Sabato, Marzo 22nd, 2008
E con la puntata 4×08 denominata “Meet Kevin Johnson” si è concluso questo primo stralcio di quarta stagione di Lost. Stagione che riprenderà dopo una fastidiosissima pausa di sei settimane (fine aprile) con altre -solo- cinque puntate anziché sette, tutto a causa del famigerato sciopero degli sceneggiatori finito recentemente.
Non ne avevo ancora parlato perché ero, e sono ancora, molto combattuto sul giudizio da dare a queste puntate. Quindi ho aspettato questa ottava, per vedere, sperando, e poter fare i primi commenti.
Come ho già accennato a qualche persona vicina, e a qualche compare con dipendenza, fin’ora questa stagione non mi sta piacendo per niente. Dirò di più, sotto certi aspetti sono molto deluso. Un po’ perché forse mi aspettavo troppo (mea culpa) pensando ad incredibili fuochi d’artificio, ma un po’ anche a causa del fatto che effettivamente queste puntate andate in onda -comparate con le precedenti stagioni- sono di qualità inferiore.
Tra l’altro sono arrivato alla conclusione che forse questa stagione non mi sta piacendo perché, semplicemente, stanno iniziando a spiegare le cose. E il discorso è questo: o le stanno spiegando veramente di merda (cosa che è comunque vera, perché dopo mille puntate di misteri irrisolti su misteri più irrisolti dei precedenti, non si può svelare una cosa ruttando nel mezzo di un discorso completamente differente), o come temevo le spiegazioni sono al di sotto delle aspettative e sono molto banali rispetto alle possibili meravigliose alternative.
Detto questo c’è da dire che comunque non è, ovviamente, tutto da buttare. Ci mancherebbe. Alcune perle si sono viste [NO SPOILER], ed un paio di puntate decenti ci sono state come ad esempio la 4×03 (mi pare) e quella su Desmond. Tra parentesi si sta confermando una volta di più il fatto che i personaggi principali del telefilm sono anche quelli più banali (colpa degli attori?) mentre la vera figata sta nei personaggi “secondari” come, manco a dirlo, il fantastico Benjamin Linus.
Molti dei misteri più pazzeschi e sconvolgenti sono stati momentaneamente accantonati, deludendo ulteriormente i fan della tipologia del sottoscritto, procedendo invece nello svolgimento -ed in alcuni casi anche praticamente concludendo e spiegando “definitivamente”- di alcune tematiche prettamente più “logistiche” e generali. Circoscrivendo e limitando molto alcune questioni, tra l’altro.
Insomma, tralasciando il fatto che tra flashback, flashforward, flashforward che in realtà sono flashback eccetera, non si capisce più un cazzo, questo mio Lost mi sta già cadendo in rovina. Ed è un peccato, un gran peccato.
Ma non tutto è perduto, perché ci sono le prossime cinque puntate che possono risollevare le sorti del telefilm (e l’ultimo finale promette abbastanza bene) nonché altre due stagioni da -altri scioperi permettendo- sedici puntate. Dopotutto è anche probabile che questo momento di flessione fosse necessario: per la trama, per il proseguo, per tutto. Quindi lo posso accettare.
Però dai eh. Dai.
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Lunedì, Gennaio 28th, 2008
Si fa presto a fare i (e a dire di essere) razionali. Si fa presto a fare i miscredenti, i logici, i ponderati. Anche perché magari ti viene naturale, o perché concepisci la cosa come l’unica verità .
Insomma, se veramente lo si vuole, si fa presto ad essere persone obiettive. E ci vuole poco per non credere alle coincidenze, alle religioni o al destino, in virtù della sempre cara statistica e delle sempre attendibili probabilità .
Poi ti capita di sognare una persona che non hai mai praticamente sognato. Un sogno normale, niente di straordinario o eccezionale eh. Un sogno come al solito molto strano, per luoghi avvenimenti e persone, ma che rientra nella categoria dei sogni che fai ogni santa notte. Eccetto appunto per la presenza di questa persona che -non ti ricordi come- compare all’improvviso e silenziosamente fa la sua parte, come in uno dei più classici camei cinematografici dal retrogusto nostalgico.
E tac!, scompare. Allo stesso modo con cui era comparsa. E il sogno riprende con la sua, seppur strampalata, trama onirica. Ma c’era.
E tu per tutto il giorno pensi a questa cosa. A questo sogno. A questa persona.
E, manco a dirlo, la sera dello stesso giorno, questa persona che non senti da tanto, si fa viva. Ti scrive una mail. E tu ci rimani.. così, a bocca aperta. Come l’ultimo dei coglioni.
Poi ci pensi, e ti viene in mente che non è mica la prima volta che ti succede una cosa del genere. Fatalità sempre e solo con questa persona. Alché, da ultimo dei coglioni interdetti ed incapaci di pensiero e parola che ti sentivi prima, ti senti completamente inesistente ed immateriale nonché fluttuante nel nulla. E capisci che forse, certe cose, è inutile che te la tiri tanto, non le capirai mai.
Alché esci, incurante delle congiunzioni astrali e delle verità assolute.
Esci, con l’unico intento di stordirti di alcool per tutto il tempo in cui sarai in grado di tenere in mano un bicchiere.
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Venerdì, Dicembre 12th, 2003
Per favore qualcuno mi sveli quel misterioso evento chiamato “sassolino nella scarpa”!
Qual è la legge fisica che lo permette?
Qual è la magica forza che lo smaterializza dalla strada/marciapiede e lo rimaterializza dentro la scarpa (che ricordiamo, può essere un anfibio..)?
Per quale oscura ragione riesce sempre a posizionarsi nella parte più fastidiosa?
Insomma, MA COME CAZZO FA A ENTRARE UN SASSO se la scarpa è ermeticamente chiusa e, spesso e volentieri, l’unica parte in cui può entrare è coperta dai pantaloni?
Illuminatemi, vi prego.
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Domenica, Giugno 29th, 2003
Nella giornata di ieri trascorsa a Desenzano del Garda mi sono fatto diverse opinioni riguardo alle F.S..
All’andata sono salito su un interregionale (IR) dal nome molto modesto ma di caratteristiche oserei dire “spaziali”. I dieci minuti di ritardo sono stati presto dimenticati al momento dell’arrivo del suddetto treno: treno a due piani con interni (e con interni intendo sedili, finestrini, varie disposizioni..) curatissimi (considerando la 2a classe) e temperatura glaciale. Infatti l’aria condizionata del treno rende i vagoni delle celle frigorifere mentre fuori imperversa l’afa più asfissiante. Impossibile poggiarsi al corrimano: GHIACCIATO. Al ritorno attendo con ansia il treno delle 18.08 proveniente da Savona per Venezia con il quale, arrivato a Verona, avrei preso la coincidenza per Isola d. Scala. “Attendo”, poi, risulterà la parola chiave. 20 infatti sono i minuti di ritardo che in seguito si trasformeranno in 30 per l’eccessivo ritardo di partenza da Desenzano. Il treno è lunghissimo e, considerando che è un intercity (IC), spero con i miei amici di trovare del posto. Decente possibilmente. Invece i posti nei vagoni sono pieni, di aria condizionata neanche a parlarne, e la qualità degli interni è abbastanza squallida (come del resto potete constatare con i vostri occhi..) . E allora via, verso l’avventura nell’oltrepassare tutti i vagoni in cerca di posti. Siamo partiti dal fondo, e nell’attraversare i vagoni sembra che gli spazi vitali disponibili diminuiscano sempre più. E proprio quando al speranza comincia a vacillare (e dopo aver premuto un migliaio di bottoni per aprire e chiudere le porte) ecco che mi ritrovo nell’ultimo vagone (sempre 2a classe) che sembra rubato al treno dell’andata:è a un piano solo, ma è anch’esso stile “spaziale”. Nuovamente quindi ritrovo l’aria condizionata (meno freddo che precedentemente), la qualità e la comodità dei sedili e, sopratutto, la completa varietà di posti a sedere liberi. Oltre questo vagone (unico di questo tipo in tutto il treno) ci sono i macchinisti, e quindi la fine stessa del treno. Ok, alla fine abbiamo avuto culo nel trovare dei posti buoni, ma quello che mi chiedo io è: ma sto vagone lo tenevano nascosto o cosa? Cacchio, c’era pure il tipo che ti porta da mangiare e sembrava una 1a classe! Boh, misteri della fede.
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