Milano Expo 2015

Mercoledì, Aprile 9th, 2008

Poi qualcuno per cortesia mi piega il senso di quel logo -spero temporaneo- per favore? E visto che c’è mi piacerebbe anche che mi mostrasse, se lo trova, qualcosa di più brutto. Così da non deprimermi troppo e vedere la cosa da una prospettiva migliore.

Milano is burning

Mercoledì, Maggio 23rd, 2007

Il buon vecchio Ohms, mi ha accennato la cosa in una brevissima chiacchierata su MSN. Ho scoperto solo dopo che questa ‘canzoncina’ gira ormai da un po’ di tempo nell’ambiente milanese, e che sta facendo parlare di se parecchio. Ne hanno parlato, e l’han fatta ascoltare, pure a Radio Deejay, in Deejay Chiama Italia.
Ok, sono uno sfigato e me ne sono accorto solo ora. Ma per gli altri sfigati come me, la canzone si intitola Frangetta (ma è più conosciuta come Milano is burning), ed è una creazione dei ragazzi de il deboscio.
La canzone non è altro che una banalissima base tunz, con le parole del testo scandite a quanto sembra da uno di quei sintetizzatori vocali testabili in rete: ovviamente non è tanto la melodia (quale?) o il cantato (sin-te-tiz-za-to-re) ad essere interessante, quanto invece il testo vero e prorpio, che viene scandito da una pseudo-voce femminile. Il testo rappresenta le più classiche frasi che si possono sentire a Milano, e da milanesi. E’ praticamente una lista di ciò che si potrebbe sentire da ragazzi milanesi (e zone limitrofe) dai 18 ai 25 anni circa. Tutto tragicomicamente rappresentativo. Ma ognuno penso saprà trarre le sue conclusioni da se. Il testo (per i più sensibili, occhio che alla fine compare una bestemmia..) è:

Accumulo libri
vado allo spazio Oberdan
vivo all’Isola
vivo sui Navigli
vivo in Buenos Aires
voglio un loft
compro i Taschen
faccio lo Ied
faccio filosofia in statale
faccio lettere
faccio la Naba
facevo Brera
farò i soldi
me ne andrò da Milano
facevo la cameriera
faccio la barista anzi no la barman
faccio la dj
organizzo feste
mi metto gli occhiali grossi
mi tolgo gli occhiali grossi
faccio la grafica
faccio la copy
faccio tante foto in digitale
ho il macintosh
vado alle feste di MTV
che bravo Kounellis
che bravo Alessandro Riva
che bella la mostra sulla street art
gli adesivi
io aderisco
guardami guardami sto appoggiata al muro
bevo solo la birra e il cuba libre
sono una tipa complicata
uuuuuuh se sono complicata
almeno due concerti al mese
quanto mi diverto
vado al Rocket
vado al Plastic
vado al Gasoline
le mie amiche sono troppo delle pazze
sono una indie rocker
sono indigente
ho la frangetta
sono estroversa
sono introversa
non mi piace il cazzo
per carità vai via con quel cazzo
chattiamo su messenger
ti faccio vedere le foto del mio gatto
ti mando una canzone troppo bella
questa sera andiamo al leonkavallo
andiamo in ticinella
minchia che flash
facciamoci una canna
la barella no è da stronzi
non mi interessano i ragazzi con la macchina bella
a me piace il maggiolone
a me piace il furgone della Volkswagen
che bello il salone del mobile
quanta creatività
che bello il Mi-art
basta, Alighiero Boetti ha rotto le palle
mi piacciono le foto di Basilico
sono molto intense
ho Fastweb
mi scarico un film di Antonioni
Fellini, Pasolini, Rossellini, Bolognini
andiamo ai Magazzini
Godard, Truffaut
non mi piace il cinema americano
è troppo commerciale
andiamo alla biennale
i miei genitori non mi capiscono
mio papà mi dice solo porco dio
mi spezzo la schiena per farti studiare
studia cretina
che io non ho potuto

Beh. Che altro dire?
Ovviamente ironico e divertente, ma naturalmente allo stesso tempo molto imbarazzante per l’assoluta veridicità del contenuto. E’ tutto molto triste.
E l’altra cosa triste è che per moltissime altre città, semplicemente cambiando i nomi di alcuni luoghi eccetera, questa ’sintesi rappresentativa’ è assolutamente corretta e appropriata. Tra l’altro credo che una versione veronese sarebbe alquanto inquietante.

Ecco perché piove/nevica

Martedì, Marzo 27th, 2007

Altro che Giuliacci, ci vuole poco per capire il perché di alcuni eventi atmosferici.
Speremo ben.

Pensieri a caso come al solito

Sabato, Febbraio 18th, 2006

Ok. Allora, il template mi fa già cagare. Ma voglia di farne un altro adesso non ne ho minimamente.

Le ultime dal fronte sarebbero tante. O nessuna, dipende. Anche perché è sempre la stessa storia. Stesse cose, stessi pensieri.

Ho bisogno di evadere fisicamente dalla routine. Appena posso parto, vado, visito. Qualsiasi posto, qualsiasi luogo. Anche la via dietro l’angolo. Voglio farmi un giro a Milano da mesi.. non so neanche perché, ma voglio farmelo. Da solo. Girare a caso come piace a me.

In questo 2006 sarò uscito sì e no due volte di sabato sera. Non che me ne freghi molto, visto che faccio altro di più interessante durante la settimana, ma me lo fanno pesare in un modo pazzesco. E non è umano.

Mi sono rotto delle solite cose, della solita gente. O meglio, del solito tipo di gente. Ma basta, in che società del cazzo viviamo?

Il NanoDiMerdaBerlusca mi ha rotto proprio i coglioni. Mi sono stancato di lui, dei suoi amici, dei suoi compagni di partito e di schieramento, degli altri dell’opposizione che non sono neanche in grado di farsi valere e sputtanarlo come si deve, e di tutti gli italiani che l’hanno votato e che lo rivoteranno. Ma aprite gli occhi! Siamo noi che ora dobbiamo fare qualcosa! Devono andare a casa tutti. Tutti.

La gente se ne fotte. Se ne fotte. Ma come si fa?

Metti una gita a Milano. Ovvero la giornata di ieri, in breve

Domenica, Ottobre 24th, 2004

Ma sì, mettiamola. E facciamola anche, sta gitarella a Milano.. Che tra laltro c’è il compito di Elettronica di cui non so una mazza, e la scusa dello SMAU è azzeccatissima per formalizzare l’escursione.
Metti anche che Milano bisogna capirla, che è anche normale, che però c’ha anche il suo perché.
Metti una mezza delusione di fiera, che comunque valeva la pena di vedere anche solo per lui, il mio mito. Mario (Bros). Più gommoso e alto di quanto pensassi, ma è stata comunque un’esperienza indimenticabile.
Metti anche una passeggiata in centro con Lilo molto interessante, in cui scopro che ho un fortissimo accento da El ratòn del canàl, e metti anche che non riuscirò mai a fare una foto al Duomo senza impalcature, che il negozio H&M è una bella svolta, che il Samurai Shake è qualcosa di incredibilmente disgustoso.
Ho sofferto il caldo in maniera mostruosa, e non so neanch’io il perché, ed è stata bella faticata, ma diciamo ne è valsa sicuramente la pena. Insomma, spero di riuscire a tornarci presto, in quel di Milano ma senza SMAU, per poter passare una giornatina bella e divertente come il pomeriggio di ieri.
Nel frattempo è meglio sistemare la dizione, che qua si rischia di far brutte figure..

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