Meglio che vada a letto

Venerdì, Novembre 30th, 2007

E’ interessante notare come qua a Leuven alle cinque di mattina (ora) del venerdì ci sia più gente per strada che non il sabato pomeriggio nella via principale dei negozi.
Un trattato sociologico su ’sto Erasmus lo devo proprio fare.

Sulle palle, quel martello

Martedì, Maggio 8th, 2007

Stamattina. Ore 7.45.
Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum! Tum!

..in continuazione fino alle 11.
Pareva mi smartellassero il letto da quanto erano vicini.
Fanculo. Merde. E’ un anno che continuate.

Freddo con la F

Mercoledì, Settembre 10th, 2003

Voglio dire, ma che sboro c’era stamattina??

Un’altra cosa: domani è il secondo giorno, e io sono già in crisi. Ma crisi crisi! Non so se arrivo a giugno..

Il 26

Martedì, Settembre 9th, 2003

Il 26. Cioè, voglio dire, IL 26!
Cè gente che comincia ad andare a scuola il 26. Io domani: ma porc..

Però, tutto sommato, non mi dispiace neanche tantissimo il fatto che cominci un nuovo anno scolastico, e che io mi debba svegliare alle 6, prendere il pullman (non quello giusto, sia chiaro. Quello giusto lo perdo sempre, e prendo -correndo- quello dopo..), scendere in stazione, farmi quei 10barra15 minuti di “passeggiata” per arrivare a scuola, ecc ecc..
[sia ben chiaro, per me il sonno è sacro, e svegliarmi sei giorni su sette alle 6am è una tragediadelittosacrificiopazzescoechipiùnehapiùnemetta. Poi sono una delle persone più pigre che il genere umano ricordi e attualmente conosca, quindi vi lascio immaginare la dose di voglia giornaliera che ho di studiare..]
… dicevo? Ah sì, non mi dispiace più di tanto. Perché? Perché (e ricordatevi sempre che dopo uno “WHY?” c’è sempre un “BECAUSE..”) tutto sommato mi piace “l’ambiente scuola”: mi piace il contatto con gli amici/nemici di tutti i giorni, gente con cui ho passato bene o male anni della mia vita.
Forse sono un abitudinario.
L’inverno, poi. La ricerca di calore nel pullman scassato e con i finestrini rotti (ti ringraziamo, o APT), la sciagurata esposizione alle invernali intemperie nell’epico piazzale Guardini, per poi entrare e rimanere per un ora col cappotto in classe.
Questi alcuni dei luoghi dell’anno scolastico.
Questi, che fanno da sfondo ad innumerevoli situazioni di Allegria, Tristezza, Malinconia, Divertimento, Euforia, Apatia, Noia, Rilassatezza o Agitazione.
Con chi? Con gli amici di sempre, gli sconosciuti di sempre. Le nuove amicizie e le vecchie conoscenze. Persone con cui si passa tanto di quel tempo che nemmeno immaginiamo, persone care e meno care, cui si da e da cui si riceve molto, senza nemmeno accorgersene, e forse senza nemmeno volere. Con cui si trascorrono anni della propria vita.
Insomma: un mondo particolarissimo, eccitante e personale, di cui spesso ci si lamenta, ma in cui tutto sommato ci si trova bene.
Una sfera di cui potrei parlare per ore ed ore, senza rendermene conto.
Tra l’altro ho cominciato a scrivere con una meta da raggiungere in mente, ma l’ho persa forse già alla seconda riga, quindi non so più cosa sto scrivendo. Ormai è sempre così.
Ora mi sa che devo andare però, perché senò domani mattina chi si alza? (infatti svegliarsi è una parola troppo grossa per me. Io, colui che si sveglia alla campana delle 13.10..)

Prima o poi

Sabato, Agosto 2nd, 2003

“Prima o poi ti trovo.
..eh, se ti trovo!
..e giuro che se capita un’altra volta scendo giù e spacco tutto!”

FLASHBACK
Stamattina, ore 4.
Dormivo come non mi capitava da mesi: l’aria fresca portata dalla pioggia era uno spettacolo. Ero nella fase REM più profonda quando, cazzo, mi sveglio di soprassalto causa un forte rumore esterno.
[Per chi non lo sapesse, e cioè tutti, sono in vacanza al mare e vivo nell’appartamento dei miei carissimi zii.. purtroppo solo fino al 16.]
Mi alzo dal letto, abbastanza nervoso peraltro, e impreco contro questo ASSORDANTE rumore -che si è scoperto poi essere l’allarme del Punto SNAI sotto casa- visto e considerato che, una volta tanto che il mio cuginetto di due mesi non piangeva, stavo dormendo in modo spettacolare. Tra me e me penso: “Beh, può capitare che possa suonare l’allarme. Mi rimetto a letto và , che tanto adesso smette.” Per la serie: le ultime parole famose.

Dopo un’ora infatti ero ancora sveglio e maledicevo in tutte le lingue conosciute alla razza umana il proprietario di questo stramaledetto (anche lui) impianto d’allarme. La sirena era praticamente incessante, e il nervosismo alle stelle. Il chiasso, inutile dirlo, incredibile. Dopo aver chiamato chi di dovere scopro che l’impianto era collegato, appunto, alla polizia e ad un altro numero di telefono, presumibilmente il padrone. Continuavo ad alzarmi dal letto e a camminare avanti e indietro meditando le torture da poter infliggere a questo essere compratore di sistemi d’allarme indecenti e (molto) fastidiosi. Nel frattempo si era svegliato tutto il palazzo, e già qualche urlaccio cominciava a fendere l’aria. Erano le 6.

Dopo circa trenta minuti però, mentre io rassegnato al mio destino avevo acceso la tv per distrarmi e cercavo dei tappi per le orecchie di fortuna, magicamente l’allarme è cessato lasciando un silenzio da favola. Subito sono corso alla finestra per vedere la faccia del pluridecorato bastardo, per lanciarli quantomeno una camionata di parole e oggetti, ma per mia fortuna -o sua fortuna- è sparito nel nulla, penso, per timore di essere linciato. Allora io, psicosomaticamente distrutto, sono andato a coricarmi. Meditando.

“Se non ricevo tue notizie entro domani, ti consiglio di cercare qualche remoto angolo del mondo dove io non possa trovarti. Non credo ci riusciresti, ma tu tenta.”

        un blog che è un po' cittadino del mondo.
        Abbonati a questo blog tramite Feed RSS.