Domenica, Agosto 10th, 2008
Il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore se le persone sapessero tutte nello stesso momento quando qualcuno/qualcosa lancia-una/è-di moda. Ci risparmieremmo l’agonia del vedersi protrarre in modo estenuante inguardabili/inascoltabili/intoccabili/immagingiabili/incomprabili/[…] manie. Per opera poi di bifolchi che, ostentando, si credono fighi ed originali per il solo fatto di conoscere/fare/dire/comprare/mangiare/ascoltare/leggere/[…] una certa cosa che -i veri inventori- han già lasciato perdere (o magari si son resi conto di essere dei cretini) da ormai qualche anno. Cose che per semplificare il discorso potremmo identificare con il termine “stili”, così la facciamo breve e ci capiamo meglio tutti.
Quindi basta, basta. Basta. Lasciate ai veri creatori, ai veri appassionati, ai veri conoscitori, ai veri fan, ai veri x e ai veri y il diritto ed una semi-esclusiva sul/sugli argomento/i. Per favore. L’abuso rovina l’essenza, il concetto, l’immagine, il senso e il significato.
Quindi smettetela, finitela. Ché siete tutti, periodicamente, uguali identici.
A forza di (in ordine temporale sparso): anni ottanta e l’indie style; Crocs; London-look; cinture di Gucci; la scritta “Italia” o il tricolore ovunque; All Stars; Ray-Ban a goccia; pardon, Ray-Ban dei Blues Brothers; no scusate gli occhialoni enormi e colorati; emo; (finto) orgoglio nerd/geek; pettinature alternate tra tronisti e Amici di Maria; bracciali larghi di cuoio; costumi a fiori hawaiani; RedBull; manga; borse Pinko/Borbonese/Carpisa; Lonsdale; accessori a scacchi; felpe con elementi modulari; camicia il sabato sera; i pantaloni arancioni/verdi della nonmiricordocosa; il Panama o il PorkPie; foto mentre vi baciate; fumare come dei dannati; la fish-eye, la reflex del ‘70 o le Polaroid; tatuaggi di ideogrammi o stelline; finta omosessualità/bisessualità; cuori fatti con le mani; i piercing al labbro/naso/lingua/sopracciglio; pose per MySpace; quadri impressionisti con aggiunta di glitter sulle unghie; la frangia; erasmus in Spagna; discoteca e sballo sempre e solo; Rimini/Riccione; Superga; Hello Kitty;.. e chi più ne ha più ne metta. Dimentico qualcosa? Sicuramente, ma ho tralasciato volutamente alcune perle del recente passato, anche perché la lista sarebbe veramente infinita.
Moderazione e ponderazione, cazzo. Trovatevi una vostra unicità. O almeno alternate le esistenze a giorni alterni. Fate uno sforzo, su. O almeno informatevi bene, porca eva. Mica vi si può dire sempre tutto. Anche perché dopo un po’ uno è dilaniato per tutte le volte che vi fa presente queste cose e decide come ultima spiaggia di scrivere un post come questo. Sarebbe un mondo migliore anche senza post del genere, in fondo.
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Martedì, Aprile 22nd, 2008
Angel - La vita, il romanzo (”Angel“, 2007):
il primo aggettivo che mi viene in mente è pittoresco. Estremamente teatrale e fiabesco.. anche troppo. Colori ed occhi letteralmente accesi per tutta la durata del film. La Garai emana un’essenza di fascino difficilmente descrivibile così come tutti gli altri attori principali. Scenari ovviamente curati a dovere in pieno -l’aggettivo adatto è proprio pieno- stile primo Novecento. Trama a dir poco femminile, ma veramente troppo ostentata ed in linea con l’ambientazione. Perde tutto nell’ultima mezz’ora.
Voto: 6+.
Criminal Lovers (”Les Amants Criminels“, 1999):
Non idiota come sembra, ma nemmeno sufficientemente pregnante come dovrebbe essere. Intimamente francese, ma nel modo sbagliato. Non convince e risulta a tratti banale. Prospettiva e topic molto interessanti, ma a mio parere non trattati a dovere. Non riesce a far emergere appieno la tematica e stalla su elementi devianti non tanto per la narrazione quanto per il senso ultimo. Sospeso.
Voto: 5.
Sotto la sabbia (”Sous le sable“, 2000):
Un film che, come si direbbe qua tra amici, è un po un package. Nel senso che comunque ti devi sforzare per tirare avanti a guardarlo. Intimista ed essenziale quanto vuoi, ma i dialoghi non sono mica da evitare in quel modo per dio.. Sinceramente poco coinvolgente ed emozionante, senza tante pretese di trama o quant’altro. Fatto benissimo però, regia fotografia eccetera. E lo stile è il suo. Scena principe -quella della locandina per capirsi- favolosa.
Voto: 5–.
Canciones de amor en Lolita’s Club (”Canciones de amor en Lolita’s Club“, 2007):
Perfettibile, sicuramente. E gli attori, purtroppo, sono quelli che sono. Però ci sta, e ci sta molto. Peccato per la prevedibilità di un avvenimento focale, ma per il resto non è niente male. Me lo immaginavo diverso. Mi fanno inoltre notare che forse ci sono state un po’ troppe scene di sesso gratuito, ed effettivamente è vero. Ciò non toglie che mi è piaciuto, pur con tutti quei dettagli evitabilissimi. Fatto malissimo, ma a me è piaciuto.
Voto: 7+.
Chouga (”Shuga“, 2007):
Ragazzi, io c’ho provato. C’ho provato con tutto il cuore a trovare un senso a questo film, davvero. Ve lo giuro. Magari sono io che non capisco il linguaggio kazako, magari sono io che non colgo e non percepisco la poesia i sentimenti il dolore la drammaticità l’amore eccetera. Però verso la fine non vedevo l’ora che finisse, giuro. E non finiva mai..
Voto: 4.
Cinqueperdue (”5×2“, 2004):
Beh, che dire, il flashback -seppur a pezzi- fa sempre sangue, poi qui nel raccontare una relazione tra due persone diventa ancora più interessante. Film tristino dall’inizio, e con sensazione che resta lì implacabile. Fatto bene, come ormai vedo Ozon è solito fare, ha poche cose su cui obiettare e ancora meno da descrivere se non si vuol rovinare il film stesso. Ha un suo grande perché, anche se credo sia molto limitativo per i non amanti del genere.
Voto: 6,5.
Hallam Foe (”Hallam Foe“, 2007):
Tralasciando i sanguigni commenti sulla donna tra le più femmine del mondo (Claire Forlani) e l’altra coprotagonista molto molto interessante, devo dire che questo film mi è molto molto molto piaciuto. Semplicemente. Per varie ragioni, per l’insieme, per l’ambiente (musica eccetera), per il punto focale della trama, per la regia, per la semplicità. Per l’amalgama, il tutto. Forse a causa della vena sicuramente più commerciale, forse per l’abitudine ad un certo tipo di film. Forse. Ma molto molto bello.
Voto: 8+.
The Tiger’s Tail (”The Tiger’s Tail“, 2006):
Non capendo ancora cosa c’entri con la rassegna di Schermi d’Amore, questa pellicola si presenta in modo molto ambiguo, per certi versi originale, pur conservando un alone di banalità e idea riciclata. Ne esce un film tutto sommato guardabile, ma senza infamia e senza lode. Perde un po’ quando si realizza che l’attore è in realtà Mastella, ma per il resto alterna leggerezza, noir, e chi più ne ha più ne metta. Niente di più e niente di meno della sufficienza.
Voto: 6.
La Disparue de Deauville (”La Disparue de Deauville“, 2007):
Classico film che vorresti ma non puoi. Nel senso che gli daresti anche un buon voto, se non ti avesse fatto così schifo. Perché è proprio il tipo, il genere, il.. film che non ti piace. Però vedi che è fatto bene, che se ti attirasse lo declameresti come molto molto buono. E invece sta lì, fastidioso come pochi, poco sfruttato come pochi altri, e con carte anche intelligenti ed originali ma giocate malissimo e con tempi da galera. E’ un film vorrei ma mi son sbagliato.
Voto: 5-.
Nelle tue mani (”Nelle tue mani“, 2007):
Qua boh. Non so bene che dire. Oltre alla voce meravigliosa dell’attore (che comunque secondo me non si presta moltissimo alla recitazione, o quanto meno a quella parte) e a qualche scena divertente, tralasciando la Smutniak, il film non dice granché. O meglio, dice sempre de quela. Molti dubbi, poche parole.
Voto: 5+.
L’altra donna del Re (”The Other Boleyn Gir“, 2008):
Lo aspettavo, visto che era anche in anteprima nazionale, ma mi ha un po’ deluso. Vuoi forse perché la storia bene o male la sai, vuoi perché si fa sempre fatica a farsi andar giù film in costume, vuoi chissà cos’altro. La Johansson non la sopporto e non mi andrà mai giù, Bana per quel poco che fa va anche bene, la nostra Natalie Portman invece c’ha sempre il suo perché anche se ’sto giro mi ha lasciato un po’ col dubbio. Costumi meravigliosi, ma gente come al solito troppo pulita e perfetta. Hollywoodiano, e ho detto tutto. Quasi sufficiente perché son gentile, peccato che scivola via che manco te ne accorgi.
Voto: 6-.
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Domenica, Febbraio 3rd, 2008
Sarà il periodo che ci avvicina a San Valentino (sì lo fanno anche quest’anno, incredibile), sarà la moda, sarà Pato, sarà che tutti ormai hanno un account di MySpace/Flickr/Fotolog/Live Spaces o hanno foto-blog vari, sarà che ormai non si sa più che gesti fare o come posare negli (auto)scatti. Sarà tutto questo, e anche altro. Ma ragazzi, qua ci stiamo pericolosamente avvicinando a quel punto di non ritorno -conosciuto anche come punto “adesso mi avete rotto i coglioni”- in cui TUTTI si sentono in dovere di fare questo gesto. Sempre. E a caso. Un invasione di automi.
Gesto che tra l’altro quando l’ho visto per la prima volta mi era sembrato anche carino, perché era fatto genuinamente, e con dolcezza. Ora invece sta diventando fastidioso, e mi provoca insofferenza.. come molte delle cose esageratamente inflazionate.
Insomma, finitela. Inventatevi qualcosa anche voi ogni tanto, e cercate di essere originali.
Un giorno poi mi lamenterò anche di quell’ammasso di patetica e becera ipocrisia che sta dietro alle foto delle tipe che insistono nel scattarsi foto in cui si baciano tra loro ostentando un’inesistente amicizia piena d’amore, rispetto, solidarietà e comprensione.. quando in realtà sai benissimo (e lo sanno loro insieme al resto del mondo), e lo vedi, che si odiano alla morte.
Quelle foto che ti fanno rivalutare le pose in cui i soggetti fanno (sempre le stesse) smorfie e boccacce, per capirsi.
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Lunedì, Settembre 27th, 2004
Non sono mai stato un patito di Vasco Rossi.
Oddio, ci sono quelle tre o quattro belle canzoncine, i classiconi, ma non me n’è mai fregato più di tanto di lui. Mi ha sempre lasciato quasi indifferente. Un cantante come un altro, per me. Ti fa la hit dell’anno, i super-mega concertoni tutto esaurito, lo senti un po’ dappertutto, c’ha i suoi cavalli di battaglia, fa dischi su dischi e Best Of, e fa i soldi. Ma a me, sinceramente, non mi è mai sembrato questa gran cosa.
Diciamoci la verità, come si commentano le sempre uguali canzoni di Max Pezzali, io potrei dire la stessa cosa di Vasco. E fa successo solo perché si chiama Vasco Rossi, c’ha un repertorio della madonna, per cui ogni suo disco è una figata. Per me gli ultimi dischi hanno gran poco di bello, e ancora meno di originale.
C’è tanta gente che però gli va dietro. Ma tanta. Tra amici mi capita spesso, specie quando l’alcol assume il pieno possesso delle persone in questione, di sentire le classiche squarciagolate (mi autopunirei con l’ergastolo per questo termine) che hanno per soggetto le canzoni di Vasco. E non so perché io non le sopporto proprio per niente. Bah.
Adesso mi sarà alienata metà blogosfera, già lo so, ma a dir la verità diciamo che non me ne frega proprio un cazzo.
Ah sì, i gusti son gusti, vero?
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