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Venerdì, Aprile 11th, 2008

Poi qualcuno per cortesia mi piega il senso di quel logo -spero temporaneo- per favore? E visto che c’è mi piacerebbe anche che mi mostrasse, se lo trova, qualcosa di più brutto. Così da non deprimermi troppo e vedere la cosa da una prospettiva migliore.
Pechino 2008, presentata la nuova divisa olimpica
Azzurri in passerella. Petrucci “Faremo bella figura pure anche sotto il profilo dell’immagine”.
[lastampa.it]
Ne vogliamo parlare? Parliamone. Prima cosa: l’accostamento azzurro/blu-bianco va bene; l’azzurro/blu con l’argento è ok; ma bianco-argento NO. Che senso ha? E’ forse un’olimpiade invernale? No. Allora perché quell’accostamento lì? Perché cercare le cose più strane quando, guarda caso, poi sono quelle più brutte? Questo vuol dire voler fare i fighi per niente.
Il giubbino -in seta perché siamo fèscion- di taglio non sarebbe neanche male, ma tutte ’ste cuciture, ’ste tasche.. son brutte e inutili. E rendono il tutto tamarro. Ora, perché andare a cercare la tamarreria pure nelle tute sportive e nelle divise? Dai su. Ho capito che dalla Freddy non mi posso aspettare chissà quali capolavori stilistici di buon gusto, però insomma.. ci si poteva impegnare un po’ di più dai.
Pantaloni: davanti sembrano degli onesti pantaloni di una onesta tuta, e tutto sembrerebbe andare bene. Poi tac! li giri e la cucitura abnorme fa sfoggio di se in tutta la sua stupidità . Peccato. Poi sono bianchi, e il problema forse sta tutto lì. Fa schifo un bel blu/azzurro di contrasto?
Le scarpe sono ancora argentate, e vabbé, non si sa mai che si perda l’effetto ehi abbiamo fatto le olimpiadi invernali a Torino ed eravamo fighi tutti splendenti in modalità neve.
La polo non si è vista (o almeno io non l’ho vista tra le foto) quindi non si sa, ma sembrerebbe di un azzurro scuro molto interessante. Per il resto non si sa perché si vede solo il colletto, ma credo -e spero vivamente- che non abbiano fatto cazzate anche lì snaturando una cavolo di classica polo in non si sa quale modo. Anche perché confermerebbe la teoria della “stupidità ricercata”.
Parliamo del logo? Dobbiamo proprio? Ok.
Complimenti per quella scritta ITALIA lì sulle spalle. Complimenti vivissimi per quell’inguardabile puttanata cosmica. Complimenti veramente signor Arnaldo Pomodoro.
Quell’enorme disco lì poi è il tocco da cui si denota il genio dell’artista. Una bella pizza, a deliziare una meravigliosa serie di punte, spigoli, frecce, lance, angoli a caso, … così 80s. Impareggiabile. Totalmente incomprensibile, ma stupendo eh. No veramente, un’opera d’arte. Del paleolitico, ma pur sempre un’opera d’arte. D’altronde:
[…] sono figure cuneiformi ispirate alla freccia e alla sua simbologia archetipica: la sopravvivenza e la forza dell’uomo primitivo, la velocità e il movimento, la giusta direzione. […]
Quindi chi sono io per dire che quello non è un capolavoro? No seriamente.. mi inchino. Scritta leggibilissima poi eh: ci riconosceranno subito e ci applaudiranno. Poi rideranno. Ma a noi checcefrega? Sotto il torrido sole agostano saremo lì belli splendenti ed accecanti.
Non oso immaginare la divisa per la sfilata.
Così però non c’è gusto eh.. almeno potevano rendermi la cosa più difficile..
Dunque. E’ stato finalmente presentato il simbolo del Partito democratico. Lo aspettavo. Li aspettavo. Lo/li aspettavamo.
C’è da dire che non è nemmeno semplice descriverlo. Quasi non so cosa dire. Anzi, adesso veramente non so neanche perché ho iniziato a scrivere questo post, visto che a pensare a questo logo mi viene solo da ridere. Perché è ridicolo dai. E’ ingenuo.
Mi fa piacere che sia stato realizzato da un ragazzo di 25 anni appena laureato eccetera eccetera. Giuro, mi fa piacere. Però dai, qualcosina di meglio si poteva anche fare. Che poi ridurre il tutto ad una patetica rettangolare bandiera italiana è abbastanza disdicevole. Ti fa rivalutare il simbolo di Forza Italia!
Secondo il mio modesto parere, quindi, ’sto simbolo è l’ennesima baggianata. E mi dispiace, perché speravo in qualcosa di veramente migliore. Un segno che in Italia ci fosse ancora qualcuno con del buon gusto e un minimo di serietà (ci sono in realtà queste persone, ma sono emarginate e non hanno possibilità ). Non dico roba da antologia, ma la sistemazione grafica del sito mi aveva almeno fatto sperare un po’. Invece niente. Non posso nemmeno dire che apprezzo lo sforzo, perché pare quasi che di sforzo progettuale o di studio qua ce ne sia gran poco. Ma dai, siamo seri: cos’è quello?
Una “P” e una “D”. La scrittina sotto. Lo stramaledetto rametto di ulivo. Stop. Senza una forma, senza un’idea, senza un significato. Un simbolo senza simbolo.
Le iniziali, che non si sapeva che cazzo metterci. Il ramoscello che era la prima cosa da togliere, c’è ancora. Cambiamento zero, voglia di rinnovarsi zero, coraggio zero, originalità zero. Tutto zero. Insignificante. Non mi piace per niente. Non trovo un senso. Poi anche quelle due “punte” che vanno a sinistra degli interni delle lettere, messi lì.. a caso.. giusto per far vedere che ci si è lavorato, forse.. non so. Tanto valeva lasciarlo così. I dettaglini così tanto per mettere qualcosa li trovo stupidi. Fosse stato così senza puntine e senza il ramoscello già poteva avere un senso. Non era un simbolo, era forse più un logo, non c’entrava ancora niente.. ma aveva un mezzo senso. Così.. proprio.. non dice niente. E’ triste. Mette tristezza a vederlo. Che peccato.
Ehi, sono onesto. Poteva essere molto, molto peggio. Da come gira ultimamente questo forse è meglio incorniciarlo e baciarsi le mani. Certo che accontentarsi delle cose banali è un brutto segno. Ancora.

Ovvero la (breve) mia sul nascente Partito Democratico.
Della vittoria di Veltroni avevo sbagliato le mie previsioni di soli cinque punti percentuali (lo davo all’80%). Quindi non mi stupisco, non drammatizzo, non festeggio, non commento neanche. Dopotutto me ne frega anche poco dato che è solo un cambio di nome per vecchia e rincoglionita gentaglia che già conosciamo.
La cosa che mi terrorizza invece è un’altra.
Il logo.
Me lo sento che partoriranno l’ennesima minchiata. Me lo sento. Da qua. Da mille km di distanza sento l’odore di schifezza grafica. E’ proprio nell’aria. Sarà una catastrofe. Sarà un abominio. Moriremo tutti.
Anzi, moriranno loro. Definitivamente.
Alla fine li ho ordinati. Anche perché fino a fine luglio c’è pure la spedizione gratuita, come altro potevo resistere ad una doppia tentazione di questo tipo?
Come primo giro (eh sì, ho paura che ce ne saranno altri di ordini. Costano troppo poco per non diventare plurali..) ho deciso che devo fare una roba fatta bene. Alché ho rimandato la stampa delle foto su Flickr, e ho optato per il mio logo, creato ovviamente dal sottoscritto anni fa eccetera eccetera. Ho quindi ordinato la stampa di adesivetti di codeste immaginette da me all’uopo create [il libricino è di 15 pagine, ogni pagina 6 adesivetti, quindi verranno 6 per ognuno dei seguenti]:

Ora, ditemi: potrebbe esistere, nell’intero universo conosciuto, una cosa più bella?? Non vi affannate a pensare alla risposta che con questo caldo fa male: ve lo dico io, la risposta è ovviamente no.
Tutti insieme ora: “Grazie MOO!”

Perché qua si parla solo di roba seria ed importante. Importante come le prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Ed importante come tutte le apparentemente inutili cosette che fanno da contorno ad ogni campagna di questo tipo, come pubblicità, loghi, comunicazione, ecc.
Il Barack (Barack Obama, ndR) mi ha presentato un signor logone. Molto molto carino ed evocativo. A lui il premio di ‘miglior logo’ del primo semestre 2007.
Peccato però che, fossi cittadino americano, il mio voto andrebbe solo all’immenso Nathan “Flying-Man” Petrelli. Quindi.. sorry Barack.

Certo che pare si mettano proprio d’impegno ultimamente i grafici internazionali. Per di più per salvare l’immagine di quelli italiani che hanno creato l’ormai celebre cetriolone.
Ora, dico io, come si fa a creare una cosa del genere? Per un’olimpiade poi! Che cos’è? Cosa mi rappresenta? PERCHE’? Neanche agli MTV Europe Music Awards fanno ’ste tamarrate pacchiane. Qeusta cosa è talmente incomprensibile e così tristemente ’80s, che farebbe impallidire pure un nigeriano.
Se poi aggiungiamo lo spot che crea attacchi epilettici, giustamente ritirato dalle emissioni televisive, direi che la figura di merda è servita.
Ok, mi rendo conto che sono un po’ un coglione.
Perché credo di essere l’unico che, piuttosto di chiedersi chi/cosa/come/perché/quando sarà questo PD, si preoccupa del logo/simbolo che sceglieranno per identificare questo nuovo partito. Inverecondo timore.
Me lo sento. Me lo sento che sarà il culmine della.. della.. vabbè, non mi viene il sostantivo giusto. Ma sappiate che è un brutto sostantivo.