discepoli, e perché - forse non a caso - a tavola era in mezzo a tutti che spadroneggiava e pareva di vedere L’ultima Cena di DaVinci. Giuro. Poi s’è già accaparrato quasi tutti quelli che volevo farmi amici io, come i due ciccionissimi-obesi-neri-dalla-faccia-simpatica americani e la tipa che gira sempre sorridente e che continua a parlare, che la vedi subito che è quella che la darà via AL MONDO e che quindi tutti si faranno nel momento del bisogno. Per cui mi sta già in culo, e quindi subito grandi occhiatacce tra noi (che lui avrà si è no dieci anni più di me), ma poi magari col tempo mi capita di conoscerlo e diventiamo grandi amici, chi lo sa. Fattostà che un avversario ci vuole sempre, senò non ti diverti.
  • Un gruppetto di tipe di Foggia e un ragazzo di Messina, di cui non ricordo il nome;
  • Una ragazza di boh, che si chiama Viviana (credo), ma che io chiamerò per sempre Isabella - ma non so perché;
  • Nicola da Napoli (credo. O comunque Campania in generale), che però conoscevo già dai primi giorni + alcuni suoi amici;
  • due ragazzi di Trento che incredibilmente si conoscono con Jack;
  • Sara da Bassano, simpaticissima e carina ragazza che, non si sa come, ha avuto la coincidenza di prendere lo stesso aereo di martedì da Treviso che ha preso Jack;

..e poi altre ragazzi e ragazze che non ricordo di dove sono o tanto meno da dove vengono. In tutto comunque credo che, a occhio e croce, saremo in una trentina. Di italiani intendo.
Poi gli stranieri, e qui a raccontare c’è da divertirsi. Ma non ho più tempo per continuare, e rimando alla prossima puntata che devo uscire e stasera c’è la prima festona: dobbiamo spolpare un cinese a forza di alcol, e approfondire alcune conoscenze. Quindi poi la narrazione forse mi riuscirà più completa ed esauriente. A domani/dopodomani.

Le Cronache di nORgE^ - pt. VI

Mercoledì, Settembre 19th, 2007

Giornate di intenso cazzeggio quelle che si stanno per concludere per me qui a Leuven. Dopo il delirio di settimana scorsa, domenica e ieri mi sono preso le mie belle ore di puro far nulla. Ovviamente qui, nella mia nuova mini dimora, ovviamente su internet per la maggior parte del tempo.
Tra l’altro abbiamo una finestrona in questa camera-casa, con vista sul retro degli edifici e conseguente piccolo panorama del quartiere di Kessel-Lo: alberi e grande porzione di cielo, a mia totale disposizione proprio come sfondo allo schermo del mio portatile, mi hanno fatto capire che se un giorno avrò una casa voglio avere uno studio con scrivania posizionata proprio sotto ed attaccata ad una mega finestrona. Vedo se riesco a fare una foto decente per rendere meglio il concetto, perché non so se mi sono spiegato. Dovete capire che la finestra è grande, e copre tutta la parete, quindi è tipo una parete-vetrata. E io mi ritrovo spesso e volentieri ad ammirare le veloci nuvole che solcano perennemente questi cieli belgi, e poi il raro cielo azzurro, la pioggerellina e la pioggerellona che si alternano continuamente, l’eterno vento (chiamato anche arietta bastarda che ti taglia la gola) che smuove gli alberi, i tremila gatti del vicino che son sempre sul tetto qua davanti manco ci fosse un circuito, il repentino cambio di luce tra una nuvola e l’altra, e così via. Che poi già per conto mio mi piace guardare fuori per ore quando piove, figuriamoci quando lo posso fare da comodo dietro una scrivania mentre ascolto un bel cd o leggo qualche post..

Ah, mi sono visto la seconda di Prison Break (sono restato stranito dal finale..), e la terza di House (me ne mancava qualcuna, e per sicurezza me la sono rivista tutta). Ora con calma ho iniziato la terza di Grey’s Anatomy, e spero di tirarla lunga, perché quando la finirò non avrò più niente da vedere e mi verrà la disperazione più totale. Considerando anche che in sto periodo re-iniziano un bel po’ di serie interessanti, ci sono rischi grossi per la mia salute.

Per il resto comunque tutto tranquillo. Ormai mi sono organizzato, conosco i posti, conosco le vie, ma soprattutto conosco alcuni supermercati. Cosa fondamentale per il discorso del cibo che accennavo qualche post fa.
A livello di scartoffie, fogli e burocrazie varie ho quasi fatto tutto: sto aspettando che il poliziotto passi da qua per certificare che abito qui e darmi il permesso di soggiorno (dato che sto più di tre mesi), dopodiché mi mancherà solo il famigerato “modulo A” da far firmare e faxare a Trento. Poi si iniziano le lezioni. Anzi, già da domani cominciano le danze, e finalmente si entrerà a contatto ufficiale con gli altri erasmus fino ad ora nascosti per Leuven: domani infatti inizierà la so-called ’settimana di orientamento’, ovvero il delirio tra persone che non si capiranno per un cazzo per colpa del loro inglese di merda, ma che a gesti e ad occhiate cercheranno di fare comunella. Obiettivo stampato in fronte: cuccare. Cuccare spudoratamente.

Le Cronache di nORgE^ - pt. V

Lunedì, Settembre 17th, 2007

Dunque. Prima della divagazione ciclistica ero rimasto alla settimana passata in quella comoda e spaziosa stanza. Quella stanza che sapevo non sarebbe mai stata mia. The story of my life.

In quella settimana quindi s’è cercato casa. O meglio, un posto fisso per dormire e vivere degnamente per sei mesi. Come potrete immaginare è ricominciata tutta la trafila delle mille telefonate, dei sopralluoghi, degli incontri con i landlords, delle discussioni, delle trattazioni, … della ricerca. Vi risparmio i dettagli, ma come accennavo qualche post fa ho visto cose abominevoli. Fattostà che poi alla fine abbiamo trovato. Qui li chiamano “studio”, e ce ne avevano parlato male. Non li avessimo mai ascoltati, li avevamo praticamente scartati per principio, ma era proprio quello che cercavamo. Morale della storia troviamo ’sto posto che altro non è che la solita stanza nelle solite case ma questa volta con cucina e bagno attaccati. Una sorta di stanza d’albergo o monolocale, col letto e l’armadio, la cucina nel corridoietto d’entrata e un bagnetto. E si che non ci voleva molto eh. Appena l’abbiamo vista eravamo già sicuri che l’avremmo scelta: a differenza di tutto quello che avevamo visto prima questa era pulita, accogliente, a norma, nuova, comoda e sistemata. Teoricamente omologata per uno, ma insistendo un po’ e garantendo qualche eurino in più di affitto abbiamo convinto il buon J. a piazzarci un letto a castello e a darci il benestare. Le scale ci sono sempre, ma siamo ad un piano ragionevole e soprattutto possiamo assumere input e produrre output nello stesso ambiente, e quindi senza dover fare decine di scale al freddo.

Insomma, da giovedì sera io abito in Tiensesteenweg, nel quartiere di Kessel-Lo, Leuven. Quindi se volete spedirmi qualche prelibatezza italiana ora lo potete fare. Non che non si trovi niente qui eh, ma fidatevi che qualcosa di genuino fa sempre bene. Qui mangiano non dico merda ma quasi. E poi fatemi un regalo su, cosi vi fate sentire più vicini.
Comunque, cosa più importante di tutte, come avrete notato, ho internet in casa. Uaz uaz uaz. So, posterò molte puttanate. E sarò presente on-line, se mai qualcuno avesse bisogno. Tra l’altro grazie a questo meraviglioso blog in questi giorni un altro erasmus italiano (ciao Carlo!) ha avuto possibilità di contattarmi, e giusto ieri ci siamo beccati in giro per qualche birrozza e alcune considerazioni su quanto (per certi versi) l’Italia faccia schifo e quanto siano carine anche le minorenni (al momento si son viste solo queste, e di queste posso parlare) del posto. Quindi, se non mi arrestano, la prossima volta non venitemi a dire che i blog sono inutili. Anche perché questo non è nemmeno il primo caso che mi capita personalmente.

Non è il primo italiano che ho conosciuto qui, in realtà è il terzo. Dei primi due casomai parlerà un’altra volta. Quello che volevo mettere per iscritto è che mi aspettavo di incontrare a) degli italiani già nelle prime ore o magari prima ancora di arrivare, mentre invece i primi li ho trovati dopo addirittura due giorni (incredibile!), ma soprattutto b) molti studenti stranieri o erasmus in giro già in questi giorni. Cosa che non appunto non è successa e a tutt’ora non sembra poter succedere a breve. A quanto pare arriveranno tutti, e dico tutti (erasmus e belgi stessi), nelle prossime settimane, forse addirittura a lezioni iniziate. E’ un fatto di cui un po’ ero già a conoscenza, ma che comunque mi fa pensare. Anche perché, cazzo, noi primi quattro gatti arrivati abbiamo fatto una fatica bestia per trovare un posto e appunto non c’era nessuno.. quelli come straminchia faranno per sistemarsi? Son proprio curioso di vederli e scoprirlo.

Le Cronache di nORgE^ - pt. IV

Domenica, Settembre 16th, 2007

Comunque sia si sopravvive, io sono sopravvissuto, e continuo a sopravvivere tutt’ora. Le scale e la bici sono ormai entrati nella mia vita, e pian piano diventerò un piccolo Cipollini. Perché sì, le biciclette qui la fanno da padrone.
La bici qui è fondamentale, la bici qui è quasi venerata, la bici qui ha la precedenza su tutto e tutti. La città è piccola, saranno 2 km di diametro, e la bici è il mezzo migliore per spostarsi. In centro non si vedono macchine, anche se potrebbero: ci sono persone a piedi, autobus che servono bene tutta la città , e bici. Bici ovunque. Bici, bici, bici. Anche se c’è freddo bici, anche se piove bici, anche sulle salite bici.
Ho noleggiato una bici il secondo giorno, come da programma, e come tutti mi avevano consigliato. 50 euro per sei mesi con riparazione gratuita è anche molto onesto. La bici e quella che è, ma funge.. ed è carina. Ormai, come detto, mi sto quasi abituando a spostarmi con lei in ogni dove. Non sono più abituato, ma tempo un mesetto scarso e sarò in formissima. A febbraio se tutto va bene mi potrò iscrivere alla Liegi-Bastogne-Liegi, avendo ormai rinforzato notevolmente i miei quadricipiti femorali e, forse, un po’ il fiato. Perché qua pare che sia tutta bella pianura e cazzate varie, ma ci sono dei lievi scollinamenti di quando in quando, e anche se sembrano niente ti sfiancano subito, soprattutto se non hai i rapporti da cambiare al tuo mezzo a due ruote.

Le Cronache di nORgE^ - pt. III

Sabato, Settembre 15th, 2007

La mattina del 6 settembre poi, il secondo giorno insomma, è cominciato il delirio. Dovevamo trovare una casa, sì, ma dovevamo trovarla subito, o per lo meno dovevamo trovare un posto in cui dormire quella sera visto che Leuven non abbonda di ponti.
Facile, direte voi. Facile, pensavo anch’io. Purtroppo la conclusione finale è stata invece: Facile un cazzo.
Io avevo i miei bei indirizzi di Bed&Breakfast pronti, vie anche qualche numero di telefono. Peccato che o ’sti B&B non esistevano proprio [no, non so perché..], o erano chiusi, oppure avevano tutte le stanze occupate. E sommando queste stanze occupate alle room che cercavamo per vivere (ma ovviamente già prese), e sommando questo risultato al fatto che alla fin fine di studenti arrivati così presto ce n’erano gran pochi [”arriveranno tutti fra qualche settimana” mi dicono], non mi capacitavo del fatto che non esistevano dei cazzo di posti da affittare. E non me ne capacito tutt’ora, a dire il vero. Non so come faranno quelli che devono ancora arrivare: rabbrividisco al sol pensiero.

Beh insomma, dopo miriadi di telefonate (buddha benedica l’housing service con i telefoni a disposizione gratis), poco prima dell’oblio abbiamo trovato una stanza per quella sera e per un po’ di giorni a venire. Quei giorni poi sono diventati una settimana (per me. Per Jack 4, lui al momento è già in Italia per il matrimonio del fratello, torna la prossima settimana.), ma se la stanza non fosse stata già “prenotata” per tutto l’anno, forse saremmo rimasti lì sei mesi: stanza bella grande, due letti di cui uno in alto sopra la scrivania - Ikea style - divano, tappeti, cuscini, e lavandino. Quasi buona insomma. Per il resto però purtroppo era/è come tutte le stramaledettissime case di qua: alte e strette, e con disposizione delle stanze in verticale. Questo significa che al piano terra, o al piano rialzato, ci sono cucina e bagno, poi sali delle fottutamente alte strette e scricchiolanti scalette di legno per 1, 2, n piani.. e trovi le camere, una o due per piano. Camere che per fortuna nel mio caso erano grandi spaziose e quasi confortevoli, ma negli altri casi - e ne ho viste di inenarrabili - erano delle catapecchie minuscole, umide, spifferose, sporche e rotte. Immaginatevi poi di dover andare in bagno la sera o la notte, magari d’inverno, dover scendere ’ste scale, arrivare e trovare magari occupato risalire su perché che-cazzo-faccio-aspetto-qui-e-mi-congelo, riprendere fiato perché le scale sono alte e bastarde, aspettare e ascoltare per vedere quando tornare giù, scendere giù, fare quello che devi fare, tornare su lentamente perché sei addormentato rincoglionito e senza forze, e finalmente rimetterti a letto. Semplicemente: due coglioni.

Le Cronache di nORgE^ - pt. II

Venerdì, Settembre 14th, 2007

Ed è con somma gioia e soddisfazione che vi scrivo dalla mia nuova casa (termine di cui è meglio riparlare prossimamente), ovvero un luogo definitivo dove soggiornare da qui a febbraio. Mi ci sono stabilito ufficialmente ieri sera e, da oggi - avendo connessione ad internet e cavo adatto - , sono tornato sufficientemente web-operativo. Come alcuni di voi avranno avuto modo di notare sono infatti tornato regolarmente su MSN, Twitter, posta elettronica, blog, commenti, ecc.. insomma sono tornato a rompere il cazzo a tutti. E c’ho messo solo una settimana!
La somma gioia deriva anche dal fatto che sto scrivendo col mio portatile e, quindi, con una tastiera QWERTY-dunque-umana: la mia tastiera. Insomma, adesso che mi sono riappropriato della mia inutile vita virtuale, mi sento molto meglio.

Web-discorsi del cazzo a parte, ero arrivato a raccontare del mio arrivo a Leuven: 5 settembre 2007, una settimana fa.
Arrivo e, come detto, con bestemmie varie ed eventuali porto il mio culone e il mio valigione rotto nel fortunatamente vicino ostello della gioventù di Lovanio medesimo. Un dovuto grazie anche a Jack per il sostegno morale ma soprattutto fisico, visti quei 28 kg di roba.

Ostello che alla fine si è rivelato molto carino e pulito, economico ed accogliente. Peccato che ci son potuto restare solo una notte: tutto pieno, tutto occupato da quel giorno in poi, abbiamo avuto anche parecchio culo a trovare due posti quella sera. Stanza da quattro, roba tranquilla. Io, Jack e le nostre prime due conoscenze: Evan from the United States of America, e Nicholas from France. Dù bei tipi. A mio parere fisicamente due classici esemplari di ragazzo-del-loro-paese: l’americano alto, molto atletico, col capello biondino tagliato corto in stile militare, pantaloncini oversize da basket, cannottiera bianca, rincoglionito dalla stanchezza per il viaggio; il francese di corporatura normale-esile, occhi chiari, capelli corti castani, faccia schifata e somiglianza terrificante con qualcuno che ora non mi viene in mente. Ragazzi molto tranquilli, pare, da quel poco che abbiamo potuto capire e raccontarci con il nostro inglese da pezzenti [d’ora in avanti pezzent-english]. L’americano uno dei pochi suoi coetanei che si degna di fare un’esperienza all’estero (tra l’altro scegliendo una cittadina relativamente piccola) e apparentemente molto socievole nonché paziente e gentile quando ci parla lentamente per farci capire bene o prova ad indovinare (e magari fa anche solo finta di capire) quando cerchiamo di dirgli qualcosa. Il francese.. ehm.. il francese.. beh, il francese è francese: un po’ per i cazzi suoi, faccia da francese, sguardo da francese, parlata da francese, silenzio da francese, eccetera eccetera. L’americano continuiamo a trovarcelo ovunque, abbiamo il numero, usciremo insieme.. il francese non l’ho più visto.

-5

Giovedì, Agosto 30th, 2007

Ultimi 5 giorni di Italia.
Poi Erasmus. Poi Belgio.
La partenza è lì, dietro l’angolo. Mercoledì prossimo.

In questi ultimi giorni sto cercando di “organizzare” sei mesi di vita.
E’ il delirio. De-li-rio.

Non mi tange

Mercoledì, Agosto 29th, 2007

SMS della Ari (lei sarà in Erasmus a Maastricht):

Appena atterrati a Bruxelles: preparati psicologicamente che qua fa un freddo cane!

La cosa bella è che non me ne frega proprio un cazzo.
Bwhahahahaha!

Come godo. Ah, come godo.
-6 alla partenza? Godo tantissimo.

Promemoria: creare la categoria Erasmus. E bullarsi. E vantarsi. E bullarsi ancora. Irresponsabilmente.

La febbre sale

Sabato, Luglio 21st, 2007

Ieri sono arrivati i documenti/depliant/volantini da Leuven. L’attesa sale.
E anche le carte, i documenti e le burocrazie del cazzo varie. Che bordello.

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