Ma della radio ne vogliamo parlare?

Mercoledì, Gennaio 5th, 2005

Si parla tanto della tv di oggi. Fa schifo di qua, è tv spazzatura di là , non fanno mai un cazzo, c’è troppa pubblicità, eccetera eccetera. Niente da dire, sono d’accordissimo. Provo disgusto a volte nell’accendere quello scatolone nero (vabbè, voi magari c’avete il plasma grigio metallizzato super-sottile.. affari vostri. Belli, ma pur sempre -ahimè- vostri ’sti affari..). Dicevamo, CI fa schifo questa televisione. Il problema è che non basterebbero millemila dibattiti per affrontare il problema.

Ma tralasciando per un momento la tv, qualcuno ha mai fatto caso a quello che passa per radio? No, dico, qualcuno ha mai fatto caso veramente a quello che c’è per radio da un po’ di tempo a questa parte? O sono solo io?
Ditemi pure che ho i gusti difficili, ditemi pure che vorrei ascoltare solo quello che mi piace, ditemi pure che sono uno stressa cazzo brontolone (il che ultimamente non sarebbe neanche del tutto insensato), ditemi pure che sono io che sono troppo esigente. Però a me non sembra che la situazione sia molto felice.

C’è un po’ uno schifo per radio, diciamoci la verità. Della pubblicità ne vogliamo parlare? No dai, che mi vien male solo a pensarci. Limitiamoci col dire che ce n’è di più e peggio di quella che passa in tv, senza contare le emittenti locali.
Ma parliamo della musica invece, anche se non è così facile. Come abbiamo detto, un terzo del palinsesto radiofonico lo abbiamo devoluto in spot, ci rimangono due terzi. Di musica direte voi. No dico io. Un altro terzo è lasciato al fiato sprecato. Alle inutili parole su parole, agli inutili interventi, alle inutili cazzate messe e dette lì giusto per passare il tempo. Giusto per far prendere aria alla bocca. Se ne sentono tante di parole in radio, tanti discorsi. Il problema è che raramente sono interessanti, simpatici e divertenti. Non sanno più che cacchio inventarsi, e allora spaziano tra sondaggi demenziali, interviste improponibili, commenti pietosi. Ma parlate come dio comanda. Che ce ne sarebbero di cose da dire, se teniamo da parte i pettegolezzi su Tizia&Caio.

Ma c’è un po’ di musica in radio? Sì.. tranquilli. Il restante terzo del palinsesto radiofonico è dedicato alla musica, pensate. Ehi, ma è roba solo per palati fini, attenti. Quindi se e solo se siete estimatori, chessò, dei Dik Dik, della vacca di sua sorella o dei Blue siete a posto. Anche perché c’è solo ed unicamente quella robaccia lì. Ah sì, e il tunz tunz, scusate. Chiedo veramente scusa a tutti i Gabri Ponte del mondo.
Fateci caso: c’è solo musica di vent’anni fa (e non sto assolutamente esagerando con gli anni, anzi.), tra l’altro brutta visto che i “Grandi Successi” ci sono ogni morte di Papa, robaccia da discoteca (specie in certi orari) (e non venite a rompere per il “robaccia da discoteca”, che non sono in vena di discutere sul quel postaccio) e qualche schifezza da Top Ten alla Pops of the Tops stile appunto Blue, Tiziano Ferro (l’odioso), Britney Spears e menate varie.

Ora, io dico, c’è tanta bella e buona musica in giro, perché anestetizzarci continuamente con certa roba? Bah.. sarò io.
Poi, eh, intendiamoci. Io parlo da saltuario ascoltatore di radio (anche perché o i miei bei cd e amen), che soprattutto non conosce -perché esistono vero? Ditemi di sì vi prego- qualche programma decente di qualche radio bislacca ed emarginata. Qualcosa di buono, ecco. In caso ditemelo che mi sintonizzo immediatamente. Non dico di trovare una radio che mi passa solo Shandon e altre prelibatezze, ma insomma..

Beh, poi c’è anche Radio Maria. Ma quello è tutto un altro discorso.

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